Questo articolo esplora l'interazione tra attività fisica e cancro, evidenziando come l'esercizio fisico possa ridurre il rischio di sviluppare diversi tipi di cancro, tra cui quello al colon-retto e alla mammella. Le evidenze scientifiche classificano la relazione tra attività fisica e riduzione del rischio di cancro come "convincenti" per alcuni tipi di cancro, suggerendo che l'esercizio fisico possa essere un efficace strumento di prevenzione.
Introduzione
Con il termine “cancro” si intende un gruppo di più di 100 patologie caratterizzate da crescita cellulare incontrollata, a causa di modifiche nell’informazione genetica. Normalmente i processi di crescita, sviluppo e morte tissutale sottostanno a fini meccanismi di regolazione; le mutazioni nel DNA che conducono al cancro portano alla modificazione di questi processi, dando vita a una crescita cellulare incontrollata e alla formazione del tumore.
Il cancro è la principale causa di morte nel mondo, con un trend in crescita, in particolare nei paesi meno avanzati, a causa dell’aumento dell’età media della popolazione e degli stili di vita scorretti (fumo, dieta, inattività fisica, ed altro). Nel 2012 sono stati stimati, nel mondo, 14,1 milioni di nuovi casi cancro, e 8,2 milioni di morti a causa dello stesso. I più frequentemente diagnosticati, e principali cause di morte rispettivamente in uomini e donne, sono il cancro all’intestino e alla mammella, alle quali si aggiungono, nell’uomo, il cancro al fegato, allo stomaco ed al retto e nella donna allo stomaco, all’utero ed al colon-retto.
Dal 1981, anno in cui Doll e Peto dimostrarono la relazione tra lo stile di vita e l’incidenza del cancro, sono state accumulate molte evidenze sul ruolo protettivo dell’esercizio fisico nella prevenzione della patologia.
Attività fisica e prevenzione: i meccanismi biologici
Nonostante l’elevata quantità di pubblicazioni sul rapporto tra esercizio fisico e cancro, gli studi che indagano i meccanismi biologici che stanno alla base dei meccanismi d’azione che mediano gli effetti dell’esercizio fisico sono meno indagati e, conseguentemente, meno compresi. Sono presenti, in letteratura, numerose ipotesi relative alla risposta ormonale, all’infiammazione, ai livelli di grasso corporeo, allo stress ossidativo, e alla riparazione del DNA, sebbene gli studi a supporto di ciascuna non siano, ancora, numerosi.
Ormoni sessuali
Livelli elevati di estradiolo ed estrone sono stati associati ad incremento del rischio di cancro alla mammella, associazione riprodotta in modelli animali e riscontrata in trial su esseri umani. È stato riscontrato un rapporto di proporzionalità diretta tra l’incremento dei livelli di estradiolo, di estrone e di testosterone e l’incremento del rischio di cancro alla mammella.
Da due studi, che hanno esaminato gli effetti dell’esercizio aerobico sui livelli di estrogeni e androgeni in un campione di 173 donne, sovrappeso, sedentarie, post-menopausa, è risultato che dopo 12 mesi di intervento non erano emerse differenze nei livelli di androgeni ed estrogeni tra i gruppi sottoposti ad esercizio ed i controlli, ma che i livelli di suddetti ormoni diminuivano in maniera significativa nelle donne che avevano diminuito di almeno il 2% il loro livello di grasso corporeo.
Questo articolo esplora l'effetto dell'attività fisica sull'infiammazione e sul sistema immunitario, dimostrando che l'esercizio regolare può ridurre i livelli di infiammazione e migliorare la funzione immunitaria, contribuendo così alla riduzione del rischio di cancro. Inoltre, evidenzia come l'attività fisica possa alleviare la cancer related fatigue e migliorare la qualità della vita nei pazienti oncologici.
Ormoni anabolici
Il pathway insulinico è stato associato a numerose tipologie di cancro, inclusi mammella, colon, endometrio, ovaie, mieloma, linfoma di Hodgkin. Un crescente numero di studi conferma che l’esercizio fisico regolare ha un effetto antinfiammatorio, in soggetti sani, anziani ed in pazienti. La responsabilità dell’effetto antinfiammatorio dell’esercizio fisico andrebbe attribuita alle miochine, ovvero citochine ed altri peptidi secreti dal muscolo in risposta all’esercizio, aventi azione paracrina ed endocrina.
Inoltre, anche le diverse tipologie di terapia contro il cancro hanno differenti effetti immunosoppressivi. Tale effetto collaterale è dimostrato, ad esempio, per la chemioterapia, per la radioterapia, e per i trattamenti chirurgici.
Funzione immunitaria
Attualmente si ipotizza che il sistema immunitario sia una delle strade per la riduzione del rischio di cancro, sia in modelli animali, sia nell’essere umano. L’attuale teoria in vigore sul rapporto tra esercizio fisico e sistema immunitario è l’ipotesi della J invertita, secondo la quale, con la pratica regolare dell’esercizio fisico di intensità moderata si migliori la funzione del sistema immunitario e si riduca l’incidenza del cancro, mentre sedute di allenamento di intensità eccessiva possano portare a soppressione immunitaria e ad una maggior incidenza di cancro.
La ricerca ha dimostrato che un sistema immunitario cronicamente alterato (come, ad esempio, nei soggetti affetti da AIDS) è stato associato a maggior rischio di cancro. Inoltre, anche le diverse tipologie di terapia contro il cancro hanno differenti effetti immunosoppressivi.
La cancer related fatigue
La cancer related fatigue è uno dei sintomi più frequenti e più disabilitanti nel paziente oncologico, può presentarsi prima dei trattamenti, può incrementarsi durante il periodo dei trattamenti, indipendente dal tipo di cura eseguito, e in alcuni pazienti, prosegue anche per anni dopo i trattamenti. Dai risultati riportati nella maggior parte degli studi, dal 30 al 60% dei pazienti riscontra un incremento della fatica durante i trattamenti che, in qualche caso, porta a discontinuità o all’abbandono della terapia.
La cancer related fatigue si ripercuote negativamente su tutti gli aspetti della vita del paziente, ad esempio sul lavoro, sulle relazioni sociali, sull’umore, sull’attività giornaliera, peggiorandone significativamente la qualità della vita. La cancer related fatigue è anche correlata a ridotta sopravvivenza.
La qualità della vita e lo stato di fitness
Lo stato di fitness è definito come l’abilità del corpo di eseguire le attività giornaliere senza provare un affaticamento eccessivo. Essere in stato di fitness è importante per l’indipendenza e la qualità della vita. La diminuzione della massa muscolare durante la chemioterapia è correlata a maggior tossicità del trattamento e minore sopravvivenza.
Considerando queste premesse, lavorare per il mantenimento e il miglioramento della forza, della massa muscolare e della resistenza aerobica, durante e dopo i trattamenti, potrebbe essere il giusto mezzo per migliorare la qualità della vita, l’indipendenza funzionale e la sopravvivenza del paziente oncologico.
Da una recentissima review di 28 studi che valutavano gli effetti sulla forza e la funzionalità muscolare dell’esercizio fisico in pazienti oncologici, si è concluso che l’allenamento ha incrementato in maniera significativa la forza della muscolatura degli arti inferiori, la forza e la funzionalità dei muscoli degli arti inferiori e il fitness aerobico (analizzato con vari parametri, tra i quali il VO2 max).
Questo articolo dimostra l'importanza di una regolare attività fisica supervisionata per i pazienti oncologici, evidenziando come essa possa contribuire al mantenimento di uno stile di vita sano e migliorare le abitudini alimentari. L'informazione e l'educazione del paziente sono cruciali per promuovere questi benefici.
Discussione
Da qui l’esigenza di fare informazione, spiegando al paziente oncologico l’importanza della pratica di una regolare attività fisica supervisionata e del mantenimento di uno stile di vita sano, in particolar modo per quanto riguarda le abitudini alimentari.