Questo articolo esplora l'efficacia dell'allenamento ad alta intensità (H.I.I.T.) e dell'esercizio in acqua nel trattamento dei pazienti con sclerosi multipla. Propone che tali attività fisiche possano migliorare la qualità della vita e ridurre i sintomi della malattia, offrendo un approccio complementare alle terapie tradizionali.
Introduzione
La sclerosi multipla (S.M.) è una malattia autoimmune demielinizzante del sistema nervoso centrale (S.N.C.), caratterizzata da un'alterazione del processo di formazione delle guaine mieliniche da parte degli oligodendrociti. La mielina è fondamentale per una corretta conduzione dell'impulso nervoso. Le lesioni della mielina nel S.N.C. sono chiamate placche, che possono variare in dimensioni e sono infiltrate da linfociti T, B e cellule della microglia, generando placche infiammatorie.
Le aree più frequentemente colpite includono i nervi ottici, il tronco encefalico, il cervelletto, l'emisfero cerebrale e il midollo spinale. La malattia è più prevalente in Europa e nelle Americhe, colpendo principalmente giovani adulti con una maggiore incidenza nelle donne.
La Variabilità della Sintomatologia
Clinicamente, la sclerosi multipla si manifesta con sintomi variabili a seconda delle aree del S.N.C. colpite. I sintomi comuni includono:
- Alterazione nella visione: visione appannata e doppia, dolore oculare.
- Spasticità: rigidità e spasmi muscolari involontari.
- Debolezza: sensazione di esaurimento delle energie, peggioramento nel corso della giornata.
- Problemi di deambulazione, equilibrio e coordinazione: paralisi, nausea, vertigini.
- Disfunzioni cognitive ed emozionali: deficit di memoria, attenzione e alterazioni emozionali.
- Disturbi intestinali, vescicali e sessuali: correlati a disfunzioni del sistema nervoso autonomo.
Sclerosi Multipla e Intolleranza al Calore
L'intolleranza al calore, nota come fenomeno di Uhthoff, si manifesta con disturbi visivi, motori e sensitivi, che peggiorano con l'aumento della temperatura corporea. Questo fenomeno è legato alla presenza di placche demielinizzanti che alterano la trasmissione elettrica dell'assone.
Fasi Evolutive della Sclerosi Multipla
La sclerosi multipla può evolversi in diverse forme:
- Benigno: pochi attacchi senza segni di invalidità.
- Recidivante-Remittente: fasi di attacco seguite da remissione.
- Progressivo-Primario: costante peggioramento senza remissione.
L'evoluzione della malattia è soggettiva e può passare da una condizione benigna a una più grave. La scala Expanded Disability Status Scale (E.D.S.S.) è utilizzata per valutare le difficoltà e le perdite di funzionalità del paziente, aiutando a stabilire lo stadio della malattia e a proporre terapie adeguate.
Questo articolo esplora l'efficacia degli esercizi fisici in acqua per la gestione della sclerosi multipla, evidenziando miglioramenti significativi nella qualità di vita, riduzione della fatica e del dolore, e benefici sulla spasticità e l'equilibrio. Gli studi citati dimostrano che l'ambiente acquatico può offrire vantaggi unici grazie alle sue proprietà fisiche, rendendolo una scelta promettente per i pazienti con sclerosi multipla.
perché l’infiammazione si risolve e gli oligodendrociti, per quanto abbiano una scarsa capacità rigenerativa, riescono a riformare la guaina mielinica. Le condizioni del soggetto rimangono stabili per molto tempo, anche fino a 10 anni (Hurwitz, 2009).
Recidivante-Remittente: è rappresentata da delle poussée (spike di sintomatologia acuta) con restituzione ad integrum nella fase di stallo. Il susseguirsi delle recidive, più frequenti rispetto alla condizione benigna, può portare a segni di invalidità permanente con manifestazione della disabilità (Ibidem).
Progressivo-Secondario: il decorso è Recidivante-Remittente, tuttavia, il tempo che intercorre tra un attacco
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te. L’E.D.S.S. è uno strumento prezioso non solo per il neurologo e il fisioterapista, ma anche per il chinesiologo in quanto, tendenzialmente, esso si prenderà carico del paziente (sempre sotto consiglio del medico curante) in specifici momenti della malattia (principalmente nelle prime fasi della patologia; dal grado 0 fino al grado 5-6, in linea generale).
Sclerosi Multipla ed Esercizio Fisico
Nayak e colleghi (2003) hanno evidenziato come accanto alla medicina convenzionale, varie forme di medicina complementare ed alternativa vengono usate dai pazienti con S.M. Le ragioni più comuni sono il desiderio di un approccio più olistico, cioè trattamenti che riconoscono l’interrelazione tra mente, corpo e spirito, oltre che un’insoddisfazione nei confronti della medicina convenzionale. Più una persona convive da tanto tempo con la patologia, tanto più essa sarà insoddisfatta nei confronti delle terapie tradizionali (Ibidem). Sempre nello stesso studio, i ricercatori hanno evidenziato come su 3.140 pazienti coinvolti nella ricerca, solo il 5% di quest’ultimi utilizzava l’esercizio fisico come metodo alternativo alla medicina convenzionale per gestire la propria malattia. Sebbene l’attività motoria sia stata utilizzata solo da una piccola percentuale del campione, è stata considerata più efficace di tutte le altre terapie (seconda solo al pregare). Fino a qualche tempo fa l’associazione tra attività fisica e sclerosi multipla era fuori da ogni logica di trattamento, per via principalmente delle possibili complicanze, della scarsa aderenza dei pazienti e per la scarsa standardizzazione dei metodi di intervento, oltre che per la carenza di soggetti posti all’interno delle sperimentazioni (coerentemente a quanto riportato dalla ricerca di Nayak e colleghi).
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Effetti dell’Esercizio Fisico in Acqua sulla Fatica e sulla Qualità di Vita nella Sclerosi Multipla
I risultati di alcuni studi hanno mostrato come gli esercizi acquatici migliorano in grande misura tutti gli aspetti della qualità di vita dei pazienti con S.M. È stato considerato lo studio di Roehrs e colleghi (2004) che ha coinvolto 19 pazienti con sclerosi multipla in un programma di attività fisica in acqua per 12 settimane. I risultati hanno mostrato che la loro efficienza sociale, la fatica percepita e la qualità di vita erano nettamente migliorati. Ancora, Kargarfard e colleghi (2012) hanno condotto uno studio su 32 donne con diagnosi di sclerosi multipla Recidivante-Remittente. L’intervento è consistito in 8 settimane di esercizi svolti in piscina 3 volte a settimana, dalla durata di 60 minuti. Dopo tale lasso di tempo, i pazienti del gruppo di esercizio acquatico hanno mostrato miglioramenti significativi nella percezione della fatica.
Effetto dell’Esercizio Fisico in Acqua sul Dolore nella Sclerosi Multipla
Lo studio di Castro-Sánchez e colleghi (2012) ha esaminato l’efficacia dell’intervento in acqua nel ridurre il dolore percepito dai pazienti. Il campione oggetto di analisi comprendeva 36 pazienti appartenenti al gruppo sperimentale (26 donne e 10 uomini) e 35 al gruppo controllo (24 donne e 11 uomini). Le depressione, la fatica e l’autonomia, valutate prima dell’intervento, immediatamente dopo quest’ultimo e a 4 e 10 settimane dall’ultima sessione di trattamento. Al termine del protocollo, i livelli di dolore nei pazienti si sono ridotti e non solo: infatti, è migliorata la fatica, gli spasmi muscolari, la depressione e la loro qualità di vita, senza nessun tipo di effetto negativo.
Effetto dell’Esercizio Fisico in Acqua sulla Spasticità nella Sclerosi Multipla
L’idroterapia ha un effetto positivo sulla spasticità nei pazienti con S.M.; ciò è supportata da una recente revisione degli approcci non farmacologici inerenti proprio a tale parametro (Kamioka et al., 2010). I risultati affermano che la spasticità è notevolmente migliorata con gli esercizi in acqua, in quanto i pazienti immersi nel fluido sono in grado di eseguire movimenti volontari più ampi (Kamioka et al., 2010; Castro-Sánchez et al., 2012). La spasticità condiziona l’andatura, aumentando il rischio di cadute, incrementa l’affaticamento e provoca spasmi muscolari e dolore. Ne consegue una riduzione dell’autonomia nelle attività quotidiane, isolamento sociale, una necessità maggiore di cure e di assistenza e un peggioramento della qualità di vita.
Effetto dell’Esercizio Fisico in Acqua sull’Equilibrio nella Sclerosi Multipla
inizialmente hanno selezionato 76 donne con diagnosi di sclerosi multipla Recidivante-Remittente, delle quali 40 hanno accettato di partecipare allo studio e sono state suddivise in modo casuale in due gruppi, composti da 20 persone ciascuno. L’intervento di allenamento seguito dal gruppo sperimentale era composto da sessioni di 60 minuti e l’intensità dell’attività fisica era mantenuta tra il 50 e il 75% della frequenza cardiaca massima di ogni partecipante; il tutto è stato svolto in una piscina a una temperatura compresa tra i 28-30°C. Ogni seduta prevedeva 10 minuti di riscaldamento e 10 di defaticamento, durante i quali i partecipanti praticavano attività aerobiche a bassa intensità, esercizi di forza, di resistenza e di flessibilità per ogni segmento corporeo, combinati con esercizi di respirazione. La fase di allenamento vero e proprio, invece, durava 40 minuti e includeva esercizi per la mobilità articolare, per l’equilibrio, attività funzionali e la marcia. L’allenamento terminava con 5-10 minuti di attività ludiche/ricreative. Per gli outcome considerati sono state eseguite le seguenti valutazioni: il 6 minute walking test per stimare la capacità funzionale, per l’equilibrio sono stati utilizzati la Berg balance scale (B.B.S.) e il Sit to stand test, e la Modified fatigue impact scale (M.F.I.S.) per la fatica; un’ulteriore misurazione è stata effettuata attraverso il push-up test per controllare la resistenza muscolare.
Questo articolo dimostra che l'allenamento ad alta intensità (H.I.I.T.) e gli esercizi in acqua possono migliorare la condizione fisica e la qualità della vita delle persone con sclerosi multipla. Entrambi i metodi sono sicuri, efficaci e possono essere adattati alle esigenze individuali, offrendo benefici significativi in termini di fitness fisica, equilibrio e percezione della fatica.
Caratteristiche dell'esercizio fisico
A prescindere da dove viene fatta l'attività fisica, secondo l'ACSM (2021) e gli studi condotti da Dalgas (2008), per i pazienti con S.M., sono consigliate:
- Sessioni di attività aerobiche: con una frequenza di 2-5 volte alla settimana, con tempi di allenamento che partono da 10 minuti fino ad arrivare a un massimo di 30-60 minuti in base alle caratteristiche del soggetto. L'intensità si dovrebbe attestare intorno al 40-70% della VO2 di riserva oppure a 12-15 RPE (Rating of Perceived Exertion; scala 6-20 di Borg).
- Sessioni di attività di forza muscolare: con una frequenza di 2 volte alla settimana; è consigliato iniziare con una serie, salvo poi incrementare gradualmente il lavoro a 2 serie con 10-15 ripetizioni l'una. L'intensità deve aggirarsi intorno al 60-80% dell'1 R.M. (Repetition Maximum).
- Sessioni di flessibilità: con una frequenza di 5-7 giorni alla settimana, anche più volte al giorno; la tipologia di allenamento sarà costituito da stretching passivo dei muscoli da mantenere per 30-60 secondi fino alla sensazione di un leggero fastidio; il tutto è ripetuto 2-4 volte.
Una lezione tipo dovrebbe sempre prevedere le tre fasi dell'allenamento: warm-up, workout, cool-down.
Caratteristiche della piscina
Si consiglia di svolgere gli esercizi in acqua con la musica, in quanto essa è in grado di promuovere movimenti naturali e ritmici, aumentando la motivazione e distraendo i partecipanti da ogni disagio prodotto dall'attività fisica. Per quanto riguarda la temperatura ottimale dell'acqua, per le persone con sclerosi multipla non esiste un consenso definito nella comunità scientifica; tuttavia, molti esperti raccomandano una temperatura moderata dell'acqua per mitigare l'effetto del calore sulla condizione patologica; temperature intorno ai 27-30°C potrebbero essere considerate un punto di partenza ragionevole.
Perchè l'H.I.I.T. potrebbe essere la scelta migliore nella gestione della sclerosi multipla
Tradizionalmente, i programmi di allenamento aerobico continuato ad intensità moderata vengono comunemente usati per aumentare la fitness fisica, migliorare la composizione corporea e ridurre i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari negli adulti sani. Tuttavia, sempre più spesso l'allenamento aerobico ad intervalli ad alta intensità (High Intensity Interval Training, H.I.I.T.) sta venendo sempre più usato dagli operatori del settore del fitness, in quanto è sicuro da somministrare nella popolazione generale ed è più efficiente nel migliorare la forma fisica rispetto all'allenamento continuo a intensità moderata (Milanovic et al., 2015).
Studi recenti sull'efficacia dell'H.I.I.T. in pazienti affetti da sclerosi multipla
Tutto ciò è avvalorato da una recente revisione sistematica condotta da Campbell e colleghi nel 2018. Si tratta di una delle prime revisioni sull'uso dell'H.I.I.T. nella S.M. In breve, i sette studi inclusi nella ricerca hanno fornito prove positive sul suo uso. Tutte le ricerche hanno riscontrato miglioramenti in molteplici misure prestazionali. Sono stati osservati incrementi soprattutto nelle misure relative alla fitness fisica, condizione cardiovascolare e forza muscolare.
Effetti dell'H.I.I.T. sulla fatica e sulla qualità di vita nella sclerosi multipla
Recenti studi si sono inoltre soffermati su come l'H.I.I.T. potesse incidere sulla mobilità e sulla qualità della vita delle persone con S.M. Messi a confronto, sono state riscontrate differenze statisticamente significative per tutte le misure fisiologiche (frequenza cardiaca, VO2, work rate, ecc.) e per le valutazioni dello stato di benessere generale.
Conclusioni
In conclusione, le evidenze attuali suggeriscono che sia l'allenamento H.I.I.T. e sia l'allenamento in acqua possono essere delle opzioni efficaci ed efficienti per migliorare la condizione fisica e la qualità della vita delle persone con S.M. in maniera sicura e soprattutto gradevole ed entusiastica. Se svolta in queste modalità, l'attività fisica può avere un impatto positivo sulla qualità della vita dei pazienti affetti da sclerosi multipla riuscendo a mantenerne l'indipendenza, migliorarne l'autostima e favorirne l'integrazione sociale. Tuttavia, è importante sottolineare che l'attività fisica dovrebbe essere adattata alle capacità e alle limitazioni individuali.