Questo articolo propone un protocollo di esercizio fisico individualizzato per ridurre i sintomi della lombosciatalgia cronica. L'approccio mira a migliorare la qualità della vita attraverso esercizi mirati alla stabilizzazione del rachide e al rafforzamento muscolare, con un focus sull'aderenza al trattamento a lungo termine.
Introduzione
Il dolore radicolare lombare è un problema di salute spesso associato a disabilità significative, diventando una delle cause più frequenti di assenteismo a lavoro a livello mondiale[1]. La lombosciatalgia è un sintomo che colpisce dal 13 al 40% della popolazione adulta. Esistono numerose strategie di trattamento, con il trattamento conservativo come opzione di prima scelta, in quanto non invasivo. In fase acuta vengono prediletti farmaci antinfiammatori e iniezioni epidurali di corticosteroidi; successivamente, una volta che il dolore si è attenuato, può essere effettuato l'esercizio fisico[4].
Materiali e Metodi
Presentazione del caso studio
Un imprenditore maschio di 30 anni presenta da 7 anni episodi di lombalgia ricorrenti della durata di massimo una settimana. Da 3 anni riporta lombosciatalgia cronica con irradiazione all'arto inferiore sinistro. Nel Marzo 2019 riporta di aver percepito "una scossa fortissima" alla schiena che si irradiava lungo l'arto sinistro. In seguito a questo evento, esegue una risonanza magnetica lombo-sacrale. Nel Maggio dello stesso anno gli viene diagnosticata:
- disidratazione dei dischi intersomatici L4 / L5 e L5 / S1;
- ampio bulging del disco intersomatico L4 / L5;
- ampia protrusione erniaria paramediana sinistra a livello del disco fra L4 / L5 che interessa il forame omolaterale e determina un'importante impronta sulla superficie ventrale del sacco durale e sull'emergenza della radice nervosa;
- cisti di Tarlov in corrispondenza di S2 / S3.
All'esame obiettivo effettuato dal neurochirurgo, riportava positività al segno di Lasègue e una lieve limitazione funzionale. Nei mesi successivi alla diagnosi, ha intrapreso la terapia farmacologica tramite antinfiammatori non steroidei e miorilassanti. Ad un anno dalla diagnosi, il soggetto dichiara che il dolore è aumentato, così come gli episodi di ingravescenza. Sperimenta periodi con un dolore lieve, ma persistente durante tutta la giornata, a periodi in cui il dolore è invalidante. Il dolore viene definito come lancinante e trafittivo, ed aumenta in circostanze di stress fisico e/o mentale. Diminuisce quando cammina o si siede, ma può aumentare a fine giornata o se si rialza dalla posizione seduta. Il picco solitamente si verifica dopo 3 o 4 giorni in seguito ad un evento acuto i cui esiti possono persistere fino a 2 mesi. Il miglioramento si verifica per mezzo di assunzione di antidolorifici e/o di posizioni antalgiche in posizione clinostatica o seduta. Tuttavia il soggetto non ha riportato bandiere rosse, ed anche se talvolta sperimenta episodi di evitamento o di preoccupazione rispetto all'attività lavorativa o alla normale vita quotidiana, la prognosi si rivela favorevole.
Intervento
Il programma di esercizio fisico ha previsto 10 sedute di un'ora ciascuna, svolte in 2 settimane sotto supervisione (Tabella 1). Il soggetto fin dall'inizio è stato rassicurato psicologicamente, informandolo sull'anatomia e la biomeccanica del rachide, sulla attuale condizione fisica, ed infine sul programma di esercizio che sarebbe stato attuato ogni volta. L'intento era infatti quello di stimolare la sua partecipazione attiva e la consapevolezza durante i movimenti.
Successivamente è stato informato che tramite un esercizio fisico moderato e ad intensità crescente, mirato alla presa di coscienza della colonna vertebrale e al rafforzamento della muscolatura addominale e del tronco, avrebbe potuto migliorare la sua qualità della vita. Sono stati forniti inoltre suggerimenti su come condurre una vita sana su aspetti ergonomici elementari per la cura del rachide, su come assumere posture corrette nella vita quotidiana e sulle posizioni antalgiche da assumere in caso di dolore acuto[10].
Ogni esercizio è stato mirato alla stabilizzazione del rachide nella sua posizione neutrale, intendendo con "posizione naturale" quella posizione che andava a ridurre il dolore radicolare. Il percorso di rieducazione posturale e di sollievo dal dolore è stato proposto sulla base del principio della progressione del carico e pertanto suddiviso in 3 livelli: 1) base, 2) intermedio, 3) avanzato.
Ciascuna seduta prevedeva 4 tipologie di esercizi:
- Esercizi di rilassamento tramite la respirazione diaframmatica, in posizione supina, successivamente in posizione ortostatica, quadrupedica, infine in posizione seduta sia sulla sedia che sulla fitball.
- Esercizi per l'allungamento e il rinforzo della muscolatura paravertebrale in flessione anteriore e laterale, in estensione e in torsione. L'obiettivo è di allungare e coinvolgere i muscoli stabilizzatori segmentari. Gli esercizi sono stati svolti in posizione supina, in decubito laterale (a partire dal lato non dolorante).
Questo articolo dimostra l'efficacia di un protocollo di esercizio fisico conservativo nel trattamento del dolore radicolare lombare. Il programma ha portato a una significativa riduzione del dolore e miglioramento della funzionalità fisica e della qualità di vita del soggetto, evidenziando l'importanza di un approccio personalizzato e supervisionato.
Metodi
L'elemento chiave della programmazione era incentrato sulla stabilizzazione del rachide, in modo tale da raggiungere un adeguato controllo delle forze agenti sulla colonna vertebrale lombare, così da evitare lesioni ripetitive sui dischi intervertebrali, sulle faccette articolari e sulle altre relative strutture.
In particolare, il focus era rivolto ai muscoli trasverso dell'addome e multifido. Il trasverso dell'addome è stato stimolato fin dalla prima seduta in posizione supina con gli arti inferiori piegati; il multifido è stato introdotto a partire dalla seconda seduta e gli esercizi venivano svolti in posizione prona mediante l'utilizzo di un supporto morbido sotto all'addome.
Una volta acquisita una sufficiente consapevolezza corporea nello spazio e una volta appurato che il soggetto non riportava fastidi particolari nello svolgere gli esercizi, l'obiettivo successivo è stato quello di rinforzare i principali muscoli degli arti inferiori e dell'addome tramite gli esercizi di glute bridge, curl-up, plank laterale, bird-dog e squat.
Risultati
Al termine della decima seduta di trattamento sono state ripetute le valutazioni. La disabilità rilevata tramite la Oswestry Disability Index (ODI) dopo 2 settimane di trattamento si è ridotta drasticamente passando dal 48 al 4% e dopo 3 mesi dall'ultima seduta è passata al 2%. Nella Visual Analogue Scale (VAS) in flessione anteriore ha riportato un lieve fastidio alla zona lombare, passando da un punteggio di 4/10 a 2/10, dopo 3 mesi si è ridotta ulteriormente passando a 1/10.
| ODI | VAS | |
|---|---|---|
| Prima del trattamento | 48% | 4/10 |
| Termine supervisione | 4% | 2/10 |
| Dopo 3 mesi | 2% | 1/10 |
Il trattamento conservativo tramite esercizio fisico effettuato sul presente caso-studio ha riportato risultati positivi. Il protocollo di esercizio presentato ha mostrato efficacia nella riduzione del dolore, consentendo l'incremento della funzionalità fisica e della motivazione del soggetto.
Quando il dolore non è più invalidante, è sicuramente utile affiancare un programma di esercizio fisico, che presenta un'efficacia a più lenta insorgenza di azione ma di maggiore durata, con un costo minore e una ridotta invasività rispetto ad altri tipi di trattamento.
Questo articolo propone un protocollo di attività fisica adattata per ridurre i sintomi della sciatica cronica, una delle cause più comuni di dolore radicolare lombare. Attraverso un programma di esercizi personalizzato, un paziente di 30 anni ha mostrato una significativa riduzione del dolore e un miglioramento della funzionalità dopo 10 sessioni di trattamento.
Discussione
Il ruolo dell'esercizio fisico nel trattamento conservativo per alleviare il dolore radicolare lombare è stato esaminato. In analisi finale, ispirandosi ai protocolli presenti in letteratura, l'obiettivo è introdurre un protocollo di attività fisica adattata per ridurre i sintomi causati dalla cronicità della sciatica, sicuramente la causa più frequente di dolore radicolare lombare.
Il programma di esercizi è stato personalizzato per un uomo di 30 anni, affetto da una protrusione discale e un'ernia discale a L4/L5 e L5/S1. Soffre di dolore radicolare lombare da circa 4 anni. Su consiglio del medico, ha deciso di non sottoporsi a intervento chirurgico. Nonostante numerose terapie farmacologiche e conservative, non ha tratto benefici in termini di qualità della vita. Per questo motivo, ha deciso di intraprendere una terapia di trattamento conservativo basata sull'esercizio fisico.
Risultati
Gli esiti includevano il dolore con flessione lombare misurato con la scala analogica visiva (VAS), e le funzioni misurate con l'Oswestry Disability Index prima e dopo l'intervento. Dopo 10 sessioni di trattamento, il soggetto ha riportato una riduzione dell'intensità del dolore da 4/10 a 2/10 sulla VAS e dal 48% al 4% all'Oswestry Disability Index.
Questo studio ha dimostrato che l'esercizio fisico è stato utile nel alleviare il dolore in un paziente con dolore radicolare lombare.
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