La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2024 Volume: 20244

Promuovere uno stile di vita sano mediante l’esercizio fisico assistito

Abstract

Italiano

Sono numerose le evidenze scientifiche che dimostrano i benefici dell'attività fisica sulla salute. Il presente studio si propone di indagare gli effetti di uno specifico metodo di esercizio fisico moderato e assistito sulla salute cardiorespiratoria e cardiovascolare. Un campione di 55 persone di sesso femminile (età 18-65 anni) è stato valutato prima (t0) e dopo (t1) tre mesi di pratica continuativa di esercizio fisico. Oltre a informazioni anamnestiche e relative allo stile di vita, sono stati raccolti a t0 e t1 dati di salute cardiorespiratoria e dati biometrici. Si è poi esplorata la differenza tra i due momenti mediante t-test per campioni appaiati e calcolando un indice di miglioramento (delta). Infine, si è indagato se tale delta di miglioramento potesse essere influenzato da variabili riguardanti lo stile di vita e lo stato di salute delle partecipanti. I risultati ottenuti suggeriscono che il presente metodo influisca positivamente sullo stato di salute, supportando l'importanza di promuovere programmi di attività fisica personalizzati e supervisionati, in ottica preventiva e/o terapeutica. Tali conclusioni evidenziano il ruolo centrale dell'assistenza specializzata, personalizzata e costante nel massimizzare i benefici derivanti dallo svolgimento di un programma di esercizio fisico.

English

A vast amount of scientific evidence demonstrated the benefits of physical activity on overall health. The present study aims to investigate the effects of a specific method of moderate and assisted physical exercise on cardiorespiratory and cardiovascular health. A sample of 55 females (aged 18-65 years) was assessed before (t0) and after (t1) three months of continuous exercise. In addition to anamnestic information and lifestyle-related data, cardiorespiratory health and biometric data were collected at t0 and t1. The difference between the two time points was then explored using paired samples t-tests, and an improvement index (delta) was calculated. Finally, we investigated whether this improvement could be influenced by variables related to the participants' lifestyle and health status. The results suggest that the present method positively impacts health status, supporting the importance of promoting personalised and supervised physical activity programs from a preventive and therapeutic perspective.

Keywords

Italiano: esercizio fisico assistito, stile vita sano, prevenzione malattie, salute cardiovascolare, benessere cerebrale, attività fisica personalizzata, fitness, salute metabolica, attività fisica, esercizio fisico, Medicina personalizzata, salute, stile di vita, prevenzione

Inglese: assisted physical exercise, healthy lifestyle, disease prevention, cardiovascular health, brain wellness, personalized physical activity, fitness training, metabolic health, physical activity, physical exercise, Personalised Medicine, health, lifestyle, prevention

Questo articolo dimostra che un metodo specifico di esercizio fisico moderato e assistito può migliorare la salute cardiorespiratoria e cardiovascolare delle donne. I risultati evidenziano l'importanza di programmi di attività fisica personalizzati e supervisionati, sottolineando il ruolo centrale dell'assistenza specializzata nel massimizzare i benefici dell'esercizio fisico.

Introduzione

L'impatto positivo dell'attività fisica sulla salute è universalmente riconosciuto, con vantaggi che possono essere goduti da tutti coloro che adottano uno stile di vita più attivo (Warburton & Bredin, 2017). Nello specifico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha reso note le linee guida che indicano caratteristiche, intensità e frequenza dell’esercizio fisico più adeguato ed equilibrato per le diverse fasce (età e condizioni di salute) della popolazione, evidenziando che per giovare dei benefici dell’attività fisica, è importante svolgerla seguendo alcuni criteri anzichè in maniera improvvisata o casuale (OMS, 2022). La pratica regolare di attività fisica si configura come una misura preventiva primaria e secondaria, dimostratasi efficace in oltre 25 condizioni mediche croniche e nella riduzione della mortalità prematura (Pedersen & Saltin, 2015; Warburton et al., 2010). L'OMS riporta che circa 3,5 milioni di decessi annuali sono in parte attribuibili all'inattività fisica, posizionandola come il quarto fattore di rischio più elevato per la mortalità globale (Vandevijvere et al., 2015)

Possono beneficiare dalla pratica regolare di attività fisica individui con diverse condizioni mediche, tra cui malattie cardiovascolari, diabete, disturbi metabolici, cancro e malattie muscoloscheletriche. Ad esempio, l'attività fisica regolare riduce l’incidenza di malattie cardiache, ictus e fattori di rischio ad essi associati come l’ipertensione, migliorando l'efficienza cardiovascolare attraverso il rinforzo della contrazione e del rilassamento del muscolo cardiaco, garantendo così un efficace pompaggio del sangue. Inoltre, l'esercizio regolare, facilitando un'ottimale ossigenazione dei tessuti e favorendo la dilatazione dei vasi sanguigni, aumenta la capacità aerobica (Soares-Miranda et al., 2012; Cornelissen & Fagard, 2005). Quest’ultima viene spesso stimata tramite il massimo consumo d’ossigeno (VO2max), ovvero la quantità massima di ossigeno che l'organismo è in grado di estrarre e quindi di utilizzare nell'unità di tempo per la contrazione muscolare (Erickson et al., 2014). Inoltre, l'impegno in attività fisica migliora il controllo della glicemia e ritarda l’eventuale insorgenza del diabete di tipo 2 (Colberg et al., 2010) attraverso miglioramenti sia a lungo che a breve termine nell'azione dell'insulina, portando a un migliore controllo glicemico. A seguito di due mesi di allenamento, anche nella popolazione più anziana è stato riscontrato un rilevante miglioramento della sensibilità all'insulina e della glicemia a digiuno (Iban~ez et al., 2005).

L'attività fisica è correlata anche alla riduzione dell'obesità e delle malattie metaboliche ad essa correlate. Le persone con uno stile di vita sedentario tendono ad avere un metabolismo più basso, con conseguente aumento di peso e, nel tempo, probabile sviluppo di obesità (Kim et al., 2017). L'obesità è ormai riconosciuta come un'epidemia globale, colpendo quasi la metà della popolazione mondiale (Lavie et al., 2019). Nel 2022 ad esempio il 43% della popolazione adulta nel mondo aveva problemi di sovrappeso (Krzysztoszek, 2019). Una scarsa o inadeguata attività fisica e uno stile di vita sedentario sono fattori significativi che contribuiscono all'aumento di obesità e sovrappeso (e delle loro dirette conseguenze cliniche).

Un adeguato livello di attività fisica conduce ad un aumento del metabolismo basale, riducendo i grassi immagazzinati (adiposità) e abbassando l'indice di massa corporea. Inoltre, questa combinazione contribuisce a ridurre il rischio di diabete e ipertensione migliorando il profilo lipidico (Colberg et al., 2010).

Gli effetti protettivi dell'attività fisica sono stati approfonditamente studiati anche in relazione al cancro. La letteratura scientifica indica che uno stile di vita fisicamente attivo negli uomini riduce del 30-40% il rischio di cancro al colon, mentre le donne presentano un rischio del 20-30% inferiore di sviluppare cancro della mammella (Lee, 2003). Tale riduzione del rischio è attribuita alla mitigazione dell'infiammazione a lungo termine, che concorre alla prevenzione del cancro. Inoltre, l'attività fisica potenzia la capacità del sistema immunitario di contrastare il cancro e migliora l'equilibrio ormonale, riducendo il rischio complessivo di cancro (Warburton et al., 2010).

Per quanto concerne la salute del sistema muscolo-scheletrico, l'attività fisica regolare favorisce un aumento della densità ossea, supporta la salute delle articolazioni e rafforza muscoli, tendini e legamenti. Inoltre, migliora le capacità funzionali negli adulti più anziani, consentendo loro di sollevare, trasportare, salire scale e svolgere varie attività quotidiane. Questo contribuisce a ridurre il rischio di condizioni come l'osteoporosi e le fratture (Schmitt et al., 2009).

L'età avanzata non costituisce un ostacolo all'attività fisica; anzi, essa può prevenire morbilità, disabilità e fragilità negli adulti più anziani. In conformità alle linee guida dell'OMS (2022), l'esercizio si configura come un approccio efficiente ed economico per prevenire il declino delle capacità funzionali in questa fascia di popolazione. In generale, l'attività fisica negli anziani si traduce in un miglioramento del tono muscolare, della capacità di movimento, nella riduzione del rischio di osteoporosi e nella stimolazione del rilascio di mediatori neuro ormonali, come endorfine e serotonina, che contribuiscono al senso generale di benessere. Infine, l’attività fisica ha effetti positivi anche sulla struttura cerebrale e sulla cognizione, influendo direttamente sul funzionamento cognitivo associato a cambiamenti strutturali e funzionali fisiologici dell’invecchiamento (Colcombe & Kramer, 2003). Studi di neuroimmagine hanno dimostrato che quantità moderate di attività fisica supportano un cervello sano: essa può indurre cambiamenti positivi nel volume della materia grigia, nell'integrità della materia bianca, nell'attività cerebrale funzionale e nella perfusione cerebrale (Festa et al., 2023).

1.1 Esercizio fisico personalizzato ed assistito

Nel presente studio è stato analizzato un metodo di esercizio fisico brevettato specializzato nella promozione di uno stile di vita sano. Tale metodo consiste nella pianificazione a lungo termine e nell’assistenza costante allo svolgimento di programmi individualizzati di esercizio fisico moderato rivolto ad un’utenza di genere femminile. Ciascuna sessione di esercizio dura circa 30 minuti e viene svolta con cadenza trisettimanale. Le utenti, supervisionate da assistenti specializzate, eseguono un programma personalizzato di esercizi in un lettino termoattivo sormontato da una cupola (che mantiene una temperatura costante di 36,8 centigradi al fine di favorire il processo di riattivazione enzimatica dei tessuti) indossando ai polsi e/o alle caviglie degli anelli collegati ad

un sistema pneumatico che potenziano l’effetto dei movimenti. La temperatura ha lo scopo di stimolare nell’organismo il processo di lipolisi, ossia lo smaltimento dei grassi accumulati, permettendo alla microcircolazione di irrorare tutto il corpo e favorendo il metabolismo.

Dopo l’attività fisica, a completamento della sessione, le utenti si accomodano in una cabina per un bagno di ozono attivo (O3) della durata di 15 minuti. L’obiettivo di quest’ultima fase è quello di contribuire a ripristinare il microcircolo sanguigno nei tessuti sottocutanei e a riattivare il metabolismo cellulare. L’ozono oltre ad avere proprietà igienizzanti, miorilassanti, antinfiammatorie e immunostimolanti, aiuta a normalizzare la pressione arteriosa.

Grazie alla collaborazione di dietisti e nutrizionisti, l’intero periodo di attività fisica (che è sempre superiore ai 2 mesi) viene accompagnato da un programma alimentare sano, ricco e variato.

Nonostante l’OMS nel 2022 abbia precisato per ogni fascia di età il tipo, la quantità, la frequenza, la durata e l’intensità, di attività fisica necessaria per mantenere un buon livello di salute, questa prescrizione non è ancora entrata a far parte della quotidianità nella prassi clinica e preventiva medico-psicologica. A tale proposito, il contributo che il presente studio si propone di fornire, riguarda precisamente la possibilità di osservare da un punto di vista sperimentale, un campione di donne coinvolto in un percorso di attività fisica ben definita, assistita e continuativa.

Il lavoro qui presentato è parte di un progetto di ricerca più ampio che coinvolge ricercatori dell'Università di Padova e dell'Università Goldsmiths di Londra e che indaga gli effetti dell’esercizio fisico regolare sul benessere fisico, cognitivo e psicologico. Il presente studio si concentra sugli effetti osservati sulla salute cardiorespiratoria di un gruppo di donne a seguito di un periodo di 3 mesi in cui hanno svolto attività fisica continuativa, specifica e supervisionata all’interno di strutture specializzate.

Materiali e metodi

2.1 Procedura

A seguito del reclutamento delle partecipanti, è stata spiegata loro la procedura sperimentale, la sua durata, l’impegno richiesto e hanno fornito il proprio consenso informato. Il consenso è stato acquisito in forma scritta. Il presente studio è stato approvato dal Comitato Etico della Scuola di Psicologia dell’Università degli studi di Padova (Protocollo = 5180, Numero Univoco = 49B901A28BD7E3BF4F6ABBAE988A75F8) ed è conforme alla dichiarazione di Helsinki.

Le partecipanti sono state valutate due volte: una prima valutazione prima dell’inizio del programma (T0), ed una seconda valutazione dopo tre mesi (T1). In Figura 1 è riportato uno schema della procedura sperimentale.

Durante la prima valutazione (una tantum) sono state raccolte:

  • Informazioni anamnestiche: presenza di comorbidità compatibili con i criteri di inclusione allo studio (e.g., ipertensione, emicrania, diabete); assunzione o meno di farmaci (e.g., anti-ipertensivi o per il trattamento dell’ipotiroidismo); esperienza con il Covid-19; informazioni sullo stato di fertilità (menopausa, perimenopausa o età fertile)
  • Abitudini e stile di vita: esercizio fisico pregresso (pratica regolare di esercizio fisico nell’arco della vita adulta); abitudini relative ad alcol e fumo; numero di figli e tipo di professione.

Durante entrambe le valutazioni sono stati acquisiti:

  • Dati di salute cardiovascolare e cardiorespiratori: VO2Max, frequenza cardiaca e variabilità della frequenza cardiaca. Tali dati sono stati raccolti a riposo e durante l’esecuzione di tre minuti di Step Test (seguendo la procedura del Queens College Step Test) tramite una fascia cardiofrequenzimetro ed il ritmo di esecuzione è stato scandito in forma standardizzata per tutto il campione da un metronomo (ritmo: 88 BPM). Inoltre, è stata misurata ad ogni sessione la pressione arteriosa delle partecipanti durante la prima e l’ultima settimana di trattamento (durata trattamento di 3 mesi) sia prima dell'inizio della sessione che dopo.
  • Dati biometrici: peso, indice di massa corporea e circonferenze correlate alla salute metabolica (vita e ventre).
  • Dati di salute psicologica e cognitiva. Per il presente studio queste informazioni non sono state analizzate.

2.2 Strumenti e misurazioni

Per il presente studio sono stati utilizzati i seguenti strumenti:

  • Fascia cardiofrequenzimetro: si tratta di una fascia toracica elastica dotata di un sensore e di un trasmettitore che servono per rilevare e trasmettere in tempo reale la frequenza cardiaca tramite Bluetooth a un dispositivo ricevente (cellulare o tablet) dotato di apposita applicazione (nel nostro caso Elite HRV)
  • App Elite HRV: applicazione sviluppata per registrare e visualizzare direttamente dal cellulare la frequenza cardiaca (FC) e la variabilità del ritmo cardiaco (Heart Rate Variability - HRV) durante una misurazione con apposito sensore (vedi fascia cardiofrequenzimetro)
  • Step o gradino: scatola per allenamento pliometrico in legno avente le seguenti dimensioni: larghezza 40 cm, lunghezza 30 cm e altezza 35 cm. L’altezza del gradino secondo il protocollo del Queens College da noi adottato è di 41.7 cm, ma in una fase preliminare dello studio, dato che il nostro campione a differenza di quello originario, non era composto da giovani atleti maschi, ma da donne di età eterogenea e prevalentemente prive di esperienze pregresse di esercizio fisico, è risultato evidente che l’altezza del gradino fosse impraticabile e rischiosa. Notando le difficoltà riscontrate dalle partecipanti nel portare a termine il test, abbiamo infatti deciso di ridurre l’altezza del gradino da noi utilizzato, definendo 35 cm come altezza standard in questo studio.
  • Metronomo: abbiamo utilizzato un’applicazione per cellulare o tablet che fungesse da metronomo per scandire il ritmo dei movimenti durante il test da sforzo (Step test). Nello specifico abbiamo scelto l’app Tempo Lite la quale permette di definire il ritmo (88 bpm) del metronomo e allo stesso di tempo di impostare un timer per la durata del test da sforzo (3 minuti)

Inoltre sono state rilevate le seguenti misurazioni:

  • Peso e altezza;
  • Indice di massa corporea (IMC) calcolato dividendo il peso (in chilogrammi) per il quadrato dell'altezza (in metri). Es. IMC = 72 kg / (1.65 x 1.65) m² = 25.7
  • Circonferenza di vita e ventre, misurate con un metro flessibile a specifiche altezze indicate da uno stadiometro meccanico. Tali circonferenze rappresentano parametri utilizzati per valutare il rischio cardiovascolare dell’individuo. La prevalente distribuzione di grasso sottocutaneo a livello addominale è infatti correlata all'aumento del grasso viscerale ed è proporzionale alla sua circonferenza esterna.
  • Pressione Arteriosa sistolica e diastolica (sia a riposo che immediatamente dopo lo sforzo fisico), misurata attraverso un misuratore di pressione da braccio automatico che consente di ottenere informazioni sulla pressione sia sistolica che diastolica, visualizzando il risultato su un display collegato.
  • frequenza cardiaca media, minima e massima (sia a riposo che sotto sforzo) calcolate durante 2 minuti a riposo in cui la partecipante rimane in piedi ferma, durante i 3 minuti di saliscendi dallo step o gradino seguendo il ritmo di 88 bpm ed infine durante 3 minuti di riposo finali in cui la partecipante recupera dopo lo sforzo.
  • Variabilità della frequenza cardiaca (heart rate variability, HRV): è l’espressione della variazione continua dell’intervallo tra un battito cardiaco e il successivo (intervallo RR). La durata dell’intervallo RR cambia da battito a battito sotto l’influenza del sistema nervoso autonomo e l’HRV rappresenta un indicatore importante della nostra salute e del nostro benessere psico-fisico. Fornisce informazioni sull’interazione tra le due componenti del sistema nervoso autonomo: la componente parasimpatica “inibitoria” e la componente simpatica “eccitatoria”, indicando che entrambi i rami stanno funzionando - il parasimpatico in particolare. Ad una maggiore HRV corrisponde una maggior capacità dell’organismo di adattarsi e rispondere agli stimoli simpatici e parasimpatici.
  • Il massimo volume di ossigeno o VO2MAX) esprime la potenza aerobica dell’individuo, ovvero la massima quantità di ossigeno (in millilitri al minuto per chilogrammo di peso) che può essere utilizzata dall’organismo nell’unità di tempo, nel corso di un'attività fisica coinvolgente grandi gruppi muscolari, di intensità progressivamente crescente e protratta fino all'esaurimento. È un valore che descrive quindi la capacità dell’organismo di portare l’ossigeno raccolto dai polmoni in tutte le parti del corpo, attraverso il sistema circolatorio, per poterlo usare come parte del processo di produzione di energia.

Tale indice si ricava utilizzando il parametro di frequenza cardiaca raccolto con la fascia cardiofrequenzimetro allo scadere del terzo ed ultimo minuto dello Step Test, il quale viene inserito all’interno della seguente formula predefinita riportata dal protocollo del Queens College Step Test.

Formula specifica per le donne:
VO2max [ml/kg/min]= 65.81–[0.1847×battiti/min registrati allo scadere del 3o minuto dello Step Test]

2.3 Partecipanti

Le potenziali partecipanti allo studio sono state reclutate da un campione che ha volontariamente deciso di intraprendere un percorso di attività fisica strutturata, assistita e continuativa svolta all’interno di strutture specializzate nella promozione di un corretto stile di vita. A seguito del loro primo ingresso nel centro è stato chiesto loro la libera partecipazione alla ricerca. I criteri di inclusione delle partecipanti erano: (1) primo utilizzo del servizio e trovarsi nella fase iniziale del percorso (non deve aver svolto più di 5 se

e della frequenza cardiaca a riposo media, massima e minima, della pressione arteriosa sistolica a riposo e un incremento della variabilità della frequenza cardiaca sia a riposo che sotto sforzo. Questi risultati indicano che, nonostante i noti effetti negativi del fumo e del consumo di alcol sulla salute, l'attività fisica può comunque portare a miglioramenti significativi in alcuni parametri cardiorespiratori. Tuttavia, è importante sottolineare che il fumo e il consumo di alcol sono fattori di rischio per molte malattie croniche, e la loro riduzione dovrebbe essere parte integrante di qualsiasi intervento di salute pubblica.

Conclusioni

In sintesi, il presente studio ha dimostrato che un programma di attività fisica continuativa di tre mesi può portare a miglioramenti significativi nei parametri biometrici, pressori e cardiorespiratori delle partecipanti. Questi risultati sottolineano l'importanza dell'esercizio fisico regolare per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie croniche. Inoltre, le analisi dettagliate hanno evidenziato come variabili individuali, quali comorbidità, trattamenti farmacologici e stato menopausale, possano influenzare il margine di miglioramento, suggerendo la necessità di interventi personalizzati. Infine, lo stile di vita delle partecipanti ha mostrato un impatto significativo sulla risposta all'intervento, evidenziando l'importanza di considerare fattori comportamentali nella progettazione di programmi di salute pubblica.

2.4 Analisi statistiche

Le analisi sono state condotte utilizzando i software R (R Core Team, 2021) e Jamovi (The Jamovi Project, 2023). Abbiamo condotto delle analisi descrittive sulle variabili di interesse del campione. Successivamente, è stata esplorata la differenza tra T0 e T1 mediante dei t-test per campioni appaiati. In seguito è stato calcolato un coefficiente di miglioramento (delta; d) dato dalla differenza tra la seconda e la prima misurazione per ognuna delle variabili di interesse. Infine, tramite dei t-test per campioni indipendenti è stato indagato se il delta di miglioramento potesse essere influenzato da variabili riguardanti lo stile di vita e lo stato di salute delle partecipanti (i.e., quelle riportate in Figura 2).

2.5 Risultati

In tre mesi di trattamento le partecipanti hanno svolto in media 40 sedute (DS=8; range=23-51). Il confronto mediante t-test per campioni appaiati tra T0 e T1 ha evidenziato che le partecipanti hanno avuto un miglioramento statisticamente significativo in numerosi parametri considerati. A livello biometrico è stata riscontrata una significativa riduzione del peso (t(50)=10.62; p<0.001), dell’indice di massa corporea (t(50)=10.6; p<0.001), della circonferenza del ventre (t(50)=12.95; p<0.001) e della vita (t(50)=11.56; p<0.001). A livello pressorio è stata riscontrata una diminuzione della pressione arteriosa diastolica pre-trattamento (t(35)=7.5; p<0.001) e post-trattamento (t(35)=5.94; p<0.001) e della pressione arteriosa sistolica pre-trattamento (t(35)=6.33; p<0.001) e post-trattamento (t(35)=6.27; p<0.001). Per quanto riguarda i parametri cardiovascolari e cardiorespiratori i miglioramenti significativi sono emersi nella variabilità della frequenza cardiaca a risposo (t(50)=-2.54; p=0.014), nella frequenza cardiaca media a riposo (t(54)=2.22; p=0.031) e sotto sforzo (t(54)=3.28; p=0.002), nella frequenza cardiaca minima riposo (t(50)=2.7; p=0.009) e sotto sforzo (t(50)=2.10; p=0.034), nella frequenza cardiaca massima a riposo (t(50)=2.08; p=0.04) e sotto sforzo (t(54)=4.46; p<0.001), e nella VO2MAX (t(54)=-10.7; p<0.001). In Tabella 1 sono riportati i dettagli delle analisi appena riportate.

Tabella 1. In tabella sono riportati i dati dei t-test per campioni appaiati effettuati per confrontare i parametri biometrici, pressori e di salute cardiovascolare e cardiorespiratoria prima (T0) e dopo tre mesi di trattamento (T1). Note. Gdl=gradi di libertà; SE=errore standard; IMC=indice di massa corporea; PA=pressione arteriosa; HRV=heart rate variability, tr=variabilità della frequenza cardiaca; FC=frequenza cardiaca.
Variabile t (gdl) p media T1 (DS) media T2 (DS) Differenza media (SE)
Variabili Biometriche Peso 10.62 (50) <0.001 74.28 (13) 69.62 (11.9) 4.66 (0.44)
IMC 10.6 (50) <0.001 27.24 (4.3) 25.52 (4) 1.72 (0.16)
Circonferenza vita 11.56 (50) <0.001 86.45 (13.4) 80.11 (11.3) 6.34 (0.55)
Circonferenza ventre 12.95 (50) <0.001 100.35 (12.9) 94.16 (11.6) 6.20 (0.48)
Pressione Arteriosa PA diastolica a riposo 7.5 (35) <0.001 81.17 (8.7) 74.80 (7.1) 6.38 (0.85)
PA diastolica sotto sforzo 5.94 (35) <0.001 83.97 (9) 78.56 (7.6) 5.42 (0.91)
PA sistolica a riposo 6.33 (35) <0.001 129.28 (14.4) 118.92 (11.5) 10.36 (1.64)
PA sistolica sotto sforzo 6.27 (35) <0.001 124.88 (13) 115.03 (9) 9.84 (1.57)
Variabili Cardiovascolari e Cardiorespiratorie HRV a riposo -2.54 (50) <0.001 43.92 (8.2) 46.18 (8.1) -2.25 (0.89)
HRV sotto sforzo -1.74 (50) <0.001 36.47 (11.2) 38.90 (10.7) -2.43 (1.4)
FC media a riposo 2.22 (50) <0.001 84.71 (12.4) 81.69 (11.8) 3.02 (1.36)
FC media sotto sforzo 3.28 (54) <0.001 132.98 (17.5) 128.51 (17.5) 4.47 (1.36)
FC minima a riposo 2.7 (50) <0.001 73.73 (10.1) 70.39 (9.8) 3.33 (1.24)
FC minima sotto sforzo 2.18 (53) <0.001 87.39 (16.3) 83.50 (15) 3.89 (1.79)
FC massima a riposo 2.08 (50) <0.001 97.10 (14.6) 93.37 (14.7) 3.73 (1.79)
FC massima sotto sforzo 4.46 (53) <0.001 162.78 (20.6) 154.56 (18.5) 8.22 (1.84)
VO2MAX -10.70 (54) <0.001 36.09 (3.4) 38.29 (3.7) -2.20 (0.21)

Infine, a seguito del calcolo del delta di miglioramento, i confronti sulla base delle variabili di stile di vita e di salute delle partecipanti hanno evidenziato che: le partecipanti con comorbidità hanno avuto una maggior diminuzione di peso (t(47)=1.96; p=0.05) e di indice di massa corporea (t(47)=2.05; p=0.04), quelle sottoposte a trattamenti farmacologici hanno avuto una maggior diminuzione della pressione arteriosa diastolica a riposo (t(32)=3.49; p=0.001) e le partecipanti in menopausa o perimenopausa hanno avuto un maggior miglioramento della VO2MAX (t(50)=-2.29; p=0.026). Per quanto riguarda lo stile di vita delle partecipanti è emerso quanto segue: persone che assumevano alcolici regolarmente hanno avuto una maggior riduzione della frequenza cardiaca massima sotto sforzo (t(49)=2.18; p=0.033) e le fumatrici hanno avuto una maggior diminuzione della frequenza cardiaca a riposo media (t(51)=-2.19; p=0.033), massima (t(48)=-2.21; p=0.032) e minima (t(48)=-2.46; p=), della pressione arteriosa sistolica a riposo (t(33)=2.34; p=0.025) e anche un maggior incremento della variabilità della frequenza cardiaca sia a riposo (t(47)=2; p=0.05) che sotto sforzo(t(47)=2.26; p=0.029).

Nessun effetto significativo è stato riscontrato in relazione al tipo di esercizio fisico svolto in passato e sull’aver o meno contratto il Covid-19.

Discussione

I risultati emersi dal presente studio evidenziano significativi miglioramenti nella salute cardiorespiratoria delle partecipanti a seguito di un periodo di tre mesi di attività fisica continuativa. Questo intervento mirato si è dimostrato efficace per ottenere miglioramenti in diversi parametri biometrici, pressori e cardiorespiratori. I risultati mostrano una riduzione significativa del peso, dell'indice di massa corporea (IMC) e delle circonferenze di vita e ventre. Questi risultati sono in linea con la vasta letteratura scientifica che conferma gli effetti positivi dell'esercizio fisico sulla gestione del peso e sulla composizione corporea. La diminuzione del peso e dell'IMC è di particolare rilevanza, considerando il loro impatto sulla riduzione del rischio di malattie croniche, inclusi disturbi cardiovascolari e diabete di tipo 2.

Dal punto di vista pressorio, è stata osservata una significativa riduzione della pressione arteriosa sia a riposo che sotto sforzo, rimanendo entro un range di valori ottimali (i.e., nessuna partecipante è risultata ipotesa a seguito dei tre mesi di trattamento). Questo è un risultato di notevole importanza, poiché il controllo della pressione arteriosa è cruciale per la prevenzione di patologie cardiovascolari. L'attività fisica regolare può contribuire al miglioramento della flessibilità arteriosa, al controllo della pressione e alla riduzione del rischio di ipertensione.

I dati cardiorespiratori confermano ulteriormente i benefici dell'attività fisica. Si è osservato un aumento significativo della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) a riposo, indicando un miglioramento nel funzionamento del sistema nervoso autonomo. Inoltre, la frequenza cardiaca media, sia a riposo che sotto sforzo, è diminuita, mentre la VO2MAX è aumentata in modo significativo. Questi risultati sono in accordo con la letteratura che sottolinea l'importanza dell'attività fisica per incrementare l'efficienza del sistema cardiorespiratorio, aumentando la capacità aerobica e riducendo il rischio di malattie cardiovascolari.

Analisi più dettagliate hanno rivelato che variabili quali comorbidità, assunzione di un trattamento farmacologico, e stato menopausale hanno influenzato il margine di miglioramento delle partecipanti da t0 a t1. In particolare, le partecipanti con comorbidità hanno mostrato una maggior diminuzione di peso e dell’IMC, suggerendo che l'esistenza di scarse condizioni di salute possa aumentare la motivazione o la necessità di adottare comportamenti salutari, ed uno stile di vita attivi. Questo dato è cruciale per la gestione clinica delle persone con patologie concomitanti, poiché sottolinea l'importanza di interventi di attività fisica personalizzati per affrontare le esigenze specifiche di questo gruppo.

Inoltre, i risultati indicano che le persone sottoposte a trattamento farmacologico hanno avuto una maggiore diminuzione della pressione arteriosa diastolica a riposo. La menopausa o perimenopausa è emersa come un fattore significativo nel miglioramento della capacità aerobica (VO2MAX), evidenziando l'importanza di considerare gli ormoni sessuali nella progettazione di interventi per le donne in queste fasi della vita. Questo risultato potrebbe essere attribuito ai cambiamenti ormonali che influenzano il metabolismo e la distribuzione del grasso corporeo, sottolineando la necessità di strategie specifiche per mantenere la salute cardiovascolare durante la transizione menopausale.

Inoltre, i nostri risultati suggeriscono che lo stile di vita influisce significativamente sulla risposta all’intervento. Consumatrici regolari di alcol hanno mostrato una maggiore riduzione della frequenza cardiaca massima sotto sforzo, mentre le fumatrici hanno mostrato una diminuzione significativa della frequenza cardiaca a riposo media, massima e minima, della pressione arteriosa sistolica a riposo e un incremento della variabilità della frequenza cardiaca sia a riposo che sotto sforzo. Questi risultati indicano che, nonostante i noti effetti negativi del fumo e del consumo di alcol sulla salute, l'attività fisica può comunque portare a miglioramenti significativi in alcuni parametri cardiorespiratori. Tuttavia, è importante sottolineare che il fumo e il consumo di alcol sono fattori di rischio per molte malattie croniche, e la loro riduzione dovrebbe essere parte integrante di qualsiasi intervento di salute pubblica.

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Domande frequenti

Quali sono i principali benefici dell'esercizio fisico assistito per la salute?

L'esercizio fisico assistito offre numerosi benefici, tra cui la prevenzione di oltre 25 condizioni mediche croniche, miglioramenti significativi nella salute cardiovascolare (riduzione di malattie cardiache e ictus), controllo metabolico (gestione glicemica e riduzione del rischio di diabete tipo 2), e una diminuzione del rischio di alcuni tipi di cancro, come quello al colon e alla mammella. Contribuisce anche al miglioramento della funzione cerebrale.

In che modo l'attività fisica regolare influisce sulla prevenzione delle malattie croniche?

L'attività fisica regolare agisce come una misura preventiva efficace riducendo l'infiammazione, migliorando la sensibilità all'insulina, mantenendo un peso corporeo sano e rafforzando il sistema immunitario. Questo si traduce in una minore incidenza di patologie come malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e alcuni tumori.

L'esercizio fisico può davvero migliorare la funzione cerebrale?

Sì, l'esercizio fisico ha un impatto positivo sulla funzione cerebrale. Studi dimostrano miglioramenti nella struttura e cognizione attraverso cambiamenti nel volume della materia grigia e nell'attività cerebrale funzionale, contribuendo a una migliore memoria, attenzione e capacità di problem-solving.

Cosa si intende per 'esercizio fisico assistito' e perché è utile?

L'esercizio fisico assistito si riferisce a un programma di attività fisica personalizzato e supervisionato da professionisti. È utile perché garantisce che gli esercizi siano eseguiti correttamente, in sicurezza e siano specifici per le esigenze e gli obiettivi individuali, massimizzando i benefici e riducendo il rischio di infortuni.

Quali tipi di cancro possono essere prevenuti o il cui rischio può essere ridotto con l'esercizio fisico?

L'esercizio fisico regolare è associato a una significativa riduzione del rischio di cancro al colon (30-40% negli uomini) e al cancro al seno (20-30% nelle donne). Altri studi suggeriscono benefici anche per la prevenzione di altri tipi di cancro.

Come posso iniziare un programma di esercizio fisico assistito per uno stile di vita sano?

Per iniziare un programma di esercizio fisico assistito, è consigliabile consultare un medico per un check-up e poi rivolgersi a un professionista del fitness qualificato, come un personal trainer o un fisioterapista. Questi esperti possono creare un piano personalizzato basato sulle tue condizioni di salute, obiettivi e livello di forma fisica.

L'esercizio fisico assistito è adatto a tutte le età e condizioni fisiche?

L'esercizio fisico assistito è progettato per essere adattabile a diverse età e condizioni fisiche. La personalizzazione del programma e la supervisione professionale permettono di modulare l'intensità e il tipo di attività, rendendolo sicuro ed efficace sia per gli anziani che per persone con condizioni mediche preesistenti, sempre previa valutazione medica.

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