Il tessuto adiposo non è solo un deposito di energia ma un organo endocrino fondamentale che produce ormoni come leptina, resistina e adiponectina, regolando l'equilibrio energetico e metabolico. L'ossessione per la riduzione estrema del grasso corporeo può portare a gravi disturbi del comportamento e problemi di salute, quando invece dovremmo distinguere tra tessuto adiposo essenziale (indispensabile per la vita) e quello sottocutaneo (responsabile dell'aspetto estetico).
Introduzione
Il tessuto adiposo è tanto indispensabile alla nostra esistenza quanto detestato dalla maggior parte degli appassionati di attività fisica e non solo, che vorrebbero vedere il loro addome completamente piatto e ai quali la possibilità di poter prendere con le dita un piccolo spessore di cute è causa di allarmi e disturbi psicologici per i mesi successivi. La ricerca dell'estetica, come spesso avviene in chi pratica dell'attività di fitness due o tre volte la settimana, cela delle insidie per la propria salute, determinate principalmente da un abbassamento del livello di tessuto adiposo, ottenuto persino con l'assunzione di farmaci. L'ossessione nel ricercare un corpo bello, tonico e povero di tessuto adiposo sottocutaneo potrebbe portare il soggetto a sviluppare disturbi del comportamento, non solo alimentare, ma anche a livello psicologico.
Bisogna assolutamente porre l'accento su quanto sia importante il tessuto adiposo per la nostra sopravvivenza e soprattutto comprendere che ciò che si vuole ridurre al minimo non è il tessuto adiposo in generale ma un tipo specifico di tessuto adiposo: quello sottocutaneo, responsabile delle maggiori alterazioni estetiche.
Se eseguissimo un esame della composizione corporea ci accorgeremmo come nei due sessi la distribuzione di adipe sia alquanto diversa: mentre la donna è costituita da circa un 20-25% di grasso di deposito e un 12% di grasso essenziale, l'uomo è formato mediamente dal 10-15% di grasso di deposito e da un 3% di grasso essenziale1. La ragione che giustifica un maggior quantitativo di tessuto adiposo essenziale nella donna è riconducibile a specifiche esigenze correlate alla maternità2.
È importante sottolineare, per fugare qualsiasi dubbio nei lettori, che la corretta presenza di tessuto adiposo non determina problemi di salute; è piuttosto una sua carenza o, viceversa, un suo eccesso, che può causare, tra i problemi principali, obesità, diabete mellito tipo 2 e malattie cardiovascolari.
Attraverso le cellule del tessuto mesodermico, dal tessuto adiposo hanno origine, durante la vita embrionale, tessuto osseo, tessuto cartilagineo, tessuto connettivo, vasi sanguigni e linfatici, muscolatura liscia e striata e gonadi3,4.
Classificazione del tessuto adiposo
La classificazione principale distingue tra tessuto adiposo bianco (WAT) e tessuto adiposo bruno (BAT); si è sempre pensato che il primo fosse un mero raccoglitore di trigliceridi che stocca tutta l'energia in eccesso cedendola in momenti di neccessità5 e che il secondo ceda energia sotto forma di calore, grazie alla presenza massiccia di mitocondri, innalzando il dispendio energetico4.
Se per il secondo queste supposizioni sono esatte, sulla funzione del primo ci sono dubbi. Si sta infatti affermando l'idea, e ormai ci sono prove scientifiche che lo dimostrano, che il tessuto adiposo faccia parte del sistema endocrino diffuso6,7 e funga da produttore ormonale regolando l'equilibrio cellulare e il corretto funzionamento di tutto il nostro sistema biologico.
Il tessuto adiposo bianco, anche noto come grasso di deposito, si può distinguere ulteriormente in tessuto adiposo essenziale, viscerale e sottocutaneo.
Tessuto adiposo essenziale
Il tessuto adiposo essenziale prende il nome proprio dal fatto che è indispensabile per la vita: questa tipologia di grasso si trova soprattutto intorno agli organi, ai vasi sanguigni e nel cervello, per i quali svolge una funzione di sostegno e nutrimento1.
Tessuto adiposo viscerale
Il tessuto adiposo viscerale è presente nella zona addominale, come suggerisce il nome. A livello metabolico è più attivo rispetto al tessuto sottocutaneo e sembrerebbe il primo ad essere intaccato durante un regime ipocalorico1.
L'ossessione nel ricercare un corpo bello, tonico e povero di tessuto adiposo sottocutaneo potrebbe portare il soggetto a sviluppare disturbi del comportamento, non solo alimentare, ma anche a livello psicologico.
Tessuto adiposo sottocutaneo
Tuttavia è il tessuto adiposo sottocutaneo a determinare l'aspetto antiestetico: questo spiegherebbe perché tardano a vedersi i risultati nelle zone che ci interessano maggiormente1.
Il tessuto adiposo sottocutaneo ha infatti la tendenza ad accumularsi in diverse zone del corpo. Negli uomini, in genere, il tessuto sottocutaneo si trova principalmente nella zona ombelicale, secondo la conformazione definita androide o "a mela"; nelle donne, invece, tende ad accumularsi a livello gluteo-femorale, dando la conformazione ginoide o "a pera"8,9,10. Naturalmente queste conformazioni sono puramente indicative ma assolutamente soggette ad eccezioni: esistono soggetti maschili con una struttura ginoide e soggetti femminili dalla struttura androide.
L'eccesso di tessuto adiposo bianco può causare un aumento di probabilità nell'insorgenza di patologie come il cancro al colon11, il cancro al seno12 e il diabete13,14. Tuttavia la sua presenza è di importanza fondamentale per una corretta produzione ormonale.
Ormoni prodotti dal tessuto adiposo
Resistina
Uno degli ormoni prodotti dal tessuto adiposo è la resistina. Holcomb et al. identificò due prime forme di resistina: una molecola a resistino-simile (RELM a o FIZZ1), la cui regolazione era molto alta in topi con asma polmonare, e una seconda molecola definita FIZZ2, anche conosciuta come RELMß, presente sull'epitelio intestinale (non vedremo in questo articolo la sua funzione); oltre a queste, la FIZZ3 è prodotta dal tessuto adiposo che è quindi quella di cui si tratta in questo articolo.
La rivista Nature, nel 2000, pubblicò un articolo di Steppan CM et al. in cui si ricollegò proprio questo tipo di resistina ad un aumento di insorgenza del diabete tipo II. La ragione risiede nel fatto che questo ormone, insieme all'amilina pancreatica prodotta naturalmente dalle cellule ß del pancreas15, aumenta la resistenza insulinica delle cellule, portando maggiore stress a livello pancreatico.
Leptina
Un secondo ormone prodotto dal tessuto adiposo bianco è la leptina, un peptide secreto in misura proporzionale al grasso corporeo e responsabile dell'introito e della spesa energetica16,17.
Questo ormone venne scoperto nel 1994 da Friedman e dal suo gruppo di collaboratori18; svolge la sua attività nel cervello, portando a una riduzione dell'introito chilocalorico16,19. Un forte aumento di leptina è osservabile in soggetti che hanno eseguito per giorni un regime dietetico iperchilocalorico16.
La leptina è un'adipochina considerata uno dei più importanti ormoni per la regolazione dell'omeostasi energetica ed è, insieme all'insulina pancreatica, uno degli ormoni che si occupano del controllo dell'adiposità20. Proprio per la sua funzione anoressizzante, è considerata il lipostato del nostro corpo: in alcuni esperimenti eseguiti su ratti, infatti, l'assenza di questo ormone portava ad obesità20.
Adiponectina
Oltre alla produzione di leptina e resistina, il tessuto adiposo bianco produce anche un'altra molecola-ormone, la più abbondante tra le adipochine sintetizzate: l'adiponectina.
Questa sostanza, chiamata anche apM1, Acrp30 e GBP28, è un polipeptide composto da 244 aminoacidi la cui produzione è inversamente correlata alla presenza di massa grassa21.
Lo sviluppo di insulino resistenza porta i pazienti affetti da diabete tipo II o da malattie cardiovascolari a possedere livelli più bassi di questo ormone, anche se non è chiaro se questo sia una causa o una conseguenza21. Al contrario, chi è affetto da diabete tipo I, insufficienza renale cronica e anoressia nervosa, ha valori più alti di questo polipeptide21.
Implicazioni per gli sportivi
Il ruolo di questi ormoni fa comprendere l'importanza del tessuto adiposo negli esseri umani. Da questo deriva che tutti gli sportivi che svolgono discipline che prevedono un abbassamento delle percentuali di massa grassa, per estetica o per rientrare in alcune categorie di peso, possono incorrere in conseguenze anche molto serie.
Tralasciando le alterazioni a carico degli ormoni appena visti, pensiamo ad uno degli enzimi che, se presente in condizioni normali in soggetti in buona salute e con corrette percentuali di massa grassa, garantisce il corretto funzionamento metabolico. Analisi aggiuntive, come esami antropometrici e bioimpedenziometrie, andrebbero svolte per assicurarsi una corretta interpretazione dei risvolti estetici, ad esempio che una repentina perdita di peso non stia inficiando la massa magra.
Conclusioni
In conclusione, possiamo affermare che il tessuto adiposo è fondamentale per l'equilibrio omeostatico, perché garantisce le funzioni vitali dell'individuo, e che la sua presenza, in condizioni normali, è indispensabile per mantenere un buono stato di salute; in compenso un suo eccesso può portare a patologie come malattie cardiovascolari e diabete, ormai tipiche delle società industrializzate e iper-alimentate.
Per evitare le ripercussioni di diete fai-da-te è opportuno rivolgersi a un professionista del settore per assicurarsi non solo una salvaguardia della salute, ma anche risultati estetici efficaci e duraturi. In tal senso, l'esercizio fisico è sicuramente una delle armi migliori per ridistribuire la massa magra e adiposa. Tranne in casi di forte sovrappeso e/o obesità, un sano e attivo stile di vita agevolerebbe il processo dimagrante più che un regime dietetico restrittivo e lo renderebbe in tanti casi non necessario.
Sviluppare un regime alimentare e un programma di allenamento mirati a una perdita di peso è pertanto più complesso di quanto venga in genere fatto apparire.
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