La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2021 Volume: 20211

Approccio interdisciplinare ed interprofessionale alla valutazione posturale in età evolutiva. Aspetti metodologici

Abstract

Italiano

L'articolo presenta un approccio metodologico interdisciplinare ed interprofessionale alla valutazione posturale in età evolutiva. L'evoluzione della definizione di attività fisica supera l'approccio organico-metabolico per valorizzare la persona nella sua totalità e nei diversi contesti socio-culturali. Gli studi basati sull'Evidence-based Practice evidenziano la necessità di integrazione tra diverse competenze professionali per la promozione della salute e prevenzione delle patologie. Il Human Capital Model sottolinea gli effetti multidimensionali dell'attività fisica sullo sviluppo umano. La valutazione posturale richiede un approccio olistico e collaborativo tra professionisti sanitari per personalizzare gli interventi sui bisogni individuali. L'osservazione posturale diventa strumento di confluenza di varie competenze disciplinari, richiedendo metodologie integrate per l'individuazione tempestiva dei problemi e la scelta di appropriate strategie preventive e correttive.

English

The article presents an interdisciplinary and interprofessional methodological approach to postural evaluation in developmental age. The evolution of physical activity definition transcends the organic-metabolic approach to value the person in their totality and diverse socio-cultural contexts. Evidence-based Practice studies highlight the need for integration among different professional competencies for health promotion and disease prevention. The Human Capital Model emphasizes the multidimensional effects of physical activity on human development. Postural evaluation requires a holistic and collaborative approach among healthcare professionals to personalize interventions based on individual needs. Postural observation becomes a tool for convergence of various disciplinary competencies, requiring integrated methodologies for early problem identification and selection of appropriate preventive and corrective strategies.

Keywords

Italiano

valutazione posturale, età evolutiva, approccio interdisciplinare, chinesiologia, fisioterapia, evidenze scientifiche, benessere pediatrico, attività motoria, postura bambini, screening posturale

English

postural assessment, developmental age, interdisciplinary approach, kinesiology, physiotherapy, scientific evidence, pediatric well-being, physical activity, children posture, postural screening

Questo articolo propone un approccio interdisciplinare e interprofessionale alla valutazione posturale in età evolutiva, sottolineando l'importanza di integrare diverse competenze scientifiche e metodologiche. L'obiettivo è promuovere la salute e prevenire patologie attraverso pratiche basate su evidenze scientifiche, adattate ai bisogni individuali.

Introduzione

L'attività fisica orientata alla promozione della salute secondo l'Evidence-based Practice evidenzia lo studio di variabili diverse e complementari che richiedono apporti scientifici e metodologici interdisciplinari e interprofessionali. Questi sono necessari alla loro trasformazione in buone pratiche generalizzabili ed all'avanzamento delle conoscenze1.

Recentemente, gli indirizzi della ricerca negli ambiti delle scienze motorie e sportive, orientati alla promozione della salute, alla prevenzione delle patologie, allo sviluppo di competenze motorie, al recupero di deficit di varia natura, hanno delineato una nuova e più ampia interpretazione dell'attività fisica rispetto al passato. Questa nuova interpretazione deve essere considerata sia nella ricerca scientifica sia nelle buone pratiche.

La definizione di attività fisica, ricorrente in molti studi e linee guida, è stata sottoposta ad importanti revisioni semantiche. Recentemente, la definizione di attività fisica supera l'approccio unilaterale, organico-metabolico, per accedere ad una cornice di riferimento che valorizza la persona nelle sue diverse modalità espressive e in vari contesti socio-culturali.

La definizione proposta da Piggin (2020) sottolinea il coinvolgimento della persona che si muove, agisce e si esprime all'interno di spazi e contesti culturalmente specifici ed influenzati da una gamma condivisa di interessi, emozioni, idee, insegnamenti e relazioni. Emerge la centralità della persona con i suoi interessi, attitudini, bisogni e le finalità intrinseche delle attività fisiche.

Metodi

Secondo l'Evidence-based Practice (EBP), le decisioni cliniche risultano dall'integrazione tra l'esperienza del Professionista e l'utilizzo delle migliori evidenze scientifiche disponibili, mediate dalle motivazioni e bisogni dell'allievo2. Ciò non riguarda solo l'apporto professionale ma anche l'interazione dei metodi d'indagine quantitativi e qualitativi3.

Le metodologie delle attività motorie basate sull'EBP devono costituire parte integrante del curriculum universitario dei Professionisti nell'ambito delle scienze motorie e sportive. Un curricolo caratterizzato da un corpus doctrinae molto ampio ed articolato, con interconnessioni tra numerosi ambiti scientifici, deve essere interpretato in modo complementare, interdisciplinare ed applicato.

Secondo tale prospettiva, le decisioni in ambito metodologico dovrebbero essere assunte sulla base delle conoscenze che la ricerca empirica offre in merito alla minore o maggiore efficacia delle differenti opzioni4.

Risultati

In particolare, i percorsi inerenti alla prevenzione delle patologie ed alla promozione della salute richiedono il coinvolgimento di varie figure professionali che intervengono, secondo competenze differenti e complementari, in tempi predefiniti. Questo contribuisce non solo ad individuare tempestivamente un problema, ma anche a quali risorse professionali fare riferimento, scegliere quale metodologia seguire e con quali contenuti.

Discussione

La valutazione posturale è un processo indispensabile per coloro che si occupano di ri-equilibrio posturale e motorio, al fine di verificare prima ed attuare successivamente, interventi mirati, controlli in itinere utili al miglioramento della condizione fisica. A tal proposito, non possiamo pensare di possedere conoscenze esaustive in ogni campo disciplinare, teorico ed applicativo; ogni professionista nel proprio ambito deve imparare ad osservare non per tentare di compensare la problematica che si presenta, ma per ricercarne la causa.

Solo questo approccio può condurci ad una visione orientata all'individualità e alla strutturazione di un protocollo di trattamento efficace perché personalizzato. Secondo tale presupposto metodologico, la posturologia diviene un ambito interdisciplinare di studio ed osservazione del corpo umano attraverso un approccio olistico alla persona nelle diverse età.

Conclusioni

Ogni professionista può osservare e porsi domande, il clinico è colui che: "prima di esplorare la pista posturale, deve aver eliminato tutte le cause note dei sintomi. La posturologia non sostituisce nulla, costituisce solo un progresso, un completamento, al di là dei bilanci tradizionali"5. Possiamo affermare che la postura rappresenta il nostro "ESSERE" e che gli aspetti ad essa correlati sono fondamentali per una corretta valutazione e intervento.

Questo articolo propone un approccio interdisciplinare per la valutazione e il trattamento della postura nei bambini e nei giovani. Sottolinea l'importanza della collaborazione tra pediatri, specialisti e figure professionali delle attività motorie per garantire interventi personalizzati e basati su evidenze scientifiche. L'obiettivo è di migliorare il benessere globale della persona attraverso un'analisi completa e coordinata delle sue esigenze fisiche ed emotive.

Osservare la postura per valutare, educare e ri-educare la persona

Osservare un corpo umano significa guardare e ricercare l'adattamento che quel corpo ha adottato per poter "sopravvivere". Ricercare una o più cause che hanno indotto quel bisogno di adattamento diviene un obiettivo interdisciplinare.

È indispensabile il supporto del clinico, del medico pediatra che per primo osserva, valuta e segue il processo di sviluppo fisico del bambino o del giovane. Successivamente, subentreranno anche altre figure professionali.

"La postura è cattiva quando si ha una relazione scorretta delle varie parti del corpo che produce un aumento di tensione sulle strutture portanti e quando l'equilibrio del corpo sulla sua base di appoggio è meno efficiente".

La postura abitualmente assunta diviene, nel corso degli anni, lo specchio dei tratti caratteriali soggettivi della persona che acquisirà un modo di "essere" presente-al-mondo e adatterà il proprio corpo, attraverso compensi alla sopravvivenza.

Le Fasi di sviluppo delle relazioni interprofessionali nella Valutazione posturale

La valutazione posturale e gli interventi ad essa correlati, compiuti attraverso il contributo di vari specialisti, prevedono denominatori teorici e metodologici riconosciuti reciprocamente, necessari a limitare o evitare sovrapposizioni. Infatti, il bambino ed il giovane, insieme alla famiglia, spesso affrontano visite e controlli specialistici scollegati tra loro, senza comunicazioni intermedie e senza seguire un iter che diviene fondamentale se si vuole ricercare la causa di una problematica. Si genera confusione e spesso alla fase diagnostica non segue la fase operativa-pratica necessaria a promuovere la soluzione o la compensazione della disfunzione. La famiglia si percepisce completamente "abbandonata", senza punti di riferimento procedurali.

Un altro limite nelle relazioni interprofessionali sulla valutazione posturale riguarda il rispetto della successione cronologica e metodologica degli interventi. Ogni specialista interviene nel proprio campo senza considerare il quadro d'insieme, la causa della disfunzione; in tal modo non si ottengono risultati costruttivi ed organici per il ri-equilibrio e si rallenta o si limita il raggiungimento dell'obiettivo primario: il benessere della persona.

Infine, la parzialità della valutazione, ovvero, la mancanza del contributo di uno degli specialisti, limita la formulazione di una diagnosi completa e corretta; l'intervento resta parziale e non sempre corretto, in altri termini "l'anello di congiunzione" non si chiude. Ogni singolo specialista deve attuare la comunicazione con la famiglia e favorire la comunicazione reciproca con tutti gli specialisti sul medesimo problema, prima di qualsiasi scelta di trattamento/intervento metodologico.

Conclusioni

L'esigenza di "comunicare" ed interagire con tutte le figure professionali che si occupano del complesso "sistema corpo", sia nella fase di prevenzione che nelle fasi successive, chiamate "compensative", è ormai un bisogno che contribuisce alla qualità dell'intervento. Anche i curricula universitari, ormai, avvertono il bisogno non solo di coerenza tra evidenze scientifiche e grado di trasferibilità metodologica nei vari contesti, ma anche di strutturare un profilo professionale.

Questo articolo propone un approccio interdisciplinare per la valutazione posturale, evidenziando l'importanza di competenze professionali complementari per rispondere efficacemente ai bisogni delle persone. Sottolinea la necessità di superare le barriere comunicative e di adottare pratiche basate sull'evidenza per migliorare l'intervento e il trattamento.

Discussione

Il potenziale della scienza interprofessionale, come ambito di studio rivolto al progresso delle metodologie, è necessario per promuovere l'adozione e la valutazione di approcci collaborativi nella ricerca, nelle professioni e nei vari contesti. Gli studi e i bisogni della persona e i loro reciproci rapporti ci inducono a migliorare l'approccio di intervento e di trattamento finalizzandolo al meglio.

L'ambito della valutazione posturale è un tema metodologico di incontro, un ambito di snodo e raccordo di diversi settori disciplinari di diverse professioni e saperi e, conseguentemente, la messa in pratica dei rapporti di cooperazione interprofessionale.

Negli ambiti delle scienze del movimento umano, lavoriamo, interveniamo e sviluppiamo questa visione d'insieme; questo primo contributo intende porsi come una via di accesso, una "porta" che dobbiamo necessariamente aprire insieme, pronta ad accogliere nuovi approcci, nuovi adattamenti e nuovi obiettivi. Il clinico, il terapista o il dottore in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate, da soli, non possono aprirla.

Conclusioni

L'esigenza di individuare i ruoli, le competenze e le fasi di intervento nasce proprio dal bisogno di collaborazione, che spesso è carente e mal adattata ai reali bisogni della persona. La necessità di un approccio interdisciplinare alla valutazione posturale emerge finché le competenze di diversi professionisti sono interconnesse e orientate, considerando la centralità della persona e i suoi bisogni. La declinazione delle competenze professionali, attorno alla valutazione posturale, indica collegamenti scientifici (teoria) e professionali (pratica basata sull'evidenza), anche se molto resta da fare a livello normativo.

Bibliografia

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  3. Bricot, B. (1998). La Riprogrammazione Posturale Globale, Marsiglia: Edizione Statipro.
  4. Caspersen, C. J., Powell, K. E., and Christenson, G. M. (1985). Physical activity, exercise, and physical fitness: definitions and distinctions for health-related research. Public Health Reports. 100, 126–131.
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  6. Gagey, P.M., Weber, B. (2000). Posturologia - Regolazione e Perturbazioni della stazione eretta, Roma: Edizione Marrapese (5a edizione).
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  8. Kendall, HO. & Kendall, FP. (2005). I muscoli, funzioni e test con postura e dolore, Roma: Edizioni Veruduci (5a edizione).
  9. Opstoel, K., Chapelle, L., Prins, F.J., De Meester, A., Haerens, L., van Tartwijk, J., De Martelaer, K. (2019). Personal and social development in physical education and sports: A review study. European Physical Education Review, November, https://doi.org/10.1177/1356336X19882054.
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  12. Xyrichis, A. (2020). Interprofessional science: An international field of study reaching maturity. Journal of Interprofessional Care, 34(1), 1-3. https://doi.org/10.1080/13561820.2020.1707954
  13. Vivanet, G. (2013). Evidence Based Education: un quadro storico, Form@re, 2,13, 41-51.
  14. Williams, S.J. & Kendall, L.R. (2007). A profile of sports science research (1983-2003). Journal of Science and Medicine in Sport,10, 193-200.

Vedi anche

Domande frequenti

Perché è fondamentale un approccio interdisciplinare nella valutazione posturale dei bambini?

Un approccio interdisciplinare è cruciale perché la postura in età evolutiva è influenzata da molteplici fattori (medici, motori, psicologici, sociali). Integrare le competenze di medici, fisioterapisti e chinesiologi permette una visione olistica, un'identificazione precoce delle disfunzioni e l'implementazione di interventi più efficaci e personalizzati.

Quali figure professionali sono coinvolte in un approccio interdisciplinare alla valutazione posturale?

Le figure professionali chiave includono medici (pediatri, ortopedici), fisioterapisti, chinesiologi, osteopati e, a seconda dei casi, psicomotricisti o podologi. La collaborazione tra queste figure garantisce una valutazione completa e un piano di intervento integrato.

Cosa si intende per 'Evidence-based Practice' (EBP) nel contesto della valutazione posturale?

L'Evidence-based Practice (EBP) significa basare le decisioni metodologiche e terapeutiche sull'integrazione di tre pilastri: la migliore evidenza scientifica disponibile, l'esperienza clinica del professionista e le preferenze e i bisogni specifici del bambino e della sua famiglia. Questo approccio garantisce interventi più efficaci e sicuri.

Come l'attività fisica contribuisce al benessere posturale in età evolutiva?

L'attività fisica, intesa in senso olistico, non solo migliora l'aspetto metabolico, ma valorizza la persona nella sua totalità. Contribuisce allo sviluppo armonico del sistema muscolo-scheletrico, migliora la propriocezione, la coordinazione e l'equilibrio, fattori essenziali per una postura corretta e per la prevenzione di disfunzioni future.

Quali sono gli aspetti metodologici chiave per una corretta osservazione posturale nei bambini?

Gli aspetti metodologici chiave includono un'osservazione olistica che valuti non solo l'allineamento strutturale, ma anche la funzionalità dei recettori (visivi, vestibolari, podalici) e le interazioni sistemiche. È importante utilizzare strumenti validati, considerare il contesto socio-culturale del bambino e monitorare i progressi nel tempo per adattare gli interventi.

Qual è il ruolo del chinesiologo nella valutazione e nell'intervento posturale in età evolutiva?

Il chinesiologo ha un ruolo fondamentale nella valutazione funzionale del movimento e della postura, nell'identificazione di schemi motori disfunzionali e nella progettazione di programmi di esercizio fisico personalizzati. Questi programmi mirano a migliorare la forza, la flessibilità, la coordinazione e l'equilibrio, promuovendo una postura corretta e prevenendo l'insorgenza o il peggioramento di alterazioni posturali.

Come il 'Human Capital Model' si applica all'attività motoria nei bambini?

Il 'Human Capital Model' evidenzia come l'attività motoria in età pediatrica sia un investimento strategico a lungo termine. Promuovendo il movimento e uno stile di vita attivo fin da giovani, si riduce l'incidenza di patologie croniche, si migliora la salute fisica e mentale, e si contribuisce a formare adulti più sani e produttivi, con benefici per l'individuo e per la società.

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