La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2015 Volume: 20151

Indagine comparativa tra la plicometria e l’ecografia per la determinazione del pannicolo adiposo sottocutaneo: l’utilizzo di una tabella come riferimento metodologico

Abstract

Italiano

La presente review si propone di analizzare comparativamente la plicometria e l'ecografia come metodiche per la misurazione del pannicolo adiposo sottocutaneo, con l'obiettivo principale di presentare uno strumento metodologico strutturato sotto forma di tabella di riferimento. L'indagine prende in esame 19 punti di repere anatomici, di cui sette derivanti dalla letteratura consolidata (Sheperd e Quintana) e dodici individuati per rendere la valutazione più completa ed esaustiva, seguendo le linee guida ISAK. Per ciascun sito anatomico sono previste tre misurazioni (mediale, prossimale e distale, con scostamento di 20 mm), effettuate sia in ortostatismo che in clinostatismo, da almeno due operatori distinti. La metodologia elaborata consente di acquisire fino a 912 immagini ecografiche e 456 plicometrie per soggetto, permettendo confronti sulla ripetibilità inter-operatore, sull'orientamento della sonda ecografica (parallelo o trasversale alle fibre muscolari) e sulle differenze posturali. Lo strumento proposto si configura come un riferimento metodologico pratico ed efficace per standardizzare la raccolta dati nella valutazione della composizione corporea, riducendo i tempi di acquisizione e facilitando l'analisi comparativa tra le due metodiche.

English

This review aims to comparatively analyze skinfold caliper measurement and ultrasonography as methods for assessing subcutaneous adipose tissue, with the primary objective of presenting a structured methodological tool in the form of a reference table. The investigation examines 19 anatomical landmark sites, seven of which are derived from established literature (Sheperd and Quintana) and twelve identified to provide a more comprehensive assessment, following ISAK guidelines. For each anatomical site, three measurements are performed (medial, proximal and distal, with a 20 mm offset), in both orthostatic and clinostatic positions, by at least two separate operators. The developed methodology allows acquisition of up to 912 ultrasound images and 456 skinfold measurements per subject, enabling comparisons of inter-operator repeatability, ultrasound probe orientation (parallel or transverse to muscle fibers), and postural differences. The proposed tool serves as a practical and effective methodological reference for standardizing data collection in body composition assessment, reducing acquisition time and facilitating comparative analysis between the two methods.

Keywords

Italiano: plicometria, ecografia tessuto adiposo, composizione corporea, grasso sottocutaneo, antropometria, valutazione corporea, bioimpedenza, fitness assessment, ecografia sottocutanea, pannicolo adiposo, punti di repere antropometrici, pannicolo adiposo sottocutaneo, ecografia muscolo-scheletrica, antropometria ISAK

Inglese: skinfold measurement, ultrasound adipose tissue, body composition, subcutaneous fat, anthropometry, body assessment, bioimpedance, fitness evaluation, subcutaneous ultrasonography, adipose tissue, anthropometric landmarks, subcutaneous adipose tissue, musculoskeletal ultrasonography, ISAK anthropometry

L'articolo propone un metodo sistematico per raccogliere dati sulla composizione corporea utilizzando sia il plicometro che l'ecografo, al fine di confrontare l'efficacia di questi strumenti. Viene presentato un foglio di lavoro che facilita l'acquisizione e l'analisi delle misurazioni, permettendo di annotare un ampio numero di immagini ecografiche e plicometrie per ogni soggetto. Questo approccio mira a migliorare la precisione e la ripetibilità delle misurazioni, offrendo una risorsa utile per studi comparativi e per l'ottimizzazione delle tecniche di misurazione del grasso sottocutaneo.

Autore: Dott. Stefano Scarallo

I primi tentativi di studio della composizione delle varie regioni corporee risalgono alla fine del 1800 (1) e, da allora, queste tecniche d’indagine avvengono principalmente mediante l’utilizzo di un plicometro. In letteratura abbondano gli studi sia per quanto concerne le diverse tipologie di strumenti utilizzabili che dei metodi di misurazione applicabili, sulla localizzazione dei punti di repere (anche al di fuori delle raccomandazioni della ISAK) e sulla differenza dei risultati riscontrabili a seconda dell’esperienza dell’operatore che esegue le misurazioni. Attualmente è in grande espansione anche l’interesse verso le tecniche ecografiche per la definizione dell’adipe componente l’interfaccia muscolo-D.A.T. (tessuto adiposo profondo). In origine e indicativamente fino agli anni ‘60, le misurazioni ecografiche venivano utilizzate principalmente per studiare la morfologia degli animali, sia in vivo che post mortem, ma nel 1963 (2) venne pubblicato uno tra i primi studi di misurazione del grasso sottocutaneo mediante l’utilizzo dell’ecografia. Ad oggi, l’impiego di questa metodica rappresenta ancora oggetto di dibattiti scientifici, contraddistinto per la sostanziale efficacia e ripetibilità. Appurato che queste caratteristiche permetterebbero una più accurata stima dell’adipe sottocutaneo (sia attraverso l’accurata visualizzazione su monitor che la misurazione tramite programmi specifici) va tenuto conto che determinati aspetti, come l’acquisizione delle immagini e la predizione del risultato, richiedono una maggiore disponibilità temporale e strumentale rispetto al plicometro. L’obiettivo di questa review è quello di presentare un foglio di lavoro utile all’esaminatore in sede d’esame, che fornisca una metodologia, nella sua duplice accezione cronologica e dinamica, dell’acquisizione delle immagini, sia con plicometro che con ecografo, in modo tale da semplificare la raccolta, lo studio dei dati e renderne scorrevole l’approfondimento.

L’articolo in sé nasce con l’intento di rendere fruibile uno strumento utile nello stabilire i metodi per la raccolta delle informazioni, consentendo di annotare 912 immagini ecografiche e 456 plicometrie, per ogni soggetto esaminabile. La mole di dati ricavabili può considerarsi utile per effettuare studi di comparazione tra due strumenti di misura, il plicometro e l’ecografo, attraverso i quali è possibile indagare su diversi aspetti quali: eventuali differenze tra i risultati, misurando i soggetti volontari sia in posizione ortostatica che clinostatica, la necessità di confrontare una duplice misurazione svolta da almeno una coppia di operatori, più o meno esperti, per confermare l’eventuale ripetibilità del risultato, l’approfondimento del reale valore riscontrabile dal posizionamento della testina ecografica sia in direzione parallela alle fibre muscolari che in senso trasversale, così come la discrepanza riscontrabile nel discostarsi di 20mm in senso prossimale e di 20mm in senso distale, rispetto al corretto punto di repere.

Secondo quest’ottica, l’elaborazione della tabella di riferimento risulterebbe utile alla realizzazione di uno studio che preveda la collaborazione di un numero di soggetti volontari variabile, sui quali individuare e contrassegnare, tramite una penna dermografica, un totale di 19 punti di repere. Di questi, sette siti d’indagine si rifanno alle indicazioni dettate da Sheperd (3) e Quintana (4), mentre la ricerca e l’affermazione di altri 12 punti di repere nasce dall’intento di rendere l’indagine completa ed esaustiva e, nello specifico, le aree esaminabili risultano essere: bicipitale, tricipitale, sottoscapolare, sovrailiaca, ileospinale, addominale, femorale frontale (5), ischiocrurale (6), trocanterica (7,8), pettorale, costale, gonorica, gastrocnemia poplitea e gastrocnemia volare (9), acromiale (10), ipogastrica (11), bracoradiale (12), femorale volare, lombare (8). La mappatura di tutti i focus studiati deve comunque seguire le linee guida fornite dall’ente internazionale di normalizzazione delle misurazioni antropometriche (ISAK).

Nella tabella in figura 1 possiamo meglio apprezzare la descrizione della localizzazione dei suddetti focus, derivante dai suggerimenti dei diversi studi, dove la stessa Regione Anatomica è stata tratta dal volume Anatomia Umana. Apparato Locomotore (13). Inoltre, l’ordine di trascrizione dei siti anatomici rispetta la sequenza dinamica, teorica, delle misurazioni effettuabili; ovvero il procedimento per via cranio-caudale (partendo dalla regione ventrale, fino alla misurazione dell’area gonorica, per poi spostarsi sull’area dorsale dell’esaminato) permetterebbe una rapida acquisizione delle immagini ecografiche e delle plicometrie, riducendo notevolmente i tempi di lavoro. Contrariamente alle indicazioni riferite da Lohman (1981) (13), dove il suggerimento sarebbe quello di riferirsi al solo emilato destro del soggetto, ai fini di una ricerca esauriente l’elaborato consente di esaminare entrambe le metà corporee in maniera tale da raccogliere una quantità di dati sufficiente ad una comparazione adeguata.

La tabella in figura 2 esemplifica ciò che è stato studiato per raggiungere una metodica chiara ed utile alla misurazione del pannicolo adiposo sottocutaneo attraverso un plicometro. La tabella è costituita da quattro colonne, dove la prima coppia è dedicata alle misurazioni da svolgere in ortostatismo mentre le restanti due sono specifiche per il clinostatismo. Ogni coppia è ulteriormente suddivisa in regione destra e sinistra, al centro di ogni singola colonna sono riportate in sequenza i punti di repere da analizzare per i quali, per ognuno di questi, vengono indicate le tre misurazioni da effettuare: medialmente (che corrisponde all’identificazione dettata dalla letteratura), 20mm in direzione prossimale e 20mm in direzione distale (15) al segmento/area corporeo/a, il tutto sempre seguendo l’asse di clivaggio della pelle. Di conseguenza, rispettivamente a destra e a sinistra di ogni colonna, sono state inserite delle apposite caselle (nominate OP1 ed OP2) nelle quali sarà possibile riportare gli spessori cutanei letti sul plicometro dai due operatori, in maniera tale da avere una rappresentazione immediata di possibili divergenze nei risultati acquisiti. La tabella in figura 2 è stata lasciata compilata in modo da rendere esplicito il concetto di confronto immediato tra i due misuratori ad ogni singolo rilevamento. Per quanto concerne invece l’utilizzo dell’ecografo, la realizzazione delle tabelle segue grosso modo lo stesso principio ideologico della plicometria; queste si differenziano tra loro per una diversa composizione che si è resa necessaria al fine di garantirne un facile utilizzo. Come si può vedere dalla figura 2 in poi, abbiamo sempre suddiviso lo schema in maniera tale da circoscrivere uno spazio dedicato ad ogni operatore ed alla misura che intende rilevare. Al di sotto del punto di repere sono stati lasciati tre spazi da compilare con il numero corrispondente all’immagine ecografica; a destra e sinistra di ognuno di questi è riportata la sigla m (mediale), p (prossimale) e d (distale) così da semplificarne la stesura e seguire in tempo reale le misurazioni effettuate. Si procederebbe dunque sistemando il soggetto in ortostatismo affinché prima l’operatore “1” e poi l’operatore “2” eseguano tutte le ecografie, sia sulla regione destra che sinistra, collocando la sonda in posizione trasversale alle fibre muscolari, ricavandone sempre tre misurazioni (mediale, prossimale, distale). A seguire, la stessa procedura sarà attuabile in clinostatismo (figura 3) fino ad esaurire tutti i 38 punti di repere da analizzare. La sequenza cronologica rispettata termina nel momento in cui tutte le misurazioni in ortostatismo (figura 4) ed in clinostatismo (figura 5), con la sonda ecografica disposta in posizione parallela alle fibre muscolari, vengano portate a termine.

Conclusioni

Come anticipato, il proposito è quello di agevolare il lavoro di raccolta dati, al fine di garantirne un’acquisizione rapida e ordinata. In questa occasione, le tabelle stesse sono state classificate per ambito di ricerca, in modo tale da poterne utilizzare solo le componenti interessanti, tralasciando le altre, così da poter centrare il focus sul contesto d’indagine preferito. Come già accennato, il seguente lavoro è stato presentato secondo l’ipotesi di un’acquisizione delle immagini/valori in senso cranio-caudale ed indagando prima l’area ventrale del soggetto e, successivamente, l’area dorsale. Nonostante questo, se considerassimo l’insieme delle tabelle come un continuum cronologico e metodologico, il medesimo foglio non si affermerebbe come l’unico strumento per i fini già indicati, bensì possibile alternativa per agevolare il ricercatore nel corso dell’acquisizione delle misure, modificabile ed adattabile all’interesse personale.

Figura 1.

Figura 2

Figura 3

Figura 4

Figura 5

Figura 6

Bibliografia

  1. Richer, P., 1890. Du rôle de la graisse dans la conformation extérieure du corps humain. Nouvelle Iconographie de la Salpetrière, 3, pp.20-26.
  2. Paerish I., Paerish M., 1963, Measurement of the corpulence of layers of human subcutaneous fatty tissue with the ultrasonic echo method, Pflugers Arch Gesamte Physiol Menschen Tiere, 267:437-44
  3. Shephard, R.J., 1991. Body Composition in Biological Anthropology. Cambridge University Press, New York, USA.
  4. Quintana, M.S., Teoria de Kinantropometria. I.N.E.F., Madrid, 2005.
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  11. Harrison, G. et al., 1988. Skinfold thicknesses and measurement technique. In Anthropometric standardization reference manual, ed T.G. Lohman, A.F. Roche & R. Martorell, 55–70. Champain, IL: Human Kinetics.
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  15. Durnin, J. V, de Bruin, H. & Feunekes, G.I., 1997. Skinfold thicknesses: is there a need to be very precise in their location? The British journal of nutrition, 77(1), pp.3–7.

Vedi anche

Domande frequenti

Qual è la differenza tra plicometria ed ecografia nella misurazione del grasso?

La plicometria misura lo spessore delle pliche cutanee con un calibro, mentre l'ecografia utilizza ultrasuoni per visualizzare direttamente gli strati di tessuto adiposo sottocutaneo. L'ecografia offre maggiore precisione ma richiede strumentazione più costosa.

Quanti punti corporei vengono analizzati nello studio comparativo?

Lo studio analizza 19 punti corporei specifici seguendo una sequenza cranio-caudale, con 912 immagini ecografiche e 456 misurazioni plicometriche per soggetto, garantendo un'analisi completa della distribuzione del grasso sottocutaneo.

Quale metodo è più accurato per misurare il tessuto adiposo sottocutaneo?

L'ecografia generalmente offre maggiore accuratezza rispetto alla plicometria poiché visualizza direttamente i tessuti senza compressione. Tuttavia, la plicometria rimane uno strumento valido e più accessibile per la valutazione della composizione corporea.

Come viene valutata la riproducibilità delle misurazioni?

La riproducibilità viene testata attraverso misurazioni multiple eseguite da due operatori diversi, includendo misurazioni mediane e punti a 20mm prossimali e distali per valutare l'affidabilità inter-operatore di entrambe le tecniche.

In che posizione vengono effettuate le misurazioni del grasso sottocutaneo?

Le misurazioni vengono effettuate sia in posizione ortostatica (in piedi) che clinostatica (sdraiata) per confrontare l'accuratezza dei due metodi in diverse condizioni posturali e ottimizzare i protocolli di valutazione.

Quanto tempo richiede l'acquisizione dei dati con questo protocollo?

Il protocollo è stato ottimizzato per ridurre i tempi di acquisizione dati pur mantenendo l'accuratezza delle misurazioni. La standardizzazione del processo permette una valutazione efficiente su 19 punti corporei con entrambe le metodiche.

Questo studio può essere utilizzato come riferimento per professionisti del fitness?

Sì, lo studio fornisce un framework standardizzato che può essere utilizzato come riferimento metodologico da personal trainer, nutrizionisti e professionisti della salute per scegliere il metodo più appropriato per la valutazione della composizione corporea dei propri clienti.

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