Questo articolo esplora l'uso degli adattogeni nello sport, sostanze di origine vegetale che aiutano l'organismo a gestire lo stress cronico, migliorando il vigore fisico e la concentrazione mentale. Sebbene le prove scientifiche siano ancora in fase di sviluppo, l'esperienza degli atleti suggerisce potenziali benefici, in particolare per chi è affaticato o non più giovane. Ulteriori ricerche sono necessarie per confermare l'efficacia di queste piante.
Introduzione
Col termine adattogeno si intendono una serie di sostanze di origine vegetale che aiutano l’organismo ad adattarsi allo stress cronico, migliorando il vigore fisico e la concentrazione mentale e favorendo così un effetto ricostituente per l’intero organismo. Gli adattogeni regolarizzano l’equilibrio interno del corpo, in particolare l’equilibrio del sistema nervoso stimolandolo quando è depresso e calmandolo quando è eccitato, diminuendo così le reazioni eccessive agli agenti stressogeni.
Metodi
Le piante adattogene vengono utilizzate per migliorare diverse funzioni del corpo umano:
- superare periodi di eccessivo impegno ed eccessiva stanchezza,
- rinforzare il sistema immunitario,
- migliorare le funzioni cerebrali,
- favorire il vigore fisico.
Diverse sono le piante che contengono sostanze con tali proprietà, l’utilità di questi composti consiste proprio nella loro capacità di aiutare l’organismo a combattere le situazioni di affaticamento maggiore.
Risultati
Attualmente gli esiti di questi studi mostrano risultati contrastanti, quindi occorrono ulteriori ricerche per poter dare una risposta definitiva sulla reale efficacia degli adattogeni. Queste sostanze si utilizzano periodicamente, in quanto sono attive solo se assunte continuativamente per alcune settimane per poi interrompere il trattamento.
Discussione
Integrazione sportiva
Sostanzialmente sono efficaci se usate cronicamente e non hanno attività in acuto, pertanto per trarre beneficio dal loro utilizzo è necessario l’uso quotidiano per diverse settimane.
Integrazione nello sport
Nella pratica sportiva le piante con proprietà adattogene sono usate con la speranza di migliorare la performance ed il recupero in particolare negli sport di endurance. Queste proprietà non sono state ancora dimostrate scientificamente, ma l’esperienza degli atleti sembra indicare possibili benefici nel caso di persone particolarmente affaticate o non più giovanissime.
Astragalo
L’astragalus membranaceus è un’altra pianta originaria della Cina. Pianta adattogena che aumenta la motilità spermatica e innalza la soglia di resistenza allo stress. È usata come immunostimolante, antibatterico, antivirale, antinfiammatorio, cardiotonico, ipotensivo, vasodilatatore, abbassa la glicemia, stimolando la memoria e la produzione di cartilagine, pianta epatoprotettiva, drenante e protettiva dei reni. Inoltre si è mostrata utile anche nel ridurre i livelli di colesterolo. Riassumendo è un tonico generale, immunostimolante capace di aumentare la resistenza alle malattie e alle infezioni: inoltre potrebbe favorire la rigenerazione dei tessuti e stimolare la crescita muscolare. L’astragalo è usato anche per trattare le articolazioni dolorose, per trattare organi prolassati, in particolare l’utero e per contrastare la mancanza di appetito. Responsabili delle sue attività sono glicosidi triterpenici e saponine. La parte generalmente utilizzata contenente i principi attivi triterpenici (astragalosidi) e isoflavonici è la radice.
Amalaki
L’amalaki (emblica officinalis) è una pianta di origine indiana usata come diuretico, stomachico, antibatterico, antivirale, tonico e afrodisiaco. Si è dimostrato utile per curare le ulcere gastriche, per l’epatiti, le bronchiti e il diabete. L’amalaki è in grado di potenziare il sistema immunitario, l’apparato digerente ed aumentare i processi metabolici in genere promuovendo un senso di maggior vigore. La medicina ayurvedica considera il frutto di questa pianta un elisir di longevità e giovinezza. L’amalaki è studiato come antimicrobico, antireumatico e antitumorale, sembra anche in grado di regolare le ipercolesterolemie. La parte utilizzata di questa pianta è principalmente il frutto ricco in antiossidanti, in bioflavonoidi, tannini, emblicanini e polifenoli.
Conclusioni
È plausibile che, in quanto adattogeno, la sua attività sia strettamente correlata al fatto che gli utilizzatori siano in una condizione di particolare affaticamento fisico, di conseguenza le persone in salute non ottengono benefici dall’utilizzo di questo estratto.
Ginseng
Il Panax ginseng è il più famoso fra le piante con proprietà adattogene. È una pianta originaria della Cina, ma è coltivata anche in Corea e Russia. Contiene saponine di cui le più importanti sono i ginsenosidi che sono le sostanze responsabili della sua attività. La radice di questa pianta è la parte contenente i principi attivi ed è già stata impiegata per trattare anemie, gastriti, insonnia, impotenza, come ricostituente generale, per migliorare la resistenza fisica e le capacità di recupero (anche in seguito ad attività sportiva), per potenziare la memoria e la resistenza ai fattori ambientali negativi in genere. Ha anche attività ipoglicemizzante ed è stato utilizzato in diversi esperimenti.
Questo articolo esplora l'uso di piante adattogene come ginseng, gynostemma e rhodiola nello sport, evidenziando i loro potenziali benefici nel migliorare il recupero e le prestazioni atletiche. Sebbene i risultati siano talvolta controversi, l'articolo suggerisce che questi estratti vegetali possano offrire vantaggi significativi per gli atleti, specialmente in condizioni di affaticamento.
Risultati
Studi sull’impiego del ginseng in campo sportivo sono numerosi ed i risultati ottenuti sono molto controversi. L’estratto di questa pianta ha mostrato in alcuni studi di essere in grado di migliorare le prestazioni negli sport di endurance migliorando le capacità aerobiche, però in numero equiparabile di ricerche ha dato risultati negativi.
La variegata risposta a studi simili potrebbe essere giustificata dal fatto che, come detto precedentemente, il ginseng è attivo solamente nelle persone in stato di affaticamento e pertanto i risultati positivi si ottengono in gruppi di studio che presentano un certo grado di stanchezza all’inizio della sperimentazione, mentre gli atleti in ottima forma non ne traggono beneficio.
Discussione
Interessanti sono anche gli effetti positivi sulla disfunzione erettile. Attualmente il ginseng è studiato anche per un suo possibile impiego nella prevenzione del cancro. Un’altra azione ben conosciuta di questa pianta è sicuramente quella sul sistema nervoso centrale, dove aumenta l’attività elettrica delle cellule della corteccia cerebrale.
Probabilmente tale capacità è dovuta ad un’azione di stimolo sul sistema colinergico. Sostanzialmente il ginseng migliora l’adattamento agli stress della vita quotidiana, potenziando corpo e mente e rafforzando inoltre le difese immunitarie.
In più, contribuendo a mantenere le arterie pulite, è un alleato prezioso per il sistema circolatorio. Sembra avere anche effetti antinfiammatori. La gymnostemma contiene saponine chiamate gypenosidi simili a quelle del ginseng e pertanto ha proprietà simili ad esso, però alcuni ricercatori sostengono che sia molto più potente.
Integrazione sportiva
Anche se non esistono studi scientifici riguardanti possibili effetti della gynostemma negli atleti, questa pianta viene utilizzata come il ginseng od in associazione a esso per migliorare il recupero e la performance, in particolare negli sport di endurance. Inoltre viene utilizzata in associazione ad una dieta ipocalorica per favorire la perdita di peso ed il dimagrimento.
Rhodiola
La rhodiola rosea è una pianta originaria del nord d’Europa. La radice di questa pianta è usata per contrastare l’astenia psicofisica, per curare stati depressivi moderati e come ricostituente. La rhodiola inibisce un enzima responsabile del metabolismo di vari neurotrasmettitori (COMT) aumentandone così la permanenza e l’attività nel cervello. Questa attività è alla base dei suoi effetti antidepressivi.
Diversi studi evidenziano come in seguito a trattamento con rhodiola aumentino i livelli cerebrali di serotonina, dopamina e noradrenalina. Ma l’azione di questo estratto non si limita al sistema nervoso, infatti ha dimostrato di ridurre anche il rilascio di cortisolo, evidenziando ulteriormente le sue proprietà anti-stress ed antifatica.
La rhodiola contiene glucosidi cinnamici. L’azione adattogena è nota già da molto tempo, mentre recentemente è stato scoperto che questa pianta è utile anche agli atleti in quanto riduce i tempi di recupero dagli allenamenti. Infine questa pianta possiede anche buone capacità antiossidanti.
Integrazione nello sport
La rhodiola viene utilizzata dagli atleti per migliorare il recupero dagli allenamenti e, per i suoi effetti sul sistema nervoso e sui neurotrasmettitori, viene presa anche prima delle competizioni insieme ad altri stimolanti come caffeina e tirosina per favorire la performance.
Alcune ricerche mostrano come questa pianta possa contrastare stati di overtraining e migliorare le capacità fisiche in genere. I benefici in termini di neurostimolazione e di riduzione di produzione di cortisolo spiegano i possibili miglioramenti in termini prestazionali e di recupero che gli atleti ottengono dall’utilizzo di questa pianta.
In recenti studi la rhodiola presa per alcune settimane da atleti sottoposti a test di esaurimento cardiovascolare, ha diminuito sensibilmente i valori ematici di lattato e Creatina-chinasi, dimostrando così di ridurre i danni cellulari causati dall’allenamento e di migliorare recupero e capacità fisiche di sopportare attività anaerobica. Altre ricerche evidenziano come la supplementazione di rhodiola possa migliorare anche le capacità aerobiche.
Inoltre una ricerca (De Bock) mostra l’efficacia anche in acuto (prendendo l’estratto solamente prima della prova), mentre in genere gli studi sono condotti sull’utilizzo cronico per alcune settimane. Secondo gli studi condotti sino ad ora, la rhodiola sembra l’adattogeno più efficace e quindi più indicato per gli atleti, sia per migliorare le prestazioni, sia per favorire il recupero e ridurre i rischi di sovrallenamento.
Conclusioni
L'adattogeno si riferisce a una serie di sostanze di origine vegetale che aiutano il corpo ad adattarsi allo stress cronico migliorando il vigore fisico e la concentrazione mentale, promuovendo così un effetto rigenerante per l'intero organismo. Gli adattogeni regolano l'equilibrio interno del corpo, in particolare l'equilibrio del sistema nervoso stimolandolo quando depresso e calmando quando eccitato, diminuendo così le reazioni eccessive agli stressori.
Bibliografia
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(De Bock)
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Sacchi Nicola, integratori per lo sport, ed. NonSoloFitness, 2011