La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2022 Volume: 20223

La composizione corporea dell’atleta: estetica o prestazione?

Abstract

Italiano

L'articolo analizza l'importanza della valutazione della composizione corporea negli atleti per ottimizzare le prestazioni sportive. Viene presentata l'analisi dell'impedenza bioelettrica (BIA) come metodica rapida, non invasiva ed economica per valutare la composizione corporea. La BIA si basa sulla capacità dei tessuti biologici di condurre la corrente elettrica, distinguendo tra tessuti magri (conduttori) e tessuti grassi e ossei (isolanti). Il metodo utilizza quattro elettrodi cutanei applicati secondo la tecnica tetrapolare mano-piede e misura resistenza e reattanza per determinare i diversi compartimenti corporei. L'articolo sottolinea come la massa magra contribuisca allo sviluppo di forza e potenza, evidenziando l'importanza dell'analisi compositiva nella pianificazione dell'allenamento e nel monitoraggio stagionale degli adattamenti negli atleti.

English

The article examines the importance of body composition assessment in athletes to optimize sports performance. Bioelectrical impedance analysis (BIA) is presented as a rapid, non-invasive and economical method for evaluating body composition. BIA is based on the ability of biological tissues to conduct electrical current, distinguishing between lean tissues (conductors) and fat and bone tissues (insulators). The method uses four skin electrodes applied according to the tetrapolar hand-foot technique and measures resistance and reactance to determine different body compartments. The article emphasizes how lean mass contributes to strength and power development, highlighting the importance of compositional analysis in training planning and seasonal monitoring of adaptations in athletes.

Keywords

Italiano

composizione corporea, atleta, prestazione sportiva, impedenzometria, BIA, massa magra, massa grassa, forza, potenza, valutazione corporea, nutrizione sportiva, allenamento

English

body composition, athlete, sports performance, bioelectrical impedance analysis, BIA, lean mass, body fat, strength training, power sports, body assessment, sports nutrition, bodybuilding

Questo articolo esplora l'importanza della composizione corporea nell'atleta, evidenziando come un aumento della massa magra possa migliorare forza e potenza. Si discute l'uso della Bioelectrical Impedance Analysis (BIA) come metodo non invasivo per valutare la composizione corporea, utile per preparatori atletici e nutrizionisti nel monitoraggio delle prestazioni e dello stato nutrizionale degli atleti.

Introduzione

L’atleta è costantemente alla ricerca della migliore prestazione possibile, anche se riferita al proprio limite personale. Le prestazioni sportive sono estremamente complesse e l’esito finale dipende fortemente dalle componenti della forma fisica relative alla salute e alle abilità (potenza, velocità, agilità, tempo di reazione, equilibrio e composizione corporea), oltre che alla tecnica e al livello di competenza dell’atleta nelle abilità motorie specifiche dello sport, soprattutto nella ricerca del “modello di prestazione”, ovvero del modello riferito al campione.

Nello sport gran parte delle componenti precedenti sono fortemente influenzate dalla composizione corporea dell’atleta.

Antropometria

Un aumento di massa magra contribuisce allo sviluppo di forza e potenza, che sono legate alla dimensione muscolare. Prima di tutto è bene evidenziare che la massa magra, che in inglese è detta fat free mass oppure lean mass, consiste in tutto ciò che rimane nel corpo dopo aver eliminato la massa grassa. Non parliamo quindi della sola massa muscolare, che è una componente della massa magra.

Analizzare la composizione corporea dell’atleta è quindi un elemento fondamentale per la pianificazione dell’allenamento. Non è però una valutazione semplice: esistono infatti numerosi metodi in grado di rilevare la composizione corporea. Alcuni di questi dividono il peso corporeo in 2 componenti, massa magra e massa grassa e sono:

  • plicometria;
  • pesata idrostatica;
  • pletismografia a spostamento d’aria (Air Displacement Plethysmography o ADP in lingua inglese).

Altri metodi svolgono un’analisi più approfondita, perché dividono il peso corporeo in più componenti, derivando anche il valore del muscolo scheletrico. Ad esempio:

  • DEXA;
  • BIA (bioelectrical impedance analysis);
  • BIVA (bioelectric impedance vector analysis).

Tuttavia, fino al 2020, l’utilizzo di BIA e BIVA negli atleti non ha fornito risultati accurati a causa di equazioni e riferimenti non specifici; tuttavia, si stanno aprendo nuove prospettive per ricercatori e professionisti. Alla luce di ciò, BIA e in particolare BIVA possono essere utilizzati per monitorare lo stato nutrizionale e i cambiamenti stagionali nella composizione corporea negli atleti, oltre a fornire confronti accurati all’interno e tra gli atleti.

In questo articolo ci soffermeremo principalmente sulla BIA, particolarmente diffusa tra gli operatori del settore.

L’Impedenzometria Bioelettrica: la BIA

L’analisi dell’impedenza bioelettrica (Bioelectric Impedance Analysis, BIA), anche detta impedenziometria, è una tecnica rapida, non invasiva e relativamente economica, per valutare la composizione corporea. La BIA si basa sulla proprietà comune a tutti gli esseri viventi, e quindi anche all’uomo, di condurre la corrente elettrica attraverso i fluidi e i tessuti dell’organismo.

Gli studi, tra l’altro, che utilizzano la BIA suggeriscono che un basso BMI può riflettere una ridotta massa muscolare ed una alta massa grassa. I tessuti biologici si comportano come conduttori, semiconduttori o dielettrici (isolanti). Le soluzioni elettrolitiche intra ed extracellulare sono ottimi conduttori (tessuti magri), mentre al contrario i tessuti grasso e osseo non permettono il passaggio della corrente utilizzata dalle apparecchiature BIA.

È una tecnica relativamente recente, che ha potuto trovare impiego clinico solo a partire dagli anni ‘80, in seguito alla realizzazione d’analizzatori portatili. La tecnica attuale, infatti, sfrutta gli elettrodi cutanei utilizzati per l’ECG, posizionati in due coppie (tecnica tetrapolare mano-piede), consentendo l’esecuzione delle misure in modo rapido (circa cinque minuti, esclusa l’applicazione degli elettrodi), non invasivo, innocuo, ripetibile, a basso costo, con i vantaggi della portabilità (dall’ambulatorio, alla corsia, alla sala dialisi, alla terapia intensiva fino al campo di gioco o alla palestra per gli sportivi) e senza interferenze con altra strumentazione elettrica sanitaria.

La BIA per il preparatore atletico

Il preparatore atletico, nella ricerca della migliore performance per il suo atleta ha necessità di effettuare una analisi critica partendo da dati oggettivi. In questo contesto e non in ottica di effettuare diagnosi medica o nutrizionale la BIA è uno strumento di frequente utilizzo, che vediamo nel dettaglio. La tecnica di misura tetrapolare è semplice: sono applicati quattro elettrodi cutanei, una coppia sul dorso della mano (preferita la destra), in particolare uno sull’articolazione metacarpo-falangea del terzo dito (elettrodo iniettore), e l’altro sull’articolazione radio-ulnare (elettrodo sensore); un’altra coppia sul dorso del piede omolaterale, in particolare uno sull’articolazione metatarsofalangea del terzo dito (iniettore), e l’altro sull’articolazione tibiotarsica (sensore).

Il soggetto, supino e non a contatto con elementi metallici, con arti inferiori divaricati di 45° e arti superiori abdotti di 30° per evitare contatti cutanei con il tronco. I cavetti dell’analizzatore sono collegati con pinzette agli elettrodi. Nella BIA standard viene iniettato un impulso di corrente alternata a 50 kHz, d’intensità innocua per i tessuti (400 μA).

Quando viene attraversato da una corrente elettrica alternata, il corpo umano si oppone al suo passaggio in virtù di due tipi di forze:

  • forza resistiva (resistenza, R) prodotta dai liquidi intra ed extracellulari, che produce una caduta di voltaggio della corrente;
  • forza reattiva (reattanza, Xc) prodotta dalle membrane cellulari, che si comportano come condensatori e che produce uno sfasamento della corrente.

La prima è un indice di volume che rappresenta la semplice opposizione del corpo al passaggio della corrente, mentre la seconda esprime numericamente il modo in cui le membrane cellulari e le superfici di contatto tra vari tessuti si comportano al passaggio della corrente elettrica di valore non costante, con modalità assimilabili a quelle dei condensatori, accumulando cioè una certa quantità di carica elettrica e causando uno spostamento di fase nella corrente applicata. Pertanto, la reattanza può essere definita un buon indicatore della distribuzione della massa cellulare all’interno del volume di acqua del corpo umano. L’impedenza (Modulo Z) è determinata dall’azione delle due forze insieme, resistenza e reattanza.

La BIA per il nutrizionista

La bioimpedenziometria è utilissima anche per il nutrizionista, non per valutare la massa grassa (ci sono metodi e strumentazioni molto più precisi e affidabili per quel dato), ma per stimare la massa muscolare e, soprattutto, l’idratazione. Sapere i valori di TBW (Total body water), ECW (Extra cellular water) ed ICW (Intra cellular water), per un nutrizionista, soprattutto in ambito sportivo.

Questo articolo esplora l'importanza della bioimpedenziometria vettoriale nello sport, sottolineando come possa essere utilizzata per monitorare l'idratazione e la nutrizione degli atleti. Propone l'uso di misurazioni come la reattanza e la resistenza per valutare la condizione muscolare e prevenire infortuni, migliorando così le prestazioni sportive.

Antropometria

Per esempio, quando un atleta di 80 kg perde oltre 1,6 kg di peso corporeo durante l’attività fisica (2%), la capacità di prestazione spesso diminuisce significativamente. Inoltre, la perdita di peso di oltre il 4% durante l’esercizio fisico, può portare a patologie da calore anche importanti.

Gli effetti fisiologici dell’esercizio fisico sono onnipresenti come benefici per i sistemi cardiovascolare e muscolo-scheletrico. L’esercizio è ampiamente promosso dai professionisti del settore medico per favorire il benessere sia fisico che emotivo; tuttavia, chiunque si occupi di sport a qualsiasi livello è a conoscenza diretta come un’attività fisica intensa e ripetuta nel tempo porti alla produzione di una serie di mediatori dei processi infiammatori (citochine) che possono in qualche modo sia influire sulla performance che predisporre agli infortuni.

Al network neuroendocrino-metabolico si aggiunge quindi la componente immunologica con tutto ciò che ad essa consegue. La stesura, dunque, di un piano nutrizionale in un atleta di élite non può prescindere da una attenta valutazione anamnestica eseguita mediante una anamnesi nutrizionale che sia volta a valutare le abitudini alimentari dell’atleta.

Gli errori ed eccessi, ad esempio l’uso di alcool, sono dannosi e si cerca di stimolare la consapevolezza di come una corretta alimentazione possa influire sullo stato di salute e dunque sulla performance, e soprattutto nella prevenzione degli infortuni. Una corretta indagine nutrizionale basata su un colloquio con l’atleta può aiutare ad individuare come lo sportivo si alimenta sia nelle giornate normali di allenamento, che nel pre/post gara.

La Massa Muscolare Biologicamente Attiva

La BCM (massa cellulare biologicamente attiva - body cell mass) è una pura coltura di cellule viventi, ed è quella componente della composizione corporea che contiene il tessuto ricco di potassio, che scambia ossigeno, che ossida glucosio.

In qualsiasi considerazione antropometrica sulla conversione di nutrienti in energia, sulla domanda di ossigeno e produzione di biossido di carbonio, la massa cellulare ne è la base di riferimento.

La BCM, sommata alla massa extracellulare (ECM – extracellular mass), dà come risultato il peso della massa libera dal grasso (FFM). La massa cellulare rappresenta il comparto tissutale metabolicamente attivo e si ritiene che abbia una idratazione del 73% ed una concentrazione di potassio intracellulare pari al 97% del potassio totale.

I valori minimi di BCM si ricavano attraverso il calcolo del peso ideale (utilizzando le equazioni di preferenza):

  • per gli uomini si moltiplica il valore di peso ideale per 0,3;
  • per le donne si moltiplica il valore di peso ideale per 0,28.

Le percentuali di riferimento nella popolazione normale vengono aumentate in atleti d’élite in base alla disciplina svolta (più alte negli sport di forza e più basse negli sport di endurance). In atleti maschi negli sport di forza (atleti con altezza media 1.70 m) si arriva a superare il 60% di BCM sul peso totale.

Per poter confrontare la BCM di ogni singola misurazione è necessario fare riferimento al “Grafo BIVA” che rappresenta la bussola dell’idratazione e della nutrizione. Ad esempio, confrontando due misurazioni di un’atleta nella quale si evidenzia, dalla prima alla seconda analisi BIVA, una diminuzione del peso totale, una riduzione della BCM assoluta ma un aumento percentuale di BCM sul peso totale, il grafico BIA-VECTOR dimostra un miglioramento qualitativo che conferma l’aumento percentuale della BCM.

Applicazioni nello Sport

La bioimpedenziometria vettoriale negli ultimi anni si è sviluppata molto nell’ambito sportivo e principalmente viene utilizzata con due finalità:

  • valutative (condizione di forma dell’atleta, monitoraggio dell’anabolismo muscolare e della supercompensazione durante la fasa di preparazione, risposta al carico di lavoro, gestione del recupero);
  • preventive (insorgenza di fatica, disidratazione, prevenzioni di infortuni).

La BIVA può aiutare l’impostazione e l’ottimizzazione di programmi di allenamento tramite il controllo dello stato nutrizionale e idrico dell’atleta durante la stagione.

Ad esempio, se valutiamo un atleta con due misurazioni impedenziometriche a distanza di quindici giorni, nella fase di scarico, con appropriata nutrizione pre-gara, può aiutare a capire se l’atleta ha recuperato/supercompensato se si osserva un aumento dell’angolo di fase, un aumento leggero della resistenza (Rz) con aumento sostanziale della reattanza (Xc) e una massa biologicamente attiva (BCM), il BCMI (BCM Index dato dal rapporto tra la BCM e il quadrato dell’altezza).

In particolare il valore di BCMI rappresenta un parametro qualitativo che, correlato all’angolo di fase e all’idratazione, consente di determinare lo stato di benessere. Valori minori di 7 potrebbero indicare uno stato di malnutrizione dello sportivo.

Questo articolo propone l'uso della metodica vettoriale BIVA per monitorare la composizione corporea degli atleti, al fine di ottimizzare le prestazioni e prevenire infortuni. L'analisi BIVA permette di valutare lo stato di idratazione e nutrizione, fornendo dati utili per personalizzare allenamenti e piani nutrizionali.

Metodi

La metodica BIVA è utilizzata per monitorare le fasi di carico e scarico di allenamento, correlando il recupero dell'atleta all'aumento della BCM, un indicatore di buona prestazione. L'interpretazione del BIVA è cruciale per ridurre le probabilità di infortunio.

Applicazioni nello stato di salute

Lo sviluppo di nuove tecniche di valutazione della composizione corporea con metodica vettoriale BIVA potrebbe integrare i parametri medici classici, permettendo un monitoraggio dello stato di "salute" degli atleti e prevenendo infortuni e stati catabolici.

Abbiamo determinato i seguenti indici attraverso la metodica BIVA:

  • Resistenza (Rz)
  • Reattanza (Xc)
  • Angolo di fase (PA°)
  • Indice benessere BCMI = BCM da BIA/statura2
  • Indice di forma % = BCM da BIA/tessuto magro x 100
  • Body mass Index
  • Body cellular mass
  • Extra cellular mass
  • Total body water
  • Extra cellular water
  • Percentuale di extra cellular water
  • Percentuale di Body cellular mass

Dopo l'applicazione dei cavi sugli elettrodi, è possibile visualizzare i valori di resistenza (Rz), reattanza (Xc) e angolo di fase (PA°). Questi dati, insieme ai dati anagrafici e antropometrici, permettono di elaborare il BIAVECTOR e il BIAGRAM, oltre ad altri parametri convenzionali.

Discussioni e conclusioni

La standardizzazione delle misurazioni BIVA consente valutazioni rapide e non invasive, utili per apportare modifiche su nutrizione, integrazione e allenamento, personalizzando il tutto per il singolo atleta. Un monitoraggio attento con BIVA permette di prevenire overtraining e di incrementare lo stato di salute e performance dell'atleta.

Concludendo, ulteriori studi sono necessari per verificare se il trend di miglioramento è riscontrabile e standardizzabile nelle varie fasi delle competizioni. La BIVA ha un potenziale enorme nello sport, in particolare per la valutazione delle lesioni dei tessuti molli.

Bibliografia

  1. Joyner, M. J. & Coyle, E. F. Endurance exercise performance: the physiology of champions. J. Physiol. 586, 35–44 (2008).
  2. Campa, F., Toselli, S., Mazzilli, M., Gobbo, L. A. & Coratella, G. Assessment of body composition in athletes: A narrative review of available methods with special reference to quantitative and qualitative bioimpedance analysis. Nutrients 13, (2021).
  3. Böhm, A. & Heitmann, B. L. The use of bioelectrical impedance analysis for body composition in epidemiological studies. Eur. J. Clin. Nutr. 67 Suppl 1, S79–S85 (2013).
  4. Moon, J. Body composition in athletes and sports nutrition: An examination of the bioimpedance analysis technique. (2013) doi:10.1038/ejcn.2012.165.
  5. Kushner, R. F. Bioelectrical impedance analysis: a review of principles and applications. J. Am. Coll. Nutr. 11, 199–209 (1992).
  6. Heymsfield, S. B., Wang, Z. M., Visser, M., Gallagher, D. & Pierson, R. N. Techniques used in the measurement of body composition: an overview with emphasis on bioelectrical impedance analysis. Am. J. Clin. Nutr. 64, (1996).
  7. Lukaski, H. C., Bolonchuk, W. W., Hall, C. B. & Siders, W. A. Validation of tetrapolar bioelectrical impedance method to assess human body composition. J. Appl. Physiol. 60, 1327–1332 (1986).
  8. Foster, K. R. & Lukaski, H. C. Whole-body impedance--what does it measure? Am. J. Clin. Nutr. 64, (1996).
  9. Baumgartner, R. N., Waters, D. L., Gallagher, D., Morley, J. E. & Garry, P. J. Predictors of skeletal muscle mass in elderly men and women. Mech. Ageing Dev. 107, 123–136 (1999).
  10. Barley, O. R., Chapman, D. W. & Abbiss, C. R. Reviewing the current methods of assessing hydration in athletes. J. Int. Soc. Sports Nutr. 17, (2020).
  11. Kerksick, C. M. et al. ISSN exercise & sports nutrition review update: research & recommendations. J. Int. Soc. Sports Nutr. 15, (2018).
  12. NR, R., NM, D. M. & S, L. American College of Sports Medicine position stand. Nutrition and athletic performance. Med. Sci. Sports Exerc. 41, 709–731 (2009).
  13. Shirreffs, S. M. & Sawka, M. N. Fluid and electrolyte needs for training, competition, and recovery. J. Sports Sci. 29, S39–S46 (2011).
  14. Docherty, S. et al. The effect of exercise on cytokines: implications for musculoskeletal health: a narrative review. BMC Sport. Sci. Med. Rehabil. 14, (2022).
  15. Halson, S. L. & Jeukendrup, A. E. Does overtraining exist? An analysis of overreaching and overtraining research. Sport. Med. 34, 967–981 (2004).
  16. Malina, R. M. Body Composition in Athletes: Assessment and Estimated Fatness. Clin. Sports Med. 26, 37–68 (2007).
  17. Moore, D. R. & Philp, A. Editorial: Nutritional Strategies to Promote Muscle Mass and Function Across the Health Span. Front. Nutr. 7, (2020).
  18. Nielsen, S. et al. Clinical Practice Guidelines View project Obesity View project Body composition and resting energy expenditure in humans: role of fat, fat-free mass and extracellular ¯uid. Artic. Int. J. Obes. 24, 1153–1157 (2000).
  19. Castizo-Olier, J. et al. Bioelectrical impedance vector analysis (BIVA) in sport and exercise: Systematic review and future perspectives. PLoS One 13, (2018).
  20. Piccoli, A. Bioelectric impedance vector distribution in peritoneal dialysis patients with different hydration status. Kidney Int. 65, 1050–1063 (2004).
  21. Piccoli, A. Whole body--single frequency bioimpedance. Contrib. Nephrol. 149, 150–161 (2005).
  22. Campa, F. et al. Identifying Athlete Body Fluid Changes During a Competitive Season With Bioelectrical Impedance Vector Analysis. Int. J. Sports Physiol. Perform. 15, 361–367 (2020).
  23. Nescolarde, L., Yanguas, J., Medina, D., Rodas, G. & Rosell-Ferrer, J. Assessment and follow-up of muscle injuries in athletes by bioimpedance: preliminary results. Annu. Int. Conf. IEEE Eng. Med. Biol. Soc. IEEE Eng. Med. Biol. Soc. Annu. Int. Conf. 2011, 1137–1140 (2011).
  24. Volpe, S. L., Melanson, E. L. & Kline, G. Validation of bioelectrical impedance analysis to hydrostatic weighing in male body builders. Acta Diabetol. 47, 55–58 (2010).

Vedi anche

Domande frequenti

Perché la composizione corporea è cruciale per gli atleti?

La composizione corporea è fondamentale per gli atleti perché influenza direttamente la prestazione sportiva. Un'elevata massa magra è correlata a maggiore forza e potenza, mentre un eccesso di massa grassa può limitare l'agilità e la resistenza, compromettendo l'efficienza del movimento e la performance complessiva.

Qual è la differenza tra composizione corporea per estetica e per prestazione?

Mentre l'estetica si concentra sull'aspetto fisico, la composizione corporea per la prestazione si focalizza sull'ottimizzazione dei rapporti tra massa magra e massa grassa per massimizzare le capacità atletiche (forza, potenza, resistenza, agilità). L'obiettivo non è solo apparire in forma, ma esserlo funzionalmente per lo sport praticato.

Cos'è l'impedenziometria bioelettrica (BIA) e come funziona?

L'impedenziometria bioelettrica (BIA) è una tecnica non invasiva per valutare la composizione corporea. Funziona misurando la resistenza (impedenza) al passaggio di una piccola corrente elettrica attraverso il corpo. Poiché la massa magra (ricca di acqua ed elettroliti) conduce meglio della massa grassa, la BIA può stimare le proporzioni di questi due compartimenti.

Quali sono i vantaggi della BIA rispetto ad altri metodi di valutazione corporea per gli atleti?

I vantaggi della BIA includono la sua non invasività, rapidità di esecuzione, portabilità e costo relativamente contenuto. Questo la rende particolarmente utile per monitoraggi frequenti e sul campo, permettendo ai preparatori atletici di seguire le variazioni della composizione corporea degli atleti durante le diverse fasi della stagione.

La BIA è accurata per tutti gli atleti?

Storicamente, l'accuratezza della BIA negli atleti era considerata limitata a causa delle loro particolari caratteristiche fisiologiche (es. elevata idratazione, massa muscolare). Tuttavia, l'articolo evidenzia che le nuove prospettive e i progressi tecnologici stanno migliorando l'affidabilità della BIA per il monitoraggio stagionale e il confronto tra atleti, rendendola uno strumento sempre più valido.

Come può un preparatore atletico utilizzare la BIA per migliorare le performance?

Un preparatore atletico può utilizzare la BIA per monitorare le variazioni di massa magra e grassa, identificare squilibri, valutare l'efficacia dei programmi di allenamento e nutrizione, e personalizzare gli interventi. Ad esempio, un aumento della massa magra può indicare un miglioramento della forza, mentre una riduzione eccessiva può segnalare overtraining o carenze nutrizionali.

Quali sono i fattori che possono influenzare i risultati della BIA?

Diversi fattori possono influenzare i risultati della BIA, tra cui lo stato di idratazione, l'assunzione di cibo e bevande, l'attività fisica recente, la temperatura corporea e il ciclo mestruale nelle donne. Per ottenere risultati affidabili, è fondamentale seguire protocolli standardizzati e misurare l'atleta in condizioni simili ogni volta.

Mappa concettuale

Mappa concettuale

Trascina per spostarti · pulsanti +/− per zoom · «Adatta alla finestra» per la panoramica

Autori

Restano visibili solo le schede autore che contengono il testo digitato.