Questo articolo esplora il legame tra l'eccesso di peso e i problemi posturali e muscolo-scheletrici, evidenziando come l'obesità possa influire negativamente sulla postura e sulla qualità della vita. Propone inoltre che l'eccesso ponderale sia un fattore di rischio per diverse patologie cronico-degenerative e che possa causare o aggravare condizioni come la lombalgia.
Introduzione
Come è ben noto, l'obesità rappresenta uno dei più grandi problemi di salute pubblica a livello mondiale sia perché la sua diffusione è in costante aumento, sia perché essa rappresenta un importante fattore di rischio per diverse patologie cronico-degenerative. Sebbene sia risaputo che l'eccesso ponderale sia associato allo sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete e tumori, le critiche conseguenze che tale condizione comporta sulla nostra postura sono spesso trascurate.
Meccanismi di Influenza dell'Obesità sulla Postura
Ad oggi sono stati individuati diversi meccanismi che sottendono tali fenomeni. Tra questi, è stato riconosciuto che l'eccessivo accumulo di tessuto adiposo, specialmente in sede viscerale, gravando sulla colonna vertebrale, induce il soggetto ad assumere posture errate; da ciò ne consegue uno spostamento del baricentro, e ad un allineamento non in asse della colonna.
Allo stesso modo l'eccesso ponderale limita la possibilità di movimento nelle azioni di vita quotidiana del soggetto, presumibilmente a causa delle restrizioni meccaniche imposte dall'aumento del tessuto adiposo.
Risultati di Studi Recenti
I risultati di un recente studio condotto presso l'Università di Houston hanno messo in evidenza che l'obesità è associata anche ad alcune alterazioni relative all'andatura negli adulti; in particolare, è stato appurato che un indice di massa corporea più elevato risulta essere più strettamente correlato con alterazioni dell'andatura rispetto alla percentuale di grasso corporeo, suggerendo, dunque, che la massa corporea assoluta è più influente sulle caratteristiche dell'andatura rispetto alla quantità relativa di tessuto adiposo.
Altri studi in letteratura hanno poi approfondito, tra le diverse implicazioni sfavorevoli provocate dall'obesità a riguardo, la sua documentata relazione con il dolore lombare; un'interessante meta-analisi che ha incluso 33 studi, ha mostrato che la prevalenza di lombalgia è maggiore nei soggetti con eccesso ponderale.
Discussione
Tante sono le problematiche posturali che si possono facilmente correlare al soggetto sovrappeso. È facilmente evidenziabile come spesso il piede piatto-lasso tipico dell'età infantile si ritrovi più spesso nei bambini sovrappeso e come sia destinato a stabilizzarsi anche in età adulta laddove l'eccesso ponderale venga mantenuto.
La lassità articolare tipica del giovane sovrappeso lo predispone a mancanze di equilibrio, instabilità di caviglia e frequenti distorsioni. Il ginocchio appare spesso iperesteso e recurvato, tendente al valgismo. La schiena si inarca maggiormente, a pagarne le spese è spesso il tratto lombare che frequentemente si sovraccarica con conseguente mal di schiena. L'ipercifosi dorsale si accompagna alla tendenza ad anteporre il capo in avanti.
Dai dati raccolti nell'indagine 2012 per il progetto "Okkio alla salute", risulta che il 22,1% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 10,2% in condizioni di obesità. Complessivamente, dunque, nel 2012 l'eccesso ponderale riguarda il 32,3% dei bambini della terza elementare. Tali dati inseriscono l'Italia fra i primi posti in Europa proprio per l'eccesso ponderale infantile.
Conclusioni
Alla luce di quanto descritto è possibile riconoscere che l'eccesso ponderale indotto da una iperalimentazione può nel tempo determinare svariate alterazioni posturali, tensioni muscolari e uno stato pro-infiammatorio sottostante che contribuisce ad aggravare lo stato di salute del soggetto. Sebbene non sia intuitivo che la dieta impatti sul sistema muscolo-scheletrico, rivolgere attenzione alle nostre scelte alimentari rappresenta un aspetto indispensabile per scongiurare l'insorgenza di problemi legati alla postura, la compromissione delle capacità motorie, e, certamente, per promuovere il miglioramento e il mantenimento di un buono stato di salute da tutti i punti di vista.
Questo articolo propone strategie pratiche per la prevenzione e gestione dell'obesità, sottolineando l'importanza di un'attività fisica regolare e di un'alimentazione equilibrata. Viene evidenziata la necessità di programmi integrati per soggetti sovrappeso o obesi, che includano sia un trattamento dietetico personalizzato che esercizi di rieducazione posturale.
Fitness e Prevenzione
Sebbene l’adozione di uno stile di vita sano rappresenti il primo passo per prevenire il rischio di insorgenze delle affezioni descritte, per i soggetti sovrappeso od obesi in cui queste si sono già instaurate, è opportuno confrontarsi con dei professionisti. Difatti, date le numerose ed eterogenee complicanze osteo-articolari che lo stato di obesità può determinare, in tale contesto risulta fondamentale importanza avviare in sicurezza un programma integrato che contempli l’adesione ad un trattamento dietetico personalizzato ed esercizi di rieducazione posturale, al fine di ottenere dei miglioramenti concreti e durevoli.
- Praticare regolarmente attività fisica; non è necessario utilizzare delle attrezzature particolari, piuttosto, ciò che permette di fare la differenza è la scelta di attività fattibili da poter svolgere con costanza. Ad esempio, praticare delle sessioni di camminata veloce per almeno tre volte a settimana, ciascuna della durata di 30-45 minuti di seguito rappresenta un tipo di attività alla portata di tutti e facilmente realizzabile.
- Non saltare i pasti; consumare 4-5 pasti al giorno permette di non sentirsi troppo appesantiti o affamati ai pasti, mantenere uno stile di vita attivo e non sentirsi privi di forza.
- Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di origine vegetale, con consumo giornaliero di cereali non industrialmente raffinati e legumi.
- Limitare il consumo di carni rosse (carni ovine, suine, bovine) ed evitare quello di carni conservate (carne in scatola, salumi).
- Prestare attenzione alla qualità e alla quantità di condimenti utilizzati; si suggerisce di prediligere in assoluto il consumo di olio extravergine d’oliva, in quantità moderate, e di aggiungerlo a crudo alle pietanze.
- Si ricorda che il consumo di bevande alcoliche non è raccomandato; per chi ne consuma si raccomanda di limitarsi ad un bicchiere di vino (da 120 ml) per le donne, e due per gli uomini.
- Consumare più porzioni al giorno di frutta, verdura e ortaggi freschi (almeno 4-5 complessivamente); tale accorgimento, unitamente ad un adeguato apporto di cereali integrali e legumi, contribuisce al raggiungimento di un adeguato apporto di fibra, a sua volta associato ad un miglioramento della funzione intestinale, all’aumento del senso di sazietà, ad un miglior controllo metabolico e ad una riduzione del rischio di patologie dell’apparato digerente.
- Limitare il consumo di sale e di alimenti conservati sotto sale.
- Masticare con calma e servirsi di piccoli bocconi: ciò favorisce una migliore digestione e il raggiungimento di un prolungato senso di sazietà.
- Mantenere il dimagrimento; si ricorda che al fine di ottenere un miglioramento dello stato di salute significativo, il raggiungimento del calo ponderale desiderato è importante tanto quanto il mantenimento nel tempo dei risultati ottenuti.
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