La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2015 Volume: 20153

Effetti della musica sulla performance natatoria: un case study: come la musica influenza la prestazione di un atleta amatoriale

Abstract

Italiano

La musica ha visto incrementare il proprio utilizzo in moltissime forme di attività fisica, dalla corsa in solitario, all'ormai comune uso nelle palestre e durante i corsi tenuti nelle sale fitness. Nel mondo del nuoto, data la ovvia difficoltà e la poca praticità nell'utilizzare lettori mp3 subacquei, gli studi disponibili riguardo l'utilizzo della musica nell'ambiente acquatico sono pochi, e comunque soprattutto indirizzati a nuotatori d'elite. Nel nostro studio invece, abbiamo analizzato cosa succede ad un solo nuotatore, non professionista né agonista, ma amatoriale, come la maggior parte degli utenti degli impianti natatori. Per il nostro scopo, il soggetto ha nuotato due volte in giorni diversi, 7x100 m in progressione prima senza e poi con musica di suo gradimento. Sembra che l'ascolto di musica durante l'allenamento possa abbassare la percezione dello sforzo e interviene anche nell'accumulo del lattato, oltre al fatto che rende più piacevole il tempo trascorso in acqua.

English

Music has seen an increase in its use in many forms of physical activity, from solitary running to the now common use in gyms and during fitness classes. In swimming, given the obvious difficulty and impracticality of using underwater mp3 players, the available studies regarding the use of music in aquatic environments are few, and mostly directed at elite swimmers. In our study, instead, we analyzed what happens to a single swimmer, neither professional nor competitive, but recreational, like most users of swimming facilities. For our purpose, the subject swam twice on different days, 7x100 m in progression first without and then with music of his choice. It appears that listening to music during training can lower the perception of effort and also intervenes in lactate accumulation, in addition to making the time spent in water more pleasant.

Keywords

Italiano

musica e nuoto, performance natatoria, RPE scala Borg, lattato ematico, frequenza cardiaca nuoto, nuoto amatoriale, percezione sforzo, allenamento acquatico

English

music and swimming, swimming performance, RPE Borg scale, blood lactate, swimming heart rate, recreational swimming, effort perception, aquatic training

Un case study su nuotatore amatoriale dimostra che l'ascolto di musica durante l'allenamento può abbassare la percezione dello sforzo e modificare l'accumulo di lattato ematico. La ricerca confronta le performance del soggetto in due sessioni di 7x100m incrementali, prima senza e poi con musica di gradimento personale.

Introduzione

Perché la scelta di utilizzare un case study

Il case study è una ricerca di tipo qualitativo svolta al fine di comprendere meglio una situazione o un fenomeno in particolare. Esso può essere di tre tipi: descrittivo, interpretativo o valutativo. La sua metodologia di ricerca ha la necessità di essere molto flessibile per permettere l'utilizzo di molteplici strategie volte all'acquisizione del maggior numero di dati, condizione necessaria per bilanciare il ridotto numero di soggetti. Un case study è una ricerca che risponde a un quesito del tipo "come" e "perché" relativo a un insieme di eventi sui quali il ricercatore può esercitare nessuno o poco controllo.

Obiettivo

L'obiettivo di questa nostra ricerca è quello di osservare nel soggetto esaminato le eventuali differenze fisiologiche e psicologiche indotte dall'uso della musica durante una performance natatoria.

Soggetto

Maschio, 26 anni, altezza 1,73 cm e peso 72 kg. Non professionista né agonista. Praticante nuoto da 10 anni in maniera non consecutiva, attualmente in categoria M25 di nuoto pinnato.

Il soggetto ha mantenuto durante lo svolgimento dei test la sua media normale di 3-4 ore di nuoto settimanali per un totale di 4-4.5 km. Frequenza cardiaca a riposo di 60 bpm.

La musica

La musica è diventata sempre più presente nella vita di tutti i giorni, nello sport e nella pratica dell'esercizio fisico; negli ultimi vent'anni sono state svolte numerose ricerche per definire e misurare l'influenza della musica sulla performance sportiva. Da queste ricerche è emerso che la musica può avere tre effetti:

  • Psicologico
  • Psicofisico
  • Ergogenico
In questo senso la musica può essere ritenuta una droga legale che gli atleti possono utilizzare durante l'allenamento

La WADA vieta la musica in-task ma non pre-task: "Listening to music is a performance enhancement and a prohibited by The World Antidoping" (Code 2008 method of the enhancement of oxygen transfer). Però le controversie sull'uso della musica nello sport sono tante e esistono da molto tempo. La musica è stata dimostrata essere un valido aiuto in diverse attività, ed è stato osservato come questa può migliorare la performance in certe condizioni (Angela R.Tate, 2012)1; inoltre alcuni studi dimostrano che graficamente la soglia del lattato subisce uno shift verso destra nella performance con la musica (Hellström PA, 1998)2. Altri invece osservano che solo la RPE si modifica, ma ad intensità sub-massimali, mentre la soglia anaerobica non subisce variazioni (Karageorghis, 2012)3. Inoltre gli autori hanno individuato 4 fattori che contribuiscono alle qualità motivazionali di un brano musicale (Bateman, 2009)4:

  • Risposta al ritmo
  • Musicalità
  • Impatto culturale
  • Associazione

Diversi studi hanno provato ad identificare la relazione tra ritmo musicale, definito con i bpm (battiti per minuto), e frequenza cardiaca durante l'esercizio. Un primo studio di Karageorghis et al. ha rilevato che:

  • 80 bpm = 40% della massima FC di riserva
  • 120 bpm = 60% della massima FC di riserva
  • 140 bpm = 75% della massima FC di riserva

Alcune ricerche hanno dimostrato che musica scelta dai soggetti esaminati ha un'influenza migliore sulla prestazione rispetto a musica selezionata da altri (Angela R.Tate, 2012)1. In seguito, un altro studio eseguito su soggetti sani di 21 anni ha rilevato un range di preferenza dei bpm musicali di brani ascoltati durante esercizi con un incrementale aumento di intensità (Karageorghis, 2012)3.

Ipotesi

La nostra ipotesi è che la musica possa quindi indurre modificazioni psicologiche, variando la percezione dello sforzo del soggetto durante l'intera performance, e fisiologiche, alterando i suoi valori di velocità di soglia anaerobica.

Metodi

Protocollo

Un noto test per individuare la soglia anaerobica si effettua su 7 steps incrementali da 200 m, ognuno con tempo d'esecuzione da 5 min (che comprende sia i 200 m che il recupero). Il test è però studiato per atleti agonisti di alto livello e non può quindi essere somministrato nel nostro caso. (vedi anche Di Michele et al, 2012)5.

Un altro studio invece usa un protocollo 7x100 incrementale per individuare la velocità critica in giovani nuotatori (Guedes, 2012)6. Infine un altro studio utilizza ancora i 7 steps da 100 metri incrementali con un recupero incrementale da 2 min dopo il 1°step a 15 min dopo l'ultimo step (Verbitsky, 1993)7.

Diversi studi hanno provato ad identificare la relazione tra ritmo musicale, e frequenza cardiaca durante l'esercizio.

Il nostro test è stato adattato da quelli esposti precedentemente; abbiamo utilizzato un 7x100 incrementale, nuotato crawl, con partenza ogni 3'30'', che comprendono sia l'esecuzione dei 100 metri che il recupero. Ogni step è eseguito a velocità costante, partendo dal 70% del presunto massimale personale sui 100 m, cioè 1'30'', incrementando del 5% la velocità, fino al 100% nel settimo step. (non è stato testato il miglior tempo sui 100 prima del test, ma non ci interessava il massimale, bensì il punto di deflessione della curva)

Il soggetto eseguiva, prima dell'inizio del test, un riscaldamento standard di 200 metri nuotati a piacere, al termine dei quali veniva controllato solo che il livello di lattato ematico non superasse le 1.5 mmol/L.

Il soggetto nei giorni precedenti ai due test ufficiali (senza e con musica) aveva familiarizzato con il protocollo ripetendo due volte il test, abituandosi a seguire la lepre visiva. Inoltre, come già detto, non aveva modificato la sua routine settimanale di allenamenti.

Tabella 1 - Protocollo test incrementale 7x100m
Step 1 2 3 4 5 6 7
Speed % 70 75 80 85 90 95 100

Alla fine di ogni step vengono rilevati i seguenti parametri fisiologici: FC carotidea, e dopo 1 min il lattato. E nello stesso tempo un parametro psicologico, la RPE utilizzando la Scala di Borg.

Strumenti

  • Lettore mp3 waterproof Sony Walkman NWW – 270
  • Software Virtual DJ Home Free
  • Cronometri Geonaute ONstart 300
  • Cinesini per segnalare gli step agli operatori fuori acqua
  • Fotocamera Canon IXUS 115HS
  • Gopro Hero3
  • Lepre visiva
  • Cardiofrequenzimetro Polar s810i
  • Nastro adesivo
  • Software Polar ProTrainer 5
  • Fascia cardio Polar compatibile
  • Computer
  • Software Kubios HRV 2.0
  • Lattacidometro Lactate Scout, guanti, alcool e "foradito"
  • Scala di Borg (RPE) da 6 a 20

Risultati

Tabella 2 - Test del 08/05/2014 senza musica
Momento del prelievo Lattato (mmol/L) N. Step Velocità [m/s] FC Polar [bpm] Percezione dello sforzo scala di Borg [RPE] HF pow [ms²] HF RSA pow [ms²]
inizio esperimento 72 9
dopo il riscaldamento 2,8 90 9
subito prima di iniziare il test 1,4 90 9
1' dopo il primo step 2,8 1 0,85 102 10 4,97 5,14
1' dopo il secondo step 4 2 0,89 104 11 1,89 2,38
1' dopo il terzo step 3,9 3 0,93 125 12 1,06 0,97
1' dopo il quarto step 4,4 4 0,97 134 14 0,2 0,19
1' dopo il quinto step 4,6 5 1,01 135 15 0,06 0,11
1' dopo il sesto step 5,8 6 1,06 152 16 0,12 0,22
1' dopo il settimo step 7 7 1,11 147 19 0,11 0,17
dopo 1' 9,3 123 19
dopo 2' 8,6 110 16
dopo 3' 8,3 113 13
Tabella 3 - Test del 15/05/2014 con musica
Momento del prelievo Lattato (mmol/L) N. Step Velocità [m/s] FC Polar [bpm] Percezione dello sforzo scala di Borg [RPE] HF pow [ms²] HF RSA pow [ms²]
inizio esperimento 65
dopo il riscaldamento 115
subito prima di iniziare il test 1,4 75 7
1' dopo il primo step 1 0,85 84 9 2,9 2,7
1' dopo il secondo step 2 0,89 104 11 0,91 1,08
1' dopo il terzo step 3,1 3 0,93 110 11 0,42 0,31
1' dopo il quarto step 4 4 0,97 120 12 0,29 0,25
1' dopo il quinto step 4 5 1,01 138 13 0,29 0,21
1' dopo il sesto step 4,6 6 1,06 138 15 0,07 0,08
1' dopo il settimo step 6,5 7 1,11 162 19 0,08 0,11
dopo 1' 9,5 108 13
dopo 2' 140
dopo 3'

Analisi dei dati

Dai dati raccolti riguardo la frequenza cardiaca del soggetto durante le prove non è possibile identificare con precisione il punto di deflessione corrispondente alla velocità di soglia anaerobica; studi recenti hanno di fatto dimostrato l'invalidità di questa metodologia14. Per questo non utilizzeremo in seguito la FC.

Mettendo a confronto le curve di lattato e RPE, vediamo chiaramente come la deflessione di soglia coincida al punto dove la percezione dello sforzo sale maggiormente e più significativamente. Inoltre è ben visibile lo spostamento del punto di soglia anaerobica verso destra nel grafico della performance dove è stata utilizzata la musica.

Conclusioni

  • Il protocollo adottato si è rivelato idoneo per il soggetto studiato in quanto ci ha permesso di individuarne le velocità di soglia.
  • Si è verificato un abbassamento dell'RPE nei primi 5 step, che dalla lattacidometria sono risultati essere stati nuotati sotto soglia anaerobica.
  • La musica sembra aver avuto un effetto sulla velocità di soglia anaerobica, spostandone il punto verso destra nei grafici del lattato, ritardandone così l'accumulo. Ciò è confermato anche dall'analisi della variabilità cardiaca.

Inoltre suggeriamo di testare, in un campione più ampio di soggetti, gli effetti della musica sulla prestazione natatoria, utilizzando test con protocolli validati, adottando anche le modalità pre-task e sincrona. Ulteriori studi potranno poi essere effettuati per studiare l'effetto di diversi tipi di musica sulla performance. Fino ad ora in letteratura si trovano quasi solamente studi sulla performance dove viene chiesto ai soggetti di utilizzare la loro musica preferita, senza vincoli di ritmo, genere o altro.

Non è chiaro se la musica preferita dai soggetti ha un effetto rilassante:

  • fa sentire meno la fatica? Gli steps sotto soglia riscontrano una RPE inferiore agli stessi nuotati senza musica

O invece ha un effetto che definiamo stimolante:

  • aumenta la velocità? Nel nostro caso il soggetto doveva seguire una lepre visiva per cui la velocità era imposta.
  • può prolungare il tempo di performance? Nel nostro studio il numero degli steps era definito dal protocollo, ideale per osservare il punto di deflessione della curva del lattato.

Eventuale studio futuro: la performance peggiora se effettuata con musica non gradita dal soggetto?

Abstract

In our study it was to analyze what happens not professional swimmer when listening music. It would seem that listening to music during exercise can lower the perceived exertion and limit the lactate accumulation.

Bibliografia

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Vedi anche

Domande frequenti

La musica può davvero migliorare la performance nel nuoto?

Sì, secondo questo case study la musica può ridurre la percezione dello sforzo (RPE) e influenzare l'accumulo di lattato ematico, rendendo l'allenamento più efficace e piacevole per i nuotatori amatoriali.

Come si ascolta la musica mentre si nuota?

Esistono cuffie impermeabili appositamente progettate per il nuoto che permettono di ascoltare musica sott'acqua mantenendo una buona qualità audio e aderenza durante i movimenti natatori.

Quale tipo di musica è più efficace per il nuoto?

La ricerca ha utilizzato musica di gradimento del soggetto, suggerendo che la preferenza personale sia un fattore importante. Generalmente, ritmi moderati-alti (120-140 BPM) sono consigliati per l'attività aerobica.

La musica influenza anche la frequenza cardiaca nel nuoto?

Lo studio ha monitorato la frequenza cardiaca insieme ad altri parametri fisiologici, evidenziando come la musica possa avere effetti misurabili sui parametri cardiaci durante l'esercizio acquatico.

Cos'è la scala RPE di Borg utilizzata nello studio?

La scala RPE (Rating of Perceived Exertion) di Borg è uno strumento standardizzato che misura la percezione soggettiva dello sforzo da 6 a 20, utilizzato per valutare l'intensità dell'esercizio percepita dall'atleta.

Il protocollo 7x100m incrementale è adatto ai nuotatori amatoriali?

Sì, il protocollo dal 70% al 100% del massimale personale è scalabile e adattabile al livello del nuotatore, permettendo una valutazione progressiva della performance anche per atleti non professionisti.

La musica può essere utilizzata in gare di nuoto ufficiali?

No, nelle competizioni ufficiali l'uso di dispositivi musicali è vietato dai regolamenti. Tuttavia, può essere molto utile durante gli allenamenti per migliorare motivazione e performance.

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