Questo articolo propone che la Sindrome Miositica di Tensione (S.M.T.) sia principalmente causata da meccanismi psicologici che bloccano l'emergere di emozioni come ansia e rabbia, piuttosto che da patologie fisiche. Suggerisce un approccio clinico globale che integri mental training e ginnastica posturale per affrontare la cronicizzazione del dolore.
Introduzione
Circa 10 milioni di italiani di ogni età e sesso soffrono di dolori alla schiena, al collo e agli arti superiori. La maggior parte di loro non ha trovato un rimedio efficace. Solo il 20% presenta un danno anatomo-patologico diagnosticabile, mentre la lombalgia funzionale rappresenta la maggioranza dei casi clinici. Vi è una scarsa relazione tra fattori traumatici e sintomatologia dolorosa, e il legame tra danno anatomo-patologico e dolore varia enormemente tra individui.
Mental Training
La metamedicina suggerisce che ogni sintomo è un messaggio correlato a una tematica emotiva. Ad esempio, un dolore alle vertebre cervicali potrebbe essere legato a una svalutazione delle capacità intellettive. Un dolore dorsale potrebbe esprimere solitudine o difficoltà a comunicare i propri sentimenti.
Uno studio ha evidenziato che il 75% delle immagini radiologiche di RMN riferibili ad ernie del disco in persone asintomatiche mostrano fattori comuni come scarsa gratificazione lavorativa e stress mentale elevato. Fattori psicosociali come ansia, rabbia e scarso sostegno sociale possono aggravare il quadro sintomatologico.
"La conoscenza della psicologia è più importante della conoscenza della biomeccanica del lombalgico almeno per i pazienti con dolore cronico. Siamo troppo legati al presunto problema fisico nonostante diversi studi abbiano dimostrato sia irrilevante in questi pazienti".
La tensione muscolare può essere vista come un modulatore di patologia psicosomatica. Muscolatura tesa e contratta cronicamente può comprimere le articolazioni e favorire processi patogenetici come l'artrosi.
Risultati
La S.M.T. colpisce muscoli, nervi, tendini e legamenti. Attacchi acuti sono spasmi dovuti a carenza di ossigeno, mentre contratture croniche limitano l'azione ammortizzante della colonna. Il dolore è un sintomo, non una patologia, e spesso è causato da cambiamenti fisiologici indotti dalla S.M.T.
Studi recenti hanno identificato elementi scatenanti della S.M.T. come scarsa autostima, attaccamento maniacale al lavoro, eccessivi sensi di responsabilità, rabbia, narcisismo, sensi di colpa, vergogna, paura, disturbi post-traumatici, ansia e le sue variabili.
Le persone affette da S.M.T. conducono una vita normale ma portano con sé un bagaglio di sofferenza che si esprime attraverso la schiena.
Questo articolo propone che la consapevolezza e l'accettazione delle emozioni represse siano fondamentali per affrontare il dolore cronico alla schiena. Suggerisce che un approccio combinato di mental training, ginnastica posturale e, quando necessario, supporto psicologico, possa essere efficace nel trattamento di tali condizioni. La società spesso sottovaluta il ruolo della psicoterapia, ma riconoscere e gestire le emozioni è cruciale per il benessere fisico e mentale.
Discussione
Molte emozioni rimangono sepolte nel subconscio perché socialmente sconvenienti o spaventose. È giusto però comunicare che la tendenza a reprimere le emozioni è comune a tutti, ma l'elemento discriminante è l'intensità con cui lo si fa e i suoi diversi gradi.
Nel caso di una persona che ha subito pesanti traumi, i sentimenti rimossi sono così forti che talvolta è necessario affiancare a mental training (approccio psicologico mentale) e ginnastica posturale (approccio educativo corporeo) un aiuto per riconoscerli e gestirli. Questo è il ruolo dello psicologo e della psicoterapia. Purtroppo la nostra società ha una difficoltà a riconoscere il bisogno e il ruolo dello psicologo e della psicoterapia in quanto è molto diffuso il pregiudizio secondo cui chi si rivolge a un professionista della mente e del comportamento umano sia una persona debole, incapace di cavarsela da sola o con patologie di follia e demenza.
Molti soggetti affetti da S.M.T. sono anche ipertesi e ciò avvalora l'ipotesi che siano coinvolti gli stessi stati emotivi in entrambe le patologie. Possiamo analizzare e interpretare la S.M.T e il mal di schiena cronico, anche da un punto di vista simbolico. Il dolore può comunicarci che non ce la facciamo più a caricarci tutto sulle spalle.
Per esempio: un lavoro troppo stressante o una serie di problemi a cui non ci si sottrae perché non si è capaci di dire "no". Come dice il prof. Morelli (psichiatra e psicoterapeuta, fondatore di "Riza psicosomatica"): "Commettiamo l'errore di sottoporci a sforzi eccessivi perché non rispettiamo i limiti, abusando delle nostre energie".
Conclusioni
L'elemento principale per eliminare o ridurre significativamente la S.M.T. è la consapevolezza da parte del soggetto di ciò che gli sta accadendo. La miglior cura (per alcuni l'unica cura) per la S.M.T. consiste in un approccio psicologico ed educativo. La maggior parte dei soggetti non necessita di sostegno psicoterapeutico perché è normale che gli esseri umani provino a rimuovere le emozioni negative e che questo processo possa causare sintomi fisici.
In conclusione, la citazione emblematica di una frase del Dott. Claudio Pagliara, contenuta nel suo libro La via della guarigione:
Curare la mente per curare il corpo, curare l'ambiente per curare l'uomo, curare lo spirito per curare il mondo.
Bibliografia
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1. Chiozza L.A., Perché ci ammaliamo, Borla, Roma 1988
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2. Capra F., Il Tao della fisica, Adelphi, Milano 1982
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3. Diego Frigoli, Ecobiopsicologia, psicosomatica della complessità, MB Publishing 2009
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4. John E. Sarno, Sconfiggere il mal di schiena (senza farmaci), Vallardi 2014
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5. Claudio Pagliara, La via della guarigione, self publishing, Pagliara Claudio 2016
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6. Claudia Rainville, Metamedicina 2.0 ogni sintomo è un messaggio, Edizioni Amrita 2018