La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2021 Volume: 20213

Come concludere l’allenamento, per migliorare il recupero

Abstract

Italiano

L'articolo esamina l'importanza del recupero post-allenamento per migliorare lo smaltimento dell'acido lattico e ottimizzare i processi rigenerativi. Vengono confrontate le strategie di recupero attivo versus passivo, analizzando la curva di smaltimento lattacido che segue un andamento esponenziale con emirecupero di 15 minuti. La ricerca evidenzia come il recupero attivo, mediante attività dinamica a bassa intensità (25-50% VO2max), risulti tre volte più efficace del recupero passivo nel favorire lo smaltimento lattacido. L'efficacia superiore del recupero attivo è determinata dall'incremento del flusso sanguigno e dell'apporto di ossigeno ai muscoli. Intensità superiori al 70% VO2max non offrono vantaggi aggiuntivi e possono addirittura rallentare i processi fisiologici di smaltimento. L'articolo fornisce indicazioni pratiche per la programmazione di protocolli di recupero efficaci, sottolineando come il defaticamento rappresenti una componente fondamentale dell'allenamento per prevenire infortuni e ottimizzare l'adattamento.

English

This article examines the importance of post-workout recovery in improving lactate clearance and optimizing regenerative processes. Active versus passive recovery strategies are compared, analyzing the lactate clearance curve that follows an exponential pattern with a half-recovery time of 15 minutes. Research demonstrates that active recovery through low-intensity dynamic activity (25-50% VO2max) is three times more effective than passive recovery in promoting lactate clearance. The superior effectiveness of active recovery is determined by increased blood flow and oxygen delivery to muscles. Intensities above 70% VO2max do not provide additional benefits and may actually slow physiological clearance processes. The article provides practical guidelines for programming effective recovery protocols, emphasizing how cool-down represents a fundamental component of training for injury prevention and optimization of adaptation.

Keywords

Italiano

recupero attivo, defaticamento, acido lattico, recupero post allenamento, smaltimento lattato, vo2max, recupero muscolare, fitness

English

active recovery, cool-down, lactic acid, post-workout recovery, lactate clearance, vo2max, muscle recovery, fitness training

Questo articolo propone strategie per ottimizzare il recupero muscolare post-allenamento, evidenziando l'importanza di un recupero attivo rispetto a uno passivo. Dimostra che un recupero attivo, come una leggera pedalata, accelera lo smaltimento dell'acido lattico, migliorando il recupero e riducendo il rischio di infortuni.

Introduzione

Lo smaltimento dell’acido lattico accumulato durante un allenamento intenso è cruciale per un recupero efficace. Sebbene spesso trascurato, il defaticamento post-allenamento è fondamentale per avviare i processi rigenerativi e ridurre il rischio di infortuni. L'acido lattico, se non smaltito, può causare una riduzione del pH cellulare e un’acidificazione dell’ambiente muscolare.

Premettendo che l’acido lattico viene smaltito quasi totalmente nelle prime 2-3 ore successive al training, la curva di smaltimento lattacido presenta un andamento esponenziale. I valori di lattato ematico diminuiscono rapidamente subito dopo l’allenamento, per poi ridurre gradualmente l’intensità di diminuzione nel tempo successivo.

Strategie di recupero

Mettiamo ora a confronto le due principali strategie di recupero: attivo (attività dinamica) e passivo (nessuna attività), per valutare quale offre i risultati più efficaci in termini di smaltimento dell’acido lattico. Il grafico sottostante mostra il differente tempo per lo smaltimento dell’acido lattico al termine di uno sforzo fisico intenso, a seconda che venga svolta una fase di recupero passivo o attivo.

Notiamo come anche solo un blando recupero attivo, attuato mediante pedalata alla cyclette con intensità di circa il 25% del massimo consumo di ossigeno (VO2 max), faciliti e acceleri notevolmente il decremento dei valori di lattato ematico, con un’efficacia di circa 3 volte superiore rispetto al recupero passivo.

Tabella 1 - Recupero lattacido nel tempo post-sforzo
TEMPO SMALTIMENTO LATTACIDO
0 min 0%
15 min 50% (emirecupero)
30 min 75%
1 ora 87,5%
2 ore 93,8%
4 ore 96,9%
8 ore 98,5%

Metodologia dell’allenamento

Come abbiamo appena visto, il recupero attivo è la modalità migliore per smaltire più velocemente l’acido lattico accumulato durante un allenamento intenso o subito dopo uno sforzo lattacido. Ora ci concentreremo sullo stabilire quale sia l’intensità più efficace per raggiungere questo risultato.

Proponiamo diversi studi a riguardo, per poi cercare di sintetizzare efficacemente i risultati, offrendo indicazioni di utilità pratica e funzionale. I grafici sottostanti confrontano le diverse intensità di recupero attivo in relazione al tasso di smaltimento dell’acido lattico al minuto. Vediamo come una pedalata su cyclette a intensità pari al 30-40% del VO2 max determini il maggiore tasso di decremento dell’acido lattico (circa 3% per minuto).

Cosa influenza il recupero e lo smaltimento dell’acido lattico

Va sottolineato che ad incidere sul tempo di smaltimento dell’acido lattico, non sia solo la modalità di recupero attuata, ma anche il livello di fitness atletica e lo stato di allenamento (oltre allo sport praticato): il gr

Questo articolo dimostra che il recupero attivo è più efficace del recupero passivo nel velocizzare lo smaltimento dell'acido lattico post-esercizio. Attraverso un'attività dinamica come corsa o pedalata, a intensità moderata, si ottengono benefici significativi nel recupero muscolare.

Discussione

È risaputo come l’effetto e il beneficio del recupero attivo siano più evidenti rispetto al recupero passivo. Un soggetto allenato smaltisce l'acido lattico più rapidamente rispetto a una persona sedentaria, grazie a processi biochimici più efficienti. Un lungo periodo di allenamento aerobico-anaerobico alternato accelera il processo di smaltimento e riutilizzo dell’acido lattico, incrementando l'attività e il numero di enzimi glicolitici e ossidativi.

La lattato-deidrogenasi, un enzima glicolitico, riconverte il lattato in piruvato, facilitando la ricostruzione delle riserve di glicogeno. L'attività ossidativa del ciclo di Krebs incrementa l'ossidazione del lattato a fini energetici. La differenza di smaltimento dell’acido lattico tra persone allenate e non allenate è massima nei primi minuti successivi allo sforzo.

Conclusioni

Il recupero attivo è la modalità più efficace per velocizzare il processo di smaltimento dell’acido lattico e riutilizzo del lattato accumulato, grazie al più elevato flusso sanguigno diretto ai muscoli. Consigliamo l’attuazione di una modalità di recupero attiva e dinamica al termine di uno sforzo fisico lattacido e di una seduta di allenamento intenso.

Indicazioni pratiche

La fascia d’intensità più efficace per il recupero attivo è compresa fra il 35-45% a seconda che si parli di VO2 max o VAM, da raggiungere mediante attività dinamica di corsa o pedalata. La durata ideale è di circa 10 minuti, sebbene anche 5 minuti offrano vantaggi chiari rispetto alla modalità passiva.

Tabella 2 - Intensità e durata del recupero attivo rispetto all’attività svolta
Attività Intensità Durata
Pedalata 35-40% VO2 max 5-10 minuti
Corsa 40-45% VO2 max 5-10 minuti

Bibliografia

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Vedi anche

Domande frequenti

Qual è la differenza tra recupero attivo e recupero passivo?

Il recupero attivo prevede attività fisica leggera e dinamica a bassa intensità dopo l'allenamento, mentre il recupero passivo implica il riposo completo. Il recupero attivo è circa 3 volte più efficace per lo smaltimento dell'acido lattico.

Perché il recupero attivo è più efficace per smaltire l'acido lattico?

Il recupero attivo aumenta il flusso sanguigno e l'ossigenazione muscolare, facilitando il trasporto e la metabolizzazione dell'acido lattico accumulato durante l'esercizio intenso, accelerandone lo smaltimento.

Qual è l'intensità ottimale per il recupero attivo?

L'intensità ottimale per il recupero attivo si colloca tra il 30-50% del VO2max. Ad esempio, una pedalata leggera a questa intensità è molto efficace. Intensità superiori al 70% del VO2max non offrono benefici aggiuntivi e possono rallentare il recupero.

Quanto tempo ci vuole per smaltire l'acido lattico con il recupero attivo?

Con un recupero attivo ottimale, il tempo di emirecupero (smaltimento del 50% del lattato) è di circa 15 minuti. Il tempo totale per lo smaltimento completo può variare in base all'intensità e alla durata dell'allenamento precedente.

Il defaticamento è davvero importante per il recupero muscolare?

Sì, il defaticamento è una componente fondamentale per ottimizzare i processi rigenerativi post-allenamento. Aiuta a ridurre l'accumulo di metaboliti, migliora la circolazione e prepara il corpo al riposo, favorendo un recupero più rapido ed efficace.

Quali attività posso fare per il recupero attivo?

Attività a bassa intensità come camminare, pedalare su una cyclette, nuotare lentamente o fare stretching leggero sono ottime opzioni per il recupero attivo. L'importante è mantenere l'intensità nel range ottimale del 30-50% del VO2max.

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