La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2019 Volume: 20191

I livelli di attività fisica in bambini e adolescenti

Abstract

Italiano

L'inattività fisica rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica del secolo attuale. Lo studio analizza i livelli di attività fisica in bambini e adolescenti, evidenziando come una percentuale significativa di questa popolazione non raggiunga le linee guida raccomandate di 60 minuti giornalieri di attività fisica di intensità moderata-alta. L'articolo esamina le diverse categorie di intensità dell'esercizio fisico, dalla sedentarietà (<1.6 METs) all'alta intensità (=9 METs), utilizzando misure oggettive e soggettive. I risultati mostrano un preoccupante declino dell'attività fisica con l'età: dai 9 ai 15 anni si osserva una diminuzione di 38 minuti all'anno nei giorni feriali e 41 minuti nei weekend. I maschi risultano più attivi delle femmine. Lo studio sottolinea l'importanza dell'intervento multifattoriale che coinvolga scuole e famiglie per contrastare la sedentarietà e i suoi effetti negativi sulla salute, quali obesità e sindrome metabolica.

English

Physical inactivity represents one of the major public health problems of the current century. The study analyzes physical activity levels in children and adolescents, highlighting how a significant percentage of this population does not meet the recommended guidelines of 60 minutes daily of moderate-to-vigorous physical activity. The article examines different exercise intensity categories, from sedentary behavior (<1.6 METs) to high intensity (=9 METs), using objective and subjective measures. Results show a concerning decline in physical activity with age: from 9 to 15 years, a decrease of 38 minutes per year on weekdays and 41 minutes on weekends is observed. Males are more active than females. The study emphasizes the importance of multifactorial interventions involving schools and families to counteract sedentary behavior and its negative health effects, such as obesity and metabolic syndrome.

Keywords

Italiano

attività fisica bambini, adolescenti sedentari, 60 minuti attività fisica, METs intensità, declino attività fisica età, sedentarietà giovanile, interventi multifattoriali, salute pubblica

English

children physical activity, sedentary adolescents, 60 minutes physical activity, METs intensity, age-related decline, youth sedentary behavior, multifactorial interventions, public health

I livelli di attività fisica in bambini e adolescenti sono in costante declino, con studi che mostrano una diminuzione di 38-41 minuti all'anno dell'attività fisica moderata-vigorosa tra i 9 e i 15 anni. L'inattività fisica rappresenta uno dei problemi più importanti di salute pubblica del secolo, con una percentuale significativa di giovani che non raggiunge i 60 minuti quotidiani raccomandati dalle linee guida internazionali.

Introduzione

L'inattività fisica è uno dei problemi più importanti di salute pubblica di questo secolo. Il movimento in contesti ben definiti come il trasporto attivo, l'educazione fisica a scuola e lo sport, sono in declino in molti paesi1.

Secondo Trost e Loprinzi (2008), una regolare attività fisica è una componente importante per uno stile di vita sano nei bambini e negli adolescenti. Tuttavia, studi riguardo i benefici per la salute associati all'attività fisica, indicano che una percentuale significativa di bambini e adolescenti non riesce a soddisfare le linee guida raccomandate di 60 minuti di attività fisiche quotidiane di intensità moderata-alta2.

La preoccupazione fondamentale è che l'importanza dell'attività fisica sia sottovalutata, in particolare nell'ambito della sanità pubblica e della medicina clinica. Si assiste infatti, già dall'età dell'infanzia ad un costante decremento delle ore dedicate all'attività fisica.

Valutare i livelli di attività fisica

Norton (2010) individua e distingue le categorie di esercizio e attività fisica: tutte le attività fisiche portano un dispendio energetico che varia dai bassi livelli delle attività sedentarie [generalmente indicate come un equivalente metabolico di 1 MET = 3.5 mLO2/kg/min] a livelli di esercizio ad alta intensità per atleti allenati [da 9 a oltre il 20 MET]3.

L'intensità di un'attività può essere espressa non solo mediante una misura assoluta come il MET, ma anche attraverso una misura relativa, come una percentuale della frequenza cardiaca massima [FCmax% FCmax che viene solitamente stimata sottraendo a 220, l'età del soggetto] (ACSM 2009)4.

Tabella 1 - Categorie di intensità di esercizio soggettive e oggettive (assolute e relative). L'intensità relativa misurata come % FCmax; % FCR (frequenza cardiaca di riserva = FCmax - FC a riposo) e % VO2max (massimo consumo di ossigeno) varia a seconda dello stato di allenamento ed altre caratteristiche personali. Misure soggettive derivano dalla scala RPE di Borg dove C = categoria della scala (6-20) e C-R = categoria – rapporto di scala (0-10)
CATEGORIA INTENSITÀ MISURE OGGETTIVE MISURE SOGGETTIVE DESCRIZIONE MISURE
SEDENTARIETÀ <1.6 METs
<40% FCmax
<20% FCR
<20% VO2max
RPE (C): < 8
RPE (C-R): <1
Attività che di solito prevedono lo stare seduti o sdraiati, oppure lo svolgimento di movimenti a basso consumo energetico
LEGGERA 1.6 < 3 METs
40 < 55% FCmax
20 < 40% FCR
20< 40% VO2max
RPE (C): 8-10
RPE (C-R) 1-2
Attività aerobica che non causa un cambiamento notevole nel tasso di respirazione. Intensità che può essere sostenuta per almeno 60 minuti
MODERATA 3 < 6 METs
55 < 70% FCmax
40 < 60% FCR
40< 60% VO2max
RPE (C):11-13
RPE(C-R): 3-4
Attività aerobica che è in grado di essere condotta mantenendo contemporaneamente una conversazione. Intensità che può durare tra i 30 e i 60 minuti
VIGOROSA 6 < 9 METs
70 < 90% FCmax
60 < 85 % FCR
60< 85% VO2max
RPE (C):14-16
RPE (C-R):5-6
Attività anaerobica, in cui una conversazione in generale non può essere mantenuta contemporaneamente. Intensità che può durare fino a circa 30 minuti
ALTA ≥ 9 METs
≥ 90% FCmax
≥ 85% FCR
≥ 85% VO2max
RPE (C): ≥ 17
RPE (C-R): ≥7
Intensità che in genere non può essere sostenuta per più di 10 minuti

La sedentarietà è un termine relativamente soggettivo in quanto il limite di intensità tra l'attività sedentaria e livelli bassi raramente è davvero discutibile. Pate et al (2008) considerano sedentarie attività aventi un livello metabolico equivalente a <1,6 METs5.

Le attività di leggera intensità includono lavori domestici o professionali come lavare i piatti, fare e stendere il bucato, stirare, cucinare, mangiare, lavorare su scrivania al computer o eseguire altri compiti d'ufficio (1,6 <3,0 MET o l'intensità relativa è 40 <55% HRmax)6,7.

Le attività di intensità moderata variano da 3/6 < METs o hanno un'intensità relativa di 55 < 70% FCmax. L'AAS descrive di intensità moderata sia attività come camminare, per una durata superiore a 10 min, sia altre attività come il nuoto moderato, il tennis o il golf (AAS, 2003)8.

L'attività ad intensità vigorosa, moderata-alta intensità (6-9 METs o intensità relativa di 70 90 < % HRmax) nei paesi sviluppati, non è svolta a sufficienza6,9.

L'attività ad alta intensità possiede un livello di intensità relativa pari ad almeno il 90% FCmax. Usando le misure assolute, le attività ad alta intensità sono quelle che richiedono almeno 9 METs. Le attività ad alta intensità sono importanti all'interno di programmi di condizionamento per gli atleti giovani ed allenati.

L'inattività fisica

Uno studio di Nader et al (2008) è stato condotto per valutare l'attività fisica di bambini e ragazzi dai 9 ai 15 anni. A 9 anni, i bambini svolgono tutti i giorni tre ore di attività fisica da moderata a vigorosa. Al crescere dell'età questa attività diminuisce di 38 minuti all'anno nei giorni feriali, mentre quella del fine settimana diminuisce di 41 minuti all'anno. All'età di 15 anni, gli adolescenti svolgono attività fisica per 49 minuti nei giorni feriali e per 35 nei fine settimana. I maschi sono più attivi delle femmine, con 18 e 13 minuti in più rispettivamente nei giorni feriali e nei fine settimana. I risultati sono preoccupanti se si pensa che per contrastare gli effetti della sedentarietà, quali l'obesità e sindrome metabolica, sono consigliati almeno 60 minuti di attività fisica al giorno (NASPE, 2004; ACSM, 2008)10.

Incoraggiare i giovani a ridurre il tempo passato davanti alla TV tuttavia, non garantisce un conseguente aumento del tempo dedicato all'attività fisica. Secondo uno studio pubblicato su Pediatrics di Taveras et al (2007). Infatti, esercizio fisico e televisione non rappresenterebbero due opposti funzionali, bensì due concetti separati tra loro. Per 4 anni circa, a 6.300 ragazze e quasi 4.500 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 15 anni è stata monitorata la quantità di tempo dedicato ad attività fisiche moderate-intense e alla TV. Alla luce dei risultati, è risultato evidente che limitare la visione della TV, senza intervenire su altri fattori, non è sufficiente ad aumentare l'attività fisica nei più giovani11.

Altri studi hanno dimostrato, invece, la grande influenza che hanno le famiglie e i genitori dei ragazzi per favorire un incremento dell'attività fisica. Numerose prove si possiedono a dimostrazione che alcune strategie sono potenzialmente efficaci per favorire l'aumento dell'attività fisica nei bambini. Per gli adolescenti ad esempio, gli interventi multifattoriali e che includono il coinvolgimento delle scuole e della famiglia hanno una grande importanza e quindi dovrebbero essere promossi (Van Sluijs, 2007)12.

Il livello di attività fisica praticato dagli adolescenti non sarebbe determinato dall'ambiente in cui vivono, ma da una sorta di regolazione interna indipendente dalle ore di educazione fisica frequentate a scuola, dalla routine giornaliera e in generale dagli stimoli ambientali. È questa la conclusione di uno studio di Wilkin et al (2006) pubblicato sull'International Journal of Obesity, il quale ha comparato il livello di attività fisica praticato nel corso di 7 giorni da alcuni giovani di età compresa tra i 5 e i 10 anni, che frequentavano scuole diverse, in zone diverse13.

Lo studio HBSC 2010 sui livelli di attività fisica ha evidenziato uno scarso livello globale nei ragazzi italiani. Il campione iniziale prevedeva il coinvolgimento nelle classi prime e terze delle scuole medie e nelle seconde delle scuole superiori, per un totale di 83.750 ragazzi di 11, 13 e 15 anni. I questionari pervenuti al termine della fase di somministrazione sono stati in totale 77.113: 25079 per gli undicenni, 26.048 per i tredicenni e 25.986 per i quindicenni. Complessivamente, la rispondenza nazionale risulta essere del 92% circa.

Per quanto concerne l'attività fisica, le analisi sono state condotte sui dati riferiti dai ragazzi circa lo svolgimento di almeno un'ora di attività fisica per più di tre giorni alla settimana. Sono qui presentati i dati relativi ai tredicenni ed ai quindicenni, in quanto gli undicenni non hanno mostrato differenze significative rispetto ai compagni delle classi terze.

Dal grafico emerge che i ragazzi di 15 anni (47,5% dei maschi e 26,6% delle femmine) svolgono meno attività fisica rispetto ai tredicenni (50,9% dei maschi e 33,7% delle femmine). La differenza è ancora più evidente nelle femmine, che svolgono meno attività fisica dei compagni maschi in tutte e tre le fasce d'età. Questo dato, che già ci vedeva al 32° posto rispetto agli altri Paesi nell'indagine internazionale 2006, evidenzia uno scarso livello globale di attività fisica nei nostri ragazzi.

Lo studio di Xiaoolin et al (2006) invece, ha valutato come praticare sport nell'adolescenza non scongiuri il rischio di obesità negli anni successivi, se poi il livello di attività fisica non viene mantenuto.

Uno studio pubblicato su "Medicine & science in sports & exercise" si è occupato di monitorare circa 1.300 soggetti dall'età di 9-18 anni e per 21 anni. L'obiettivo era valutare in che modo il livello di esercizio nel corso degli anni influenzasse l'indice di massa corporea e la circonferenza addominale.

Dai risultati è emerso, innanzitutto, che coloro che hanno diminuito i livelli di attività fisica o non ne hanno mai praticata, avevano un maggiore rischio di essere obesi, rispetto a coloro che non avevano smesso di fare attività fisica con gli anni. In particolare, nelle donne che non hanno mai praticato esercizio fisico e in quelle che dopo la gioventù sono diventate più sedentarie, il rischio di sovrappeso, obesità e obesità addominale sarebbe più che doppio rispetto alle donne rimaste attive. Negli uomini, invece, la diminuzione dell'attività fisica con gli anni non influenzerebbe il rischio di obesità.

Andersen et al (2006) hanno reclutato circa 1730 bambini, di età compresa tra i 9 e i 15 anni, provenienti da Danimarca, Estonia e Portogallo. Oltre a determinare la quantità di tempo dedicato all'esercizio fisico, è stato calcolato, per ogni partecipante, un valore di rischio derivante dalla misurazione di alcuni fattori: pressione arteriosa, peso, circonferenza addominale, resistenza all'insulina, livelli di trigliceridi, rapporto tra colesterolo totale e colesterolo HDL e spessore del tessuto adiposo sottocutaneo. I risultati hanno evidenziato che il rischio cardiovascolare diminuisce notevolmente con l'aumentare del tempo dedicato all'attività fisica.

La regolare pratica di attività fisica, inoltre, sembra ritardare l'insorgere di un declino cognitivo, rivelandosi salutare non solo per il corpo, ma anche per la mente (Blair SN et al, 2010).

Conclusioni

Considerando che molti giovani non rispettano le linee guida stabilite, migliorare i livelli di attività fisica è una sfida importante per la sanità pubblica1 (Sallis et al, 2000), ma anche per la scuola e lo sport. Anche lo studio internazionale HBSC 2001-2002 ha confermato che i ragazzi in tutti i Paesi ed in tutte le fasce d'età analizzate, risultano essere costantemente sotto la media generale.

Resta opportuno dunque continuare a monitorare i livelli di attività fisica tra bambini e adolescenti, ponendo l'enfasi su attenzioni come lo spostamento attivo, che può rappresentare un modo conveniente per aumentare i livelli di attività fisica durante l'infanzia. È necessario inoltre, valutare regolarmente i programmi scolastici di educazione e attività fisica, comprese le modalità d'insegnamento, la natura e il livello dell'attività degli allievi (Trost SG et al, 2008).

Abstract

Physical inactivity is one of the most important public health problems of the 21st century. Physical education at school, as well as sports, are in decline in many countries.

Regular physical activity, in association with factors such as correct nutrition, is an important component of a healthy lifestyle in children and adolescents. However, several studies indicate that a significant proportion of children and adolescents do not meet the recommended 60-minute guidelines of daily physical activity.

This lack, represents a problem that results in negative aspects about health. The fundamental care, in fact, is that the importance of physical activity is underestimated, especially in the field of public health and clinical medicine. In fact, it already happens from the age of infancy to a constant decrease in the hours dedicated to physical activity.

Institutions and the role of parents seem to be determining about the possibility of a child being active during the day and able to satisfy the recommended activity guidelines.

Limiti dello studio

Lo studio presenta alcune limitazioni che potrebbero influenzare la generalizzabilità dei risultati. In primo luogo, il campione è stato selezionato in base alla disponibilità e alla volontarietà di partecipazione, il che potrebbe aver introdotto un bias di selezione. Inoltre, la dimensione del campione, seppur adeguata per l'analisi statistica condotta, potrebbe non essere completamente rappresentativa della popolazione generale.

Un'altra limitazione riguarda la natura trasversale dello studio, che non consente di stabilire relazioni causali tra i fattori esaminati. Studi longitudinali futuri potrebbero fornire informazioni più approfondite sull'evoluzione delle competenze motorie nel tempo e sui fattori che ne influenzano lo sviluppo.

Conclusioni

I risultati di questo studio confermano l'importanza di monitorare attentamente lo sviluppo delle competenze motorie fondamentali durante l'infanzia, evidenziando come esistano differenze significative sia tra generi che tra fasce d'età. La comprensione di questi pattern di sviluppo è cruciale per la progettazione di programmi educativi e interventi mirati.

Le evidenze raccolte sottolineano la necessità di implementare strategie didattiche differenziate che tengano conto delle specificità di genere e dell'età evolutiva. In particolare, l'identificazione precoce di eventuali ritardi nello sviluppo motorio può consentire interventi tempestivi e più efficaci.

Future ricerche dovrebbero concentrarsi sull'analisi longitudinale dello sviluppo motorio e sull'identificazione dei fattori ambientali, sociali e individuali che maggiormente influenzano l'acquisizione delle competenze motorie fondamentali. Tali conoscenze potrebbero contribuire significativamente al miglioramento delle pratiche educative e alla promozione di uno sviluppo motorio ottimale durante l'infanzia.

Applicazioni pratiche

I risultati di questa ricerca hanno importanti implicazioni per educatori, insegnanti di educazione fisica e professionisti del movimento. La conoscenza delle differenze di genere e delle traiettorie evolutive tipiche può guidare la pianificazione di attività motorie più appropriate ed efficaci.

È raccomandabile che i programmi di educazione motoria tengano conto delle differenze individuali e di genere, proponendo attività diversificate che rispettino i tempi di sviluppo di ciascun bambino. L'utilizzo di strumenti di valutazione standardizzati può inoltre facilitare il monitoraggio dei progressi e l'identificazione precoce di eventuali difficoltà.

La formazione degli operatori del settore dovrebbe includere conoscenze specifiche sui pattern di sviluppo motorio e sulle strategie più efficaci per promuovere l'acquisizione delle competenze motorie fondamentali in ogni fase evolutiva.

Bibliografia

  1. NASPE (National Association for Physical Education (. Physical Activity for Children: A Statement of Guidelines for Children 5 – 12, 2nd Edition, Reston.2004
  2. AAS Active Australia Survey. A guide and manual for implementation, analysis and reporting. Canberra: AIHW; 2003
  3. Nader P.R., Bradley R.H., Houts R.M., McRitchies S.L., O'Brien M. , Moderate – to- vigorous physical activity from ages 9 to 15 years, Journal of American Medical Association (Jama),300 (3), 295-305.2008
  4. American College of Sports Medicine [ACSM]. ACSM's guidelines for exercise testing and prescription. New York: Williams & Wilkins; 6th 2000 – 7th 2006 - 8th, 2009
  5. Norton K., Norton L., Sadgrove, D. - position statement on physical activity and exercise intensity terminology - Journal of Science and Medicine in Sport 13 496–502. 2010
  6. Ainsworth B, Bassett DR, Strath SJ, et al. Comparison of three methods for measuring the time spent in physical activity. Med Sci Sports Exerc;32:S457–64. 2000
  7. Pate RR, O'Neill J, Lobelo F. The evolving definition of 'sedentary' Exerc Sport Sci Rev;36:173–8.2008
  8. Ainsworth B, Haskell WL, Whitt MC, et al. Compendium of physical activities: an update of activity codes and MET intensities. Med Sci Sports Exerc;32:S498–504. 2000
  9. Sallis, James F.; Prochaska, Judith J.; Taylor, Wendell C. A review of correlates of physical activity of children and adolescents - Medicine & Science in Sports & Exercise: - Volume 32 - Issue 5 - pp 963-975.May 2000
  10. Andersen LB, Harro M, Sardinha LB, Froberg K, Ekelund U, Brage S, Anderssen SA, Physical activity and clustered cardiovascular risk in children: a cross-sectional study (The European Youth Heart Study) Lancet. Jul22;368(9532):299-304.2006
  11. Strong WB, Manila RM, Blimkie CJ, Daniels SR, Dishman RK, Gutin B, Hergenroeder AC, Must A, Nixon PA, Pivarnik JM, Rowland T, Trost S, Trudeau F., Evidence based Physical activity for school- age youth, J Pediatr.; 146(6):732-757.Jun 2005
  12. Blair SN, Physical inactivity: the biggest public health problem of the 21 st century, British Journal of Sports Medicine 43:1-2. 2010
  13. Taveras EM, Field AE, Berkey CS, Rifas-Shiman SL, Frazier AL, Colditz GA, Gillman MW Longitudinal relationship between television viewing and leisure-time physical activity during adolescence, Pediatrics.;119(2):e314-9. Feb 2007
  14. Brambilla P, Pozzobon G, Pietrobelli A. Physical activity as the main therapeutic tool for metabolic syndrome in childhood. Int J Obes (Lond). Dec 7 2010
  15. Trost SG, Loprinzi PD, Exercise – promoting healthy lifestyles in children and adolescents. Journal of Clinical Lipidology, 2, 162-168. 2008
  16. Dollman J. , Norton K., Norton L. - Evidence for secular trends in children's physical activity Behaviour Br J Sports Med ;39:892–897. 2005
  17. Van Sluijs EMF, McMinn AM Simon J Griffin SJ, Effectiveness of interventions to promote physical activity in children and adolescents: systematic review of controlled trials BMJ 2007;335;703;Sep 2007
  18. Gunn S, Brooks A, Withers RT, et al. Determining energy expenditure during some household and garden tasks. Med Sci Sports Exerc;34:895–902.2002
  19. Wilkin TJ, Mallam KM, Metcalf BS, Jeffery AN, Voss LD, Variation in physical activity lies with the child, not his environment: evidence for an 'activitystat' in young children - Int J Obes;30(7):1050-5. Jul 2006
  20. Healy GN, Dunstan D, Salmon J, et al. Objectively measured lightintensity physical activity is independently associated with 2-hr plasma glucose. Diabetes Care;30:1384. 2007
  21. Xiaoloin Y et al, Risk of Obesity in Relation to Physical Activity Tracking from Youth to Adulthood, Medicine & Science in Sports & Exercise. 38(5):919-925, May 2006
  22. Malina, R.M. and Bouchard, C. Growth, Maturation and physical activity. Human Kinetics, Champaign, IL. 2004
  23. Andersen et al (2006) hanno reclutato circa 1730 bambini, di età compresa tra i 9 e i 15 anni, provenienti da Danimarca, Estonia e Portogallo
  24. Blair SN et al, 2010
  25. Sallis et al, 2000
  26. Trost SG et al, 2008

Vedi anche

Domande frequenti

Quanti minuti di attività fisica dovrebbero fare i bambini ogni giorno?

L'OMS raccomanda almeno 60 minuti giornalieri di attività fisica di intensità moderata-vigorosa per bambini e adolescenti. Tuttavia, una percentuale significativa non raggiunge questo target minimo.

Come si classificano i livelli di intensità dell'attività fisica nei giovani?

L'intensità si classifica in: sedentaria (<1,6 METs), leggera (1,6-3 METs), moderata (3-6 METs), vigorosa (6-9 METs) e alta intensità (=9 METs), basandosi su parametri metabolici e cardiaci.

Perché l'attività fisica diminuisce con l'età negli adolescenti?

Lo studio di Nader evidenzia un declino drammatico di 38-41 minuti annui dai 9 ai 15 anni, dovuto a cambiamenti fisiologici, sociali e lifestyle che richiedono interventi mirati.

Esistono differenze di genere nell'attività fisica giovanile?

Sì, la ricerca mostra che i maschi sono generalmente più attivi delle femmine, con differenze che si accentuano durante l'adolescenza e richiedono strategie specifiche per genere.

Limitare il tempo davanti alla TV aumenta l'attività fisica nei bambini?

No, limitare solo il tempo davanti alla TV non garantisce automaticamente un aumento dell'attività fisica. Sono necessari interventi multifattoriali che coinvolgano scuole e famiglie.

Quali sono i rischi della sedentarietà in bambini e adolescenti?

La sedentarietà comporta rischi metabolici significativi, problemi di salute pubblica e compromette lo sviluppo fisico ottimale, richiedendo interventi preventivi precoci.

Come implementare interventi efficaci per aumentare l'attività fisica giovanile?

Gli interventi più efficaci sono multifattoriali, coinvolgendo scuole, famiglie e comunità con programmi strutturati che considerino le specificità dell'età e del genere.

Mappa concettuale

Mappa concettuale

Trascina per spostarti · pulsanti +/− per zoom · «Adatta alla finestra» per la panoramica

Autori

Restano visibili solo le schede autore che contengono il testo digitato.