La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2021 Volume: 20214

Dagli affondi alla lat machine singola: quando il complementare diventa fondamentale

Abstract

Italiano

L'articolo analizza due esercizi complementari nel resistance training, gli affondi e la lat machine singola al cavo, attraverso un'analisi biomeccanica finalizzata a rivalutarne il ruolo rispetto agli esercizi tradizionalmente considerati fondamentali. Partendo dal presupposto che il muscolo risponde alla tensione meccanica indipendentemente dall'esercizio specifico, gli autori esaminano le diverse varianti degli affondi (in avanti, indietro, sul posto e in camminata) e le loro implicazioni in termini di attivazione muscolare e sicurezza articolare. I dati emersi dallo studio di Park et al. (2016) indicano che gli affondi indietro garantiscono una maggiore attivazione media della muscolatura glutea e un profilo di sicurezza articolare superiore rispetto agli affondi in avanti, che invece producono maggiori forze di taglio sul ginocchio. La lat machine singola al cavo, eseguita con estensione dell'omero sul piano sagittale, viene proposta come alternativa alla versione bilaterale classica, potenzialmente vantaggiosa in termini di stimolazione propriocettiva e sicurezza articolare. Gli autori concludono che la scelta dell'esercizio deve essere individualizzata, considerando il profilo biomeccanico e le caratteristiche del soggetto, e che esercizi classificati come complementari possono assumere un ruolo prioritario nell'ottimizzazione del programma di allenamento.

English

The article analyzes two complementary exercises in resistance training, lunges and single cable lat pulldown, through a biomechanical analysis aimed at reassessing their role compared to exercises traditionally considered fundamental. Starting from the assumption that the muscle responds to mechanical tension independently of the specific exercise, the authors examine the different lunge variants (forward, reverse, stationary and walking) and their implications in terms of muscle activation and joint safety. Data from Park et al. (2016) indicate that reverse lunges ensure greater average activation of the gluteal musculature and a superior joint safety profile compared to forward lunges, which instead produce greater shear forces on the knee. The single cable lat pulldown, performed with humeral extension on the sagittal plane, is proposed as an alternative to the classic bilateral version, potentially advantageous in terms of proprioceptive stimulation and joint safety. The authors conclude that exercise selection must be individualized, considering the biomechanical profile and characteristics of the subject, and that exercises classified as complementary can assume a priority role in optimizing the training program.

Keywords

Italiano: affondi, lat machine singola, esercizi complementari, biomeccanica, allenamento forza, glutei, spalla, sicurezza articolare, fitness, palestra, lat machine, analisi biomeccanica, allenamento con i pesi

Inglese: lunges, single arm lat pulldown, complementary exercises, biomechanics, strength training, glutes, shoulder, joint safety, fitness training, gym, lat pulldown, biomechanical analysis, resistance training

Questo articolo esplora l'importanza degli esercizi complementari, come gli affondi e la lat machine singola, dimostrando che possono offrire un maggiore reclutamento muscolare e sicurezza articolare rispetto agli esercizi fondamentali, se adattati correttamente all'individuo.

Uno dei più grandi luoghi comuni delle palestre, al giorno d’oggi, è l’idea secondo la quale possano esistere esercizi più proficui o esercizi meno proficui per un determinato distretto muscolare. Per essere più chiari, non è difficile sentir esprimere un particolare apprezzamento per un esercizio “fondamentale” a discapito di esercizi che, inaspettatamente e all’insaputa del frequentatore medio delle sale attrezzi, potrebbero fornire un maggior reclutamento muscolare in concomitanza ad una maggior sicurezza articolare.

Ricordiamo, inoltre, che il muscolo in quanto componente dell’apparato locomotore non può sapere quale esercizio sta eseguendo durante una determinata attività ma è solo in grado di contrarsi (allungarsi e accorciarsi) ed esprimere un livello di tensione che è direttamente proporzionale a quella che sarà la resistenza da vincere tenendo in considerazione anche l’angolazione con la quale ci si oppone alla stessa resistenza.

La scelta di un esercizio avviene anche sulla base dell’adattabilità dello stesso al soggetto che si andrà ad allenare proprio per trarne i massimi benefici con i minimi rischi. Di conseguenza, a volte l’utilizzo dei manubri su una panca piana potrebbe essere una soluzione migliore rispetto a delle classiche distensioni con bilanciere.

Le informazioni in merito alla sicurezza articolare, all’attivazione dei vari distretti e ad eventuali rischi dovuti a situazioni dinamiche non fisiologiche, sono rese note grazie a quella che è l’analisi biomeccanica dei movimenti di interesse.

In questo articolo si è deciso di trattare l’analisi biomeccanica di due esercizi multiarticolari (uno relativo agli arti inferiori ed uno relativo alla parte superiore del corpo) e di tipo complementari.

Il primo esercizio che si è deciso di analizzare è in merito agli affondi.

Gli affondi rappresentano uno dei principali esercizi multiarticolari per gli arti inferiori che, però, vengono svolti in modo unilaterale. Si tratta, come lo squat, di una triplice estensione sul piano sagittale che, in base alla variante svolta, potrebbe presentare anche uno spostamento orizzontale sullo stesso piano citato. È un esercizio a catena cinetica chiusa che andrà a stimolare principalmente la muscolatura di glutei e quadricipiti con un intervento di ulteriori muscoli sinergici come gli ischiocrurali e il tricipite della sura (oltre ai vari muscoli stabilizzatori di caviglia e bacino).

Per quanto concerne l’esecuzione, il soggetto si trova in stazione eretta con i piedi paralleli; il movimento inizia con il soggetto che effettua un passo in avanti o indietro (in base alla tipologia di variante scelta) con conseguente flessione di anca e ginocchio (dell’arto che si troverà posto anteriormente) di 90°. Nel momento in cui il soggetto si ritrova “in basso” si avrà una triplice estensione (anca, ginocchio e caviglia) sul piano sagittale al fine di ritornare alla posizione di partenza. Come nella maggior parte degli esercizi contro resistenze, la respirazione consiste in un’espirazione nella fase concentrica del movimento ed un’inspirazione nella fase eccentrica dell’esercizio.

In merito agli affondi, vi è da precisare che esistono diverse varianti:

  • Gli affondi in avanti, che appunto prevedono un passo in avanti con conseguente flessione di ginocchio e anca
  • Gli affondi indietro, caratterizzati da un passo indietro prima della flessione
  • Gli affondi sul posto, i quali prevedono che gli arti siano in apertura sagittale all’inizio del movimento e che quindi mostreranno solo uno spostamento verticale sul piano sagittale
  • Gli affondi in camminata, molto simili agli affondi in avanti ma con l’unica differenza che vi è un avanzamento nello spazio del soggetto (quindi il soggetto non ritornerà nella posizione di partenza ma continuerà ad avanzare svolgendo un affondo ad ogni passo fatto in avanti).

Le varianti di affondi descritte precedentemente prevedono delle esecuzioni differenti tra loro. Partendo dalla variante sul posto, la caratteristica principale sarà data dal fatto che non vi sarà uno spostamento dei piedi dall’inizio alla fine della serie; questa peculiarità obbligherà il soggetto a non effettuare una completa estensione d’anca come invece avviene per la completa estensione del ginocchio. La conseguenza sarà un maggior focus sul muscolo quadricipite (per evidenti ragioni biomeccaniche).

Confrontando le varianti in avanti e indietro degli affondi è doveroso citare lo studio di Park S. et al. (2016) in cui sono state analizzate le differenze tra gli affondi in avanti, gli affondi indietro e la variante di affondi in camminata. I risultati ottenuti dimostrano che:

  • La maggior attivazione MEDIA del gluteo si ha negli affondi indietro, mentre il picco di maggior attivazione dello stesso si ha negli affondi in camminata
  • La variante di affondi in avanti presenta il maggior picco di attivazione del quadricipite ma anche le maggiori forze di taglio sul ginocchio
  • La variante che presenta i valori maggiori di attivazione MEDIA dei principali muscoli coinvolti è quella rappresentata dagli affondi indietro

Sulla base di quanto emerso in merito alle varianti analizzate, si può concludere quanto segue: in ottica “sicurezza” la variante di affondi indietro sembra essere migliore rispetto alla variante in avanti; inoltre si può affermare lo stesso per quanto riguarda il reclutamento muscolare ma tenendo in considerazione anche la variante di affondi in camminata in quanto fornisce degli ottimi stimoli in merito alle contrazioni di picco (caratteristica utile in ottica di aumento di forza e/o ipertrofia). Infine sarebbe meglio non somministrare la variante in avanti in soggetti che presentano problematiche a livello dell’articolazione del ginocchio proprio a causa delle maggiori forze di taglio alle quali verrebbe sottoposto.

Gli esercizi unilaterali presentano dei vantaggi e degli svantaggi: nonostante vi sia una bassa capacità di spostamento e gestione dei carichi, allo stesso tempo si avrà un’elevata stimolazione dei muscoli stabilizzatori i quali sono responsabili del miglioramento della capacità di equilibrio del soggetto.

Il secondo esercizio analizzato in questo articolo è l’esecuzione della Lat machine singola al cavo.

L’esercizio si configura come uno dei più utilizzati, nel resistance training, per l’allenamento del muscolo gran dorsale. L’esecuzione classica, con impugnatura prona e con entrambi gli arti coinvolti contemporaneamente (in un movimento di adduzione dell’omero sul piano frontale) non è tuttavia l’unica soluzione allenante. Spesso infatti, varianti esecutive non considerate possono determinare vantaggi articolari e rappresentare soluzioni differenti in termini di attivazione muscolare e propriocezione nell’arco dei mesocicli allenanti.

Nello specifico, sarà analizzata la lat machine singola al cavo. Essa prevede un movimento di estensione dell’omero sul piano sagittale.

Nell’esecuzione al cavo il soggetto è in ginocchio, sotto il cavo, con braccio steso verso l’alto ad afferrare la maniglia, singolarmente, con presa prona. Nell’esecuzione, la maniglia è portata verso lo sterno, mantenendo le scapole addotte e basse per tutta la durata del movimento. A metà ROM, si assiste alla supinazione dell’avambraccio. La fase finale è caratterizzata dalla maniglia ferma, al petto, con avambraccio supinato.

Essa rappresenta una variante che permette di favorire in maniera ottimale la fisiologia articolare.

A 180 ° di flessione/abduzione (braccia sopra la testa) infatti, la spalla possiede una scarsa capacità di rotazione. Per questo motivo, partire con avambraccio completamente supinato (posizione di partenza della lat machine presa inversa) rappresenta una forzatura articolare (Kapandji, 2006) che porta a compensi in strutture quali spalla, gomito ed avambraccio.

Anche una pronazione completa di avambraccio a gomito completamente flesso (fase finale della concentrica nell’esercizio lat machine con presa prona), rappresenta una forzatura articolare (Kapandji, 2006). Tale condizione sembrerebbe esporre, se presente con frequenza e reiterata nel tempo, a processi infiammatori e degenerativi a carico dei tendini dei muscoli con inserzione sull’epicondilo.

La maggiore libertà di movimento durante l’esecuzione in questa variante (che permette una rotazione di avambraccio nel mentre dell’esecuzione e garantendo così una supinazione d’avambraccio a gomito flesso ed una pronazione a gomito esteso) rappresenta dunque la chiave per la sicurezza articolare.

Risulta tuttavia fondamentale rispettarne la tecnica esecutiva, al fine di non creare situazioni potenzialmente dannose, come la perdita delle curve fisiologiche in fase di trazione o slanci indietro della colonna per coadiuvare la trazione (errori comuni in esecuzioni con carichi eccessivi).

Per quanto concerne invece l’attivazione muscolare, è possibile tenere in considerazione lo studio di Lusk SJ et al. (2010). Gli autori hanno valutato l’attivazione del gran dorsale in lat machine con presa prona (larga e stretta) e presa supina (larga e stretta).

I risultati ottenuti, hanno mostrato un’attivazione maggiore del muscolo gran dorsale nella presa prona rispetto alla supina, indipendentemente dalla larghezza della stessa. La lat machine singola al cavo prevede, come analizzato, un cambio della presa (da prona a supina) durante l’esecuzione. Sebbene questo potrebbe dunque portare alla perdita di attivazione del gran dorsale, i benefici articolari analizzati, configurano questa variante esecutiva come utile e priva di rischi, e che permette di variare il lavoro muscolare sul distretto del gran dorsale. Essa inoltre, nella sua esecuzione in ginocchio, permette anche un buon grado di stabilità all’esecutore, senza così penalizzare il carico utilizzabile nel range di lavoro scelto. È questa una caratteristica fondamentale negli allenamenti con resistance training, dove il parametro intensità di carico rappresenta un variabile prioritaria. Infine, ma non in secondo piano, è bene ricordare i vantaggi associati ad esercizi svolti con arti singoli. Questa condizione, infatti, si configura come ideale per allenare in misura maggiore la propriocezione del soggetto e, in particolar modo, esaminare e correggere eventuali asimmetrie di forza distrettuali.

```

Bibliografia

  1. Kapandji IA, Fisiologia articolare. Monduzzi editore, 2006
  2. Lusk SJ, Hale BD, Russell DM. Grip width and forearm orientation effects on muscle activity during the lat pull-down. J Strength Cond Res. 4(7):1895-900. Jul 2010
  3. Park, S., Chung, C., Park, J., Jang, J., Panday, S. B., Lee, J., & Pathak, P. (2016, November). Comparative Analysis of Lunge Techniques: Forward, Reverse, Walking Lunge. In ISBS-Conference Proceedings Archive.

Vedi anche

Domande frequenti

Qual è la differenza principale tra affondi in avanti e affondi indietro in termini di sicurezza e attivazione muscolare?

Gli affondi indietro sono generalmente più sicuri per le ginocchia, generando minori forze di taglio e offrendo una maggiore attivazione media dei glutei rispetto agli affondi in avanti, che possono stressare maggiormente l'articolazione del ginocchio.

Perché la lat machine singola al cavo è considerata una valida alternativa biomeccanicamente vantaggiosa?

La lat machine singola al cavo permette un movimento di estensione dell'omero sul piano sagittale, favorendo la fisiologia articolare della spalla e riducendo il rischio di infortuni rispetto a varianti che possono stressare maggiormente l'articolazione.

Gli esercizi 'complementari' sono meno importanti degli esercizi 'fondamentali'?

No, l'articolo sottolinea che la distinzione tra 'fondamentali' e 'complementari' è spesso fuorviante. La scelta dell'esercizio dovrebbe basarsi sull'analisi biomeccanica e sull'adattabilità al soggetto, poiché anche gli esercizi complementari possono essere fondamentali per specifici obiettivi e prevenzione infortuni.

Quali muscoli vengono maggiormente attivati dagli affondi?

Gli affondi attivano principalmente i quadricipiti, i glutei (in particolare il grande gluteo) e i muscoli posteriori della coscia, oltre a richiedere un buon controllo del core per la stabilità.

Quali sono i benefici della lat machine singola per la schiena e le spalle?

La lat machine singola aiuta a sviluppare la forza e l'ipertrofia dei muscoli dorsali (gran dorsale, romboidi, trapezio) e dei bicipiti, migliorando al contempo la stabilità e la mobilità della spalla grazie al movimento più naturale e controllato.

Come posso scegliere l'esercizio più adatto tra diverse varianti di affondi o tra lat machine e lat machine singola?

La scelta dovrebbe essere guidata da un'analisi biomeccanica personalizzata, considerando gli obiettivi specifici, le eventuali limitazioni articolari, il livello di esperienza e la risposta individuale all'esercizio. È consigliabile consultare un professionista qualificato.

È possibile integrare sia gli affondi che la lat machine singola in un programma di allenamento?

Assolutamente sì. Entrambi gli esercizi offrono benefici unici e possono essere efficacemente integrati in un programma di allenamento ben strutturato per migliorare la forza, la stabilità e la prevenzione degli infortuni, lavorando su gruppi muscolari diversi e con schemi motori complementari.

Mappa concettuale

Mappa concettuale

Trascina per spostarti · pulsanti +/− per zoom · «Adatta alla finestra» per la panoramica

Autori

Restano visibili solo le schede autore che contengono il testo digitato.