La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2021 Volume: 20212

Stile di vita, alimentazione e attività fisica del paziente oncologico

Abstract

Italiano

Il presente articolo esamina le relazioni tra stile di vita, alimentazione e attività fisica nel paziente oncologico sottoposto a chemioterapia. Il cancro rappresenta la seconda causa di morte a livello mondiale e la chemioterapia, pur migliorando significativamente il tasso di sopravvivenza, induce numerosi effetti collaterali che compromettono la qualità di vita e lo stato nutrizionale del paziente. L'articolo analizza le principali complicanze nutrizionali associate alla chemioterapia, tra cui disgeusia, nausea, vomito, costipazione, diarrea, mucositi, xerostomia, inappetenza e astenia, proponendo per ciascuna specifica strategie dietetico-nutrizionali. Vengono inoltre descritte le interazioni farmaco-alimento rilevanti per la gestione terapeutica. I risultati della letteratura evidenziano come un piano nutrizionale personalizzato, adattato alla terapia somministrata e agli effetti collaterali individuali, possa contribuire a minimizzare i sintomi, ridurre i tempi di ospedalizzazione e migliorare l'esito clinico complessivo. Si sottolinea l'importanza di una corretta alimentazione non solo durante ma anche al termine delle cure, unitamente alla pratica di attività fisica, quali strumenti fondamentali per il mantenimento dello stato di salute e del profilo immunologico del paziente oncologico.

English

This article examines the relationships between lifestyle, nutrition and physical activity in oncological patients undergoing chemotherapy. Cancer represents the second leading cause of death worldwide, and chemotherapy, while significantly improving survival rates, induces numerous side effects that compromise quality of life and the nutritional status of patients. The article analyzes the main nutritional complications associated with chemotherapy, including dysgeusia, nausea, vomiting, constipation, diarrhea, mucositis, xerostomia, anorexia and asthenia, proposing specific dietary and nutritional strategies for each condition. Relevant drug-food interactions for therapeutic management are also described. Evidence from the literature indicates that a personalized nutritional plan, adapted to the administered therapy and individual side effects, can contribute to minimizing symptoms, reducing hospitalization times and improving overall clinical outcomes. The importance of proper nutrition not only during but also after treatment is emphasized, together with physical activity practice, as fundamental tools for maintaining the health status and immunological profile of oncological patients.

Keywords

Italiano: paziente oncologico, alimentazione oncologica, chemioterapia, nutrizione cancro, effetti collaterali chemioterapia, stile di vita oncologico, attività fisica cancro, dieta anti-cancro, omega-3 cancro, gestione nausea chemioterapia, stato nutrizionale, effetti collaterali, qualità della vita, attività fisica oncologica

Inglese: oncology patient, cancer nutrition, chemotherapy, cancer diet, chemotherapy side effects, cancer lifestyle, physical activity cancer, anti-cancer diet, omega-3 cancer, chemotherapy nausea management, nutritional status, side effects, quality of life, oncological physical activity

Questo articolo esplora l'importanza di un corretto stile di vita, alimentazione e attività fisica nei pazienti oncologici, evidenziando come queste pratiche possano migliorare la qualità della vita e l'esito clinico delle terapie. Vengono discusse strategie nutrizionali per gestire gli effetti collaterali della chemioterapia e l'importanza dell'attività fisica nel ridurre il rischio di recidiva e mortalità.

Il cancro è la seconda causa di morte nel mondo. È una patologia caratterizzata dall’accumulo di mutazioni a livello del DNA in geni specifici denominati oncogeni e oncosoppressori. Il trattamento d’elezione per la maggior parte dei tumori è la chemioterapia che ha lo scopo di distruggere le cellule tumorali, bloccandone la proliferazione e favorendone la morte e l’eliminazione. Anche se la chemioterapia ha contribuito a migliorare in maniera significativa il tasso di sopravvivenza, gli effetti collaterali associati rimangono ancora uno dei problemi principali per la qualita’ della vita dei pazienti oncologici. Piu’ in generale, la chemioterapia può indurre l’alterazione o l’abbassamento del senso del gusto (disgeusia), nausea, vomito, costipazione, diarrea, mucositi e astenia. Questi effetti collaterali possono portare a una riduzione dell’assunzione di cibo, compromettendo sia lo stato di salute che lo stato nutrizionale e il profilo immunologico dei pazienti. Gestire e contrastare questi effetti collaterali è di fondamentale importanza non solo per il miglioramento della qualità di vita ma anche per l’esito clinico della terapia. La corretta alimentazione durante la terapia e soprattutto, al termine delle cure è un aspetto da tenere in particolare considerazione e che solo negli ultimi anni sta ricevendo la giusta e necessaria attenzione.

Strategie nutrizionali per prepararsi alla chemioterapia.

Prima dell’inizio del protocollo terapeutico personalizzato, può essere utile fare degli aggiustamenti nel proprio modo di alimentarsi e ottimizzare al meglio la somministrazione dei nutrienti. Infatti, si consiglia di aumentare: l’assunzione di liquidi e l’apporto di fibre attraverso la dieta. Tra gli alimenti sono da preferire i cereali integrali (pane a lievitazione naturale, avena, riso integrale, farro, mais) ricchi di fibre e di molecole ad azione anti-infiammatoria come gli pseudo-cereali (grano saraceno, quinoa, amaranto) da masticare bene per limitare il gonfiore addominale; il pesce, in particolare il pesce azzurro, ricco di acidi grassi omega3 ad azione anti-infiammatoria, immunostimolante e con una buona qualità proteica; le verdure fresche di stagione ricche di vitamine, sali minerali e di sostanze anti-ossidanti (Campbell T.C., 2013).

ACCORGIMENTI DURANTE LA TERAPIA.

Alcune strategie nutrizionali servono per contrastare gli effetti collaterali della disgeusia. Infatti per ridurre gli effetti di perdita del gusto sull’adeguata assunzione di cibo si consiglia: di consumare pasti piccoli e frequenti per evitare un precoce senso di sazietà; di marinare la carne per mascherare i sapori sgradevoli; di usare gocce di limone o gomma da masticare per promuovere la salivazione e stimolare il gusto prima dei pasti; di preferire cibi ad alto contenuto proteico ma di sapore più neutro (pollame, pesce, uova); di variare molto l’alimentazione per evitare un’assuefazione al gusto; di usare posate di plastica in quanto potrebbe aiutare a limitare la percezione di un retrogusto metallico (Villarini A., 2010).

Nausea e vomito. Sono tra gli effetti collaterali più frequentemente associati alla chemioterapia e meno tollerati dai pazienti. Alcuni accorgimenti per migliorare l’assunzione del cibo possono essere: mangiare lentamente, consumando pasti piccoli e frequenti in modo che lo stomaco non resti mai completamente vuoto; evitare cibi eccessivamente speziati, grassi o troppo dolci; evitare bevande e cibi troppo caldi; non bere durante i pasti; dare la preferenza a cibi asciutti e salati; evitare gli odori della cucina durante la preparazione dei pasti. (Villarini A., 2010)

Costipazione. Per contrastare la costipazione si consiglia di aumentare: l’attività fisica; l’assunzione di liquidi; l’apporto di fibre attraverso la dieta. Inoltre, si raccomanda di: assumere liquidi, preferibilmente freschi, di ogni genere (acqua, succhi di frutta, tè verde, ecc.); preferire il consumo di cereali integrali, evitando il riso; evitare frutti astringenti (banana, anacardi) e consumare preferibilmente frutti con effetto lassativo (prugne, arance); consumare cibi arricchiti di fermenti lattici vivi (Pauling L., 2016).

Diarrea. La diarrea pone il paziente a rischio di perdita eccessiva di fluidi. Per tenere sotto controllo la diarrea si consiglia di: consumare pasti piccoli e frequenti; evitare cibi ricchi di lattosio; aumentare l’assunzione di liquidi per scongiurare la disidratazione; evitare cibi irritanti (fritti, speziati, grassi, caffè, cioccolato) o che possano stimolare la peristalsi (cibi troppo ricchi di fibre, frutta fermentata e vegetali crudi); preferire cibi ricchi di fibra solubile utili per tenere sotto controllo il transito intestinale; evitare cibi troppo caldi o troppo freddi; evitare cibi che favoriscono la formazione di gas a livello intestinale (broccoli, aglio, cipolla, cavoli, legumi, formaggio, cibi dolci in generale); preferire cibi ricchi in magnesio e potassio per reintegrare le perdite di sali minerali (albicocche, uvetta, pere, pesce azzurro) (Fernandez Martinez O., 2014).

Mucositi. Le infiammazioni delle mucose sono caratterizzate da lesioni accompagnate da dolore, secchezza, bruciore e infezioni. Possono essere adottati alcuni cambiamenti delle abitudini alimentari: incrementare l’assunzione di liquidi (almeno 3 litri al giorno) preferibilmente attraverso una cannuccia per ridurre il contatto con la mucosa orale; preferire cibi umidi e soffici, facili da masticare a da inghiottire, in forma di purea e crema; consumare i cibi a temperatura ambiente; evitare cibi secchi e difficili da masticare; evitare i cibi irritanti (fritti, speziati, grassi, caffè, cioccolato) o acidi (Villarini A., 2010).

Xerostomia. Di solito è un effetto di breve durata, consiste nell’interruzione o nella marcata riduzione della secrezione delle ghiandole salivari. Oltre agli accorgimenti presi per le mucositi, si consiglia: accompagnare i cibi con succhi acidi per stimolare la salivazione (succo di limone); evitare alcool e fumo (Villarini A., 2010).

Inappetenza. L’anoressia è la complicanza più frequentemente associata al cancro. Le strategie volte a limitare il disagio della perdita di appetito ed evitare le conseguenze più gravi della diminuzione dell’apporto calorico e della carenza di nutrienti sono: consumare pasti piccoli e frequenti e masticare lentamente per evitare un precoce senso di sazietà; bere lontano dai pasti; variare l’alimentazione; evitare cibi eccessivamente grassi che aumentino il senso di sazietà e rallentino lo svuotamento gastrico (Villarini A., 2010).

Astenia. È il sintomo più comune segnalato dai pazienti oncologici. Una dieta a basso indice glicemico si è rivelata efficace nel ridurre l’astenia in altri contesti patologici. Per contrastare l’astenia si può: cercare di praticare un esercizio fisico anche leggero; evitare cibi ipercalorici e alto indice glicemico (grassi saturi,cereali, raffinati, zuccheri semplici); preferire cereali integrali (a basso indice glicemico) e cibi ricchi di omega3 (pesce azzurro, frutta a guscio) (Pauling L., 2016).

Dopo somministrazione della terapia si consiglia: l’assunzione di liquidi, in quanto aiuta a smaltire più rapidamente i metaboliti dei farmaci e quindi a prevenirne i possibili effetti tossici su reni e vescica. Inoltre, un piano nutrizionale personalizzato, che tenga conto della terapia somministrata e degli effetti collaterali segnalati dal paziente, può contribuire a minimizzare i sintomi ed evitare le complicazioni. Tutto ciò, può apportare un notevole miglioramento della qualità di vita del paziente, contribuire a ridurre i tempi di ospedalizzazione e migliorare l’esito clinico (Fernandez Martinez O., 2014).

Interazioni tra FARMACI E ALIMENTI.

La composizione del cibo può essere un fattore in grado di interagire in maniera farmaco-dinamica con alcuni chemioterapici. Ad esempio: i cibi ricchi in grassi o proteine possono incrementare in maniera significativa l’assorbimento del farmaco a livello intestinale e quindi la sua biodisponibilità; i cibi ad alto contenuto di fibre possono alterare la biodisponibilità dei chemioterapici orali a causa del legame tra i farmaci e la fibra; i liquidi accelerano il passaggio attraverso lo stomaco e quindi riducono l’intervallo di tempo fra l’assunzione del farmaco e la comparsa dei suoi effetti. Per questo è particolarmente importante rispettare le modalità prescritte di assunzione dei chemioterapici orali rispetto ai pasti (Grosgogeat H., 2009).

ALIMENTI PROTETTIVI e alimenti da evitare.

Sono sempre di più gli studi che dimostrano l’importanza di una sana alimentazione non solo nella prevenzione del cancro ma anche delle sue recidive. L’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci. La maggior parte degli studi epidemiologici ha dimostrato che un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa e la progressione della malattia, mentre privilegiare alimenti ricchi di fibre, vitamine e oligoelementi, come cereali integrali, legumi e verdure, può avere un effetto protettivo.

Ruolo protettivo dell’attività fisica.

Una regolare attività fisica, anche d’intensità moderata, contribuisce a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita. L’esercizio fisico, infatti, aiuta a ridurre fattori di rischio come l’infiammazione cronica e l’adiposità e contribuisce a tenere sotto controllo i livelli ematici di glicemia, insulina ed estrogeni. Alcuni studi hanno anche evidenziato come l’attività fisica dopo una diagnosi di cancro possa ridurre il rischio di recidiva e la mortalità. I pazienti oncologici, in generale, hanno bassi livelli di attività fisica e questo genera una diminuzione della massa muscolare che può sfociare nella sarcopenia. Fino a pochi anni fa ai pazienti in terapia veniva addirittura sconsigliata l’atti

Gli studi più recenti dimostrano, invece, che il semplice esercizio fisico, anche i classici 10.000 passi al giorno, aiutano ad alleviare gli effetti più comuni della chemioterapia, quali il dolore, la nausea e la “fatigue”. Inoltre, l’attività fisica aumenta l’efficienza cardiovascolare, la rigenerazione muscolare e stimola la produzione di eritrociti e il sistema immunitario. Naturalmente l’esercizio fisico deve essere svolto sotto controllo di uno specialista e deve essere modificato in base alla cardio-tossicità dei farmaci (Fernandez Martinez O., 2014).

Gli integratori alimentari. Nel commento di uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, gli autori sono stati cauti: «I malati di cancro dovrebbero sempre consultare i medici prima di assumere vitamine o altri integratori». Ma considerando che in Europa siamo i maggiori consumatori di supplementi nutrizionali, è soprattutto sui risultati che occorre porre l'attenzione. Infatti, ricorrere agli integratori a carattere antiossidanti durante la chemioterapia può aumentare il rischio di recidiva e di morte nelle pazienti con tumore al seno. Una conclusione ancora parziale, che dovrà essere supportato da ulteriori ricerche, ma di fronte al quale vale la pena di non girare la testa dall’altra parte. Dallo studio è emerso che il 18 % delle donne aveva fatto ricorso ad almeno un integratore antiossidante al giorno, mentre quasi la metà di loro (44 %) aveva assunto integratori multivitaminici. Quanto all'impatto sulla salute, tra i consumatori di vitamine A, C, E e coenzima Q10 (prima e durante le terapie) è stato registrato un incremento delle probabilità di incorrere in una recidiva. Lo studio ha svelato un rischio potenzialmente più alto, oltre che di recidiva, anche di morte a causa del tumore al seno legato all'assunzione di altri integratori: a base di vitamina B12, ferro e acidi grassi omega-3. L'eventualità è risultata invece più smorzata tra coloro che avevano assunto un mix di tutte queste sostanze. A determinare i risultati, secondo gli esperti, potrebbe essere stata la capacità che gli antiossidanti avrebbero di contrastare i radicali liberi prodotti da diversi chemioterapici per stanare le cellule tumorali. Infatti queste molecole antiossidanti all'apparenza innocue sarebbero in grado di annullare o neutralizzare in parte l'effetto citotossico di alcuni dei chemioterapici più spesso impiegati. Per questo e’ sempre meglio non introdurre integratori se non specificatamente inserito nel protocollo terapeutico personalizzato o consigliato direttamente dal medico oncologo (Pauling L., 2016).

PREVENZIONE ONCOLOGICA

Il Codice Europeo contro il Cancro, redatto dall'Agenzia Internazionale contro il Cancro (Iarc), smorza anche i possibili benefici degli integratori a scopo preventivo. «Le prove sono ancora troppo deboli per raccomandarli». Quanto al possibile effetto negativo in corso d'opera, «gli studi di intervento che hanno testato questi integratori alimentari e altre sostanze nutritive non hanno stabilito alcun beneficio, anzi: in alcuni casi hanno rilevato effetti negativi, soprattutto nel caso di dosi elevate». L’indicazione conclusiva dell'Iarc: «Se vi è già stato diagnosticato un cancro, evitate di assumere qualsiasi integratore senza aver prima consultato il medico». Tutto ciò dopo aver documentato eventuali carenze che, indipendentemente dalla malattia, possono necessitare di un supporto nutrizionale aggiuntivo.

Il dibattito scientifico sta quindi proseguendo e diventa importante definire quali sostanze possono essere utilizzate e quali invece vadano evitate quando si vuole aiutare una persona che affronti radioterapia o chemioterapia. È importante fare scelte ragionate per supportare al meglio la terapia contro il cancro, regolando la somministrazione delle sostanze somministrate in modo da aiutare il raggiungimento degli obiettivi terapeutici senza contrastarli (Denisow B, 2016).

Un gruppo di oncologi tedeschi ha pubblicato su Nutrients una ricerca con la quale ha definito che l'uso di alcuni integratori, al di là delle preoccupazioni sul loro uso, contribuisce a accettare meglio il trattamento antitumorale e a sostenerlo per tempi più lunghi, con un miglioramento della sua efficacia nel lungo termine (Grober U., 2016).

Un buon esempio può venire dalla Vitamina D, che non è un antitumorale specifico, ma regola le funzioni difensive e quindi è contemporaneamente una sostanza che facilita la funzione immunologica riducendo l'infiammazione e contribuendo alla sensibilità insulinica. La vitamina D, nelle sue giuste dosi, è quindi una sostanza che può essere utilizzata anche in contemporanea a un trattamento antitumorale, anche perché molto spesso al paziente oncologico in trattamento, gli viene consigliata una radicale riduzione all’esposizione solare con conseguente diminuzione della vitamina D endogena (Khalsa S., 2013).

La somministrazione di Selenio e soprattutto di Zinco (ritrovato durante le analisi ematiche sempre vicino al limite inferiore o addirittura al di sotto della soglia minima) fornisce un importante input per la stimolazione del sistema immunitario (D. Romanina, 2010).

Di notevole interesse e forse più utili come supporto per il paziente oncologico sono gli enzimi digestivi (lipasi, proteasi, ecc.), che ritroviamo in molte delle reazioni biochimiche del nostro organismo e che possono veramente fornire un aiuto ad un organismo debilitato come quello del malato, coadiuvando gli enzimi endogeni per combattere la neoplasia (D. Romanina, 2010).

Molto rivalutati gli integratori a base di fermenti lattici di ultima generazione e probiotici tra i quali: il kefir, prodotto fermentato a base di molteplici generi batterici (lattobacilli, lactococchi, streptococchi, acetobatteri); i lieviti, che contribuisce al potenziamento del sistema immunitario intestinale (GALT) ripristinando la flora intestinale (D. Romanina, 2010), (MP Silva, 2016).

Trovano spazio tra gli integratori anche quelli derivati dalle piante, tra cui mi sembra doveroso inserire la curcumina, lo zenzero e la papaya, studiati ed utilizzati per le loro notevoli proprietà bioattive e anticancro, oggi presenti sotto forma di compresse o glicoperle. Grazie alle nuove formulazioni, come la curcuma micellare, oppure all’associazione di curcumina e piperina, hanno migliorato notevolmente la biodisponibilità fornendo ai pazienti malati di tumore al pancreas la possibilità di ottenere livelli di principio attivo adeguati per una possibile efficacia terapeutica (A.S.C.O., 2011).

Parlare quindi di somministrazione di integratori nel paziente oncologico non è sicuramente semplice. Negli ultimi anni, gli studi in merito e le tecnologie farmaceutiche sempre più avanzate nella sintesi e nella produzione degli integratori alimentari, hanno portato alla diversificazione delle opinioni, ma in ogni caso bisogna sempre fare riferimento alla valutazione clinica del malato mettendo in relazione il suo stato patologico con il protocollo terapeutico da applicare e l’accertamento analitico di eventuali carenze vitaminiche e nutrizionali da colmare.

Bibliografia

  1. Campbell T.C., Campbell T.M. The China Study. Macro Edizioni (2013)
  2. Khalsa S., I poteri curativi della vitamina D. Macro Edizioni (2013)
  3. Villarini A., Allegro G. Prevenire i tumori mangiando con gusto. Sperling&Kupfer (2010)
  4. Bohager T., Enzimi per guarire. Macro Edizioni (2013)
  5. Pauling L., Hoffer A. Guarire il cancro. Macro Edizioni (2016)
  6. Fernandez Martinez O., La mia ricetta anticancro. Sperling&Kupfer (2014)
  7. Grosgogeat H., Il metodo acido-base. Macro Edizioni (2009)
  8. D. Romanina, M. Serradellb, D. González Maciela, N. Lausadac, G. L. Garroteb, M. Rumboa Down-regulation of intestinal epithelial innate response by probiotic yeasts isolated from kefir. International Journal of Food Microbiology (2010)
  9. MP Silva, RD Rossoni, JC Junqueira, AOC Jorge Probiotics for Prevention and Treatment of Candidiasis and Other Infectious Diseases: Lactobacillus spp. and Other Potential Bacterial Species. researchgate.net (2016)
  10. Denisow B.,Denisow-Pietrzyk M. Biological and therapeutic properties of bee pollen: a review. Journal of the science of food and agricolture (2016)
  11. A.S.C.O. American Society of Clinical Oncology (2011) n.222
  12. Grober U. et al Nutrients. 2016 Mar 12: 10.3390)

Vedi anche

Domande frequenti

Quali sono gli effetti collaterali più comuni della chemioterapia gestibili con l'alimentazione?

Gli effetti collaterali più comuni includono nausea, vomito, mucositi, xerostomia (secchezza delle fauci), diarrea e astenia. Una corretta alimentazione può aiutare a mitigarli e a mantenere un buono stato nutrizionale.

Quali strategie alimentari sono consigliate durante la chemioterapia?

Si raccomanda di consumare pasti piccoli e frequenti, aumentare l'assunzione di liquidi, preferire cereali integrali e pesce azzurro ricco di omega-3, ed evitare cibi irritanti o troppo speziati. È utile anche consultare un nutrizionista specializzato.

Perché l'assunzione di liquidi è così importante per i pazienti oncologici?

L'assunzione adeguata di liquidi è cruciale per prevenire la disidratazione, spesso aggravata da vomito o diarrea, e per aiutare il corpo a eliminare le tossine dei farmaci chemioterapici, contribuendo al benessere generale.

Quali alimenti dovrebbero essere evitati durante la chemioterapia?

È consigliabile evitare cibi molto grassi, fritti, piccanti, troppo speziati, acidi o con odori forti che potrebbero scatenare nausea. Anche l'alcol e il fumo dovrebbero essere eliminati.

Come possono gli omega-3 supportare il paziente oncologico?

Gli omega-3, presenti nel pesce azzurro, hanno proprietà antinfiammatorie e possono contribuire a migliorare lo stato nutrizionale, supportare il sistema immunitario e potenzialmente ridurre alcuni effetti collaterali della terapia.

L'attività fisica è consigliata per i pazienti oncologici?

Sì, l'attività fisica moderata e personalizzata, sotto supervisione medica, è spesso consigliata. Può aiutare a contrastare l'astenia, migliorare l'umore, mantenere la massa muscolare e la qualità di vita generale.

Quando è il momento migliore per adottare corrette strategie alimentari?

L'adozione di corrette strategie alimentari è fondamentale prima, durante e dopo la chemioterapia. Iniziare precocemente può preparare meglio il corpo alla terapia, gestirne gli effetti e favorire un recupero più rapido.

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