Questo articolo propone un approccio integrato alla promozione della salute nelle scuole attraverso la valutazione motoria e posturale. Sottolinea l'importanza di metodi didattici che incoraggiano stili di vita attivi e la necessità di monitorare l'evoluzione delle abilità motorie per personalizzare l'intervento educativo. Inoltre, evidenzia l'urgenza di affrontare la sedentarietà e le sue conseguenze sulla salute dei giovani.
Introduzione
L’educazione fisica a scuola contribuisce in modo significativo al processo educativo della persona, concorre ad attuare le misure di prevenzione delle abitudini sedentarie attraverso proposte didattiche sostenute da corrette metodologie, finalizzate a promuovere stili di vita fisicamente attivi e la motivazione agli apprendimenti1. Le caratteristiche ambientali (ad es. l’arredo urbano) e socio-culturali (tempo libero, uso di tecnologie, ecc.) in Italia ed in altri Paesi, contribuiscono ad aumentare le abitudini sedentarie2, limitano le opportunità di praticare attività motorie destrutturate, determinando una riduzione dei livelli di attività fisica, dell’efficienza fisica e del repertorio personale di abilità motorie.
La promozione della salute e la prevenzione delle patologie non trasmissibili richiedono da parte dell’insegnante, azioni di sorveglianza/monitoraggio sui processi e sui risultati dell’attività didattica.
Posturologia in età evolutiva
La verifica sistematica dei livelli di attività fisica (quanto mi muovo?) e dell’efficienza fisica dei ragazzi assume particolare importanza, congiuntamente ai processi di apprendimento motorio, per acquisire dati trasversali e longitudinali sull’evoluzione delle abilità e capacità motorie, necessari a personalizzare l’intervento didattico. Particolare rilievo assumono, a tal fine, le proposte didattiche in palestra sulla percezione del sé fisico, attraverso la scoperta di attitudini e posizioni e delle loro varianti, anche con l’uso dei piccoli attrezzi, gli elementi di acrobatica, l’acrogym, lo studio dei paramorfismi in età evolutiva, ecc.
Le abitudini sedentarie dei ragazzi riducono il repertorio motorio individuale e gli effetti preventivi e protettivi delle attività motorie quotidiane, determinano un progressivo aumento del sovrappeso e dell’obesità infantile3, condizionano l’esecuzione delle abilità motorie di base, camminare, correre, saltare e la corretta integrazione delle informazioni senso-percettive, esterocettive, propriocettive ed i loro rapporti, necessarie ad assumere e variare le posture nella vita di relazione4.
Una problematica emergente, riconducibile anche all’inattività e fortemente correlata alle condizioni di salute dei bambini e dei giovani, riguarda, pertanto, la possibile insorgenza di disfunzioni posturali; da qui la necessità educativa e didattica di compiere la valutazione posturale attraverso l’osservazione, per integrare ed ampliare le consuete prove di valutazione dei fattori delle competenze motorie (capacità, abilità motorie, conoscenze ed atteggiamenti), prevedendo compiti motori personalizzati di educazione posturale.
Un’ulteriore priorità educativa e didattica nell’ambito dei percorsi di educazione alla salute.
Sedentarietà, apprendimento e sviluppo motorio nei giovani
Recentemente Faigenbaum et al. (2018) evidenziano che un numero crescente di adolescenti non rispetta le linee guida dell’OMS sull’attività fisica quotidiana. I ragazzi di oggi sono più deboli, più lenti e più pesanti dei loro coetanei del passato, con una sempre maggiore tendenza a sviluppare problemi di salute fisici e psicosociali, soprattutto in età scolare. A tal proposito, si parla della triade dell’inattività fisica, in cui si individuano tre fattori distinti, ma strettamente correlati: disturbi da deficit dell’esercizio, dynapenia pediatrica, analfabetizzazione motoria. Gli effetti prodotti dalla loro interazione richiedono verifica sistematica.
Metodi e prove di valutazione delle competenze motorie
La valutazione delle competenze motorie richiede l’uso di metodi e prove differenti e complementari. Com’è noto, la persona esprime una competenza motoria attraverso fattori diversi e complementari, abilità motorie, conoscenze, atteggiamenti sulla base di capacità motorie.
Quali modelli di valutazione adottare? Il modello riferito a norme (in cui prevalgono i confronti intersoggettivi o intergruppi) e le misure quantitative (metri/centimetri, tempi di esecuzione di una prestazione motoria) richiede l’integrazione con il modello riferito a criteri (in cui prevalgono i confronti tra le abilità apprese dall’allievo prima, durante e dopo l’intervento didattico) e le misure qualitative (modalità di esecuzione di un compito motorio; risoluzione di problemi, adattamento alla situazione ed all’ambiente) per l’interpretazione dei dati. Le prove normative-comparative (test motori) e criteriali-non comparative (liste di descrittori dell’apprendimento motorio; osservazione sistematica) consentono di verificare sistematicamente la qualità degli apprendimenti in ambito motorio e forniscono dati, indirettamente, sui processi di crescita fisica del preadolescente.
Particolare rilievo pedagogico e didattico assume il modello di valutazione “orientato sul soggetto” che utilizza i confronti tra misure e valutazioni iniziali, intermedie e finali di ciascun allievo5 per ripercorrere il percorso di apprendimento realizzato (abilità apprese, miglioramenti ottenuti) e riflettere sulle difficoltà incontrate ed i progressi maturati.
La valutazione posturale afferisce a tale modello di valutazione e assume particolare significato perché in stretta relazione con la crescita fisica, la maturazione organica e l’auto-percezione del sé corporeo che il giovane va ristrutturando in questa fase evolutiva (Tab. 1).
È opportuno ricordare che la valutazione motoria diviene processo educativo nella misura in cui essa considera l’interdipendenza delle funzioni e l’unità della persona e può restituire, all’insegnante, ai genitori ed ai ragazzi, sotto forma di autovalutazione, informazioni utili all’analisi dell’azione didattica svolta ed al miglioramento della qualità dell’insegnamento6.
Il sistema senso-motorio e le posture
Compiti motori personalizzati, finalizzati ad equilibrare la quantità di attività motoria quotidiana raccomandata (durata, frequenza, intervalli) con la qualità (varianti esecutive, intensità, difficoltà) di esperienze motorie, sollecitano schemi motori e posturali, fattori percettivo-coordinativi e condizionali ed i loro reciproci rapporti variabili.
Qual è il rapporto tra il sistema senso-motorio e le posture? Il cervello integra e bilancia le informazioni che riceve dai recettori, esterocettivi, propriocettivi.
| Metodo | Obiettivi | Prove |
|---|---|---|
| Prove oggettive | Capacità motorie | Test motori |
Metodi di Valutazione
| Descrizione | Metodi |
|---|---|
| Osservazione sistematica delle abilità motorie | Compiti motori particolarmente significativi del processo in corso e dei comportamenti espressi |
| Conoscenze di termini, definizioni, significati, regole | Questionari a risposta chiusa/aperta; vero/falso; prove strutturate di conoscenza |
| Test neurologici, posturali, flessibilità | Osservazione sistematica delle posture |
La postura ideale non esiste, in quanto ogni persona adatta compensi che possono essere causa o effetto di un reale problema clinico. Si attiva, cioè, un processo circolare che influenza il corpo e, quindi, da una “cattiva postura” si generano schemi motori che divengono adattivi. Essi nel tempo generano stress ripetuti sul sistema muscolo-scheletrico, favorendo degenerazione e vulnerabilità articolare.
Cos’è la postura?
La postura rappresenta la posizione assunta dalle varie parti del corpo le une rispetto alle altre e rispetto all’ambiente circostante e al sistema di riferimento del campo gravitazionale. La postura in equilibrio ideale (postura standard) è quella che consente la massima efficacia del gesto in assenza di dolore e nella massima economia energetica: tutte le forze che agiscono sul corpo sono bilanciate e, quindi, lo stesso rimane nella posizione di equilibrio statico oppure è in grado di eseguire, in equilibrio dinamico, un movimento finalizzato.
La consapevolezza delle diverse posture che il corpo può assumere contribuisce in modo significativo alla consapevolezza del sé ed alla riflessione sugli effetti della sedentarietà per il corretto funzionamento dell’organismo e la crescita della persona nella sua globalità.
La valutazione posturale
Una valutazione posturale in ambito scolastico e sportivo, compiuta prima di un trattamento terapeutico, dovrebbe costituire il presupposto didattico per la stesura e l’organizzazione di un percorso didattico personalizzato, favorendo i controlli in itinere e la valutazione finale degli obiettivi raggiunti.
I metodi e le prove di valutazione posturale
L’ambiente di rilevazione per ogni test deve essere il medesimo e organizzato in modo che ci sia, ove possibile, luce naturale che deve favorire una buona osservazione e non deve disturbare visivamente il soggetto da valutare. Le pareti devono avere un colore caldo e non scuro. L’acustica deve essere organizzata in modo da non esserci rimbombo, rumori di sottofondo o rumori improvvisi che possono disturbare il soggetto.
| Fasi della valutazione | Oggetto della valutazione |
|---|---|
| Anamensi e osservazione | Punti di repere e registrazione |
| Test neurologici | |
| Test posturali | Esecuzione e registrazione dei dati |
| Test di flessibilità |
La strumentazione per una valutazione posturale preliminare è facile da organizzare, purché si rispettino importanti accorgimenti durante la rilevazione.
Strumentazione da utilizzare
È necessario munirsi di un metro per misurare l’altezza, la bilancia per misurare il peso ed il calcolo dell’indice di massa corporea (BMI). È necessario predisporre, quindi, le seguenti schede per la registrazione dei dati: scheda anamnestica; scheda per l’osservazione, scheda per ogni test effettuato con l’indicazione del risultato rilevato e/o positività.
La scheda anamnestica deve indicare:
- Nome e Cognome
- Data e luogo di nascita
- Sesso
- Altezza e Peso per rilevare il BMI
- Se il soggetto è sedentario o praticante attività sportiva in orario extracurriculare (indicare frequenza settimanale e tipologia)
- Note: è la sezione nella quale indicare informazioni e/o patologie rilevanti, indicate dal soggetto che si sta valutando o dal genitore
Questo articolo propone una serie di test posturali e neurologici per valutare la postura e l'equilibrio nei bambini e adolescenti. Attraverso l'uso di strumenti semplici come il filo a piombo e schede di registrazione, si possono identificare deviazioni posturali e problemi di equilibrio, fornendo indicazioni utili per interventi correttivi.
Logia in Età Evolutiva
Scheda per l'Osservazione Posturale
Obiettivo: l’obiettivo è valutare la postura in PA (Postero-Anteriore) ed LL (Latero-Laterale).
Descrizione: l’allievo è con i piedi leggermente divaricati sul piano frontale (linea orizzontale sul pavimento) ad una distanza dalla parete di almeno 1,50-2 m. Si chiede all’allievo di non mantenere una posizione rigida ma comoda, naturale con sguardo orizzonte focale.
Materiale: filo a piombo, pannello quadrettato (ove disponibili) e linea orizzontale sul pavimento, scheda per la registrazione.
Misurazione: osservazione del soggetto in posizione Postero-Anteriore (PA), con il filo a piombo allineato alla linea interglutea, che segna il centro fra i due malleoli e divide il corpo in due metà che dovrebbero combaciare precisamente.
I punti di repere da osservare sono il Vertex (punto più alto e centrale del cranio), C7, linea interglutea e distanza malleolare oltre al cosiddetto triangolo della taglia (spazio compreso tra le linee esterne del torace ed i fianchi e quelle interne che delimitano gli arti superiori). Osservazione dell’appoggio plantare con riconoscimento di: piede normale, cavo o piatto (ove presente).
Osservazione del soggetto in posizione anteriore (senza la presenza del filo a piombo che posizionato davanti al sistema visivo diviene un disturbatore).
I punti di repere da osservare sono: linea trago, linea acromion, linea SIAS, triangolo della taglia, allineamento ginocchia e piedi attraverso la distanza malleolare interna.
Osservazione dell’appoggio plantare con riconoscimento di: piede normale, cavo o piatto (ove presente).
Osservazione del soggetto in posizione Latero-Laterale (LL), con il filo a piombo allineato all’articolazione calcaneo-cuboidea. L’allievo è in posizione laterale dx e poi sn in modo da far arrivare il filo a piombo leggermente davanti al malleolo laterale e osservare gli allineamenti dei punti di repere: centro meato uditivo esterno, processo odontoideo dell’epistrofeo, centro del muscolo deltoide della spalla, centro dell’articolazione dell’anca e centro dell’articolazione del ginocchio.
Registrazione: indicare se le deviazioni rispetto all’allineamento al filo a piombo lato dx e sn e se l’allineamento nella posizione Posteriore e Anteriore sono: lievi, moderate o marcate (indicando sulla scheda, la deviazione o anomalia riscontrata).
Indicare se le deviazioni rispetto all’allineamento dei punti di repere rispetto al filo a piombo in LL sono: lievi, moderate o marcate.
Tabella 5
| Obiettivo | Descrizione | Materiale | Misurazione | Registrazione |
|---|---|---|---|---|
| Il test permette di individuare, se presenti, disturbi dell’equilibrio e/o del sistema vestibolare. Se positivo non si può procedere con gli altri test. | L’allievo è in piedi con i talloni uniti e gli avampiedi in lieve apertura (20°circa) lontano da pareti (possibilmente al centro di una stanza senza disturbi sonori e luce forte), braccia distese in avanti in modo da formare un angolo di 90° rispetto al busto. Si chiede all’allievo di rimanere in questa posizione per alcuni secondi e si valuta l’equilibrio, se il soggetto non presenta oscillazioni importati allora gli si chiede di chiudere gli occhi e si valuta per circa 30-40”. Le oscillazioni antero-posteriori e latero-laterali, se lievi, sono normali. Se il soggetto presenta oscillazioni marcate e/o perdita di equilibrio il test risulta essere positivo, va interrotto. | Scheda per la registrazione. | Il test è positivo se l’allievo perde l’equilibrio oppure oscilla in maniera marcata, altrimenti risulta negativo se le oscillazioni risultano essere lievi. | Utilizzare la scheda di riferimento per la registrazione del risultato, con indicazione di test positivo o negativo. |
| Obiettivo | Descrizione | Materiale | Misurazione | Registrazione |
|---|---|---|---|---|
| Valutare ed eventualmente individuare il grado di retrazione delle catene muscolari posteriori e la presenza di problematiche strutturali della colonna vertebrale e/o presenza di gibbo costale nelle scoliosi. | L’allievo è a piedi uniti e talloni allineati (lungo una linea parallela posizionata sul pavimento). Si chiede all’allievo di flettere il busto in avanti senza piegare le gambe, lasciando le braccia ed il capo pendere verso il basso in maniera rilassata. Si osserva il soggetto posizionandosi di spalle (in linea con i piedi dell’allievo che si sta valutando) e si osserva la colonna vertebrale, eventuali deviazioni e la presenza gibbi costali (gobbe) segno di probabile rotazione dei processi spinosi indicativi di eventuale scoliosi strutturata. Si osserva il soggetto lateralmente e si valuta la disponibilità muscolare: se il soggetto non arriva con le mani alla punta dei piedi, sarà indice di retrazione o meno dei muscoli posteriori delle cosce (ischiocrurali) o del busto. L’iperestensione di uno o entrambi gli arti inferiori, possono essere segno di retrazione degli ischiocrurali bilateralmente o monolateralmente. Si osserva l’eventuale rotazione del bacino durante la flessione del busto. | Linea orizzontale sul pavimento e scheda per la registrazione. | Se l’allievo non presenta rotazioni vertebrali e/o evidenti deviazioni dei processi spinosi, il test risulta negativo. Inoltre, il test risulta negativo se riesce a toccare le dita dei piedi con le mani, senza modificare o iper-estendere gli arti inferiori. Si indicherà un test positivo attraverso una condizione lieve, moderata o marcata. | Utilizzare la scheda di riferimento per la registrazione del risultato con l’indicazione di positività (condizione lieve, moderata, marcata) o negatività per tutti gli aspetti indicati: rotazioni e deviazioni della colonna vertebrale; rotazioni del bacino; retrazione dei muscoli posteriori (arti inferiori e busto). |
| Obiettivo | Materiale | Descrizione | Misurazione | Punteggio |
|---|---|---|---|---|
| Flessibilità | Banchetto con taratura in centimetri negativa e positiva. | Il soggetto si pone seduto con i piedi completamente aderenti al piano del banchetto: flettere il busto in avanti cercando di raggiungere il punto più lontano possibile. | Al via, flettere lentamente il busto in avanti portando le mani a contatto con il piano graduato del banchetto il più lontano possibile. | L’insegnante misura la distanza che l’allievo raggiunge con le dita delle mani flettendo il busto in avanti. Si eseguono due flessioni: il migliore dei due risultati ottenuti nelle due prove in centimetri (cioè, il numero di centimetri raggiunti sulla scala graduata posta nella parte superiore del banchetto) costituisce il punteggio da regis |
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Vedi anche
Domande frequenti
Perché la valutazione motoria e posturale è importante nella scuola?
La valutazione motoria e posturale a scuola è fondamentale per identificare precocemente problemi come la sedentarietà, la ridotta forza muscolare (dynapenia pediatrica) e l'analfabetizzazione motoria nei giovani, permettendo interventi preventivi e personalizzati per promuovere stili di vita attivi e una corretta postura.
Quali sono i principali problemi legati all'inattività fisica nei giovani?
I principali problemi includono i disturbi da deficit dell'esercizio, la dynapenia pediatrica (ridotta forza muscolare) e l'analfabetizzazione motoria. Questi fattori creano un ciclo vizioso che porta a inattività e potenziali problematiche posturali, compromettendo la salute a lungo termine.
Che tipo di metodi di valutazione dovrebbero usare gli insegnanti di educazione fisica?
Gli insegnanti dovrebbero integrare modelli di valutazione normativi-comparativi (per confrontare le prestazioni con standard) e criteriali-qualitativi (per valutare la qualità del movimento). È essenziale l'osservazione sistematica e il monitoraggio longitudinale per personalizzare gli interventi didattici.
Come può l'insegnante identificare precocemente le disfunzioni posturali?
L'insegnante può identificare precocemente le disfunzioni posturali attraverso un'osservazione sistematica e un monitoraggio longitudinale delle competenze motorie e della postura degli studenti. Questo permette di notare cambiamenti o anomalie nel tempo e di agire tempestivamente.
Qual è il ruolo dei genitori nella prevenzione delle problematiche posturali e motorie?
I genitori hanno un ruolo cruciale nella prevenzione primaria. Devono collaborare attivamente con gli insegnanti, supportando le iniziative scolastiche e promuovendo a casa uno stile di vita attivo e attento alla postura, per rafforzare gli interventi educativi.
Cosa si intende per 'analfabetizzazione motoria' e perché è preoccupante?
L'analfabetizzazione motoria si riferisce alla mancanza di competenze motorie fondamentali necessarie per partecipare efficacemente a diverse attività fisiche. È preoccupante perché limita la partecipazione dei bambini allo sport e al gioco, contribuendo alla sedentarietà e a un minore sviluppo fisico generale.
Quali strumenti pratici possono essere utilizzati per la valutazione motoria a scuola?
Per la valutazione motoria a scuola si possono utilizzare test standardizzati di equilibrio, coordinazione, forza e flessibilità, scale di osservazione per la qualità del movimento, e strumenti semplici per lo screening posturale come il filo a piombo o griglie di valutazione visiva. L'importante è la sistematicità e la registrazione dei dati.