Questo articolo esplora la relazione tra sovrappeso, obesità e rischio di cancro, evidenziando come l'eccesso di grasso corporeo possa aumentare il rischio di sviluppare vari tipi di tumori. Propone l'esercizio fisico come un intervento chiave per ridurre il rischio di cancro associato all'obesità, grazie alla sua capacità di influenzare positivamente i meccanismi biologici coinvolti.
Introduzione
L’obesità è il secondo fattore di rischio modificabile per il cancro, dopo il fumo. Secondo il Global Cancer Statistics 2018, nel 2018 ci sono stati 18,1 milioni di nuovi casi di cancro e 9,6 milioni di decessi per cancro nel mondo, e la sua incidenza continuerà a crescere principalmente a causa dell'obesità e della sindrome metabolica.
Secondo il più recente report del World Cancer Research Fund (WCRF) e dell’American Institute for Cancer Research (AICR), essere in sovrappeso o obesi durante l’età adulta aumenta il rischio di tumori in vari siti del corpo. Inoltre, l'eccesso di grasso corporeo è correlato anche a meningioma, cancro della tiroide, mieloma multiplo, tumori ematologici e neurologici.
La cessazione del consumo di tabacco e la riduzione del sovrappeso e dell’obesità possono rappresentare i più importanti cambiamenti nello stile di vita che hanno un impatto sulla salute umana e sul cancro. In particolare, la riduzione del sovrappeso e dell’obesità possono diminuire l’incidenza del cancro al seno in post menopausa e del cancro del colon-retto, due delle neoplasie più frequenti a livello globale.
| Sito | Classificazione delle evidenze | Incremento del rischio relativo per BMI = 25 vs BMI < 25 | Evidenza dose-risposta | Plausibilità biologica |
|---|---|---|---|---|
| Colon – retto | Forte | 10-30% | sì | sì |
| Cardias gastrico | Forte | 20-80% | sì | sì |
| Esofago | Forte | 15-480% | sì | sì |
| Fegato | Forte | 50-80% | sì | sì |
| Seno (post menopausa) | Forte | 10-12% | sì | sì |
| Cistifellea | Forte | 20-60% | sì | sì |
| Endometrio | Forte | 50-710% | sì | sì |
| Rene | Forte | 30-80% | sì | sì |
| Meningioma | Forte/moderata | 40-213% | Limitata | Limitata |
| Pancreas | Forte | 20-50% | Sì | Sì |
| Mieloma multiplo | Forte/moderata | 15-52% | Limitata | Limitata |
| Ovaie | Moderata | 10-20% | sì | sì |
| Tiroide | moderata | 4-17% | sì | sì |
Sebbene sia chiara la correlazione tra obesità e cancro, non è ancora completamente chiarito quali siano i meccanismi d’azione attraverso i quali l’eccesso di grasso intervenga nell’eziopatogenesi dello stesso.
I principali pathways indagati sono legati all’infiammazione del tessuto adiposo, alla produzione di adipochine, alla resistenza insulinica e, quindi, all’asse insulina IGF-1, alle alterazioni del microambiente tumorale, alla migrazione delle cellule progenitrici ed alle alterazioni al microbiota presenti nell’obesità.
Come si modifica il tessuto adiposo nel soggetto obeso
Il tessuto adiposo è un tipo di tessuto connettivo lasso composto da cellule contenenti lipidi (adipociti) circondate da una matrice di fibre di collagene, vasi sanguigni, fibroblasti e cellule immunitarie. Nell’uomo sono presenti due tipologie di tessuto adiposo con funzioni diverse: il tessuto adiposo bianco (WAT) e il tessuto adiposo bruno (BAT).
Il WAT rappresenta la maggioranza del tessuto adiposo nell’organismo, ha la funzione principale di immagazzinare energia sotto forma di trigliceridi e colesterolo, uniti in un’unica grande gocciolina lipidica, mentre il tessuto adiposo bruno è coinvolto nella termogenesi. Gli adipociti bruni sono particolarmente presenti nei piccoli mammiferi e nei neonati umani, i lipidi sono presenti in essi sotto forma di molte goccioline lipidiche più piccole, e contengono un elevato numero di mitocondri presentanti la proteina disaccoppiante UCP-1.
Oltre agli adipociti, nel WAT sono presenti altri tipi di cellule, tra i quali cellule endoteliali, macrofagi, fibroblasti, cellule staminali e linfociti. Durante lo sviluppo dell’obesità, si verifica un duplice adattamento da parte del tessuto adiposo: gli adipociti aumentano in dimensione (ipertrofia dovuta a un eccessivo accumulo di lipidi) e/o in numero (iperplasia dovuta alla differenziazione dei pre-adipociti in adipociti maturi). Tali adattamenti del tessuto adiposo inducono variazioni nella produzione di adipochine, citochine e degli altri fattori, alterando la produzione dei mediatori dell’infiammazione.
Alla base di queste e di altre alterazioni vi è l’infiammazione del tessuto adiposo. Quando il tessuto adiposo diventa eccessivo, l’afflusso di sangue allo stesso diviene insufficiente, possono quindi verificarsi ipossia, stress e morte degli adipociti. Ciò induce l’accumulo di macrofagi nel WAT in parallelo all’incremento della produzione di fattori pro-infiammatori.
Questo articolo esplora il legame tra obesità e cancro, evidenziando come l'eccesso di tessuto adiposo e l'infiammazione cronica possano influenzare l'eziopatogenesi del cancro. Viene discusso il ruolo delle adipochine, come l'adiponectina e la leptina, nel modulare processi metabolici e infiammatori, con implicazioni significative per la proliferazione cellulare e il rischio oncologico.
Adipochine e cancro
Come detto prima, dopo esser stato considerato per lungo tempo un mero deposito di energia, ora la visione sul tessuto adiposo si è evoluta e, sulla base dell'evidenza, si è compreso che è un importante organo endocrino che produce numerose adipochine che regolano il metabolismo sistemico e l'infiammazione.
Al fine di comprendere meglio come l’eccesso di tessuto adiposo e la conseguente infiammazione cronica influenzino l’eziopatogenesi del cancro, vediamo ora come varia la produzione delle principali adipochine nella condizione di obesità.
Adiponectina
L’adiponectina è un ormone proteico che modula alcuni processi metabolici, inclusa la regolazione del glucosio e il catabolismo degli acidi grassi, secreta unicamente e direttamente dal tessuto adiposo bianco nel flusso sanguigno1. L’adiponectina presenta anche attività antineoplastica, grazie alla sua azione di attenuazione dell’infiammazione e della proliferazione cellulare.
A dimostrazione di ciò, studi su modelli murini hanno dimostrato effetti plurimi sull’inibizione del cancro: riduzione della proliferazione, aumento dell’apoptosi, diminuzione della vascolarizzazione, della crescita e dell’invasione. I livelli di adiponectina circolante diminuiscono nell’obesità, aumentando l’infiammazione del tessuto adiposo e l’infiammazione sistemica ed il rischio di cancro2.
Leptina
La leptina (dal greco leptos, cioè snello) è un ormone proteico prodotto prevalentemente dal tessuto adiposo bianco, agisce attraverso il suo recettore nel nucleo arcuato dell’ipotalamo per sopprimere l’appetito e regolare il metabolismo. Nel soggetto obeso si instaura uno stato di resistenza alla leptina con conseguente iperleptinemia. È stato segnalato che la leptina aumenta la proliferazione cellulare, la migrazione e le risposte all’invasione in diversi sistemi-modello di cancro in vitro e in vivo, promuove la vascolarizzazione del tumore, incrementa la produzione di mediatori pro-infiammatori e inibisce l’apoptosi3.