Questo articolo esplora i benefici dell'attività motoria di gruppo per i pazienti oncologici, evidenziando come la socialità e le dinamiche di gruppo possano migliorare il benessere fisico e psicologico. Attraverso l'analisi di ricerche specifiche, si dimostra che l'attività fisica di gruppo può portare a miglioramenti significativi nei parametri antropometrici e funzionali, oltre a ridurre il rischio di recidiva del cancro.
Introduzione
Il corretto funzionamento della "macchina umana", relativamente anche alla sua capacità di ripararsi e ristabilire funzioni e meccanismi, è, senza alcun dubbio, sempre più convalidato a livello scientifico, che uno dei fattori maggiormente determinanti, risulta essere lo stile di vita. Con il termine "stile di vita" dobbiamo considerare una visione globale, a 360 gradi, comprendente fattori legati al movimento, alla nutrizione, al riposo, oltre ad elementi psicologici e sociali. Ognuno di questi è in grado di influenzare gli altri, sia nel bene, che nel male, producendo risultati fortemente interconnessi.
Le caratteristiche delle attività di gruppo
Senza addentrarci in modo eccessivamente approfondito all'interno di elementi nell'ambito della Psicologia Sociale e della Sociologia, almeno in sintesi, elementi come le dinamiche di gruppo, i ruoli all'interno del gruppo e la comunicazione. Parlando delle dinamiche di gruppo, si ritiene che l'esistenza e la sopravvivenza di tutti i gruppi sia scandita da alcuni fenomeni psicosociali, detti fenomeni strutturali, in quanto i gruppi si strutturano e basano su questi fenomeni: essi avvengono attraverso dinamiche, relazioni fra individui dello stesso gruppo.
Le persone, all'interno di un gruppo specifico, vengono identificati da altri del gruppo, e spesso si auto-identificano, con un ruolo, dettato, osservabile e catalogabile anche da espressioni di comunicazione non verbale. All'interno dello stesso gruppo poi troviamo delle regole (norme), implicite ed esplicite, che servono per mantenere il gruppo stabile e coeso, riducendo il rischio di abbandoni e sfaldamento dello stesso gruppo, oltre a promuovere l'avanzamento e il raggiungimento verso un obiettivo comune.
Ricerche comparate sull'attività di gruppo per soggetti oncologici
Andremo ora ad analizzare, sintetizzando e ove possibile semplificando, ma senza rinunciare ad una corretta osservazione, alcune ricerche svolte sull'attività motoria di gruppo, svolta da pazienti oncologici.
La prima ricerca che prendiamo in esame è uno studio condotto su 119 soggetti femminili (di questi 80 hanno portato a termine tutto il protocollo), con età compresa tra i 45 e i 67 anni, già sottoposte ad intervento chirurgico e con trattamenti chemioterapici conclusi da almeno 30 giorni2. In tale studio, durato 4 mesi con una frequenza di allenamento pari a 3 volte a settimana, con una durata per sessione di 45 minuti, il lavoro è stato diviso in 3 gruppi più uno di controllo che non ha svolto allenamenti.
A uno dei tre gruppi, denominato gruppo H, sono state somministrate sessioni di allenamento in acqua di gruppo, abbinate a sessioni di gruppo di stretching. L'allenamento in acqua, è stato eseguito mediante la partecipazione a normali corsi di aquagym, a disposizione ogni giorno, nei vari centri fitness utilizzati, in differenti orari.
Osservando i dati si evince quanto l'attività fisica, indistintamente, comporti dei miglioramenti ai parametri antropometrici, fisiologici e funzionali sopra indicati, andando anche ad osservare una buona efficacia dell'attività di gruppo in acqua, sebbene i migliori risultati, in base ai valori sopra indicati, risultino essere appartenenti al gruppo P (relativo all'allenamento con i sovraccarichi).
"Probabilmente il lavoro aerobico e l'attività in acqua hanno creato adattamenti molto importanti in direzioni da noi non esaminate, pensiamo al linfedema, agli equilibri pressori ed agli aspetti ormonali umorali. Gli importanti risultati psicologici positivi, infatti, hanno preceduto quelli fisici ed indicano un auspicabile futuro lavoro che indaghi, in modo oggettivo, la quantità e la qualità di questi."
Le attività di gruppo sono spesso catalogate (anche se non sempre totalmente in modo corretto) come attività aerobiche. Questo perché, in generale, sono attività che hanno una durata da 30 a 60 minuti, in modo continuo e con poche pause, se non nessuna, per i partecipanti.
Significatività del cambiamento osservato nei parametri antropometrici, fisiologici e funzionali nei pazienti in funzione della tipologia di allenamento
Tanto maggiore è la carenza di forza e resistenza agli esercizi proposti, tanto più i soggetti coinvolti negli esercizi lavoreranno in condizioni anaerobiche lattacide e saranno costretti a crearsi momenti di recupero e pausa, andando quindi a lavorare alternativamente sopra e sotto la soglia anaerobica. Sulla base di questa osservazione è importante la ricerca (Amanda B. Peel, 2014) che mette in luce l'importanza del valore della VO2 max come fattore capace di predire possibili rischi cardiovascolari, che è un valore negativamente influenzato dai trattamenti contro il cancro al seno.
Con una ricerca incrociata di 27 fra studi clinici e osservazionali, sulla misurazione della VO2 max nel contesto del trattamento pre e post adiuvante per il cancro al seno, si è valutato il valore di questo parametro anche in relazione ai soggetti sani. Oltre al parametro VO2 max sono stati considerati altri aspetti fisiologici.
Dal punto di vista fisiologico, in base ai dati appena espressi, l'attività aerobica proposta nei corsi di gruppo, sembra essere la più adatta, questo per lo meno all'inizio. Nello studio, però, non viene preso in considerazione l'aspetto psico-emozionale, che queste attività possono dare, fattore che, come abbiamo precedentemente detto, è certamente da considerare.
Questo articolo dimostra che l'attività fisica, specialmente quella di gruppo, è fondamentale per il recupero e la riabilitazione delle donne sopravvissute al cancro al seno. L'esercizio fisico non solo migliora la qualità della vita, ma riduce anche la gravità e il numero degli effetti collaterali del trattamento oncologico.
Conclusioni
Ovviamente ci sono moltissime altre ricerche in ambito oncologico, relative all'attività fisica, che dimostrano quanto importante possa essere il movimento e l'esercizio fisico, sia nel pre, che nel post intervento. Purtroppo tali ricerche si limitano molto all'ambito di poche tipologie di tumore, non considerando gli altri; sarebbe interessante sviluppare, attraverso i medesimi metodi, altre ricerche su altri tipi di tumori, incrociando così i dati e avendo risultati più globali che possano, o meno, dimostrare in maniera indiscutibile, efficacia dell'attività fisica nel mondo oncologico, e soprattutto andando, su dati e quindi basi scientifiche, a creare protocolli di lavoro efficaci per le specifiche casistiche.
Fra le attività motorie che dovranno essere prese in considerazione c'è certamente l'attività di gruppo, nelle sue più varie sfaccettature, in quanto capace di avere effetti (quanto e quali ancora da evidenziare con dati tangibili), non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello psicologico.
| Studio | Protocolli | Risultati |
|---|---|---|
| Thorsten Schmidt, 2012 | Attività con sovraccarichi del 50% di 1RM e protocolli di gruppo | Attività fisica permette un buon recupero indipendentemente dal protocollo |
Bibliografia
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Gemello L., 2014, Studio sugli effetti di attività fisica in donne operate di carcinoma mammario; Luciano Gemello - Università degli studi di Urbino "Carlo Bo".
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Hayes Sandra C. et. al., 2011, Exercise for breast cancer survivors: bridging the gap between evidence and practice, Translational Behavioral Medicine 2011
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Peel Amanda B., et al, 2014, "Cardiorespiratory Fitness in Breast Cancer Patients: A Call for Normative Values" JAHA.113.000432 - American Heart Ass. 2014 Jan 13
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Thorsten Schmidt, Et. Al. 2012, Gentle Strength Training in Rehabilitation of Breast Cancer Patients Compared to Conventional Therapy, Anticancer Research, 2012
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Tiranti , "Elementi di Psicologia Sociale per operatori sanitari" ed. Piccin 1985
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Zanichelli D., "Psicologia sociale nello sport e mental training" ed Lulu 2012
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Zanichelli D. "Il movimento è la chiave della felicità" NonSoloFitness.it, data ultima consultazione 01.03.2021