Questo articolo propone l'uso di robot per l'allestimento delle chemioterapie, evidenziando come la tecnologia possa migliorare la precisione e la sicurezza nella preparazione dei farmaci oncologici. L'implementazione di sistemi robotizzati riduce il rischio di esposizione a sostanze pericolose per il personale sanitario e garantisce una maggiore tracciabilità e controllo delle dosi somministrate ai pazienti.
Introduzione
La rivoluzione tecnologica sta offrendo il suo potenziale innovativo anche all'interno del campo medico, introducendo novità in grado di rivoluzionare un ambito dove l'affidabilità e la precisione sono elementi fondamentali. A L'Aquila, per esempio, presso l'Ospedale regionale San Salvatore è stato installato nel 2013 un nuovo robot, "Apotecachemo" del gruppo Loccioni, che si sta occupando della preparazione e allestimento dei farmaci impiegati per le chemioterapie che si somministrano nei tre ospedali della ASL 1 Abruzzo di Avezzano, L'Aquila e Sulmona.
Come funzionamento del sistema robotizzato
Il medico specialista dei reparti di Oncologia dell'Aquila, di Avezzano e di Sulmona facenti parte della stessa Azienda sociosanitaria territoriale invierà direttamente al software di gestione del sistema, APOTECA-manager, i dati di un paziente che nella giornata dovrà sottoporsi alla cura chemioterapica. A quel punto, in base a diversi parametri (urgenza, tipo di prodotto, protocollo di cura), il Farmacista ospedaliero validerà la richiesta visionando accuratamente il protocollo dell'oncologo e darà ordine alla macchina robotizzata di cominciare la produzione del medicamento.
Una volta pronto, il farmaco verrà inviato tramite personale dedicato, direttamente presso il reparto da dove è partita l'ordinazione e subito utilizzato per curare il paziente in attesa della terapia personalizzata. Questo nuovo reparto UFA (Unità Farmaci Antiblastici) grazie al robot, permetterà un notevole salto di qualità nella cura dei pazienti oncologici che, con questo sistema automatizzato, ha incrementato notevolmente l'efficienza e la sicurezza nella Asl1 di Avezzano L'Aquila Sulmona che ad oggi vanta oltre 41.000 preparazioni allestite nell'anno 2021 che, anche durante la pandemia, non si è mai fermato.
Caratteristiche dell'UFA e dell'allestimento dei chemioterapici
L'allestimento delle chemioterapie per il trattamento delle patologie onco-ematologiche è ormai una attività diffusa nelle farmacie ospedaliere ed è regolamentata sia a livello nazionale che internazionale. I farmaci chemioterapici antiblastici, che intervengono sul ciclo delle cellule per impedire la proliferazione di cellule cancerose, non agiscono selettivamente sulle cellule tumorali, ma su tutte le cellule in divisione. Molti chemioterapici possono esplicare un certo grado di cancerogenicità, mutagenicità e teratogenicità. Inoltre, questi farmaci possono indurre effetti collaterali tossici, irritanti, allergizzanti.
Da qui nasce la necessità, per chi manipola tali molecole, di conoscerne tutti i rischi correlati, la normativa di riferimento e di ricevere l'idonea formazione teorico-pratica. Per tutelare la salute dei lavoratori esposti, la conferenza Stato-Regioni con le province autonome di Trento e Bolzano ha definito, in un documento, gli indirizzi relativi alla valutazione dell'esposizione, alla sorveglianza sanitaria, alle misure di prevenzione, alle modalità operative, ai carichi lavorativi e alla suscettibilità individuale utili alla prevenzione del rischio di esposizione.
Secondo la Raccomandazione Ministeriale n°14 i farmaci antiblastici devono essere allestiti da personale dedicato e formato (infermieri e tecnici di laboratorio), sotto la responsabilità del farmacista ospedaliero. Deve inoltre essere previsto un addestramento teorico-pratico (tecnica asettica, manipolazione in sicurezza, presenza di protocolli operativi specifici), che favorisca l'acquisizione di competenze specifiche che possano essere garantite anche in situazioni di urgenza. È preferibile inoltre che l'allestimento sia eseguito da due operatori (un preparatore e un supporto), per garantire la sterilità dell'intero processo e ridurre la possibilità di errore, a meno che non siano disponibili tecnologie che garantiscano qualità e sicurezza delle cure.
La prevenzione individuale e collettiva si realizza principalmente tramite la centralizzazione organizzativa e strutturale delle attività che prevedono l'uso di farmaci antiblastici. Tutte le preparazioni centralizzate in farmacia ospedaliera devono essere effettuate in un ambiente dedicato denominato UFA (Unità Farmaci Antiblastici). Si tratta di una camera bianca ad atmosfera controllata, ossia un ambiente totalmente sterile e protetto in grado di garantire nel contempo una maggior sicurezza per i pazienti e per gli operatori. La fase più critica nella manipolazione degli antiblastici è quella della preparazione, ovvero della ricostituzione e diluizione di questi farmaci. In questa fase, infatti, si registra il massimo livello di esposizione per l'operatore.
La riduzione del rischio di esposizione deve essere garantita tramite un'idonea dotazione strutturale (locali ed apparecchiature) e attraverso l'adozione di procedure scritte, il cui rispetto deve essere costantemente verificato. Inoltre, le terapie oncologiche sono personalizzate sulla base di molteplici parametri di tipo:
- clinico (stato clinico del paziente, stadiazione del tumore);
- fisico (peso, superficie corporea ecc.).
Per questa ragione ogni terapia richiede la definizione di una prescrizione specifica per il paziente e la realizzazione di una serie di operazioni, tra cui il calcolo del dosaggio e la verifica di compatibilità. Tali operazioni potrebbero comportare errori o imprecisioni, che si possono evitare con la definizione di procedure standard e l'attribuzione di ruoli e responsabilità chiari, come è possibile solamente in una struttura centralizzata (UFA). Da circa 10 anni sono presenti sul mercato sistemi robotizzati per l'allestimento di farmaci antiblastici, che consentono di ridurre significativamente i rischi da esposizione per gli operatori, la contaminazione dei preparati e l'errore sul dosaggio.
I sistemi automatizzati per la preparazione dei farmaci antiblastici possono replicare quello che l'operatore esegue manualmente, ma con una maggiore sicurezza nella somministrazione delle dosi terapeutiche ai pazienti (minor errore nella quantificazione del principio attivo); una miglior tracciabilità delle fasi di preparazione e di ogni singola preparazione, un rischio significativamente ridotto di contaminazione dell'ambiente, degli operatori e dei pazienti con la preparazione robotizzata; l'efficientamento del sistema produttivo: una volta a regime, la produzione automatizzata dovrebbe consentire una riduzione del numero di operatori e la gestione dei rifiuti in condizioni di aumentata sicurezza.
Dal punto di vista economico, le evidenze disponibili in letteratura confermano come l'adozione del sistema robotizzato potrebbe portare a una riduzione dei costi per le strutture con un volume di preparazioni annue superiore a 25.000, mentre per le strutture con preparazioni <25.000, si osservano risultati diversi (aumento o diminuzione dei costi) a seconda della percentuale di preparazioni che si prevede di allestire con il robot e delle risorse impiegate nei contesti specifici, relative soprattutto al personale.
Questo articolo propone che l'adozione di un sistema robotizzato per la preparazione dei farmaci citotossici possa ridurre i costi e migliorare la sicurezza e l'accuratezza nelle farmacie ospedaliere. L'analisi economica suggerisce che il sistema diventa vantaggioso a partire da un volume di 34.000 preparazioni annue, con risparmi significativi in contesti ad alta produzione.
Risultati
Il sistema robotizzato è in grado di operare all'interno di un ambiente chiuso e controllato microbiologicamente, pesando i principi attivi e le soluzioni, ricostituendo i farmaci in polvere, dosando i componenti con un braccio meccanico, allestendo siringhe, sacche e dispositivi di infusione, e scaricando in sicurezza i materiali usati.
Le singole pubblicazioni e gli studi analizzati attestano che il sistema robotizzato assicurerebbe:
- una maggiore sicurezza degli operatori5-9 (riduzione del rischio di esposizione a sostanze cancerogene, maggior garanzia di sterilità e minor contaminazione da altri farmaci, diminuzione degli sforzi manuali degli operatori e riduzione del burnout da lavoro ripetitivo);
- una maggiore accuratezza delle dosi con conseguente riduzione degli errori.
Un'analisi economica ha identificato un volume di 34.000 preparazioni annue al di sopra del quale la produzione dei farmaci citotossici con robot risulta vantaggiosa dal punto di vista economico rispetto alla metodica tradizionale7. Questo risultato è in linea con le stime effettuate nella valutazione ex-ante nei tre Ospedali della ASL 1 Abruzzese, dove a volumi di attività maggiori corrispondono minori costi o risparmi.
Discussione
Le stime dei costi nei contesti della ASL 1 mostrano risultati diversi a seconda del numero di preparazioni e della percentuale di preparazioni che si prevede di allestire con il robot. Nel caso di 60.000 preparazioni, di cui il 30% allestite con il robot, si osserva una riduzione dei costi; il risparmio aumenta con l'incremento del numero di preparazioni: fino a -12% per 75.000 preparazioni.
Nel caso in cui il volume di preparazioni annue sia molto elevato e il contesto organizzativo consenta ad un operatore, prima dedicato alla preparazione manuale, di potersi occupare di altre mansioni dopo l'introduzione del robot, l'adozione del sistema robotizzato di allestimento dei farmaci citotossici può determinare un minimo risparmio di costo rispetto alla preparazione manuale.
Conclusioni
In conclusione, l'adozione di un sistema robotizzato per la preparazione dei farmaci citotossici può offrire vantaggi significativi in termini di sicurezza, accuratezza e riduzione dei costi, specialmente in contesti con alti volumi di produzione. Tuttavia, l'efficacia economica dipende dal numero di preparazioni e dalla capacità di riorganizzare le risorse umane all'interno delle strutture sanitarie.
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