La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2020 Volume: 20202

Promuovere la salute a scuola. la valutazione motoria e posturale: metodi e strumenti

Abstract

Italiano

Gli interventi didattici rivolti alla promozione della salute in età evolutiva si svolgono in diversi ambiti: scuola, avviamento allo sport, centri fitness. Abitudini sedentarie e ridotte opportunità di praticare quotidianamente attività motorie determinano una progressiva riduzione dei livelli di attività fisica, dell'efficienza fisica e del repertorio di abilità motorie individuale. La letteratura internazionale ha evidenziato la cosiddetta triade dell'inattività fisica in età evolutiva, che comprende tre fattori distinti ma in stretta correlazione: disturbi da deficit dell'esercizio, dynapenia pediatrica e analfabetizzazione motoria. Tale fenomeno sollecita un ampliamento dei metodi e delle prove di valutazione delle capacità ed abilità motorie. È necessario un controllo sistematico del processo di sviluppo motorio integrale degli allievi che comprende la valutazione posturale, al fine di promuovere l'autopercezione del sé corporeo, individuare possibili disfunzioni che hanno effetti non solo sull'espressione di abilità motorie ma anche sul corretto funzionamento di organi, sistemi ed apparati e, soprattutto, sui loro rapporti.

English

The educational interventions aimed at promoting health in the developing age take place in various areas: school, sport initiation, and fitness centers. Sedentary habits and reduced opportunities to practice daily motor activities lead to a progressive reduction in physical activity levels, physical fitness and the individual motor skills repertoire. International literature has highlighted the triad of physical inactivity in developmental age, which includes three distinct but closely correlated factors: exercise deficit disorders, pediatric dynapenia, and motor illiteracy. It is necessary to integrate the methods and tests to evaluate motor skills and motor abilities, including postural evaluation, in order to promote self-perception of the body self, identify possible dysfunctions that have effects not only on the expression of motor skills but also on the correct functioning of organs, systems and apparatuses, and above all on their relationships.

Keywords

Italiano: salute a scuola, valutazione motoria, valutazione posturale, educazione fisica, prevenzione sedentarietà, dynapenia pediatrica, analfabetizzazione motoria, screening posturale, attività fisica bambini, benessere scolastico, Promozione della salute, capacità motorie, sviluppo motorio, Valutazione motoria e posturale

Inglese: school health, motor assessment, postural assessment, physical education, sedentary prevention, pediatric dynapenia, motor illiteracy, postural screening, children physical activity, school wellness, Health promotion, motor abilities, motor development, Motor and postural assessment

Questo articolo discute l'importanza della valutazione motoria e posturale nelle scuole per promuovere la salute nei giovani. Evidenzia la necessità di metodi integrati per monitorare lo sviluppo motorio e posturale, prevenendo disfunzioni che possono influenzare abilità motorie e salute generale.

Introduzione.

Attività motorie e promozione della salute

L’educazione fisica a scuola contribuisce in modo significativo al processo educativo della persona, concorre ad attuare le misure di prevenzione delle abitudini sedentarie, attraverso proposte didattiche sostenute da corrette metodologie, finalizzate a promuovere stili di vita fisicamente attivi e la motivazione agli apprendimenti (Bailey,2006; Ciotto & Fede,2014; Who, 2016). Le caratteristiche ambientali (ad es. l’arredo urbano) e socio-culturali (tempo libero, uso di tecnologie, ecc.) in Italia ed in altri Paesi, contribuiscono ad aumentare le abitudini sedentarie (Lee et al.,2012), limitano le opportunità di praticare attività motorie destrutturate, determinando una riduzione dei livelli di attività fisica, dell’efficienza fisica e del repertorio personale di abilità motorie.

La promozione della salute e la prevenzione delle patologie non trasmissibili, richiede da parte dell’insegnante, azioni di sorveglianza/monitoraggio sui processi e sui risultati dell’attività didattica.

La verifica sistematica dei livelli di attività fisica (quanto mi muovo?) e dell’efficienza fisica dei ragazzi, assume particolare importanza, congiuntamente ai processi di apprendimento motorio, per acquisire dati trasversali e longitudinali sull’evoluzione delle abilità e capacità motorie, necessari a personalizzare l’intervento didattico.

Le abitudini sedentarie dei ragazzi riducono il repertorio motorio individuale e gli effetti preventivi e protettivi delle attività motorie quotidiane, determinano un progressivo aumento del sovrappeso e dell’obesità infantile (Mazur et al.2017), condizionano l’esecuzione delle abilità motorie di base, camminare, correre, saltare e la corretta integrazione delle informazioni senso-percettive, esterocettive, propriocettive ed i loro rapporti, necessarie ad assumere e variare le posture nella vita di relazione (Timmis et al.,2017).

Una problematica emergente, riconducibile anche all’inattività e fortemente correlata alle condizioni di salute dei bambini e dei giovani, riguarda, pertanto, la possibile insorgenza di disfunzioni posturali; da qui la necessità educativa e didattica di compiere la valutazione posturale attraverso l’osservazione, per integrare ed ampliare le consuete prove di valutazione dei fattori delle competenze motorie (capacità, abilità motorie, conoscenze ed atteggiamenti), prevedendo compiti motori personalizzati di educazione posturale.

Un’ulteriore priorità educativa e didattica nell’ambito dei percorsi di educazione alla salute.

Le concrete misure di prevenzione potranno attuarsi nella misura in cui l’insegnante individua specifici bisogni dell’allievo riguardo lo sviluppo motorio e posturale, informa ed orienta la famiglia sulla problematica e le modalità di soluzione, progetta percorsi didattici rivolti al gruppo-classe.

Particolare rilievo assumono, a tal fine, le proposte didattiche in palestra sulla percezione del sé fisico, attraverso la scoperta di attitudini e posizioni e delle loro varianti, anche con l’uso dei piccoli attrezzi, gli elementi di acrobatica, l’acrogym, lo studio dei paramorfismi in età evolutiva, ecc.

La scuola è il primo presidio, unitamente alla famiglia, per individuare possibili bisogni dell’allievo di intervento clinico-medico, attuando, in tal modo, un processo di relazione e comunicazione tra agenzie educative.

Sedentarietà, apprendimento e sviluppo motorio nei giovani

Recentemente Faigenbaum et al. (2018), evidenziano che un numero crescente di adolescenti non rispetta le linee guida dell’OMS sull’attività fisica quotidiana. I ragazzi di oggi sono più deboli, più lenti e più pesanti dei loro coetanei del passato, con una sempre maggiore tendenza a sviluppare problemi di salute fisici e psicosociali, soprattutto in età scolare. A tal proposito, si parla della triade dell’inattività fisica, in cui si individuano tre fattori distinti, ma strettamente correlati: disturbi da deficit dell’esercizio, dynapenia pediatrica, analfabetizzazione motoria. Gli effetti prodotti dalla loro interazione richiedono verifica sistematica. La prima componente della triade dell’inattività fisica, è costituita dai disturbi da deficit dell’esercizio (ridotti livelli di attività fisica moderata o intensa, svolta durante attività destrutturate, ad es. gli spostamenti durante la giornata o il gioco nei parchi, ecc., o strutturate, ad es. a scuola o nell’avviamento allo sport). La seconda componente è la dynapenia pediatrica (bassi livelli di forza muscolare, con conseguenti limitazioni funzionali, non legate a malattie neurologiche o muscolari). La capacità di forza nelle sue varie espressioni, è necessaria, infatti, per eseguire le abilità motorie di base, es., correre, saltare, arrampicarsi, calciare e i giovani che hanno bassi livelli di forza, sono più propensi a rimanere inattivi per evitare gli insuccessi o sono esposti a maggiori rischi di infortuni anche nelle età successive.

La terza componente della triade, è l’analfabetizzazione motoria (physical illiteracy, ridotto repertorio di abilità motorie), che include i fattori cognitivi ed emotivi caratterizzanti ogni esperienza motoria. Essa può definirsi, infatti, come la carenza di motivazione, fiducia in sé, percezione di autoefficacia, ridotto repertorio di abilità motorie e varianti esecutive, conoscenze e consapevolezza di sé per impegnarsi in modo responsabile nella pratica di attività motorie (Faigenbaum et al., 2018).

Si genera così un pericoloso processo circolare: i soggetti con ridotti livelli di attività fisica abituale saranno meno inclini a partecipare alle attività motorie, anche libere /destrutturate e ciò determinerà una minore attitudine alla pratica motoria o sportiva da cui dipende lo stato di gradimento/divertimento, associato alle esperienze motorie (Fig.1).

Metodi e prove di valutazione delle competenze motorie

La valutazione delle competenze motorie richiede l’uso di metodi e prove differenti e complementari. Com’è noto, la persona esprime una competenza motoria attraverso fattori diversi e complementari, abilità motorie, conoscenze, atteggiamenti sulla base di capacità motorie.

Quali modelli di valutazione adottare?

Il modello riferito a norme (in cui prevalgono i confronti intersoggettivi o intergruppi) e le misure quantitative (metri/centimetri, tempi di esecuzione di una prestazione motoria) richiede l’integrazione con il modello riferito a criteri (in cui prevalgono i confronti tra le abilità apprese dall’allievo prima, durante e dopo l’intervento didattico) e le misure qualitative (modalità di esecuzione di un compito motorio; risoluzione di problemi, adattamento alla situazione ed all’ambiente) per l’interpretazione dei dati. Le prove normative-comparative (test motori) e criteriali-non comparative (liste di descrittori dell’apprendimento motorio; osservazione sistematica) consentono di verificare sistematicamente la qualità degli apprendimenti in ambito motorio e forniscono dati, indirettamente, sui processi di crescita fisica del preadolescente.

Particolare rilievo pedagogico e didattico assume il modello di valutazione “orientato sul soggetto” che utilizza i confronti tra misure e valutazioni iniziali, intermedie e finali di ciascun allievo (Silverman et al. 2008; Sibilio,2012) per ripercorrere il percorso di apprendimento realizzato (abilità apprese, miglioramenti ottenuti) e riflettere sulle difficoltà incontrate ed i prog

La valutazione posturale afferisce a tale modello di valutazione e assume particolare significato perché in stretta relazione con la crescita fisica, la maturazione organica e l’auto-percezione del sé corporeo che il giovane va ristrutturando in questa fase evolutiva (tab.1). È opportuno ricordare che la valutazione motoria diviene processo educativo nella misura in cui essa considera l’interdipendenza delle funzioni e l’unità della persona e può restituire, all’insegnante, ai genitori ed ai ragazzi, sotto forma di autovalutazione, informazioni utili all’analisi dell’azione didattica svolta ed al miglioramento della qualità dell’insegnamento (Silverman et al. 2008, Johnson,2019).

Metodi di valutazione delle competenze motorie

Tabella 1 - Quadro sinottico dei metodi della valutazione in Educazione fisica e nelle attività motorie
Metodo Obiettivi Prove
Prove oggettive e standardizzate Capacità motorie Test motori
Osservazione sistematica Abilità motorie Liste di descrittori dell’apprendimento motorio; osservazione di indicatori, cioè compiti motori particolarmente significativi del processo in corso e dei comportamenti espressi.
Prove strutturate di conoscenza Conoscenze di termini, definizioni, significati, regole, relazioni tra i significati riferiti alle esperienze motorie; nessi di causa-effetto Questionari a riposta chiusa/aperta; vero/falso; check list; brevi report sulle esperienze svolte.
Osservazione sistematica Posture Test neurologici, posturali, flessibilità

Il Sistema senso-motorio e le posture

Compiti motori personalizzati, finalizzati ad equilibrare la quantità di attività motoria quotidiana raccomandata (durata, frequenza, intervalli) con la qualità (varianti esecutive, intensità, difficoltà) di esperienze motorie, sollecitano schemi motori e posturali, fattori percettivo-coordinativi e condizionali ed i loro reciproci rapporti variabili.

Qual è il rapporto tra il sistema senso-motorio e le posture? Il cervello integra e bilancia le informazioni che riceve dai recettori, esterocettivi, propriocettivi ed enterocettivi e dai relativi rapporti interdipendenti: visivo, vestibolare, tattile, uditivo ma anche dalle influenze su ATM (Articolazione Temporo-Mandibolare), pelle, visceri e piedi; a questi vanno aggiunti gli aspetti emozionali ed emotivi che sono propri del vissuto e della vita di relazione. Lo scheletro da solo è instabile ed ha bisogno dei muscoli e dei legamenti per raggiungere quella stabilità coordinata dal sistema nervoso. I sistemi motorio e nervoso interagiscono costantemente al punto da essere considerati come un’unica entità valutabile. Un corpo in equilibrio si regge in piedi, altrimenti cadrebbe. Il modo in cui quel corpo si bilancia nello spazio determina la sua postura.

Cos’è la postura? La postura rappresenta la posizione assunta dalle varie parti del corpo le une rispetto alle altre e rispetto all’ambiente circostante e al sistema di riferimento del campo gravitazionale. La postura in equilibrio ideale (postura standard) è quella che consente la massima efficacia del gesto in assenza di dolore e nella massima economia energetica: tutte le forze che agiscono sul corpo sono bilanciate e, quindi, lo stesso rimane nella posizione di equilibrio statico oppure è in grado di eseguire, in equilibrio dinamico, un movimento finalizzato (Ministero della salute- Linee guida nazionali sulla classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni, Roma,2017).

La postura è la posizione che il corpo adotta in risposta agli effetti della gravità. È il modo in cui siamo in piedi, seduti, sdraiati ed i diversi compiti della vita di relazione o le abilità specifiche dello sport sollecitano diverse posture e le loro reciproche relazioni, per un’esecuzione corretta ed efficace anche in diverse condizioni ambientali (es. nei diversi sport, outdoor education, uso di attrezzi, attività natatorie, danza, arrampicata, ecc.). La postura è in relazione alla contrazione isometrica dei muscoli posturali per stabilizzare una posizione del corpo, nonché per la preparazione ed il supporto di ogni movimento ma è anche un criterio di valutazione delle prestazioni motorie in discipline sportive artistiche (ginnastica ritmica, pattinaggio artistico, salto con gli sci, danza, nuoto sincronizzato).

Le posture che il corpo assume nello spazio condizionano l’esecuzione di abilità motorie e delle varianti esecutive (spaziali, temporali, quantitative, qualitative ed i loro rapporti), esse sono importanti non solo per l’aspetto estetico, ma perché funzionali al corretto funzionamento di organi, sistemi ed apparati. La postura ideale non esiste, in quanto ogni persona adatta compensi che possono essere causa o effetto di un reale problema clinico. Si attiva, cioè, un processo circolare che influenza il corpo e, quindi, da una “cattiva postura” si generano schemi motori che divengono adattivi. Essi nel tempo generano stress ripetuti sul sistema muscolo-scheletrico favorendo degenerazione e vulnerabilità articolare. Se sul corpo di un adolescente è presente una problematica clinica e/o strutturale quanti e quali saranno i compensi e gli effetti di posture e movimenti ripetuti non corretti?

Un processo didattico scolastico o extrascolastico, richiede la proposta di contenuti riferiti alla ginnastica posturale. Secondo alcuni Autori (Haag et al.,2012, Johnson,2019), l’educazione posturale è un processo finalizzato a far acquisire all’allievo la consapevolezza del sé corporeo, attraverso le posture che può assumere il proprio corpo, attraverso il contrasto tra le diverse posizioni (in piedi, seduto, ecc.), l’autocontrollo e la correzione, scegliendo i compiti più appropriati per migliorare la postura corporea attraverso il movimento (posture e movimenti nei diversi ambienti e nelle diverse espressioni, es., gioco, danza, acrogym, nuoto, ecc.). La consapevolezza delle diverse posture che il corpo può assumere contribuisce in modo significativo alla consapevolezza del sé ed alla riflessione sugli effetti della sedentarietà per la il corretto funzionamento dell’organismo e la crescita della persona nella sua globalità.

La valutazione posturale

Perché una valutazione posturale? Una valutazione posturale in ambito scolastico e sportivo, compiuta prima di un trattamento terapeutico, dovrebbe costituire il presupposto didattico per la stesura e l’organizzazione di un percorso didattico personalizzato, favorendo i controlli in itinere e la valutazione finale degli obiettivi raggiunti. La valutazione posturale ha lo scopo di:

  • rilevare asimmetrie strutturali e/o posturali e promuovere un intervento olistico (Johnson,2019);
  • rilevare condizioni di sbilanciamento muscolare favorendo il riconoscimento dei muscoli deboli (non utilizzati perché non stimolati) o inibiti (perché l’antagonista viene utilizzato eccessivamente) ci permette di osservare l’eventuale difetto delle catene muscolari (Busquet, 2001);
  • prevenire in età evolutiva l’insorgenza di eventuali paramorfismi (Ministero della salute - Linee guida nazionali sulla classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni, Roma,2017).

La valutazione posturale si realizza attraverso l’osservazione, riguarda il corpo in toto ed include necessariamente le seguenti fasi strutturate:

Tabella 2 - I metodi e le prove di valutazione posturale. Indicazioni operative
Fasi della valutazione Oggetto della valutazione
Anamensi e Osservazione Punti di repere e registrazione
Test neurologici Esecuzione e registrazione dei dati
Test posturali
Test di flessibilità

ccessiva se artificiale, né precaria) che deve favorire una buona osservazione e non deve soprattutto disturbare visivamente il soggetto da valutare. Le pareti devono avere un colore caldo e non scuro (beige, giallo tenue o bianco non brillante). L’acustica deve essere organizzata in modo da non esserci rimbombo, rumori di sottofondo o rumori improvvisi che possono disturbare il soggetto, il silenzio e l’ambiente confortevole sono fondamentali. Non è possibile valutare in maniera corretta in ambienti troppo grandi ed affollati come palestre o stanzoni; anche oggetti e colori possono disturbare la vista e l’udito. Una stanza ben illuminata e silenziosa con poche persone presenti, l’insegnante rilevatore, il soggetto da valutare (se minore, accompagnato da un genitore o tutore) ed eventualmente assistente del rilevatore, sono fondamentali durante l’esecuzione della valutazione. La strumentazione per una valutazione posturale preliminare è facile da organizzare purché si rispettino importanti accorgimenti durante la rilevazione (Kendall & Kendall,1948).

Strumentazione da utilizzare

È necessario munirsi di un metro per misurare l’altezza, la bilancia per misurare il peso ed il calcolo dell’indice di massa corporea (BMI). È necessario predisporre, quindi, le seguenti schede per la registrazione dei dati:

  • scheda anamnestica;
  • scheda per l’osservazione, scheda per ogni test effettuato con l’indicazione del risultato rilevato e/o positività.

Se possibile, utilizzare il filo a piombo; l’allievo si posiziona su una linea orizzontale tracciata sul pavimento, distante dalla parete almeno 1.5/2mt. Nelle tabelle 3,4,5,6,7 e nelle figure 2,3, si riportano la tipologia delle schede e le procedure per le valutazioni.

Conclusione

L’osservazione posturale integra le prove di valutazione, con particolare riferimento alle capacità motorie. Purtroppo, già da tempo, questo ambito dell’educazione, ha ricevuto una scarsa attenzione metodologica o un’importanza secondaria rispetto alla valutazione di capacità ed abilità motorie. Ridotte opportunità di svolgere esperienze motorie strutturate e l’uso frequente di smartphone, tablet e pc, al contrario, hanno richiamato l’attenzione di pediatri, fisiatri, genitori ed educatori sulla necessità di non trascurare l’osservazione della crescita fisica. L’educazione posturale contribuisce all’educazione alla salute della persona attraverso la ginnastica posturale; essa indica un intervento didattico-educativo che favorisce l’integrazione delle informazioni propriocettive ed esterocettive, il controllo dei movimenti della vita quotidiana ed è un ampio capitolo delle attività motorie preventive, adattate e compensative in ambito scolastico ed extrascolastico ricco di significati educativi riferiti ai corretti stili di vita.

Scheda anamnestica

La scheda anamnestica deve indicare:

  • Nome e Cognome
  • Data e luogo di nascita
  • Sesso
  • Altezza e Peso per rilevare il BMI
  • Se il soggetto è sedentario o praticante attività sportiva in orario extracurriculare (indicare frequenza settimanale e tipologia)
  • Note: è la sezione nella quale indicare informazioni e/o patologie rilevanti, indicate dal soggetto che si sta valutando o dal genitore)

Scheda per l’Osservazione Posturale

Obiettivo: L’obiettivo è valutare la postura in PA (Postero-Anteriore) ed LL (Latero-Laterale).

Descrizione: L’allievo è con i piedi leggermente divaricati sul piano frontale (linea orizzontale sul pavimento) ad una distanza dalla parete di almeno 1.50-2 mt. Si chiede all’allievo di NON mantenere una posizione rigida ma comoda, sua naturale con sguardo orizzonte focale.

Materiale: Filo a piombo, pannello quadrettato (ove disponibili) e linea orizzontale sul pavimento, scheda per la registrazione.

Misurazione: Osservazione del soggetto in posizione Postero-Anteriore (PA), con il filo a piombo allineato alla linea interglutea, che segna il centro fra i due malleoli e divide il corpo in due metà che dovrebbero combaciare precisamente. I punti di repere da osservare sono il Vertex (punto più alto e centrale del cranio), C7, linea interglutea e distanza malleolare oltre al cosiddetto triangolo della taglia (spazio compreso tra le linee esterne del torace ed i fianchi e quelle interne che delimitano gli arti superiori). Osservazione dell’appoggio plantare con riconoscimento di: piede normale, cavo o piatto (ove presente). Osservazione del soggetto in posizione Anteriore (senza la presenza del filo a piombo che posizionato davanti al sistema visivo diviene un disturbatore). I punti di repere da osservare sono: linea trago, linea acromion, linea SIAS, triangolo della taglia, allineamento ginocchia e piedi attraverso la distanza malleolare interna. Osservazione dell’appoggio plantare con riconoscimento di: piede normale, cavo o piatto (ove presente). Osservazione del soggetto in posizione Latero-Laterale (LL), con il filo a piombo allineato all’articolazione calcaneo-cuboidea. L’allievo è in posizione laterale dx e poi sn in modo da far arrivare il filo a piombo leggermente davanti al malleolo laterale e osservare gli allineamenti dei punti di repere: centro meato uditivo esterno, processo odontoideo dell’epistrofeo, centro del muscolo deltoide della spalla, centro dell’articolazione dell’anca e centro dell’articolazione del ginocchio.

Registrazione: Indicare se le deviazioni rispetto all’allineamento al filo a piombo lato dx e sn e se l’allineamento nella posizione Posteriore e Anteriore sono: Lievi, moderate o marcate (indicando sulla scheda, la deviazione o anomalia riscontrata). Indicare se le deviazioni rispetto all’allineamento dei punti di repere rispetto al filo a piombo in LL sono: lievi, moderate o marcate.

Bibliografia

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Vedi anche

Domande frequenti

Perché la valutazione motoria e posturale è importante nella scuola?

La valutazione motoria e posturale a scuola è fondamentale per identificare precocemente problemi come la sedentarietà, la ridotta forza muscolare (dynapenia pediatrica) e l'analfabetizzazione motoria nei giovani, permettendo interventi preventivi e personalizzati per promuovere stili di vita attivi e una corretta postura.

Quali sono i principali problemi legati all'inattività fisica nei giovani?

I principali problemi includono i disturbi da deficit dell'esercizio, la dynapenia pediatrica (ridotta forza muscolare) e l'analfabetizzazione motoria. Questi fattori creano un ciclo vizioso che porta a inattività e potenziali problematiche posturali, compromettendo la salute a lungo termine.

Che tipo di metodi di valutazione dovrebbero usare gli insegnanti di educazione fisica?

Gli insegnanti dovrebbero integrare modelli di valutazione normativi-comparativi (per confrontare le prestazioni con standard) e criteriali-qualitativi (per valutare la qualità del movimento). È essenziale l'osservazione sistematica e il monitoraggio longitudinale per personalizzare gli interventi didattici.

Come può l'insegnante identificare precocemente le disfunzioni posturali?

L'insegnante può identificare precocemente le disfunzioni posturali attraverso un'osservazione sistematica e un monitoraggio longitudinale delle competenze motorie e della postura degli studenti. Questo permette di notare cambiamenti o anomalie nel tempo e di agire tempestivamente.

Qual è il ruolo dei genitori nella prevenzione delle problematiche posturali e motorie?

I genitori hanno un ruolo cruciale nella prevenzione primaria. Devono collaborare attivamente con gli insegnanti, supportando le iniziative scolastiche e promuovendo a casa uno stile di vita attivo e attento alla postura, per rafforzare gli interventi educativi.

Cosa si intende per 'analfabetizzazione motoria' e perché è preoccupante?

L'analfabetizzazione motoria si riferisce alla mancanza di competenze motorie fondamentali necessarie per partecipare efficacemente a diverse attività fisiche. È preoccupante perché limita la partecipazione dei bambini allo sport e al gioco, contribuendo alla sedentarietà e a un minore sviluppo fisico generale.

Quali strumenti pratici possono essere utilizzati per la valutazione motoria a scuola?

Per la valutazione motoria a scuola si possono utilizzare test standardizzati di equilibrio, coordinazione, forza e flessibilità, scale di osservazione per la qualità del movimento, e strumenti semplici per lo screening posturale come il filo a piombo o griglie di valutazione visiva. L'importante è la sistematicità e la registrazione dei dati.

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