Questo articolo esplora le molteplici proprietà della propoli, evidenziando il suo potenziale come alimento, integratore e farmaco. Viene analizzata la sua composizione chimica e le sue attività terapeutiche, come le proprietà antimicrobiche, antiossidanti e cicatrizzanti, proponendo la propoli come un valido supporto in vari ambiti della salute e del benessere.
Introduzione
La parola propoli deriva dalle parole greche “pro” davanti e “polis”, città; quindi, già il solo significato del termine testimonia come gli antichi apicoltori avessero osservato che questo insieme di sostanze ha la funzione, per le api, di chiudere l’accesso della propria città ad altri insetti o corpi estranei. La propoli è una sostanza cero-resinosa di colore estremamente variabile che oscilla, attraverso svariate tonalità, dal giallo bruno fin quasi al nero. Il suo odore è generalmente molto gradevole, aromatico, che si avvicina a quello dell’incenso, pur assumendo alcune volte delle sfumature acetose.
Se la propoli viene masticata, in principio il suo sapore risulterà tenue, per divenire via via acre-amarognolo e leggermente irritante per la mucosa orale: essa causerà una leggera anestesia locale. A una temperatura ambiente di 20°C, la propoli si presenta come una pasta dura alla pressione; a 5°C, invece, la consistenza, pur restando dura, diviene friabile. Oltre i 30°C essa diviene malleabile, ed aumentando la temperatura essa assume un aspetto vischioso. Verso i 65-70°C, la propoli fonde ed il punto di fusione varia a seconda della sua provenienza.
Fondendo la propoli a bagnomaria, la sua massa si divide in due parti: una prima, cerosa, che galleggia, è molto aromatica e malleabile; la seconda, vischiosa, rimane sul fondo del recipiente. La propoli è utilizzata dalle api per ricoprire le pareti dell’alveare, per fissarne i telai, per rinforzare i favi, chiudere i fori, riempire le fessure, restringere le entrate, levigare e lucidare le parti interne delle celle vuote prima che l’ape regina vi deponga le uova, ed ancora per imbalsamare gli animali invasori uccisi per impedire l’insorgere di processi putrefattivi.
Integrazione Alimentare
Composizione chimica
Molteplici sono i fattori che intervengono nella composizione della propoli, dal tempo di raccolta, alla zona, alle piante presenti vicino agli apiari, al clima, alla razza delle api raccoglitrici. Questa notevole diversità di composizione della propoli, costituisce una grossa difficoltà dal punto di vista analitico e sperimentale perché diventa abbastanza complicato poter definire con esattezza una composizione standard che possa rappresentare un sicuro riferimento.
Analizzando le classi chimiche delle sostanze presenti nella propoli abbiamo: flavonoidi, idrossiacidi aromatici, acidi alifatici, chetoni, aldeidi, cumarine, alcoli, esteri, zuccheri e vitamine: cianocobalamina, (vit. B12), acido pantotenico, acido nicotinico, vitamine B1, B2, B6, C, A ed E.
Flavonoidi
I flavonoidi sono sostanze contenute nei vacuoli delle cellule epidermali di molte piante. Sono caratterizzati da un’alta reattività chimica, possiedono un’azione anti-radicali liberi e inibendo la cAMP-fosfodiesterasi modulano la cascata dell’acido arachidonico. Per questo possiedono proprietà antiinfiammatorie, antitrombotiche vaso e gastro-protettrici, oltre ad essere modulatori nelle reazioni di tipo allergico. Possiedono una tossicità veramente molto bassa, ma spesso possono essere inefficaci in quanto scarsamente solubili e quindi poco biodisponibili; a volte gli estratti risultano essere infatti molto più attivi del principio attivo puro proprio a causa della sua maggiore solubilità e/o stabilità. I flavonoidi identificati sono svariati, appartenenti alle sottoclassi: Crisina, Quercetina, Pinocembrina, Pinobanksina(1) e (5).
Attività Terapeutiche
Attività antimicrobiche
La propoli possiede attività batteriostatica, battericida, antimicotica, antivirale, immunostimolante e antiossidante. Numerose sperimentazioni sia in vivo che vitro hanno dimostrato attività sia batteriostatiche che battericide su numerosi ceppi batterici: Bacillus spp., Corynebacterium spp., Salmonella spp., Shigella spp., Escherichia coli, Proteus vulgaris, Mycobacterium(6).
É stato dimostrato con studi di microscopia elettronica e micro-calorimetrica, che il meccanismo d’azione della propoli sulle cellule batteriche è complesso e che non è possibile una semplice analogia con il meccanismo d’azione degli antibiotici classici(4). Infatti ne disorganizza il citoplasma, la membrana plasmatica e la parete cellulare, causa una parziale batteriolisi ed inibisce la sintesi proteica agendo sulla RNA-polimerasi DNA-dipendente dei batteri e impedisce la separazione delle cellule figlie.
Inoltre studi sperimentali avrebbero dimostrato che la propoli è in grado di stimolare direttamente l`attività fagocitaria dei macrofagi. Alcuni autori hanno dimostrato che la propoli svolgerebbe un`azione antivirale nei confronti di alcuni virus quali quelli dell’influenza A e B, parainfluenza1, 2, 3, Herpes simplex tipo 1 e 2. Adeno-virus, virus respiratorio(2) e (3).
Proprietà vasoprotettive e antinfiammatorie
In medicina popolare la propoli è stata da sempre utilizzata anche per le sue proprietà vasoprotettive ed antinfiammatorie. Creme ed unguenti venivano utilizzati per la cura di varici, emorroidi, scottature, eczemi infiammati. Il meccanismo antinfiammatorio e vasoprotettivo sarebbe dovuto ai flavoni che verosimilmente provocano un rimaneggiamento del tessuto connettivo fissandosi al collagene e creando dei ponti stabili tra le fibre (cross-links) e un aumento della stabilità della barriera vasculo-tessutale. Questa ultima azione viene potenziata dalla vitamina C. Inoltre i flavonoidi impediscono l`alterazione dei fosfolipidi di membrana mediante protezione degli acidi grassi insaturi per blocco della perossidasi.
Proprietà antiossidanti e antiirrancidenti
ln questi ultimi anni è stata messa in evidenza l’importanza dei radicali liberi nell`invecchiamento cellulare. ll radicale libero può essere definito come un frammento molecolare con uno o più elettroni spaiati oppure come frammento molecolare con un numero dispari di elettroni.
Questi radicali liberi, se il nostro sistema difensivo non è particolarmente efficiente, si accumulano nell’organismo fissandosi in particolare a grassi e proteine, provocandone il deterioramento. Tale processo accelererebbe i danni alle cellule e quindi provocherebbe il precoce invecchiamento, artrite, tumori e danni all’apparato cardiovascolare. I radicali liberi vengono neutralizzati da sostanze presenti anche nell’organismo chiamate “antiossidanti”. L’antiossidante si lega col radicale libero e ne neutralizza il potere distruttivo e aiuta a impedire l`insorgere delle alterazioni cellulari rallentando il processo di invecchiamento.
Esistono in natura molte sostanze antiossidanti come: le vitamine (C, E, A, B) i minerali (selenio, zinco, rame, ferro, manganese) aminoacidi (L-cisteina, L-metionina), enzimi (glutatione perossidasi, superossido dismutasi). Recenti studi hanno dimostrato che la propoli possiede capacità antiossidanti (dovute soprattutto alla presenza di flavonoidi) che potrebbero essere utilizzate sia in medicina umana sia come antiirrancidente in olii, burri e grassi nel campo alimentare e cosmetico.
Impieghi cosmetici della propoli
Gli usi igienico-cosmetici della propoli utilizzano le sue proprietà antisettiche, deodoranti, purificanti e riepitelizzanti. Esistono in commercio numerosi preparati cosmetici, quali: shampoo, balsami dopo-shampoo e lozioni capillari destinati all’igiene del cuoio capelluto e dei capelli grassi con forfora. I cosmetici a base di propoli, quali dentifrici e collutori riscuotono notevole successo per l’igiene dei denti e della bocca(4). Inoltre, gli estratti di propoli possono utilmente essere impiegati in deodoranti, creme deodoranti e nei prodotti purificanti destinati alle pelli grasse e impure. La propoli, inoltre, può essere usata negli stick protettivi delle labbra, nei tensioliti destinati all’igiene intima e nei prodotti destinati all’igiene del piede. L’estratto di propoli che più comunemente viene usato nei preparati cosmetici,
Questo articolo propone un'analisi dettagliata della composizione qualitativa e quantitativa della propoli e del suo olio essenziale, evidenziando la mancanza di studi scientifici rigorosi sulle attività terapeutiche della propoli. Inoltre, sottolinea come alcuni componenti della propoli possano causare reazioni allergiche, suggerendo la necessità di ulteriori ricerche per comprendere meglio i suoi effetti e potenziali rischi.
Discussione
In considerazione dell'uso frequente e consolidato dei prodotti a base di propoli, di cui solo l'estratto idroalcolico è stato valutato per un consumo annuo di almeno 500 mila confezioni da 30 ml sul mercato italiano, ho ritenuto importante dare un contributo alla conoscenza di questa sostanza. Ho quindi condotto da un lato un'analisi accurata dei lavori pubblicati finora nel campo scientifico, dall'altro uno studio originale sulla composizione qualitativa e quantitativa della propoli e del suo olio essenziale.
Nell'interpretare la vasta e talvolta poco qualificata letteratura sulla propoli, in cui è comunque assente una pubblicazione che valuti l'efficacia delle sue varie preparazioni, è stato possibile accertare che le conclusioni sulle attività terapeutiche della propoli sono spesso sproporzionate e prive di riscontri scientifici.
Conclusioni
Le sostanze contenute nella propoli che con più probabilità possono causare fenomeni allergici sono i derivati dell'acido caffeico. Altri costituenti come gli acidi aromatici liberi ed i loro esteri possono contribuire alle proprietà allergizzanti in minor misura, dipendendo dalle loro quantità variabili nei differenti campioni di propoli. Non bisogna dimenticare che la propoli grezza può contenere come impurità il polline che potrebbe essere causa, esso stesso, di fenomeni allergici8.
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