La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2021 Volume: 20212

Sovrappeso, cancro ed esercizio

Abstract

Italiano

L'obesità rappresenta il secondo fattore di rischio modificabile per il cancro dopo il fumo. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2016 1,9 miliardi di adulti erano in sovrappeso o obesi, e tale numero è destinato a crescere. L'eccesso di grasso corporeo aumenta il rischio di numerose tipologie di cancro, inclusi tumori di bocca, faringe, laringe, esofago, stomaco, pancreas, cistifellea, fegato, colon-retto, seno, ovaio, endometrio, prostata e rene. La patogenesi è mediata da diversi pathways metabolici che includono infiammazione, alterazioni della risposta immunitaria e disbiosi. Il tessuto adiposo, inizialmente considerato deposito inerte, è ora riconosciuto come organo endocrino attivo che secerne adipochine, citochine e fattori di crescita. Nell'obesità, gli adipociti subiscono ipertrofia e iperplasia, alterando la produzione di mediatori dell'infiammazione e determinando uno stato di infiammazione cronica di basso grado. L'attività fisica mostra una relazione inversa con il rischio di cancro in 13 siti tumorali, rappresentando un importante strumento preventivo e terapeutico.

English

Obesity represents the second modifiable risk factor for cancer after smoking. According to the World Health Organization, in 2016 1.9 billion adults were overweight or obese, and this number is expected to grow. Excess body fat increases the risk of numerous cancer types, including tumors of the mouth, pharynx, larynx, esophagus, stomach, pancreas, gallbladder, liver, colon-rectum, breast, ovary, endometrium, prostate, and kidney. The pathogenesis is mediated by various metabolic pathways including inflammation, alterations in immune response, and dysbiosis. Adipose tissue, initially considered an inert depot, is now recognized as an active endocrine organ secreting adipokines, cytokines, and growth factors. In obesity, adipocytes undergo hypertrophy and hyperplasia, altering the production of inflammatory mediators and determining a state of chronic low-grade inflammation. Physical activity shows an inverse relationship with cancer risk in 13 tumor sites, representing an important preventive and therapeutic tool.

Keywords

Italiano

sovrappeso, cancro, esercizio fisico, obesità, prevenzione tumori, infiammazione, resistenza insulinica, adipochine, salute

English

overweight, cancer, physical exercise, obesity, cancer prevention, inflammation, insulin resistance, adipokines, health

Questo articolo esplora la relazione tra sovrappeso, obesità e rischio di cancro, evidenziando come l'eccesso di grasso corporeo possa aumentare il rischio di sviluppare vari tipi di tumori. Propone l'esercizio fisico come un intervento chiave per ridurre il rischio di cancro associato all'obesità, grazie alla sua capacità di influenzare positivamente i meccanismi biologici coinvolti.

Introduzione

L’obesità è il secondo fattore di rischio modificabile per il cancro, dopo il fumo. Secondo il Global Cancer Statistics 2018, nel 2018 ci sono stati 18,1 milioni di nuovi casi di cancro e 9,6 milioni di decessi per cancro nel mondo, e la sua incidenza continuerà a crescere principalmente a causa dell'obesità e della sindrome metabolica.

Secondo il più recente report del World Cancer Research Fund (WCRF) e dell’American Institute for Cancer Research (AICR), essere in sovrappeso o obesi durante l’età adulta aumenta il rischio di tumori in vari siti del corpo. Inoltre, l'eccesso di grasso corporeo è correlato anche a meningioma, cancro della tiroide, mieloma multiplo, tumori ematologici e neurologici.

La cessazione del consumo di tabacco e la riduzione del sovrappeso e dell’obesità possono rappresentare i più importanti cambiamenti nello stile di vita che hanno un impatto sulla salute umana e sul cancro. In particolare, la riduzione del sovrappeso e dell’obesità possono diminuire l’incidenza del cancro al seno in post menopausa e del cancro del colon-retto, due delle neoplasie più frequenti a livello globale.

Tabella 1 - Riassunto delle prove epidemiologiche osservative sull’associazione tra obesità e rischio di cancro per sede di cancro.
Sito Classificazione delle evidenze Incremento del rischio relativo per BMI = 25 vs BMI < 25 Evidenza dose-risposta Plausibilità biologica
Colon – retto Forte 10-30%
Cardias gastrico Forte 20-80%
Esofago Forte 15-480%
Fegato Forte 50-80%
Seno (post menopausa) Forte 10-12%
Cistifellea Forte 20-60%
Endometrio Forte 50-710%
Rene Forte 30-80%
Meningioma Forte/moderata 40-213% Limitata Limitata
Pancreas Forte 20-50%
Mieloma multiplo Forte/moderata 15-52% Limitata Limitata
Ovaie Moderata 10-20%
Tiroide moderata 4-17%

Meccanismi biologici alla base del rapporto obesità-cancro

Sebbene sia chiara la correlazione tra obesità e cancro, non è ancora completamente chiarito quali siano i meccanismi d’azione attraverso i quali l’eccesso di grasso intervenga nell’eziopatogenesi dello stesso.

I principali pathways indagati sono legati all’infiammazione del tessuto adiposo, alla produzione di adipochine, alla resistenza insulinica e, quindi, all’asse insulina IGF-1, alle alterazioni del microambiente tumorale, alla migrazione delle cellule progenitrici ed alle alterazioni al microbiota presenti nell’obesità.

Come si modifica il tessuto adiposo nel soggetto obeso

Il tessuto adiposo è un tipo di tessuto connettivo lasso composto da cellule contenenti lipidi (adipociti) circondate da una matrice di fibre di collagene, vasi sanguigni, fibroblasti e cellule immunitarie. Nell’uomo sono presenti due tipologie di tessuto adiposo con funzioni diverse: il tessuto adiposo bianco (WAT) e il tessuto adiposo bruno (BAT).

Il WAT rappresenta la maggioranza del tessuto adiposo nell’organismo, ha la funzione principale di immagazzinare energia sotto forma di trigliceridi e colesterolo, uniti in un’unica grande gocciolina lipidica, mentre il tessuto adiposo bruno è coinvolto nella termogenesi. Gli adipociti bruni sono particolarmente presenti nei piccoli mammiferi e nei neonati umani, i lipidi sono presenti in essi sotto forma di molte goccioline lipidiche più piccole, e contengono un elevato numero di mitocondri presentanti la proteina disaccoppiante UCP-1.

Oltre agli adipociti, nel WAT sono presenti altri tipi di cellule, tra i quali cellule endoteliali, macrofagi, fibroblasti, cellule staminali e linfociti. Durante lo sviluppo dell’obesità, si verifica un duplice adattamento da parte del tessuto adiposo: gli adipociti aumentano in dimensione (ipertrofia dovuta a un eccessivo accumulo di lipidi) e/o in numero (iperplasia dovuta alla differenziazione dei pre-adipociti in adipociti maturi). Tali adattamenti del tessuto adiposo inducono variazioni nella produzione di adipochine, citochine e degli altri fattori, alterando la produzione dei mediatori dell’infiammazione.

Alla base di queste e di altre alterazioni vi è l’infiammazione del tessuto adiposo. Quando il tessuto adiposo diventa eccessivo, l’afflusso di sangue allo stesso diviene insufficiente, possono quindi verificarsi ipossia, stress e morte degli adipociti. Ciò induce l’accumulo di macrofagi nel WAT in parallelo all’incremento della produzione di fattori pro-infiammatori.

Questo articolo esplora il legame tra obesità e cancro, evidenziando come l'eccesso di tessuto adiposo e l'infiammazione cronica possano influenzare l'eziopatogenesi del cancro. Viene discusso il ruolo delle adipochine, come l'adiponectina e la leptina, nel modulare processi metabolici e infiammatori, con implicazioni significative per la proliferazione cellulare e il rischio oncologico.

Adipochine e cancro

Come detto prima, dopo esser stato considerato per lungo tempo un mero deposito di energia, ora la visione sul tessuto adiposo si è evoluta e, sulla base dell'evidenza, si è compreso che è un importante organo endocrino che produce numerose adipochine che regolano il metabolismo sistemico e l'infiammazione.

Al fine di comprendere meglio come l’eccesso di tessuto adiposo e la conseguente infiammazione cronica influenzino l’eziopatogenesi del cancro, vediamo ora come varia la produzione delle principali adipochine nella condizione di obesità.

Adiponectina

L’adiponectina è un ormone proteico che modula alcuni processi metabolici, inclusa la regolazione del glucosio e il catabolismo degli acidi grassi, secreta unicamente e direttamente dal tessuto adiposo bianco nel flusso sanguigno1. L’adiponectina presenta anche attività antineoplastica, grazie alla sua azione di attenuazione dell’infiammazione e della proliferazione cellulare.

A dimostrazione di ciò, studi su modelli murini hanno dimostrato effetti plurimi sull’inibizione del cancro: riduzione della proliferazione, aumento dell’apoptosi, diminuzione della vascolarizzazione, della crescita e dell’invasione. I livelli di adiponectina circolante diminuiscono nell’obesità, aumentando l’infiammazione del tessuto adiposo e l’infiammazione sistemica ed il rischio di cancro2.

Leptina

La leptina (dal greco leptos, cioè snello) è un ormone proteico prodotto prevalentemente dal tessuto adiposo bianco, agisce attraverso il suo recettore nel nucleo arcuato dell’ipotalamo per sopprimere l’appetito e regolare il metabolismo. Nel soggetto obeso si instaura uno stato di resistenza alla leptina con conseguente iperleptinemia. È stato segnalato che la leptina aumenta la proliferazione cellulare, la migrazione e le risposte all’invasione in diversi sistemi-modello di cancro in vitro e in vivo, promuove la vascolarizzazione del tumore, incrementa la produzione di mediatori pro-infiammatori e inibisce l’apoptosi3.

Resistina

La resistina è un’adipochina, scoperta nel 2001, avente l’azione di rendere più difficile il lavoro dell’insulina. In presenza di resistina, cresce la resistenza insulinica4. La resistina è secreta prevalentemente da preadipociti e macrofagi nel tessuto adiposo, con gli adipociti responsabili della produzione solo di una frazione di resistina inferiore. La sua produzione è regolata da IL-1, IL-6, TNF-?? e lipopolisaccaride, suggerendo una correlazione positiva della quantità di resistina con lo stato infiammatorio.

In analisi combinate del carcinoma mammario, sia in premenopausa che in post menopausa, è stato riscontrato che i livelli sierici di resistina sono più alti nei pazienti con carcinoma mammario rispetto ai controlli. Il livello di resistina sierico è, inoltre, positivamente correlato con lo stadio del tumore, il suo grado istologico, le dimensioni, le metastasi dei linfonodi ed è associato a una ridotta sopravvivenza nelle pazienti5.

Visfatina

La visfatina, un’adipochina emersa recentemente come modulatore della carcinogenesi, è stata trovata sovraespressa nei tessuti tumorali della mammella, del pancreas e del rene. Un alto livello sierico di visfatina è correlato anche ad una prognosi sfavorevole in pazienti con carcinoma mammario, carcinoma gastrico, carcinoma epatocellulare e carcinoma uroteliale6. La visfatina supporta la crescita, l’angiogenesi, la migrazione e l’invasione delle cellule tumorali.

Questo articolo esplora la complessa relazione tra obesità, insulino-resistenza e il rischio di sviluppare vari tipi di cancro. Propone che l'infiammazione sistemica e alterazioni metaboliche associate all'obesità possano promuovere la crescita tumorale attraverso la sovraespressione di fattori di crescita e la modulazione del microambiente tumorale.

Obesità e cancro

La presenza di insulino-resistenza è stata osservata come un fattore chiave nella relazione tra obesità e rischio di mortalità, incluso il cancro. L'infiammazione sistemica gioca un ruolo cruciale in questo processo, influenzando la progressione del ciclo cellulare e l'inibizione dell'apoptosi attraverso l'interazione con sistemi oncogeni consolidati.

Il diabete di tipo 2 è associato a un incremento considerevole del rischio di cancro al pancreas, al tratto biliare e all'esofago nell'uomo, mentre è associato ad incremento di cancro al seno e all'endometrio nella donna. Nei modelli animali, l'insulina stimola direttamente la carcinogenesi e la differenziazione neoplastica promuovendo la sintesi del DNA e l'alterazione della cinetica del ciclo cellulare.

Ormoni sessuali

Alte concentrazioni di ormoni sessuali circolanti e concentrazioni ridotte di globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) sono state associate ad un aumento del rischio di cancro al seno nelle donne in post menopausa. L'attività dell'aromatasi è stimolata da molteplici fattori proinfiammatori derivati dal tessuto adiposo e dall'IGF-1, che aumentano con l'incremento di grasso corporeo.

Infiammazione e microambiente

Il microambiente tumorale è molto simile a quello che si instaura durante il processo di guarigione di una ferita. L'infiammazione che consegue la lesione ha lo scopo di promuovere una maggiore proliferazione cellulare attraverso l'afflusso di cellule immunitarie, la produzione di mediatori proinfiammatori e fattori di crescita, il rimodellamento dei tessuti e l'angiogenesi.

Alterazione del microbioma

Anche l'alterazione del microbioma intestinale potrebbe rappresentare un potenziale fattore nell'associazione tra cancro e obesità. Il microbiota intestinale è composto da un numero molto elevato di geni, che superano il genoma umano di circa 100 volte. Questi geni forniscono al microbioma strumenti elaborati che consentono di utilizzare alcune delle sostanze presenti nel lume intestinale, di adattarsi alle difese dell'ospite e di formare una straordinaria rete di simbiosi.

L'endotossinemia, che è la fuoriuscita di sostanze derivate da batteri nel flusso sanguigno, è attualmente considerata fondamentale per l'inizio dell'infiammazione. La morte batterica rilascia lipopolisaccaride (LPS) che si lega ai Toll-like Receptors.

Vedi anche

Domande frequenti

Qual è il legame tra sovrappeso, obesità e rischio di cancro?

Il sovrappeso e l'obesità sono il secondo fattore di rischio modificabile per il cancro dopo il fumo. L'eccesso di tessuto adiposo aumenta significativamente l'incidenza di tumori in almeno 13 siti anatomici, inclusi colon-retto, seno post-menopausale, fegato, endometrio e rene, attraverso meccanismi complessi come infiammazione cronica e resistenza insulinica.

Quali sono i principali meccanismi attraverso cui il tessuto adiposo promuove il cancro?

L'eccesso di tessuto adiposo promuove la carcinogenesi tramite diversi meccanismi: infiammazione cronica di basso grado, alterata produzione di adipochine (ormoni prodotti dal tessuto adiposo), resistenza insulinica e modificazioni del microambiente tumorale che favoriscono la crescita delle cellule cancerose.

In quali tipi di cancro l'obesità aumenta maggiormente il rischio?

L'obesità è associata a un aumentato rischio di cancro in almeno 13 siti, tra cui colon-retto, seno (post-menopausale), fegato, endometrio, rene, esofago (adenocarcinoma), cistifellea, tiroide, ovaio, pancreas e mieloma multiplo.

Come l'esercizio fisico può aiutare nella prevenzione del cancro legato al sovrappeso?

L'esercizio fisico è una strategia preventiva cruciale. Modula positivamente i pathway patologici legati all'obesità, riducendo l'infiammazione cronica, migliorando la sensibilità all'insulina, normalizzando la produzione di adipochine e influenzando positivamente il microambiente cellulare, mostrando una relazione inversa con il rischio di cancro.

Quali cambiamenti subisce il tessuto adiposo nelle persone obese?

Nelle persone obese, il tessuto adiposo subisce cambiamenti strutturali come l'ipertrofia (aumento di volume) e l'iperplasia (aumento del numero) degli adipociti. Questi cambiamenti portano a una disregolazione metabolica e immunologica, contribuendo all'infiammazione cronica e alla resistenza insulinica.

Quali sono le raccomandazioni generali sull'attività fisica per ridurre il rischio di cancro?

Le linee guida raccomandano almeno 150-300 minuti di attività fisica di intensità moderata o 75-150 minuti di attività di intensità vigorosa a settimana, combinata con esercizi di forza. È fondamentale mantenere un peso sano e adottare uno stile di vita attivo per massimizzare i benefici preventivi.

È possibile invertire il rischio di cancro legato al sovrappeso con l'esercizio?

Sebbene non si possa 'invertire' completamente il rischio, l'esercizio fisico regolare e la perdita di peso possono significativamente ridurre il rischio di sviluppare molti tipi di cancro e migliorare la prognosi in chi ne è già affetto, agendo sui meccanismi biologici che promuovono la malattia.

Mappa concettuale

Mappa concettuale

Trascina per spostarti · pulsanti +/− per zoom · «Adatta alla finestra» per la panoramica

Autori

Restano visibili solo le schede autore che contengono il testo digitato.