I polifenoli dell'ulivo, in particolare oleuropeina, tirosolo e idrossitirosolo presenti nelle foglie e nell'olio, dimostrano potenti proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e cardioprotettive. La ricerca scientifica conferma che questi composti della tradizione mediterranea offrono benefici paragonabili o superiori agli estratti esotici per la prevenzione di patologie cardiovascolari, diabete e processi degenerativi.
Introduzione ai Polifenoli
I polifenoli rappresentano una famiglia di numerose molecole organiche di origine vegetale, caratterizzati dalla presenza di diversi gruppi fenolici associati in strutture di diversa forma e complessità, prodotte dal metabolismo secondario delle piante.
I polifenoli sono pertanto sostanze presenti nella frutta e nella verdura che mangiamo, ma anche in altri alimenti quali cacao, vino, thè, caffè e oli. Queste sostanze sono ampiamente riconosciute come antiossidanti e, in quanto tali, in grado di apportare numerosi benefici per l'organismo e la salute. La loro azione infatti agisce contro l'azione dei radicali liberi e nel corso di anni e anni di studi è emerso che sono sostanze con molteplici proprietà. Presentano infatti azione:
- antitumorale;
- antiateratogena;
- antinfiammatoria;
- antivirale;
- ritardante nella patogenesi di diverse patologie degenerative;
- rinforzante per il sistema immunitario;
- antiaging;
- ipocolesterolemizzante;
- ipoglicemizzante.
Meccanismo d'azione degli antiossidanti
Gli antiossidanti sono sostanze chimiche che rallentano o prevengono l'ossidazione delle macromolecole biologiche. L'ossidazione è una reazione chimica che trasferisce elettroni da una molecola ad un'altra, alterandone la struttura. Quando accade ad una molecola biologica, quest'ultima può perdere la sua funzionalità.
Queste reazioni, infatti, quando prodotte da radicali liberi a carico delle macromolecole biologiche, diventano responsabili dell'avvio di una catena di eventi che danneggiano le cellule. Gli antiossidanti terminano queste reazioni a catena intervenendo sui radicali intermedi ed inibendo altre reazioni di ossidazione, ossidandosi a loro volta al posto delle macromolecole.
Come risultato, gli antiossidanti sono definiti chimicamente "agenti riducenti", cioè proteggono i sistemi biologici dai danni prodotti da radicali liberi, ossidandosi al loro posto. Gli antiossidanti quindi reagiscono con i radicali liberi al posto delle molecole biologiche, impedendo di conseguenza il loro danneggiamento.
Fenolo: composto aromatico derivato dal benzene recante un gruppo ossidrile (-OH) direttamente legato all'anello benzenico.
Radicali liberi e stress ossidativo
I radicali liberi sono sostanze altamente reattive presenti nell'ambiente. Esse entrano in contatto con i nostri tessuti per diversi motivi. Si generano, ad esempio, per effetto dell'azione dei raggi solari, dalla presenza di diverse sostanze chimiche, dall'attività di sostanze inquinanti, ma anche dal fatto che il corpo utilizza ossigeno per produrre energia e il metabolismo ossidativo diviene fonte di radicali liberi.
Appare evidente il paradosso creato dal fatto che l'ossigeno è necessario per sostenere la vita, eppure il suo impiego determina la produzione di radicali liberi, i cosiddetti ROS, dai quali il corpo stesso si deve difendere.
Pertanto la difesa contro le specie reattive dell'ossigeno (ROS) è fondamentale per proteggere le molecole cellulari come lipidi, proteine o il DNA ed evitare nel tempo alterazioni dei tessuti e lo sviluppo di malattie degenerative. Infatti è noto da tempo che molte sono le patologie, tra le cui cause risiede anche l'attività dei ROS. Il danno cellulare da essi causato può portare a sviluppare malattie, quali l'aterosclerosi, malattie cardiovascolari, crescita di tumori, malattie neurodegenerative. Infine anche il processo d'invecchiamento è in parte imputabile anche all'azione dei ROS1.
I polifenoli, come premesso, in qualità di antiossidanti, contrastando l'azione dei radicali liberi, intervengono quindi nello svilupparsi di tutte le suddette patologie e di fatto sono sostanze utili ai fini del mantenimento della nostra salute.
Il mercato degli integratori polifenolici
Nel corso degli ultimi anni, per moda, business e maggiore interesse delle persone verso la cura del corpo e la propria salute, il mondo degli integratori/fitoterapici/prodotti erboristici ha immesso sul mercato una sequenza di nuovi prodotti estratti da diverse piante a base appunto di sostanze polifenoliche.
Prodotti ricavati da thè verde, caffè verde, bacche di goji, bacche di acai, noci brasiliane, aloe vera, solo per citarne alcuni, hanno riempito gli scaffali dei supermercati nel reparto salute-prodotti naturali.
In alcuni casi il loro utilizzo è stato anche millantato di benefici miracolosi, quasi come se questi fossero la panacea per tutti i mali. Premesso che tutte le suddette ed altre piante non citate, sono effettivamente ricche in polifenoli e che la loro azione benefica per la salute è documentata scientificamente, ciò che a mio avviso risulta essere assurdo è il fatto che tutte queste piante in questione hanno origine esotica.
Come se per una qualche strana motivazione i prodotti per la salute debbano essere necessariamente di origine lontana. Per ragioni di mercato sembra che il consumatore sia maggiormente attratto da ciò che ha origini remote, snobbando le culture nostrane.
L'olivo: il tesoro mediterraneo
Infatti, il punto è che anche la nostra terra italiana e la tradizione mediterranea possiede al suo attivo diverse piante con caratteristiche simili, ossia diverse piante particolarmente ricche di antiossidanti, a cominciare dalla pianta mediterranea per eccellenza, madre di tutta la nostra cultura millenaria e tradizione dell'Italia a tavola e non solo cioè l'olivo, Olea europaea.
Infatti, diverse parti della pianta dell'ulivo a cominciare dal frutto stesso, ma in particolare le foglie, sono ricche di numerosi polifenoli, benefici per la salute, almeno quanto quelli estratti dalle piante esotiche tanto vendute e in alcuni casi probabilmente anche di più.
L'olivo o ulivo (Olea europaea) appartiene alla famiglia delle Oleaceae. Essa è una pianta da frutto. Originario del Vicino Oriente, è utilizzata fin dall'antichità per l'alimentazione. I suoi frutti infatti, le olive, sono impiegate nella tradizione mediterranea per l'estrazione dell'olio ed anche direttamente come alimento.
Tradizione e medicina popolare
Già da millenni la medicina tradizionale conosce i benefici fisici derivanti dai decotti di foglie di olivo, utilizzato appunto nella medicina tradizionale come rimedio naturale per molte patologie. Le foglie contengono diversi polifenoli, la cui azione è nota per abbassare la pressione e migliorare la circolazione, protettiva per il tratto digerente ed anche depurativa e diuretica, inoltre viene utilizzato per contrastare le ipercolestrolemie e per abbassare la glicemia2, 3.
Composizione polifenolica
I polifenoli scoperti all'interno degli estratti di olivo, contenuti nel frutto, nell'olio, ma in maggiore quantità nelle foglie, sono molteplici: l'oleuropeina, l'acido elenolico, diverse cianidine, l'acido clorogenico, la quercetina, la rutina e molti altri. Dal metabolismo dell'oleuropeina derivano fenoli con struttura più semplice, quali il tirosolo e l'idrossitirosolo che presentano numerose attività biologiche4, 5. Questi composti infatti sono quelli che ricevono il maggiore interesse dalla comunità scientifica per le proprietà terapeutiche che presentano6.
Queste sostanze sono prodotte del metabolismo secondario della pianta per proteggersi dall'azione di sostanze nocive e patogene. Le proprietà organolettiche dell'olio vergine di oliva sono fortemente influenzate dalla sua composizione fenolica. Queste sostanze sono infatti anche responsabili delle note di amaro e di pungenza dell'olio d'oliva6.
Evidenze scientifiche
L'uso di estratti di olivo è stato ampiamente studiato negli ultimi decenni dalla comunità scientifica e tali studi ne hanno confermato gli impieghi tradizionali, trovando anche nuovi disturbi condotti da ricercatori italiani, giusto per ricordare a tutti che anche in Italia si fa ricerca con ottimi risultati.
Benefici cardiovascolari
È noto ormai da tempo come un uso regolare di olio di oliva, tipico della dieta mediterranea, abbia dei benefici sull'eziogenesi di molteplici patologie cardiovascolari, a cominciare dall'arteriosclerosi e dell'ipertensione (diversi studi confermano tutto ciò7, 8).
In particolare, oltre all'attività antiossidante, ai composti fenolici dell'olio d'oliva sono stati attribuiti anche effetti antinfiammatori, in quanto inibitori dell'enzima COX-2, implicato nella formazione della molecole responsabili dell'insorgenza delle infiammazioni9, 10. Alla base di questa azione parrebbe la capacità dell'oleuropeina di ridurre la perossidazione lipidica7.
Ma l'azione di questi polifenoli non si limita a questo: infatti, sempre restando nel contesto cardiovascolare è stato dimostrato che l'oleuropeina è in grado di ridurre i livelli plasmatici di LDL e di aumentare quelli di HDL, generando quindi una ottima azione ipocolesterolemizzante, tanto che attualmente il nostro olivo è studiato per trovare terapie antiaterogeniche contro l'arteriosclerosi11, 12.
Sempre in tema patologie cardiovascolari, Manna et al. hanno analizzato gli effetti della somministrazione di oleuropeina sui ratti ai quali è stata indotta un'ischemia, misurandone poi specifici marker. L'oleuropeina ha diminuito significativamente i livelli di questi marcatori, suggerendo un effetto cardioprotettivo negli eventi acuti che seguono occlusione coronarica13.
Effetti metabolici
Numerosi studi sono stati in grado di evidenziare anche una marcata azione ipoglicemizzante da parte dell'oleuropeina, del tirosolo e dell'idrossitirosolo, tanto da considerare estratti di foglie di olivo nella cura per la sindrome metabolica ed il diabete di tipo 214.
Diversi sono anche gli studi sulle attività antitumorali dei fenoli dell'olivo. Ulteriori ricerche mostrano come l'azione protettiva contro la genotossicità dei ROS è uno dei meccanismi che spiegano gli effetti antitumorali di questi composti 20, 21. Inoltre, l'oleuropeina e l'idrossitirosolo possono agire anche attraverso la modulazione di vie di segnalazione antioncogeniche, che portano alla apoptosi cellulare (morte programmata delle cellule) e all'arresto della crescita di diverse linee cellulari tumorali in vitro, ipotizzando un possibile futuro impiego di farmaci derivanti da essi nella lotta a diverse tipologie di tumori 22, 23.In qualità di antiossidanti, antinfiammatori ed antiaterogeni, i nostri fenoli dell'olivo risultano efficaci anche nel contrastare i disturbi legati all'età, come le malattie neurodegenerative 24.
Inoltre, i potenziali effetti neuroprotettivi di idrossitirosolo e oleuropeina sono stati segnalati utili anche contro i danni cerebrali causati da ischemia, ipossia e lesioni del midollo spinale 25.
A livello cutaneo, coniugati di idrossitirosolo con diversi acidi grassi hanno mostrato caratteristiche ottimali nella terapia topica, in quanto in grado di oltrepassare lo strato corneo dell'epidermide umana e raggiungere le cellule vitali dove possono svolgere la loro azione antiossidanti e protettiva per la pelle 26, tanto che sono sempre di più i cosmetici per ringiovanire la pelle contenenti queste sostanze.
Inoltre altre ricerche rivelano che la somministrazione concomitante di idrossitirosolo e idrocortisone attraverso la tecnologia delle nanoparticelle, sembra fornire benefici supplementari come antinfiammatori e antiossidanti nei trattamenti di dermatiti di diversa origine e natura 27.
Negli ultimi anni, prodotti ricavati dall'olivo, a cominciare dall'olio extravergine, vengono esaminati anche come nutrienti utili al fine del controllo del peso, incoraggiati dal fatto che la dieta mediterranea ha dimostrato nel tempo di essere particolarmente benefica per la salute. Gli studi condotti sino ad ora mostrano appunto che questi prodotti sono utili anche per la gestione del sovrappeso e per favorire il dimagrimento 28, 29, 30.
L'elevata stabilità e la biodisponibilità di questi composti ha portato negli ultimi anni l'industria alimentare a produrre prodotti a base di olio extravergine arricchito in polifenoli o di altri componenti alimentari con i singoli composti fenolici purificati.
La letteratura scientifica presenta numerosi altri studi sulle proprietà dei polifenoli dell'olivo, ma ritengo che ciò che è stato sino a qui presentato sia sufficiente a dimostrare, come espresso in premessa, che prodotti derivanti dal nostro ulivo non hanno niente da invidiare a tutte quelle sostanze che vengono lanciate come antiossidanti miracolosi, derivanti da tutte quelle piante di natura esotica che oggi sovraffollano i negozi italiani. Pertanto con sano ed orgoglioso patriottismo, decanto i benefici delle tradizioni italiane e invito tutti coloro che cercano antiossidanti per migliorare la propria salute, i cui benefici sono assolutamente provati, a non lasciarsi incantare da quell'idea che ciò che arriva da lontano - culture e piante - portino con sé chissà quali segreti, ma invito pertanto a scegliere i prodotti della nostra tradizione, a cominciare dall'olio di oliva, per passare agli estratti delle foglie dell'olivo, ogni volta che cerchiamo un composto contenente antiossidanti, promuovendo così la nostra cultura, la nostra tradizione, la nostra agricoltura e la produzione del nostro Paese, troppo spesso dimenticate.
Indicazioni pratiche
Sulla base delle evidenze scientifiche esaminate, è possibile fornire alcune raccomandazioni pratiche per l'utilizzo dell'olio extravergine di oliva nella gestione del diabete di tipo 2:
- Dosaggio: La letteratura suggerisce un consumo di 20-30 ml al giorno di olio extravergine di oliva per ottenere benefici metabolici significativi
- Modalità di consumo: Preferire il consumo a crudo per preservare i composti fenolici termolabili
- Timing: L'assunzione durante i pasti principali può contribuire a modulare la risposta glicemica postprandiale
- Qualità: Scegliere oli con elevato contenuto di polifenoli, preferibilmente spremuti a freddo e conservati al riparo da luce e calore
Limitazioni e prospettive future
Nonostante le promettenti evidenze, è importante riconoscere alcune limitazioni degli studi attuali. La maggior parte delle ricerche sono state condotte su modelli animali, e gli studi clinici sull'uomo presentano spesso campioni di dimensioni ridotte e periodi di osservazione limitati.
Inoltre, la variabilità nella composizione fenolica degli oli utilizzati negli studi rende difficile standardizzare i protocolli di intervento. Le future ricerche dovrebbero concentrarsi su trial clinici randomizzati di maggiore durata e con campioni più ampi, per confermare definitivamente l'efficacia terapeutica dell'olio extravergine di oliva nel diabete di tipo 2.
Conclusioni
L'olio extravergine di oliva rappresenta un alimento funzionale di grande interesse per la gestione del diabete di tipo 2. I meccanismi d'azione coinvolgono la modulazione della sensibilità insulinica, la riduzione dello stress ossidativo e dell'infiammazione, nonché il miglioramento del profilo lipidico.
L'integrazione dell'olio extravergine di oliva in una dieta equilibrata può contribuire significativamente al controllo metabolico nei pazienti diabetici, rappresentando una strategia nutrizionale sicura ed efficace.
Tuttavia, è fondamentale che il suo utilizzo sia inquadrato in un approccio terapeutico integrato, che comprenda una dieta bilanciata, attività fisica regolare e, quando necessario, terapia farmacologica. La ricerca futura dovrà chiarire ulteriormente i dosaggi ottimali e i meccanismi d'azione specifici, per massimizzare i benefici terapeutici di questo prezioso alleato nella lotta al diabete.