La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2023 Volume: 20231

Effetti dell’attività fisica sulla forza, la resistenza e la qualità della vita nel soggetto con sclerosi multipla

Abstract

Italiano

La sclerosi multipla comporta una significativa riduzione della qualità di vita rispetto alla popolazione sana e ad altre patologie croniche. L'articolo esamina gli effetti dell'attività fisica su forza, resistenza e qualità di vita in soggetti con sclerosi multipla attraverso l'analisi di diversi studi clinici. La ricerca presenta evidenze scientifiche che supportano l'efficacia dell'esercizio fisico, in particolare quello aerobico e cardiorespiatorio, nel migliorare la qualità di vita dei pazienti. Vengono analizzati protocolli di allenamento aerobico, di forza e combinati, evidenziando benefici significativi sulla riduzione della fatica, miglioramento della capacità funzionale e incremento del VO2max. Gli studi longitudinali dimostrano una correlazione positiva tra livelli elevati di attività fisica e riduzione delle ricadute, mentre bassi livelli di attività sono associati ad aumento della disabilità e progressione della malattia. L'attività fisica adattata emerge come strategia terapeutica complementare efficace nella gestione dei sintomi e nel miglioramento della qualità di vita.

English

Multiple sclerosis significantly reduces quality of life compared to healthy populations and other chronic diseases. This article examines the effects of physical activity on strength, endurance and quality of life in subjects with multiple sclerosis through analysis of several clinical studies. The research presents scientific evidence supporting the effectiveness of physical exercise, particularly aerobic and cardiorespiratory training, in improving patients' quality of life. Aerobic, strength and combined training protocols are analyzed, highlighting significant benefits in fatigue reduction, functional capacity improvement and VO2max increase. Longitudinal studies demonstrate a positive correlation between high levels of physical activity and reduced relapses, while low activity levels are associated with increased disability and disease progression. Adapted physical activity emerges as an effective complementary therapeutic strategy in symptom management and quality of life improvement.

Keywords

Italiano

sclerosi multipla, attività fisica, esercizio fisico, forza, resistenza, qualità della vita, riabilitazione, fatica, vo2max, allenamento aerobico

English

multiple sclerosis, physical activity, physical exercise, strength training, endurance, quality of life, physical rehabilitation, fatigue, vo2max, aerobic training

Questo articolo dimostra che l'attività fisica, in particolare quella aerobica e di resistenza, può migliorare significativamente la qualità di vita, la forza muscolare e la resistenza nei soggetti affetti da sclerosi multipla. Nonostante alcune limitazioni metodologiche, numerosi studi evidenziano una correlazione positiva tra esercizio fisico e riduzione della fatica e delle ricadute, suggerendo che l'attività fisica possa essere un intervento efficace per gestire i sintomi della malattia.

Introduzione

La qualità di vita di soggetti con sclerosi multipla è inferiore rispetto alla popolazione sana e rispetto a persone che soffrono di altre malattie tra cui ictus ischemico e artrite reumatoide1. Questo potrebbe essere associato alla natura incerta e imprevedibile della malattia, all’attuale gestione di questi sintomi, conseguenza inevitabile della malattia. L’effetto della malattia sulla qualità di vita potrebbe essere contraddistinto dal peggioramento della deambulazione e dall’aumento della sensazione di fatica. Questo sottolinea la necessità di individuare delle modalità per la gestione di questi sintomi.

Una vecchia metanalisi ha valutato l’effetto complessivo dell’esercizio fisico sulla qualità di vita tra i pazienti con sclerosi multipla. I ricercatori analizzarono le banche dati dal 1960 al 2006 per valutare la relazione tra l’esercizio fisico e la qualità di vita in questi soggetti. L’evidenza scientifica sostiene che l’esercizio fisico, in particolare quello di tipo aerobico e cardiorespiratorio, ebbe notevoli effetti positivi sulla qualità di vita dei pazienti2.

Metodi

Un recente studio ha analizzato il rapporto tra qualità di vita ed esercizio fisico nella popolazione di soggetti affetti da sclerosi multipla. Il riesame ha valutato l’effetto dell’allenamento sulle capacità fisiche, sulla mobilità, sulla fatica e sulla qualità di vita. La ricerca ha incluso cinquantaquattro studi, di cui solo ventuno hanno soddisfatto i criteri di revisione sistematica. Nel complesso, i ricercatori hanno decretato che l’evidenza bibliografica era insufficiente per trarre conclusioni certe sugli effetti dell’attività fisica sulla qualità di vita nei soggetti con sclerosi multipla.

Nello studio di McCullagh R., Fitzgerald P., Murphy: “Long-term benefits of exercising on quality of life and fatigue in Multiple Sclerosis patients with mild disability: a pilot study” 2008, è stato proposto lo svolgimento di esercizi per tre mesi per tre volte la settimana evidenziando una diminuzione dell’affaticabilità e un incremento nella qualità di vita rispetto il gruppo che non svolgeva alcun tipo di attività motoria.

Nello studio “Impact of aerobic training on fitness and quality of life in MS” 1996, Petjan e colleghi hanno suddiviso 54 pazienti in due gruppi sperimentali. Il primo ha svolto attività fisica aerobica della durata di 40 minuti, coinvolgendo sia gli arti superiori che gli arti inferiori, tre volte alla settimana per quindici settimane, mentre il secondo gruppo, che fungeva da controllo, non ha svolto attività motoria di alcun tipo. I risultati hanno evidenziato che già tra le cinque e le dieci settimane sono risultati statisticamente rilevanti l’incremento del VO2 max e della forza, sia degli arti superiori sia degli arti inferiori, la diminuzione delle pliche cutanee, dei trigliceridi e del colesterolo a bassa densità e i punteggi del POMS (profile of mood states). Inoltre dalla decima settimana è risultata statisticamente diminuita la fatica.

Nello studio “Physical activity and associated levels of disability and quality of life in people with multiple sclerosis: a large international survey” 2014, Claudia H. M. et Al. hanno valutato, in un grande sondaggio internazionale, l’attività fisica, i livelli associati alla disabilità e la qualità di vita di soggetti con sclerosi multipla recidiva remittente. I parametri che hanno confrontato sono la quantità di attività fisica e la salute correlata alla qualità di vita, il tasso di ricaduta, la disabilità, e le variabili demografiche delle diverse disabilità.

Questo articolo dimostra che un protocollo di allenamento ad alta intensità di dodici settimane può migliorare significativamente la forza muscolare, ridurre la fatica e aumentare la qualità di vita nelle persone con sclerosi multipla. Inoltre, l'esercizio fisico si è rivelato un metodo sicuro ed efficace per migliorare la capacità aerobica e la deambulazione, contribuendo a una maggiore autonomia dei soggetti affetti.

Metodi

Gli esercizi alle macchine erano suddivisi in tre serie da dieci ripetizioni con un recupero variabile da uno a tre minuti tra una serie e l’altra. L’aumento del carico era effettuato quando il soggetto era in grado di eseguire più di sette ripetizioni e il loro adeguamento è stato eseguito almeno ogni due settimane.

Risultati

I risultati hanno evidenziato un notevole abbassamento del livello di TNF nelle citochine plasmatiche. I valori della valutazione dell’umore, della fatica e della qualità di vita sono notevolmente migliorati dopo il protocollo di allenamento. Nove pazienti sono stati classificati come soggetti con un grande grado di fatica prima del periodo di formazione, al secondo controllo, dopo l’esercizio fisico, e solo tre sono rientrati in quel sottogruppo.

I tre esercizi dove è stato visto un notevole aumento della forza sono stati la posizione di plank addominale, leg press e dips, con un aumento medio del 79%, 74% e 63%. Anche la mobilità articolare del ginocchio è aumentata sia in flessione sia in estensione. Sedici partecipanti hanno valutato il programma di esercizio come molto buono e uno come buono.

Lo studio ha dimostrato che con un protocollo di allenamento ad alta intensità di dodici settimane ha avuto effetti positivi sui livelli di citochine, ha diminuito la sensazione di stanchezza e migliorato la qualità di vita dei partecipanti. Inoltre, il protocollo ad alta intensità è stato ben tollerato da soggetti e sembra perciò essere un metodo d’intervento sicuro ed efficace nelle persone con sclerosi multipla.

Discussione

Numerosi studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico può migliorare la forza muscolare nelle persone con sclerosi multipla. I protocolli hanno incluso esercitazioni di resistenza aerobica, esercitazioni di forza e protocolli misti che comprendevano sia esercizi di forza che di resistenza o diverse altre attività, come il nuoto e l’utilizzo di tapis roulant.

Nonostante i protocolli comprendessero popolazioni molto eterogenee e che le esercitazioni fossero organizzate in maniera differente tra le varie sperimentazioni, gli studi hanno costantemente rilevato un aumento della forza muscolare dopo l’allenamento. Una revisione dei protocolli di allenamento di resistenza ha esaminato i risultati di sei studi randomizzati di allenamento di resistenza con persone affette da sclerosi multipla confrontandoli con sei studi non controllati.

Alcuni studi hanno riportato effetti positivi dell’esercizio fisico sulla riduzione della spasticità nelle persone con sclerosi multipla. Questi hanno incluso il ciclismo, un progetto di attività fisica di gruppo e un protocollo di cammino.

Effetti dell'esercizio fisico sulla capacità aerobica

La capacità aerobica è un importante fattore salute correlato sia per soggetti sani sia per persone affette da sclerosi multipla. Infatti, questa capacità è associata al rischio cardiovascolare, a migliori prestazioni di cammino e migliori capacità cognitive. Solitamente il VO2 max nei soggetti con sclerosi multipla viene valutato grazie al valore di VO2 peak.

Il VO2 max è correlato significativamente con il valore di EDSS, con l’età e con il sesso. La correlazione tra VO2 max e EDSS prevede che l’aumento di un valore nella scala della disabilità corrisponda a una diminuzione del VO2 max del 2,6 ml*kg-1*min-1. Da ciò si può dedurre che con la diminuzione del VO2 max e l’aumento dell’EDSS è destinato ad aumentare considerevolmente anche il rischio di mortalità per causa cardiovascolare. Un altro parametro correlato con il VO2 max è l’affaticamento. Anche in questo caso la correlazione è negativa perché al diminuire dell’uno aumenta l’altro.

Spesso il minor valore di VO2 max registrato in soggetti affetti da sclerosi multipla è probabilmente derivato da una bassa attività fisica quotidiana piuttosto che da danni tessutali provocati dalla malattia. Infatti, analizzando gli adattamenti cardiovascolari e della capacità aerobica tra soggetti sani e soggetti malati non si sono evidenziate particolari differenze e il miglioramento, dopo uno specifico allenamento, sembra essere analogo per le due popolazioni.

Inoltre, la differenza di capacità aerobica può anche essere collegata a un abbassamento della frequenza cardiaca massima nei soggetti affetti da sclerosi multipla dal momento che il VO2 max è strettamente correlato con questa e vari studi hanno registrato una diminuzione della frequenza cardiaca massima nei soggetti malati piuttosto che nei controlli sani.

In letteratura non si trovano controindicazioni all’allenamento aerobico in soggetti anziani sani e in pazienti anziani con diverse tipologie di comorbidità. Lo spettro di disabilità derivato dalla sclerosi multipla può trarre beneficio dall’allenamento aerobico poiché contrasta il declino fisiologico del sistema cardiovascolare. In una recente metanalisi si è riscontrato che con l’allenamento aerobico si può migliorare il VO2 max di ben 3,5 ml*kg-1*min-1.

Va però notato che questa tipologia di allenamento è stata studiata principalmente in soggetti deambulanti (DESS minore di 6) e si hanno pochi dati per quanto riguarda il miglioramento della capacità aerobica nei soggetti con un grado di disabilità maggiore. Il miglioramento del valore di VO2 max è stato confermato anche dallo studio di Ponichtera-Mulcare et al. del 1997, che ha analizzato il miglioramento del VO2 max tra un gruppo sperimentale con EDSS di 4,5 e un altro gruppo con disabilità minore e valore di EDSS compreso tra 5 e 6,5 dopo un protocollo di allenamento all’ergometro di 24 settimane.

Lo studio ha evidenziato come i soggetti con minor disabilità hanno incrementato il loro VO2 max del 17% mentre nei soggetti con EDSS minore, e quindi maggiore disabilità, il miglioramento è stato solo del 7%. Tuttavia, nello studio di Mostert e Kesselring del 2002 è stato evidenziato che i soggetti con maggior disabilità tendono a migliorare di più la loro capacità aerobica. Inoltre, è da ricordare che il miglioramento della capacità aerobica viene influenzata anche da altri fattori oltre che dall’esercizio fisico, ad esempio la predisposizione genetica.

L’attività aerobica è una buona terapia per migliorare i sintomi della sclerosi multipla. Aumentando i livelli di attività fisica si migliora il VO2 max. L’allenamento aerobico produce risultati molto eterogenei nella popolazione dei soggetti colpiti da sclerosi multipla, è q

Questo articolo propone che l'esercizio fisico, in particolare l'allenamento sul treadmill, può migliorare significativamente la capacità di cammino nelle persone con sclerosi multipla. Inoltre, l'esercizio fisico adattato può avere effetti positivi sull'equilibrio, contribuendo a ridurre il rischio di cadute e migliorare la qualità della vita.

Discussione

Motl nel 2013 ha evidenziato che l'aumento di un MET, equivalente a 3,5 ml*kg-1*min-1 di VO2 max, è associato alla riduzione percentuale di 1,48 nella probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare. Tuttavia, per quanto riguarda la durata e l'intensità più efficace dell'allenamento aerobico, non ci sono dati certi. È probabile che l'eterogeneità dei gruppi sperimentali possa aver compromesso l'individualizzazione di risultati chiari comprendendo soggetti che rispondevano e soggetti che non rispondevano.

In questo studio è stato dimostrato che l'aumento di un MET è associato alla riduzione percentuale di 1,48 nella probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare. Purtroppo, per quanto riguarda la durata e l'intensità più efficace dell'allenamento aerobico, non ci sono dati certi. È probabile che l'eterogeneità dei gruppi sperimentali possa aver compromesso l'individualizzazione di risultati chiari comprendendo soggetti che rispondevano e soggetti che non rispondevano.

"Effects of a short-term exercise training program on aerobic fitness, fatigue, health perception and activity level of subjects with MS" 2002, sono stati messi a confronto 26 soggetti con sclerosi multipla con altrettanti soggetti sani.

Il protocollo prevedeva lo svolgimento di attività fisica aerobica della durata di 30 minuti. Alcuni studi hanno evidenziato che alcuni tipi di esercizio fisico aerobico, di forza o una combinazione dei due, possa migliorare la resistenza e la velocità della camminata. Da alcuni controlli è emerso che le esercitazioni di cammino sono state più efficaci quando erano supervisionate piuttosto che quando l'esercizio non era controllato.

Risultati

Lo studio "Treadmill Training or Progressive Strength Training to Improve Walking in People with Multiple Sclerosis? A Randomized Parallel Group Trial" di Siri Merete Brændvik et Al. del 2015, ha ricercato quale fosse il miglior metodo per migliorare il cammino nelle persone con sclerosi multipla. Camminare è una capacità fondamentale per il mantenimento dell'autonomia e dell'indipendenza del soggetto. Dal punto di vista clinico, è pertanto essenziale trovare interventi che mirano ad attenuare il decadimento di questa capacità e che la mantengano e la migliorino.

La debolezza muscolare è un fattore che può contribuire alla perdita della capacità di cammino nella sclerosi multipla. Una forte correlazione tra la forza e la compromissione del cammino è stata segnalata nel 2005 da Thoumie. Tuttavia, una recente revisione ha rilevato che non vi è una forte evidenza tra l'aumento della forza nelle persone con EDSS inferiore a 6.5 e il miglioramento della capacità di cammino (Kjolhede T, et al., 2012).

I partecipanti hanno preso parte a esercizi di gruppo tre volte a settimana per otto settimane. I ventinove soggetti sono stati suddivisi in due gruppi: un gruppo svolgeva un allenamento sul tapis roulant mentre l'altro svolgeva un allenamento di forza. L'allenamento sul tapis roulant prevedeva tre diverse esercitazioni da sette minuti l'uno. Durante le otto settimane la velocità è stata progressivamente aumentata dal 10% al 40% della velocità ottimale. Ad ogni allenamento veniva controllata la velocità confortevole per modulare l'intensità dell'esercizio. I soggetti non dovevano superare il 70% della frequenza cardiaca massima.

I risultati hanno evidenziato che il protocollo di allenamento eseguito sul treadmill era più efficace rispetto all'allenamento di forza per migliorare il cammino nei soggetti con sclerosi multipla con EDSS maggiore o uguale a sei.

Conclusioni

Lo studio di Newman M.A. et Al, "Can aerobic treadmill training reduce the effort of walking and fatigue in people with MS: a pilot study", ha proposto a 16 pazienti con sclerosi multipla un programma di lavoro da dodici sedute di allenamento su treadmill della durata di 30 minuti, con un'intensità corrispondente al 55-85% della frequenza cardiaca massima. Dallo studio è emerso un miglioramento del consumo d'ossigeno, un aumento nella velocità di camminata, una riduzione del tempo d'appoggio dell'arto più debole e aumento del tempo d'appoggio dell'arto più forte. Per quanto riguarda la fatica non si sono registrate variazioni.

Effetti dell'esercizio fisico sull'equilibrio

Le anomalie nell'equilibrio rappresentano un altro dominio colpito da deficit nella sclerosi multipla. L'effetto della malattia su questa capacità è particolarmente evidente nella posizione eretta (Prosperini L, et al. 2013). È importante porre l'accento su questa capacità perché i problemi di equilibrio possono essere associati a cadute e lesioni derivante da quest'ultime. Inoltre, le misure di oscillazioni posturali sono stati associati al cammino, alle prestazioni cognitive, e alla sfera sociale nelle persone con sclerosi multipla (Coote S, et al., 2002).

In posizione eretta le afferenze sensitive utili per il mantenimento dell'equilibrio arrivano al sistema nervoso centrale dal contatto della pianta del piede con il terreno. Quando i recettori cutanei, come le cellule di Merkel, i corpuscoli di Pacini, i corpuscoli di Meissner, e le terminazioni di Ruffini, non trasmettono informazioni al sistema nervoso centrale si verificano squilibri posturali tipici della sclerosi multipla.

I soggetti hanno avuto risultati peggiori per quanto riguarda i valori di velocità di spostamento e di ondeggiamento antero-posteriore e medio-laterale del centro di pressione rispetto al gruppo di controllo sano. È inoltre emerso che il controllo posturale diminuisce all'aumentare della disabilità, della spasticità, del deficit di propriocezione, con l'affaticamento muscolare, l'età, con la diminuzione di forza e con l'elevato grado di lesioni del tronco cerebrale e del peduncolo cerebellare.

Il controllo posturale è notevolmente diminuito durante l'esecuzione del compito cognitivo, aumento delle oscillazioni del 43% rispetto all'equilibrio rilevato in condizioni normali. La revisione sistematica di Paltamaa J. Et Al. pubblicata nel 2012 ha rilevato un piccolo ma significativo effetto della modalità di esercizio di equilibrio delle persone con sclerosi multipla lieve o moderata. Un programma di esercizio specifico per l'equilibrio di dieci settimane è risultato sicuro ed eseguibile da soggetti affetti da sclerosi multipla.

Il protocollo prevedeva esercizi di forza, mobilità e propriocettività, utili ad incrementare il benessere, le funzioni fisiche e la qualità di vita. I risultati hanno evidenziato un miglioramento significativo per quanto riguarda le prove su una particolare pedana di gommapiuma con occhi chiusi e nel controllo sagittale del tronco durante il cammino, la diminuzione dell'impatto della fatica percepita su...

Bibliografia

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Vedi anche

Domande frequenti

Quali sono i principali benefici dell'attività fisica per chi soffre di sclerosi multipla?

L'attività fisica regolare, specialmente quella aerobica e cardiorespiratoria, apporta numerosi benefici ai soggetti con sclerosi multipla, tra cui miglioramenti significativi della qualità della vita, aumento della forza muscolare, incremento del VO2max (massimo consumo di ossigeno) e una notevole riduzione della fatica. Contribuisce anche a contrastare il decondizionamento fisico e a rallentare la progressione della disabilità.

Dopo quanto tempo si possono notare i primi miglioramenti con l'allenamento nella sclerosi multipla?

Gli studi indicano che i primi effetti positivi dell'allenamento, come miglioramenti del VO2max, della forza muscolare e la riduzione della fatica, possono essere osservati già dopo 5-10 settimane di attività fisica costante e mirata.

Che tipo di attività fisica è più consigliata per i soggetti con sclerosi multipla?

L'esercizio aerobico e cardiorespiratorio è particolarmente raccomandato. Tuttavia, è fondamentale che l'attività fisica sia adattata alle specifiche condizioni e capacità individuali del soggetto, preferibilmente sotto la supervisione di professionisti qualificati in attività fisica adattata.

L'attività fisica può influenzare le ricadute nei pazienti con sclerosi multipla?

Sì, la ricerca ha evidenziato una correlazione positiva tra maggiori livelli di attività fisica e una migliore qualità di vita, con una riduzione delle ricadute nei soggetti affetti da sclerosi multipla recidiva-remittente. Questo suggerisce un ruolo protettivo dell'esercizio.

L'esercizio fisico può aiutare a gestire la fatica legata alla sclerosi multipla?

Assolutamente sì. Uno dei benefici più significativi dell'attività fisica regolare per i soggetti con sclerosi multipla è la riduzione della fatica, un sintomo comune e debilitante. L'allenamento migliora l'efficienza energetica e la resistenza, contribuendo a mitigare questo sintomo.

L'attività fisica adattata è una strategia terapeutica efficace per la sclerosi multipla?

Sì, l'attività fisica adattata (AFA) è riconosciuta come una strategia terapeutica estremamente efficace. Aiuta a contrastare il decondizionamento fisico, a mantenere la funzionalità e a rallentare la progressione della disabilità, migliorando complessivamente l'autonomia e la qualità della vita del paziente.

Dove posso trovare programmi di attività fisica sicuri e adatti alla sclerosi multipla?

È consigliabile rivolgersi a specialisti in scienze motorie con esperienza in attività fisica adattata o a fisioterapisti specializzati in neurologia. Molte associazioni per la sclerosi multipla offrono anche indicazioni e supporto per trovare programmi adeguati nella propria zona.

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