Questo articolo esplora il concetto di obesità sarcopenica, una condizione clinica caratterizzata dalla coesistenza di eccesso di adiposità e riduzione della massa muscolare. Viene evidenziato il ruolo cruciale dell'attività fisica e dell'alimentazione nella gestione e prevenzione di questa condizione, che non è esclusiva dell'età avanzata ma può manifestarsi anche in individui più giovani a causa di stili di vita sedentari e diete inadeguate.
Introduzione
L'obesità sarcopenica rappresenta una condizione clinica emergente, correlata in parte al progressivo invecchiamento della popolazione, ma non esclusiva dell'età avanzata. Può manifestarsi anche in fasce di età più giovani a causa di fattori come sedentarietà e alimentazione inadeguata1.
Definizione e Fisiopatologia
L’European Society for Clinical Nutrition and Metabolism (ESPEN) e l’European Association for the Study of Obesity (EASO) forniscono una definizione univoca dell'obesità sarcopenica come la coesistenza di eccesso di adiposità e riduzione della massa muscolare/forza muscolare2. Tuttavia, nella pratica clinica e nella ricerca, le definizioni possono variare a seconda della metodologia di valutazione e dei diversi cut-off adottati3.
La genesi dell’obesità sarcopenica è multifattoriale e implica una serie di processi complessi tra cui:
- Invecchiamento e cambiamenti ormonali: con l’età si riducono i livelli circolanti di ormoni anabolici come il testosterone e l’IGF-1, con conseguente perdita progressiva di massa muscolare e contestuale aumento di massa grassa4.
- Infiammazione di basso grado: l’eccesso di tessuto adiposo, specialmente quello viscerale, incrementa la produzione di citochine pro-infiammatorie, che favoriscono il catabolismo muscolare e aggravano l’insulino-resistenza5.
- Insulino-resistenza: un’alterata azione dell’insulina riduce l’uptake di glucosio a livello muscolare e promuove l’accumulo di lipidi in sedi ectopiche6.
- Sedentarietà e diminuzione dell’attività fisica: la scarsa attività fisica riduce il dispendio energetico e accelera la perdita di massa e forza muscolare7.
- Dieta inadeguata: un insufficiente apporto di proteine e micronutrienti, unito a squilibri energetici, contribuisce a peggiorare il quadro di obesità sarcopenica8.
- Stress ossidativo: lo stress ossidativo contribuisce in modo significativo allo sviluppo dell’obesità sarcopenica9.
Anche le alterazioni del microbiota intestinale sono state proposte come uno dei meccanismi che contribuiscono a tale condizione attraverso l’influenza del metabolismo e dello stato infiammatorio. La condizione di disbiosi può incrementare la permeabilità intestinale, consentendo il passaggio di endotossine e molecole pro-infiammatorie nel circolo sistemico10.
Prevalenza e Criteri Diagnostici
La prevalenza dell’obesità sarcopenica varia sensibilmente in base alle caratteristiche dei campioni studiati e ai criteri diagnostici adottati. Alcuni studi condotti su adulti più anziani riportano tassi tra il 7% e il 20%, mentre in popolazioni particolari la quota può salire ulteriormente11. Anche nei bambini e negli adolescenti, l’associazione tra eccesso adiposo e bassa massa muscolare inizia a essere documentata12.
La diagnosi di obesità sarcopenica richiede la concomitanza di due elementi: eccesso di grasso corporeo e riduzione di massa e/o funzione muscolare. L’iter diagnostico suggerito dall’ESPEN e dall’EASO prevede screening per l’identificazione del rischio di obesità e di sospetta bassa massa/forza muscolare13.
- BMI = 30 kg/m² o, per alcune etnie, cut-off etnici specifici;
- circonferenza vita (cut-off di 88 cm per le donne, 102 cm per gli uomini, o valori etnia-specifici);
- questionari di screening per la massa muscolare (ad es. SARC-F);
- indicazioni cliniche di debolezza muscolare o ridotta performance fisica;
- Handgrip Strength (HGS), valutazione della forza di presa manuale mediante dinamometro;
- test di performance, ad esempio, il “Timed Up and Go” o la velocità del cammino per quantificare la prestazione fisica;
- misura della composizione corporea, la conferma richiede la dimostrazione oggettiva di eccesso adiposo e bassa massa muscolare.
Tra le tecniche più comuni: DXA (Dual X-Ray Absorptiometry), BIA (Bioelectrical Impedance Analysis), TC/RM (Tomografia Computerizzata/Risonanza Magnetica)14.
Questo articolo esplora l'interazione tra obesità sarcopenica e diabete di tipo 2, evidenziando come la combinazione di queste condizioni aumenti significativamente i rischi per la salute metabolica e cardiovascolare. Propone l'esercizio fisico, in particolare l'allenamento contro-resistenza, come intervento chiave per migliorare la massa muscolare e ridurre l'infiammazione cronica, contribuendo a mitigare gli effetti negativi della condizione.
Risultati
La presenza concomitante di obesità e sarcopenia accentua i rischi metabolici rispetto alla sola obesità o alla sola sarcopenia, determinando tra l'altro un deterioramento del profilo glicemico; l'ipertrofia degli adipociti viscerali e la bassa massa muscolare contribuiscono a peggiorare l'insulino-resistenza1 e ciò si traduce in una maggiore incidenza di prediabete e diabete di tipo 2. L'eccesso di grasso favorisce un'alterata sintesi e degradazione delle lipoproteine, con conseguente aumento del rischio di steatosi epatica non alcolica (NAFLD), ossia l'accumulo di grasso a livello epatico è più frequente e spesso più severa nei soggetti con obesità sarcopenica rispetto a chi presenta solo obesità2.
L'alterazione del metabolismo e della composizione corporea può associarsi a una ridotta massa ossea, esponendo a un rischio maggiore di osteopenia/osteoporosi e fratture3. Non ultimo, la perdita di forza muscolare e l'eccesso di peso sovraccaricano il sistema muscolo-scheletrico, aumentando il rischio di cadute, fratture e limitazioni nel compiere le attività quotidiane4.
Dal punto di vista prognostico, numerosi studi evidenziano come l'obesità sarcopenica si associ a maggiore mortalità rispetto all'obesità o sarcopenia prese singolarmente5. I pazienti con obesità sarcopenica mostrano tassi più elevati di complicanze cardiometaboliche e una minore riserva funzionale, determinando un esito clinico sfavorevole, specie negli anziani e nei pazienti con malattie croniche concomitanti6.
Discussione
Un approfondimento specifico lo merita la relazione tra obesità sarcopenica e diabete mellito di tipo 2 (T2DM), tipicamente associato a sovrappeso e obesità. La resistenza insulinica che ne deriva riduce l'utilizzo del glucosio a livello muscolare e promuove l'accumulo di lipidi nel muscolo con effetti catabolici sulle proteine muscolari7. Una minore sensibilità insulinica ostacola quindi per un verso la sintesi proteica muscolare e agevola dall'altro la perdita di massa magra8. Anche l'aumento dell'infiammazione cronica, tipica del paziente diabetico e con obesità, incrementa ulteriormente il catabolismo muscolare.
Secondo una revisione focalizzata sull'esercizio fisico nell'obesità sarcopenica, la comunicazione tra adipociti e miociti (tramite adipochine e miochine) gioca un ruolo cruciale sia nella progressione, sia nel potenziale recupero da questa condizione9. In particolare, adipochine come leptina e resistina risultano elevate in soggetti con obesità sarcopenica, favorendo l'infiammazione cronica e il catabolismo muscolare; al contrario, i livelli di adiponectina risultano spesso ridotti, diminuendo così un fattore che di norma ha funzione antinfiammatoria e insulino-sensibilizzante.
Miochine come IL-15, irisina e IGF-1 invece sembrano svolgere un effetto protettivo, promuovendo anabolismo muscolare e incrementando l'ossidazione dei lipidi. Tuttavia, in presenza di obesità sarcopenica, si osserva spesso una riduzione dell'espressione o dell'efficacia di queste molecole10. Per tale ragione l'esercizio fisico, specie contro-resistenza, è in grado di modulare positivamente tali vie di segnalazione, aumentando i livelli di miochine benefiche e mitigando gli effetti pro-infiammatori delle adipochine.
Le implicazioni fisiche non sono l'unico fattore di compromissione: si manifestano anche significative ricadute psicologiche e, nel dettaglio, si osserva come conseguenza di una condizione stigmatizzante un coinvolgimento dell'autopercezione corporea. La combinazione di obesità e ridotta massa/forza muscolare può accentuare il senso di insicurezza e peggiorare l'autostima11; la ridotta mobilità e le difficoltà nello svolgere attività quotidiane possono favorire l'isolamento sociale, il deterioramento della qualità della vita e aumentare il rischio di depressione e ansia12.
Strategie di prevenzione e intervento: attività fisica e alimentazione
Sebbene a oggi non esista un protocollo univoco condiviso a livello internazionale, alcune strategie di provata efficacia includono certamente l'incremento dell'attività fisica, in particolare esercizi di resistenza e forza, che favoriscono la conservazione/ricostituzione della massa muscolare13, la riduzione della sedentarietà e l'aumento del dispendio energetico quotidiano.
Sotto il profilo nutrizionale è determinante raccomandare un intake proteico pari a 1,0–1,2 g/kg di peso corporeo al giorno in soggetti anziani sani, da modulare in base allo stato di salute e alle raccomandazioni specifiche14; una eventuale supplementazione di vitamina D e micronutrienti, se carenti, specialmente negli individui con scarsa esposizione solare o diete sbilanciate15.
A questo va affiancato un adeguato monitoraggio clinico e terapeutico e, nei casi in cui sia necessario intervenire con una perdita di peso, si raccomanda un approccio graduale e controllato, finalizzato a preservare la massa muscolare attraverso un equilibrato apporto proteico e un allenamento muscolare. Talvolta anche diete incontrollate e desiderio di un calo ponderale rapido in soggetti con marcato sovrappeso/obesità, possono determinare e favorire la comparsa di obesità sarcopenica.
Come ampiamente detto e ribadito sin qui, l'attività fisica, in particolare l'esercizio contro-resistenza, promuove effetti benefici rilevanti nel trattamento dell'obesità sarcopenica, migliorando la massa muscolare, la forza e il dispendio energetico. Lo stimolo meccanico dato dalle contrazioni muscolari infatti, incrementa l'ipertrofia muscolare e contrasta l'atrofia dovuta al circolo vizioso tra ridotta mobilità e deposito di tessuto adiposo16. L'esposizione regolare all'esercizio risulta essenziale per preservare e potenziare la funzione muscolare e, al contempo, ridurre l'adiposità in eccesso.
Questo articolo propone che l'esercizio fisico, combinato con un'alimentazione mirata, è fondamentale per gestire l'obesità sarcopenica. L'allenamento di forza e aerobico, insieme a un adeguato apporto proteico e nutraceutico, migliora la composizione corporea e la funzionalità muscolare, riducendo l'infiammazione e l'accumulo di grasso.
Discussione
Il protocollo di allenamento suggerisce che più sessioni settimanali adattate alle capacità fisiche e ai livelli di forza iniziali del soggetto producano effetti superiori rispetto a interventi saltuari. L'approccio graduale consente di aumentare la compliance e di ridurre il rischio di infortuni, particolarmente elevato nelle persone con obesità sarcopenica a causa delle limitazioni biomeccaniche.
Dal punto di vista biochimico, il movimento fisico incrementa l'ossidazione lipidica, promuove una migliore biogenesi mitocondriale e riduce l'infiammazione di basso grado, contribuendo alla sensibilità insulinica e alla stabilità del metabolismo glucidico. Ciò è fondamentale per limitare l'accumulo di tessuto adiposo e la perdita di massa muscolare.
In sintesi, la pratica costante di esercizi di forza e, in misura complementare, di esercizi aerobici contribuisce in modo sostanziale alla gestione dell'obesità sarcopenica, contrastando la riduzione di massa e funzione muscolare e limitando l'accumulo di adiposità.
Conclusioni
L'adozione di un regime alimentare mirato costituisce un ulteriore elemento strategico poiché sostiene la proteosintesi muscolare e la riduzione della massa grassa in eccesso. L'approccio si basa sull'adeguata assunzione di proteine di alta qualità, un corretto bilancio energetico e l'eventuale integrazione di nutrienti e nutraceutici con potenziali effetti positivi sull'omeostasi muscolo-adiposa.
Un apporto proteico sufficiente aiuta a promuovere la sintesi proteica muscolare e a tamponare il catabolismo tipico dello stato sarcopenico. Parallelamente, il controllo dell'indice glicemico degli alimenti e una ripartizione equilibrata dei macronutrienti favoriscono la sensibilità insulinica e la stabilità del metabolismo glucidico, fondamentali per limitare l'accumulo di grasso viscerale.
Nel contesto dei micronutrienti, la supplementazione di vitamina D è spesso raccomandata per migliorare la funzione muscolare e regolare la massa grassa, soprattutto negli individui con livelli sierici al di sotto della soglia ottimale. Anche l'adeguata introduzione di proteine ad alto valore biologico, accoppiata a quantità controllate di acidi grassi essenziali, sostiene la riparazione del tessuto muscolare e la prevenzione della lipogenesi.
Infine, alcuni interventi dietetici focalizzati sull'incremento del consumo di proteine nel pasto post-allenamento o la suddivisione bilanciata delle proteine nei vari pasti giornalieri possono ottimizzare la sintesi proteica e supportare i processi riparativi.
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