Questo articolo propone un approccio interdisciplinare e interprofessionale alla valutazione posturale in età evolutiva, sottolineando l'importanza di integrare diverse competenze scientifiche e metodologiche. L'obiettivo è promuovere la salute e prevenire patologie attraverso pratiche basate su evidenze scientifiche, adattate ai bisogni individuali.
Introduzione
L'attività fisica orientata alla promozione della salute secondo l'Evidence-based Practice evidenzia lo studio di variabili diverse e complementari che richiedono apporti scientifici e metodologici interdisciplinari e interprofessionali. Questi sono necessari alla loro trasformazione in buone pratiche generalizzabili ed all'avanzamento delle conoscenze1.
Recentemente, gli indirizzi della ricerca negli ambiti delle scienze motorie e sportive, orientati alla promozione della salute, alla prevenzione delle patologie, allo sviluppo di competenze motorie, al recupero di deficit di varia natura, hanno delineato una nuova e più ampia interpretazione dell'attività fisica rispetto al passato. Questa nuova interpretazione deve essere considerata sia nella ricerca scientifica sia nelle buone pratiche.
La definizione di attività fisica, ricorrente in molti studi e linee guida, è stata sottoposta ad importanti revisioni semantiche. Recentemente, la definizione di attività fisica supera l'approccio unilaterale, organico-metabolico, per accedere ad una cornice di riferimento che valorizza la persona nelle sue diverse modalità espressive e in vari contesti socio-culturali.
La definizione proposta da Piggin (2020) sottolinea il coinvolgimento della persona che si muove, agisce e si esprime all'interno di spazi e contesti culturalmente specifici ed influenzati da una gamma condivisa di interessi, emozioni, idee, insegnamenti e relazioni. Emerge la centralità della persona con i suoi interessi, attitudini, bisogni e le finalità intrinseche delle attività fisiche.
Metodi
Secondo l'Evidence-based Practice (EBP), le decisioni cliniche risultano dall'integrazione tra l'esperienza del Professionista e l'utilizzo delle migliori evidenze scientifiche disponibili, mediate dalle motivazioni e bisogni dell'allievo2. Ciò non riguarda solo l'apporto professionale ma anche l'interazione dei metodi d'indagine quantitativi e qualitativi3.
Le metodologie delle attività motorie basate sull'EBP devono costituire parte integrante del curriculum universitario dei Professionisti nell'ambito delle scienze motorie e sportive. Un curricolo caratterizzato da un corpus doctrinae molto ampio ed articolato, con interconnessioni tra numerosi ambiti scientifici, deve essere interpretato in modo complementare, interdisciplinare ed applicato.
Secondo tale prospettiva, le decisioni in ambito metodologico dovrebbero essere assunte sulla base delle conoscenze che la ricerca empirica offre in merito alla minore o maggiore efficacia delle differenti opzioni4.
Risultati
In particolare, i percorsi inerenti alla prevenzione delle patologie ed alla promozione della salute richiedono il coinvolgimento di varie figure professionali che intervengono, secondo competenze differenti e complementari, in tempi predefiniti. Questo contribuisce non solo ad individuare tempestivamente un problema, ma anche a quali risorse professionali fare riferimento, scegliere quale metodologia seguire e con quali contenuti.
Discussione
La valutazione posturale è un processo indispensabile per coloro che si occupano di ri-equilibrio posturale e motorio, al fine di verificare prima ed attuare successivamente, interventi mirati, controlli in itinere utili al miglioramento della condizione fisica. A tal proposito, non possiamo pensare di possedere conoscenze esaustive in ogni campo disciplinare, teorico ed applicativo; ogni professionista nel proprio ambito deve imparare ad osservare non per tentare di compensare la problematica che si presenta, ma per ricercarne la causa.
Solo questo approccio può condurci ad una visione orientata all'individualità e alla strutturazione di un protocollo di trattamento efficace perché personalizzato. Secondo tale presupposto metodologico, la posturologia diviene un ambito interdisciplinare di studio ed osservazione del corpo umano attraverso un approccio olistico alla persona nelle diverse età.
Conclusioni
Ogni professionista può osservare e porsi domande, il clinico è colui che: "prima di esplorare la pista posturale, deve aver eliminato tutte le cause note dei sintomi. La posturologia non sostituisce nulla, costituisce solo un progresso, un completamento, al di là dei bilanci tradizionali"5. Possiamo affermare che la postura rappresenta il nostro "ESSERE" e che gli aspetti ad essa correlati sono fondamentali per una corretta valutazione e intervento.
Questo articolo propone un approccio interdisciplinare per la valutazione e il trattamento della postura nei bambini e nei giovani. Sottolinea l'importanza della collaborazione tra pediatri, specialisti e figure professionali delle attività motorie per garantire interventi personalizzati e basati su evidenze scientifiche. L'obiettivo è di migliorare il benessere globale della persona attraverso un'analisi completa e coordinata delle sue esigenze fisiche ed emotive.
Osservare la postura per valutare, educare e ri-educare la persona
Osservare un corpo umano significa guardare e ricercare l'adattamento che quel corpo ha adottato per poter "sopravvivere". Ricercare una o più cause che hanno indotto quel bisogno di adattamento diviene un obiettivo interdisciplinare.
È indispensabile il supporto del clinico, del medico pediatra che per primo osserva, valuta e segue il processo di sviluppo fisico del bambino o del giovane. Successivamente, subentreranno anche altre figure professionali.
"La postura è cattiva quando si ha una relazione scorretta delle varie parti del corpo che produce un aumento di tensione sulle strutture portanti e quando l'equilibrio del corpo sulla sua base di appoggio è meno efficiente".
La postura abitualmente assunta diviene, nel corso degli anni, lo specchio dei tratti caratteriali soggettivi della persona che acquisirà un modo di "essere" presente-al-mondo e adatterà il proprio corpo, attraverso compensi alla sopravvivenza.
Le Fasi di sviluppo delle relazioni interprofessionali nella Valutazione posturale
La valutazione posturale e gli interventi ad essa correlati, compiuti attraverso il contributo di vari specialisti, prevedono denominatori teorici e metodologici riconosciuti reciprocamente, necessari a limitare o evitare sovrapposizioni. Infatti, il bambino ed il giovane, insieme alla famiglia, spesso affrontano visite e controlli specialistici scollegati tra loro, senza comunicazioni intermedie e senza seguire un iter che diviene fondamentale se si vuole ricercare la causa di una problematica. Si genera confusione e spesso alla fase diagnostica non segue la fase operativa-pratica necessaria a promuovere la soluzione o la compensazione della disfunzione. La famiglia si percepisce completamente "abbandonata", senza punti di riferimento procedurali.
Un altro limite nelle relazioni interprofessionali sulla valutazione posturale riguarda il rispetto della successione cronologica e metodologica degli interventi. Ogni specialista interviene nel proprio campo senza considerare il quadro d'insieme, la causa della disfunzione; in tal modo non si ottengono risultati costruttivi ed organici per il ri-equilibrio e si rallenta o si limita il raggiungimento dell'obiettivo primario: il benessere della persona.
Infine, la parzialità della valutazione, ovvero, la mancanza del contributo di uno degli specialisti, limita la formulazione di una diagnosi completa e corretta; l'intervento resta parziale e non sempre corretto, in altri termini "l'anello di congiunzione" non si chiude. Ogni singolo specialista deve attuare la comunicazione con la famiglia e favorire la comunicazione reciproca con tutti gli specialisti sul medesimo problema, prima di qualsiasi scelta di trattamento/intervento metodologico.
Conclusioni
L'esigenza di "comunicare" ed interagire con tutte le figure professionali che si occupano del complesso "sistema corpo", sia nella fase di prevenzione che nelle fasi successive, chiamate "compensative", è ormai un bisogno che contribuisce alla qualità dell'intervento. Anche i curricula universitari, ormai, avvertono il bisogno non solo di coerenza tra evidenze scientifiche e grado di trasferibilità metodologica nei vari contesti, ma anche di strutturare un profilo professionale.
Questo articolo propone un approccio interdisciplinare per la valutazione posturale, evidenziando l'importanza di competenze professionali complementari per rispondere efficacemente ai bisogni delle persone. Sottolinea la necessità di superare le barriere comunicative e di adottare pratiche basate sull'evidenza per migliorare l'intervento e il trattamento.
Discussione
Il potenziale della scienza interprofessionale, come ambito di studio rivolto al progresso delle metodologie, è necessario per promuovere l'adozione e la valutazione di approcci collaborativi nella ricerca, nelle professioni e nei vari contesti. Gli studi e i bisogni della persona e i loro reciproci rapporti ci inducono a migliorare l'approccio di intervento e di trattamento finalizzandolo al meglio.
L'ambito della valutazione posturale è un tema metodologico di incontro, un ambito di snodo e raccordo di diversi settori disciplinari di diverse professioni e saperi e, conseguentemente, la messa in pratica dei rapporti di cooperazione interprofessionale.
Negli ambiti delle scienze del movimento umano, lavoriamo, interveniamo e sviluppiamo questa visione d'insieme; questo primo contributo intende porsi come una via di accesso, una "porta" che dobbiamo necessariamente aprire insieme, pronta ad accogliere nuovi approcci, nuovi adattamenti e nuovi obiettivi. Il clinico, il terapista o il dottore in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate, da soli, non possono aprirla.
Conclusioni
L'esigenza di individuare i ruoli, le competenze e le fasi di intervento nasce proprio dal bisogno di collaborazione, che spesso è carente e mal adattata ai reali bisogni della persona. La necessità di un approccio interdisciplinare alla valutazione posturale emerge finché le competenze di diversi professionisti sono interconnesse e orientate, considerando la centralità della persona e i suoi bisogni. La declinazione delle competenze professionali, attorno alla valutazione posturale, indica collegamenti scientifici (teoria) e professionali (pratica basata sull'evidenza), anche se molto resta da fare a livello normativo.
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