La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2017 Volume: 20172

La forza nella preparazione atletica del danzatore

Abstract

Italiano

Il presente articolo esamina il ruolo della forza nella preparazione atletica del danzatore, con particolare riferimento alla danza classica. Vengono analizzate le diverse classificazioni della forza (secondo la contrazione muscolare, il tipo di tensione e la capacità) e viene sottolineata l'importanza della distinzione tra forza assoluta e forza relativa, quest'ultima considerata parametro fondamentale per il danzatore. L'articolo illustra i principali fattori che influenzano la capacità di forza, tra cui il diametro della sezione trasversa del muscolo, il tipo di fibre muscolari e il loro reclutamento, l'elasticità muscolare e il riflesso miotatico, la tonia muscolare basale, la padronanza del gesto tecnico e la componente psicologica. Vengono descritte indicazioni metodologiche per l'allenamento della forza nel danzatore, con attenzione alla progressione dei carichi e al rispetto delle esigenze artistiche della disciplina. Particolare rilievo è attribuito al potenziamento dei distretti corporei maggiormente sollecitati, come il piede, con specifici protocolli di rinforzo muscolare mediante l'utilizzo di elastici e tensione auxotonica.

English

This article examines the role of strength in the athletic preparation of dancers, with particular reference to classical ballet. Various classifications of strength are analyzed (according to muscular contraction, type of tension, and capacity), highlighting the importance of distinguishing between absolute strength and relative strength, the latter being considered a fundamental parameter for dancers. The article outlines the main factors influencing strength capacity, including muscle cross-sectional diameter, muscle fiber type and recruitment, muscular elasticity and myotatic reflex, baseline muscle tone, mastery of technical gestures, and psychological components. Methodological guidelines for strength training in dancers are provided, with attention to progressive loading and respect for the artistic demands of the discipline. Particular emphasis is placed on strengthening the most stressed body districts, such as the foot, through specific muscle reinforcement protocols using elastic bands and auxotonic tension.

Keywords

Italiano: forza danza classica, preparazione atletica danzatore, forza relativa danza, muscolatura piede danzatori, allenamento forza balletto, biomeccanica salti danza, potenziamento muscolare danza, riflesso miotatico danza, forza relativa, preparazione atletica, danza classica, potenziamento muscolare, ciclo stiramento-accorciamento, rinforzo muscolare, prevenzione infortuni

Inglese: strength training dance, ballet athletic preparation, relative strength dancers, foot muscle dance, classical dance biomechanics, jump training ballet, muscle strengthening dance, myotatic reflex dance, relative strength, athletic preparation, classical dance, muscular strengthening, stretch-shortening cycle, muscle strengthening, injury prevention

Questo articolo esplora l'importanza della forza nella preparazione atletica dei danzatori, evidenziando come la forza relativa sia cruciale per eseguire movimenti rapidi e precisi. Vengono discussi i fattori che influenzano la capacità di forza e le strategie di allenamento specifiche per migliorare la forza nei danzatori, con un focus particolare su piedi, arti inferiori e tronco.

La forza nella preparazione atletica del danzatore

La forza, in ambito motorio, è una delle capacità definite condizionali insieme alla resistenza e alla rapidità. Nel campo delle attività sportive con il termine forza s’intende, generalmente, la capacità dei muscoli di vincere una notevole resistenza o di opporsi ad essa; in pratica un muscolo viene considerato tanto più forte quanto più elevata è la tensione che è in grado di produrre con uno sforzo massimale unico1.

LA CLASSIFICAZIONE DELLA FORZA

La forza può essere classificata in maniera diversa a seconda del parametro preso in considerazione. In letteratura si va da una classificazione secondo la contrazione muscolare (isometrica-concentrica-eccentrica) passando per una classificazione secondo il tipo di tensione (isotonica-isocinetica-auxotonica) fino ad una classificazione secondo la capacità (massimale-veloce-resistente). Questi sono solo tre tipologie di classificazione rintracciabili nella letteratura scientifica. La distinzione che dobbiamo maggiormente considerare nell’ambito della danza è quella tra la forza assoluta e la forza relativa. La forza assoluta è la massima espressione della forza indipendentemente dal peso corporeo. La forza relativa è il rapporto tra la massima espressione di forza e il peso corporeo. Il danzatore si pone come obiettivo da perseguire il raggiungimento del livello ottimale di forza relativa. Tale livello, infatti, è fondamentale soprattutto nei gesti che richiedono un’elevata velocità di esecuzione.

I FATTORI CHE INFLUENZANO LA CAPACITA’ DI FORZA

La tensione muscolare attraverso la quale la forza si esprime è influenzata da molteplici fattori. Vediamo, dunque, quali sono i fattori principali che influenzano l’espressione della forza nel danzatore:

  • Diametro della sessione trasversa del muscolo: la massa del muscolo è variabile e può essere incrementata con l’allenamento. In particolare la massa muscolare si adatta grazie alle sollecitazioni derivanti dall’allenamento piramidale e massimale con sovraccarichi. Nel caso del danzatore questo parametro è da valutare con estrema cura poiché la ricerca di un aumento di massa magra per incrementare la forza potrebbe scontrarsi con le esigenze artistiche della disciplina praticata. Nella danza classica, infatti, il danzatore deve conservare delle forme muscolari “allungate” per rispondere alle esigenze artistiche di tale disciplina. La ricerca dell’aumento del diametro muscolare deve essere perseguito solo se l’analisi muscolare del danzatore ci porta alla rilevazione di muscoli effettivamente ipotrofici.
  • Tipo di fibre muscolari ed il loro reclutamento: fibre di tipo I o fibre di tipo II (II a – II b – II c)2
  • Stiramento ed elasticità muscolare: nell’esecuzione del movimento se il muscolo viene pre-stirato e successivamente contratto volontariamente la tensione prodotta risulta potenziata. Questo risultato si ottiene grazie all’azione del riflesso miotatico e del ritorno elastico intrinseco del muscolo. Autori come A.Gollhofer3 hanno dimostrato come l’integrazione del riflesso miotatico con una contrazione concentrica volontaria consenta di esprimere una maggiore efficacia. Tale vantaggio si manifesta, però, solo quando il rapporto temporale fra stiramento e massima contrazione volontaria è breve. Prendiamo ad esempio l’esecuzione di un grande salto. Osservando questo gesto tecnico comprendiamo come sia necessario ricercare il corretto timing di movimento al fine di sfruttare i fattori descritti. Nell’esecuzione di un grande salto i passi che vengono eseguiti in preparazione al salto non devono avere un timing troppo dilatato perché tale dilatazione fa perdere tutta l’energia potenziale del pre-stiramento.
  • Tonia muscolare basale: solitamente molto efficiente nei danzatori. A volte, è possibile osservare alcuni muscoli ipotonici ed altri ipertonici. Questa differenza nella tonia di base può portare ad uno squilibrio muscolare.
  • Padronanza del gesto tecnico: il controllo ottimale del gesto tecnico è alla base dell’ottimizzazione della capacità di forza. Tornando all’esempio del salto, migliore è la padronanza del gesto tecnico maggiore sarà la forza a disposizione per effettuare una grande elevazione. E’ importante in questa chiave ricercare esercitazioni di potenziamento che si avvicinino al gesto funzionale. È opportuno, inoltre, saper riconoscere e valutare un’eventuale carenza nello schema motorio del singolo gesto. Qualora riscontrassimo una carenza coordinativa intermuscolare alla base del gesto deficitario dovremmo, infatti, lavorare su questo fattore.
  • Volontà dell’individuo: un buon approccio psicologico al gesto favorisce la migliore espressione possibile della capacità di forza dell’organismo.

ALLENARE LA FORZA DEL BALLERINO

Nel potenziamento della forza si devono prendere in considerazione tutti gli elementi che abbiamo descritto in precedenza integrandoli con la valutazione anamnestica del singolo danzatore. In generale possiamo dire che la forza viene incrementata grazie all’esecuzione di esercizi con carichi diversi a seconda dell’obiettivo che desideriamo raggiungere. Il corretto numero di ripetizioni e serie deve essere costruito partendo dallo stato di fitness del ballerino. Per questo motivo è impossibile dare un preciso valore che vada bene per tutti. Possiamo dare comunque un’indicazione a carattere generale: per incrementare la forza è necessario svolgere un lavoro costruito con un numero di ripetizioni ridotte e un carico progressivo.

Nei danzatori troviamo distretti corporei che necessitano di un lavoro specifico di rinforzo:

  • Piede: è fondamentale il potenziamento dei muscoli profondi. Una forte muscolatura profonda del piede è necessaria, ad esempio, nella fase propulsiva del salto e nella fase di atterraggio dal salto stesso. L’incremento della forza aumenta l’elevazione al termine della fase propulsiva ed evita il verificarsi di infortuni nella fase di atterraggio (dovuti ad un eventuale quadro ipostenico). Per ottenere una forte muscolatura profonda si consiglia di svolgere esercizi con l’ausilio dell’elastico. In particolare è di fondamentale importanza rinforzare i muscoli flessori, interossei e lombricali. L’elastico consente di svolgere un allenamento con tensione auxotonica (aumento della resistenza durante l’esecuzione del movimento). Questo attrezzo permette di far lavorare il piede in entrambe le fasi (concentrica ed eccentrica). È importante precisare che l’allineamento articolare deve essere il prerequisito fondamentale da acquisire per svolgere qualsiasi lavoro di rinforzo con elastici. In merito al lavoro in punta delle giovani allieve, invece, occorre sottolineare che per “salire” in punta l’allieva deve eseguire quel lavoro propedeutico specifico di rinforzo predisposto dal maestro e dall’equipe medico-fisioterapica.

Esempio di esercizio per i muscoli interossei: Partire con le dita in posizione addotta. Chiedere al ballerino l’abduzione delle dita del piede contro resistenza e il ritorno alla posizone di partenza.

Esempio di esercizio per i muscoli flessori delle dita: Partire con le dita in posizione estesa. Chiedere al ballerino di flettere le dita del piede contro resistenza e successivamente di tornare alla posizione di partenza. Questo esercizio si deve svolgere sia con la caviglia in posizione estesa che con la caviglia in posizione flessa.

  • Arti inferiori: sono solitamente molto forti nei ballerini, ma in alcuni casi è opportuno svolgere un lavoro specifico di forza. Questo allenamento è necessario quando il ballerino presenta una carenza nella forza esplosiva. Per rinforzare questo aspetto è consigliabile, ad esempio, proporre esercizi di ¼ di squat jump.4 Lo squat jump deve essere eseguito sia in posizione parallela (piedi paralleli all’asse sagittale) sia in prima posizione (arti inferiori in extrarotazione). Oltre al deficit di forza esplosiva è possibile trovare uno squilibrio stenico di un muscolo o di un vasto. Questo squilibrio si osserva spesso tra il vasto mediale e il vasto laterale nel muscolo quadricipite. In questo caso il rinforzo segmentario è la strada da percorrere per raggiungere l’equilibrio stenico. Nel caso in cui volessimo rinforzare il vasto mediale ipostenico, ad esempio, dovremmo impostare un esercizio da seduto chiedendo di eseguire in rotazione esterna di anca: l’estensione di ginocchio e la successiva flessione dell’anca (da 90 gradi a 70 gradi circa).
  • Tronco: generalmente si può notare un deficit di forza resistente a livello dei muscoli profondi. Per aumentare la forza resistente della muscolatura profonda si svolgono esercizi di core stability a carico naturale. Per sviluppare la forza resistente di questi muscoli si deve lavorare con poche ripetizioni in posizione “mantenuta”.

Esempio di esercizio per rinforzare la muscolatura profonda del tronco: la ballerina deve partire con i piedi in prima posizione (anche ruotate esternamente). Chiedere alla ballerina di eseguire il “passè” mantenendo l’allineamento corporeo e il controllo del bacino (Il margine laterale del piede in flessione plantare deve scivolare lungo la gamba controlaterale fino al ragg...

iungimento del ginocchio). Dopo aver raggiunto tale posizione si chiede alla ballerina di estendere il ginocchio. A seguito dell’estensione di ginocchio la ballerina deve tornare al “passè” e successivamente alla posizione di partenza. Durante l’esecuzione si deve porre molta attenzione alla rotazione del bacino che non deve avvenire.

Arti superiori

l’allenamento della forza in questi distretti interessa soprattutto i porteurs (gli uomini nel passo a due). Prendiamo in considerazione il gesto specifico del danzatore durante il sollevamento della partner in un passo a due. L’ipostenia dei muscoli delle spalle o delle braccia può inficiare, infatti, la qualità dei sollevamenti o delle prese. Solitamente l’ipostenia può essere accompagnata da un quadro ipotrofico. Se il danzatore presenta ipotrofia muscolare è opportuno impostare un allenamento piramidale con sovraccarichi (manubri e bilanciere) per aumentare la trofia specifica. Gli esercizi più indicati per i ballerini che presentano queste caratteristiche sono le alzate laterali con manubri e le spinte con bilanciere o con manubri. Questi esercizi sono da svolgere in piedi. Nel caso in cui, invece, l’ipostenia non sia riconducibile ad un’ipotrofia reale dovremmo costruire un programma allenante diverso che stimoli gli altri fattori influenzanti la capacità di forza.

Conclusioni

In conclusione possiamo affermare come la forza sia una capacità fondamentale per il bagaglio motorio del ballerino. Il ballerino deve comprenderne l’importanza e, in sinergia con l’equipe medica ed il preparatore atletico, deve lavorare per migliorarla. Gli esercizi presi in considerazione in questo articolo sono solo alcuni esempi all’interno di un campo, quello della forza, molto vasto. Dobbiamo ricordare che i parametri da settare (ripetizioni, serie, velocità di esecuzione…) e gli strumenti di lavoro da scegliere (elastici, fitball, manubri….) per impostare un esercizio di forza sono determinati dall’obiettivo che si desidera raggiungere. La prima riflessione da fare riguarda l’aspetto della forza che si vuole incrementare: occorre in primis capire in quale aspetto della forza (massimale, veloce, resistente, esplosiva…) sia carente il danzatore. A questa valutazione segue, poi, l’impostazione del lavoro specifico per raggiungere l’equilibrio stenico. Un livello stenico equilibrato, in termini di quantità e qualità, è fondamentale poiché mette il ballerino nelle condizioni di affrontare brillantemente la performance dal punto di vista fisico e di prevenire gli infortuni spesso causati da un quadro ipostenico.

Bibliografia

  1. G. Cilia, A. Celiani, S.Dugnani, V.Monti (1996). L'educazione fisica, Padova: Piccin
  2. W.D. McArdle, F.I. Katch and V.L. Katch (2006). Fisiologia applicata allo sport. Milano: Casa Editrice Ambrosiana
  3. C. Bosco (1992). La valutazione della forza con il test di Bosco, Roma: Società Stampa Sportiva
  4. R.F. Escamilla (2001). Knee biomechanics of the dynamic squat exercise. Medicine and Science in Sport and Exercise, 33(1).

Vedi anche

Domande frequenti

Qual è la differenza tra forza assoluta e forza relativa nella danza?

La forza assoluta è la massima capacità di produrre tensione muscolare, mentre la forza relativa è il rapporto tra forza prodotta e peso corporeo. Nella danza classica è più importante la forza relativa, poiché i danzatori devono eseguire movimenti rapidi ed esplosivi mantenendo un peso corporeo contenuto per ragioni estetiche e prestazionali.

Perché la muscolatura del piede è così importante per i danzatori?

La muscolatura profonda del piede (flessori, interossei e lombricali) è fondamentale per ottimizzare la fase propulsiva e l'atterraggio nei salti. Questi muscoli permettono un controllo preciso del piede durante le punte, migliorano la stabilità e riducono il rischio di infortuni tipici della danza classica.

Come si allena la forza specifica per la danza classica?

L'allenamento della forza per danzatori deve combinare esercizi per la muscolatura generale con lavori specifici usando elastici e resistenze progressive. È importante sviluppare la capacità di pre-stiramento per sfruttare il riflesso miotatico, migliorando l'esplosività nei salti mantenendo l'estetica del gesto danzato.

Che ruolo gioca il timing del pre-stiramento nella danza?

Il timing del pre-stiramento è cruciale per sfruttare il riflesso miotatico, che consente di produrre maggiore forza esplosiva nei salti e nei movimenti rapidi. Un corretto pre-stiramento permette di accumulare energia elastica nel muscolo e rilasciarla durante la fase concentrica del movimento.

Come bilanciare lo sviluppo muscolare con le esigenze estetiche della danza?

I danzatori devono ottimizzare il diametro muscolare evitando ipertrofia eccessiva che comprometterebbe l'estetica della disciplina. L'allenamento deve privilegiare la qualità della contrazione, l'elasticità muscolare e la coordinazione neuromuscolare piuttosto che il volume muscolare puro.

Quali tipi di fibre muscolari sono più importanti per i danzatori?

I danzatori necessitano di un equilibrio tra fibre veloci (tipo II) per i movimenti esplosivi come salti e giri, e fibre lente (tipo I) per la resistenza durante le lunghe sequenze coreografiche. L'allenamento deve sviluppare entrambe le tipologie rispettando le caratteristiche genetiche individuali.

Quali esercizi specifici migliorano la forza del piede nel danzatore?

Gli esercizi più efficaci includono lavori con elastici per il potenziamento dei flessori del piede, esercizi di prensione con le dita, rinforzo degli interossei e lombricali, e progressioni con resistenze graduate. È importante alternare lavori statici e dinamici per sviluppare controllo e potenza.

Mappa concettuale

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