La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2021 Volume: 20214

Fitness e vaccinazione: in che modo l’attività sportiva (e le scelte alimentari) influenzano l’approccio alla vaccinazione anti COVID-19

Abstract

Italiano

Lo studio analizza la correlazione tra attività fisica, scelte alimentari e propensione alla vaccinazione anti-COVID-19. È stato somministrato un questionario anonimo a 1.080 soggetti del settore fitness nel mese di agosto 2021. Il questionario comprendeva 6 domande riguardanti sesso, età, tipo e frequenza di attività fisica, regime alimentare e stato vaccinale. I risultati evidenziano che solo il 13,5% del campione dichiara di non aver eseguito la vaccinazione e di non avere intenzione di farla, mentre il 63,4% si è vaccinato convinto della propria scelta. Un ulteriore 5,4% si è vaccinato per esigenze personali e il 13,5% nonostante alcune perplessità. Lo studio mira a identificare specifiche attività sportive o regimi alimentari che potrebbero influenzare l'approccio alla vaccinazione, considerando la reattanza psicologica dei soggetti no-vax e le loro credenze complottiste.

English

The study analyzes the correlation between physical activity, dietary choices, and propensity for COVID-19 vaccination. An anonymous questionnaire was administered to 1,080 subjects from the fitness sector in August 2021. The questionnaire included 6 questions regarding gender, age, type and frequency of physical activity, dietary regimen, and vaccination status. Results show that only 13.5% of the sample declares not having been vaccinated and not intending to do so, while 63.4% were vaccinated convinced of their choice. An additional 5.4% were vaccinated for personal needs and 13.5% despite some concerns. The study aims to identify specific sports activities or dietary regimens that might influence vaccination approach, considering the psychological reactance of no-vax subjects and their conspiracy beliefs.

Keywords

Italiano

fitness, vaccinazione, COVID-19, sport, alimentazione, no-vax, reattanza psicologica, salute pubblica, scienze motorie, benessere

English

fitness training, vaccination, COVID-19, sport, nutrition, anti-vax, psychological reactance, public health, sports science, well-being

Questo articolo esplora come l'attività sportiva e le scelte alimentari possano influenzare l'approccio alla vaccinazione anti-COVID-19. Attraverso un sondaggio, si cerca di capire se esistono correlazioni tra il tipo di attività fisica praticata, il regime alimentare seguito e la propensione a vaccinarsi. I risultati mostrano che solo una piccola percentuale del campione non intende vaccinarsi, mentre la maggior parte ha già ricevuto il vaccino o è in attesa di farlo.

Introduzione

Il tema della vaccinazione anti-COVID-19 è stato particolarmente divisivo negli ultimi mesi, nonostante le evidenze scientifiche siano inequivocabili. Tuttavia, permangono diversi gradi di diffidenza nei confronti del vaccino, influenzati da fattori culturali, età, titolo di studio, area geografica e strato sociale di riferimento.

Materiali e metodi

Il sondaggio è stato effettuato nel mese di agosto 2021, mediante la somministrazione di un questionario anonimo a un bacino eterogeneo di persone accomunate dalla passione per il fitness. Il numero di rispondenti è stato pari a 1.080 soggetti, con una distribuzione di genere del 54,6% maschile e 45,4% femminile.

Le domande del questionario includevano:

  • Indicare il sesso.
  • Indicare l'età.
  • Pratichi attività fisica?
  • Quale attività svolgi in modo prevalente?
  • Segui uno specifico regime alimentare?
  • Hai eseguito la vaccinazione anti-COVID-19?

Risultati

L'elaborazione dei dati ha fatto emergere che solo il 13,5% del campione dichiara di non aver eseguito la vaccinazione e di non avere intenzione di farla. Il 63,4% ha già ricevuto il vaccino ed è convinto della propria scelta, mentre il 5,4% si è vaccinato per esigenze personali. Il 13,5% ha qualche perplessità e il 3,3% è in attesa di vaccinazione.

Tabella 1 - Analizzando il dato in relazione al tipo di attività fisica svolta emerge quanto riportato:
Disciplina praticata in modo prevalente Vaccinato (convinto) Vaccinato (perplesso) Vaccinato ("costretto") In attesa di vaccinazione Non intende vaccinarsi
Discipline di squadra* 50% 25% 0% 0% 25%
Discipline body and mind 65,7% 8,5% 2,9% 8,6% 14,3%
Attività coreografico musicali 50% 18,7% 9,4% 3,1% 18,8%
Ciclismo/MTB* 68,4% 21,1% 5,2% 0% 5,3%
Corsa/footing/running/jogging 65,8% 12,2% 0% 4,9% 17,1%
Nuoto o attività acquatiche* 71,4% 14,3% 0% 14,3% 0%
Discipline di contatto 56,6% 8,7% 13% 8,7% 13%
Danza* 71,4% 14,3% 0% 0% 14,3%
Altre attività individuali* 63,6% 9,1% 9,1% 0% 18,2%
Altre attività non in elenco 66,7% 12,6% 3,2% 1,6% 15,9%
Bodybuilding/forza 65,2% 13% 6,5% 2,9% 12,4%
Non svolge attività sportive* 77,8% 22,2% 0% 0% 0%

Questo articolo esplora la correlazione tra l'attitudine alla vaccinazione e le abitudini di allenamento e alimentazione. I risultati indicano che chi pratica bodybuilding o segue una dieta iperproteica mostra una maggiore propensione a vaccinarsi. Al contrario, chi è impegnato in attività coreografico-musicali o segue una dieta vegana/vegetariana tende a essere più scettico.

Risultati

Le prime tre categorie con maggiore avversione al vaccino sono coloro che sono impegnati in attività coreografico-musicali (18,8%), seguiti da chi è dedito alla corsa (17,1%) e chi si allena in discipline non presenti in elenco. Al contrario, chi pratica bodybuilding o attività inerenti l'allenamento della forza ha la maggiore propensione ad una vaccinazione consapevole e convinta (65,2%) e il minor numero di soggetti avversi nei confronti del vaccino (12,4%).

Il gruppo degli appartenenti alle discipline body and mind (come lo yoga, il pilates, ecc.) è quello con la maggiore spaccatura interna, avendo sia un alto numero di vaccinati consapevoli o meno del 4% e un basso numero di vaccinati "perplessi" o in qualche modo "obbligati", ma contestualmente ha anche un elevato numero di persone che non intendono vaccinarsi (14,3%), uno dei più alti tra quelli registrati.

Tabella 2 - Analizzando nel medesimo modo le tendenze alla vaccinazione con le scelte alimentari emerge quanto segue:
VACCINATO (CONVINTO) VACCINATO (PERPLESSO) VACCINATO ("COSTRETTO") IN ATTESA DI VACCINAZIONE NON INTENDE VACCINARSI
Paleodieta* 100% 0% 0% 0% 0%
Dieta vegana/vegetariana 61,1% 11,1% 0% 0% 27,8%
Dieta chetogenica* 50% 0% 0% 0% 50%
Dieta iperproteica 62,7% 16% 6,6% 2,7% 12%
Digiuno intermittente* 58,8% 11,8% 11,7% 5,9% 11,8%
Dieta mediterranea 62,3% 17,4% 3,6% 3,7% 13%
Dieta a Zona* 85,7% 0% 0% 0% 14,3%
Dieta non in elenco 62,2% 8,9% 10% 2,2% 16,7%
Non segue una dieta specifica 67% 13,1% 4,2% 4,2% 11,5%

La maggiore propensione al vaccino riguarda chi, pur allenandosi, non segue uno specifico regime alimentare (67%), o segue un'alimentazione iperproteica (62,7%), o una alimentazione mediterranea (62,3%). Questi dati non sono slegati dal tipo di disciplina praticata, poiché l'81,3% di chi segue una alimentazione iperproteica svolge allenamenti nell'ambito del bodybuilding o della forza, è quindi evidente che in entrambi i casi emerga una forte propensione alla vaccinazione.

Tabella 3 - In ultimo è stata applicata la medesima analisi in funzione del numero di sessioni di allenamento settimanale:
VACCINATO (CONVINTO) VACCINATO (PERPLESSO) VACCINATO ("COSTRETTO") IN ATTESA DI VACCINAZIONE NON INTENDE VACCINARSI
Da 1 a 3 allenamenti settimana 68,2% 15,1% 4,3% 3,2% 9,2%
Più di 3 allenamenti settimana 62,7% 12,4% 6,1% 3,5% 15,3%
Zero allenamenti* 54,5% 18,2% 0% 0% 27,3%

Ancora una volta i soggetti non allenati rappresentano appena il 2% del totale del campione, e rispettando il cut-off arbitrario del 4% per la significatività statistica, certamente chi si allena da 1 a 3 giorni a settimana è non solo più propenso a vaccinarsi (68,2%), ma ha all'interno anche un minor numero di persone che dichiarano di non volerlo fare nel modo più assoluto (9,2% contro il 15,3% di chi si allena più di 3 giorni a settimana).

Tabella 4 - Basandosi sul sesso dei partecipanti emerge che:
VACCINATO (CONVINTO) VACCINATO (PERPLESSO) VACCINATO ("COSTRETTO") IN ATTESA DI VACCINAZIONE NON INTENDE VACCINARSI
Femmine 57,9% 18,4% 4,9% 2,9% 15,9%
Maschi 69,3% 9,5% 5,7% 3,7% 11,5%

Le femmine hanno una minore propensione ad una vaccinazione consapevole (57,9%), sono più perplesse dell'eventuale scelta intrapresa (18,4% rispetto ad un valore prossimo alla metà negli uomini), e sono in numero più elevato anche riguardo l'intenzione di non vaccinarsi affatto (15,9%).

Tabella 5 - Infine l'analisi anagrafica offre questa ripartizione:
VACCINATO (CONVINTO) VACCINATO (PERPLESSO) VACCINATO ("COSTRETTO") IN ATTESA DI VACCINAZIONE NON INTENDE VACCINARSI
Dai 18 ai 28 anni 67,8% 6,7% 11,1% 4,4% 10%
Dai 29 ai 39 anni 66,2% 15,7% 3,5% 4,5% 10,1%
Dai 40 ai 49 anni 58,7% 15,7% 5,8% 2,3% 17,5%
Dai 50 ai 59 anni 66,2% 11,8% 2,9% 1,5% 17,6%
Oltre i 59 anni* 75% 8,3% 0% 0% 16,7%

Questo articolo esplora l'efficacia dei vaccini COVID-19, in particolare quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna, in una coorte prospettica di pazienti isolati a casa. Viene analizzata anche la psicologia dietro le attitudini anti-vaccinazione e l'impatto dei vaccini sulla popolazione anziana ospedalizzata negli Stati Uniti. I risultati forniscono una visione completa delle sfide e delle opportunità nel contesto della vaccinazione di massa.

Discussione

La discussione si concentra sull'analisi dei dati raccolti riguardo l'efficacia dei vaccini contro varianti specifiche del virus COVID-19, come la variante Delta. Inoltre, viene esaminato il fenomeno delle attitudini anti-vaccinazione, esplorando le radici psicologiche di tali atteggiamenti attraverso studi condotti in diverse nazioni.

Un altro aspetto discusso riguarda la sicurezza dei vaccini mRNA, come il BNT162b2, in un contesto nazionale, con particolare attenzione agli effetti collaterali e alla percezione pubblica della loro sicurezza. Studi precedenti hanno evidenziato come la comunicazione e la trasparenza siano cruciali per migliorare la fiducia del pubblico nei confronti dei vaccini.

Conclusioni

In conclusione, l'articolo sottolinea l'importanza della vaccinazione come strumento fondamentale per controllare la pandemia di COVID-19. Nonostante le sfide rappresentate dalle varianti emergenti e dalle attitudini anti-vaccinazione, i dati suggeriscono che i vaccini disponibili sono efficaci e sicuri per la popolazione generale.

La ricerca futura dovrebbe concentrarsi su strategie per affrontare la disinformazione e migliorare l'accettazione dei vaccini, nonché su ulteriori studi per monitorare l'efficacia dei vaccini contro nuove varianti del virus.

Bibliografia

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Vedi anche

Domande frequenti

Qual è stato l'obiettivo principale dello studio sul fitness e la vaccinazione COVID-19?

L'obiettivo principale era investigare la correlazione tra l'attività fisica, le scelte alimentari e la propensione alla vaccinazione anti-COVID19, cercando di identificare se specifiche discipline sportive o regimi alimentari fossero associati a una maggiore resistenza vaccinale.

Quante persone sono state coinvolte nello studio e qual era il loro profilo?

Lo studio ha coinvolto 1.080 persone attive nel settore del fitness, a cui è stato somministrato un questionario per raccogliere dati sulle loro abitudini sportive, alimentari e sulla propensione alla vaccinazione.

Qual è stata la percentuale di persone contrarie alla vaccinazione nel campione studiato?

Solo il 13,5% del campione si dichiarava contrario alla vaccinazione anti-COVID19, un dato che risultava allineato con la media nazionale italiana del periodo in cui è stato condotto lo studio.

Che cos'è la 'reattanza psicologica' e come si collega ai risultati dello studio?

La 'reattanza psicologica' è una teoria secondo cui gli individui resistono a raccomandazioni o pressioni percepite come minacce alla propria libertà. Nello studio, è stata utilizzata per spiegare la tendenza dei soggetti no-vax a credere in teorie complottiste e a resistere alle raccomandazioni sanitarie per preservare la propria libertà percepita.

Lo studio ha identificato discipline sportive o diete specifiche associate a una maggiore resistenza vaccinale?

Lo studio si proponeva di identificare se specifiche discipline sportive o regimi alimentari fossero associati a una maggiore resistenza vaccinale, seguendo metodologie simili a quelle usate per i disturbi alimentari nel fitness. I risultati dettagliati su questa specifica correlazione non sono esplicitati nell'abstract fornito, ma l'indagine era volta a esplorare tali legami.

Questo studio può aiutare a comprendere meglio le dinamiche di adesione alle campagne di salute pubblica?

Sì, studi come questo sono fondamentali per comprendere meglio le dinamiche psicologiche e sociali che influenzano l'adesione alle campagne di salute pubblica, fornendo spunti per comunicazioni più efficaci e mirate, specialmente in contesti specifici come quello del fitness.

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