L'estetica funzionale rappresenta un nuovo campo di intervento del Personal Trainer che unisce il miglioramento dell'aspetto fisico con l'ottimizzazione delle capacità funzionali. Questo approccio integrato permette di aumentare il "capitale corporeo" attraverso protocolli di esercizio fisico che migliorano simultaneamente l'estetica e la performance, richiedendo una preparazione multidisciplinare che spazia dall'allenamento alla nutrizione, dalla cosmetica alla medicina estetica.
Il Body Image
Nell'attuale era digitale, dove le distanze geografiche sono azzerate dal veloce scambio di dati via etere, il corpo, prima prova tangibile della nostra esistenza, rimane ancora uno strumento fondamentale di comunicazione e di inserimento sociale1,2. L'aspetto fisico di un individuo è la risultante della moltitudine di avvenimenti che si susseguono incessantemente nella sua vita: trattamenti igienici, programmi alimentari, condizioni di salute, stati emotivi, tenore di vita, relazioni sociali, esperienze culturali e lavorative, attività fisica e pratica sportiva1.
Molti degli effetti anatomici di queste esperienze sono imprevedibili, altri sono invece controllabili. Quanto più presto si diventa coscienti della forte influenza che l'aspetto fisico ha nelle relazioni personali, tanto prima si adotterà uno stile di vita che ne tiene cura al fine di migliorare la qualità della propria vita3.
La consapevolezza della qualità del proprio aspetto fisico passa continuamente da un primo stadio di valutazione4, in relazione a canoni estetici di derivazione culturale, interpersonale, comunitaria e religiosa5, ad un secondo stadio di intervento che prevede la ridistribuzione e la modifica compartimentale delle masse ponderali e il trattamento degli inestetismi dovuti principalmente a cause ambientali e invecchiamento6.
Le cure per il proprio corpo iniziano con una scelta attiva delle pratiche quotidiane per attenuare i segni estetici lasciati dalle esperienze di vita. Seguire un programma di esercizi fisici associato ad un opportuno piano alimentare e ad un equilibrato comportamento emotivo sembrerebbe una delle pratiche più efficaci per mantenere sotto controllo il proprio aspetto fisico8. Tuttavia, possono essere necessari protocolli di intervento a differenti gradi di invasività, dalle autosomministrazioni cosmetologiche e farmacologiche, alle manipolazioni degli inestetismi tramite terapie manuali e assistite da elettromedicali, fino a giungere ai trattamenti di medicina e chirurgia plastica9.
Definizione di Body Image
Il confronto, misurato con parametri cognitivi e antropometrici, tra le abitudini comportamentali, alimentari e motorie di un soggetto rispetto a quelle di una comunità è definito in letteratura col termine body image10, e si pone l'obiettivo di ricercare un canone estetico ideale che favorisca l'inserimento sociale, la riproduzione e la conservazione della specie11.
Per esempio, un parametro di bellezza ricorsivo nelle specie animali è la simmetria controlaterale tra segmenti corporei: esemplari di primati con un maggior grado di simmetria speculare tra gli emilati destro e sinistro, hanno maggiore successo di accoppiamento; questo accade anche nell'uomo12. Da un punto di vista biomeccanico, una maggiore simmetria controlaterale permette di mantenere un assetto più stabile ed efficiente durante la locomozione, resistere meglio alle avversità ambientali, ridurre l'esposizione ai danni strutturali e prolungare l'aspettativa di vita13.
Il canone estetico femminile ideale
La relazione diretta tra canone estetico ed efficienza biomeccanica è esaltata nell'uomo dall'aspetto fisico. In una ricerca che ha voluto indagare la forma estetica ideale per il genere femminile, si sono messi a confronto quattro morfotipi differenti: il primo ricavato dalle antropometrie di un gruppo di fotomodelle (A), il secondo ricavato dai dati di progetto dei manichini per l'abbigliamento femminile (B), il terzo descritto dalle biometrie di un gruppo di atlete (C), e il quarto identificato attraverso le misurazioni di un gruppo di donne sedentarie (D).
Guardando la figura, non è difficile confermare l'esito della ricerca, la quale ha concluso che il giudizio estetico più alto, associato ad una migliore condizione di salute, è stato attribuito al modello morfologico della donna atletica. L'interesse di sviluppare un aspetto atletico in grado di mostrare elevate abilità di movimento, e con una massa muscolare in evidente sviluppo, è ambito da uomini e donne14,15.
L'evoluzione del concetto di capitale corporeo
Con lo sviluppo in età moderna dell'industria del fitness, il corpo e la cura dei suoi canoni estetici sono divenuti un capitale sul quale una vasta popolazione di figure professionali tende a investire per garantire il successo nelle attività lavorative e in quelle della vita di relazione16.
La disciplina che studia l'aspetto fisico come l'effetto integrato tra caratteristiche antropometriche, livelli di prestazione fisica e sportiva, abitudini alimentari, stato funzionale dei processi biologici associati all'età, stile di vita e relazioni sociali è definita in letteratura col termine di kinesiologia estetica17. Tra le figure professionali operanti in questo settore, il Personal Trainer è colui che applica il principio adattivo dell'esercizio fisico con lo scopo di offrire un servizio mirato alle esigenze del singolo utilizzatore che sente il bisogno di migliorare l'autostima attraverso la cultura dell'esercizio fisico20.
Con la diffusione tra i diversi ceti sociali della cultura dell'esercizio fisico, la società moderna ha accresciuto il valore che ha attribuito al canone estetico; in tale situazione, il concetto di capitale corporeo (investire sul proprio corpo per interessi professionali) si allontana dal mondo sportivo (in cui gli atleti vedono le loro capacità fisiche come fattore intrinseco alla loro vita sportiva) per dirigersi verso il mondo dello spettacolo, della moda, della politica, della comunicazione21.
si), attraverso una nutrita carriera scientifica con differenti specializzazioni professionali, inoltre si promuove l'aumento del valore sociale attribuito al proprio corpo e si contribuisce al benessere psicofisico individuale.Strategie di intervento integrato
Il Personal Trainer utilizza il movimento per indurre nei suoi assistiti un miglioramento delle relazioni pubbliche, attraverso l'aumento dell'autoefficacia e della stima in se stessi, mediante modifiche strutturali della composizione anatomica. Questo processo include il miglioramento dell'equilibrio posturale, la perdita dell'eccesso di tessuto adiposo, il raggiungimento della quantità di massa muscolare ideale per le necessità individuali e l'aumento dell'efficienza fisiologica.
Con lo sviluppo in età moderna dell'industria del fitness, il corpo e la cura dei suoi canoni estetici sono divenuti un capitale sul quale una vasta popolazione di figure professionali tende a investire per garantire il successo nelle attività lavorative e in quelle della vita di relazione.
Alla base del processo transteorico che caratterizza il lavoro del Personal Trainer rimangono saldi i principi sui quali si definisce la condizione di fitness: sviluppo, ripristino e mantenimento delle condizioni generali di flessibilità, forza e resistenza organica22. L'efficacia d'intervento si esprime con la capacità di sviluppare strategie motivazionali che inducono gli assistiti ad aumentare i livelli di intensità negli allenamenti23, combinando differenti esercizi fisici in modalità di allenamento a circuito24 e presentando nuove ed emozionanti esperienze motorie25.
Competenze nutrizionali
Dato il rapporto di fiducia che si instaura tra assistito e Personal Trainer, a quest'ultimo vengono generalmente attribuite competenze gestionali delle informazioni nel settore dell'alimentazione e della nutrizione26. Anche se la complessità di tali campi è esclusiva degli esperti di settore (biologi nutrizionisti e medici dietologi), il Personal Trainer potrebbe aiutare a individuare le relazioni tra alimentazione e forma fisica.
In relazione all'immagine corporea, la nutrizione riveste un ruolo principale poiché caratterizza la qualità e la quantità del materiale organico che tramite i processi digestivi diventa parte integrante dell'organismo. L'aspetto fisico rappresenta la differenza tra quello che si ingerisce e le perdite bioenergetiche che si realizzano per vivere.
Un esempio significativo sono le diete chetogeniche, una delle più moderne tecniche praticate per il drastico calo del peso corporeo, in cui si riduce al minimo fisiologico la quantità ingerita di carboidrati a favore di proteine e lipidi. Tale programma alimentare è applicato non solo per la riduzione delle masse ponderali dei soggetti obesi27, ma anche in quelle situazioni in cui il mantenimento stabile della costituzione fisica diventa difficoltoso per ragioni di stile di vita, impegni lavorativi, pratiche sportive intense, variazioni fisiologiche dovute all'avanzamento dell'età.
Assumere diete strutturate con un forte squilibrio tra macronutrienti ha un impatto negativo sulla salute poiché ogni macronutriente ha la sua importanza:
- I carboidrati sono scelti dal corpo come prima fonte ergogenica
- Le proteine servono alla riparazione, allo sviluppo e alla crescita organica, ma partecipano anche alla formazione di importanti enzimi con funzioni di acceleratori metabolici
- I lipidi rivestono un doppio ruolo come costituenti fondamentali degli ormoni e degli altri regolatori fisiologici, e come substrati bioenergetici principali per la respirazione cellulare ad alto rendimento calorico
Bisogna inoltre ricordare che ridurre o eliminare un gruppo di alimenti comporta anche la riduzione o l'eliminazione dei micronutrienti che li caratterizzano. In questo contesto, è importante accennare all'importanza delle vitamine, dei minerali e delle proprietà biologiche dell'acqua che garantiscono la corretta successione dei processi metabolici destinati all'utilizzo dei macronutrienti e all'ottimizzazione della vita dell'intero organismo.
La connessione tra alimentazione, salute ed estetica è possibile solo se si estende l'idea riduzionistica del cibo come semplice sommatoria tra micro e macroelementi28 e si ridefinisce l'elemento organico utilizzato come alimento attraverso la strutturazione di un sistema complesso di sostanze biocompatibili le cui proprietà bioenergetiche, farmacologiche e terapeutiche si rivolgono direttamente al miglioramento dello stato di salute dell'organismo che lo consuma.
Adattare il modo di alimentarsi in funzione all'età, alla costituzione fisica, allo stile di vita e alla quantità e tipologia di attività fisica svolta potrebbe garantire un prolungamento del mantenimento della condizione fisica ottimale ed un aumento dell'efficienza metabolica in condizioni di riposo e attività fisica, grazie ad un semplice fenomeno di ridistribuzione dei comparti ponderali grassi e magri che è indipendente dall'aumento o dalla riduzione del peso corporeo29.
Anche se è riscontrato che con l'età avviene un rallentamento dei processi biologici destinati all'utilizzo dei macronutrienti30,31 e una perdita di tessuto muscolare contrattile con conseguente riduzione dei picchi massimali di forza muscolare32, è importante sottolineare che un'adeguata sinergia tra un programma per il mantenimento dell'efficienza muscolare, tramite la pratica costante e razionale di esercizi fisici, e un controllo delle abitudini alimentari tra le diverse fasce di età, permetterebbe ad un soggetto sano di rallentare i cali di prestazione fisica e di preservare il suo capitale corporeo che tende a ridursi spontaneamente con l'avanzare dell'età.
L'estetica funzionale
La psicoterapia corporea è quella branca della psicoterapia che studia le alterazioni posturali come possibili effetti degli squilibri cognitivi e comportamentali33. Secondo tale approccio, il movimento, espressione di un comportamento, è definito da una componente emotiva ed una funzionale; la prima esprime lo stato cognitivo del soggetto, la seconda è realizzata in assoluzione del compito motorio34.
Modificare lo sviluppo delle masse ponderali, in ordine di quantità e di una ridistribuzione somatica, allineare l'assetto posturale nella stazione eretta e durante la dinamica di differenti movimenti, incrementare le ampiezze articolari delle leve scheletriche, sviluppare la coordinazione segmentaria della muscolatura, ridurre i depositi adiposi e incrementare i volumi muscolari, portano all'aumento dell'efficienza delle capacità di movimento, alla riduzione della componente emotiva, all'esaltazione della componente funzionale, al miglioramento dell'estetica corporea.
Su queste asserzioni si basa il concetto di estetica funzionale, obiettivo ultimo dell'incremento del capitale corporeo, oggetto di interesse professionale del Personal Trainer. Questo concetto rimarca l'origine dei canoni estetici di bellezza dei modelli artistici antropomorfi dell'Antica Grecia, i quali sono stati ottenuti dalla media delle misure corporee di un gruppo consistente di abili atleti e valorosi guerrieri35.
Collaborazioni multidisciplinari
Tuttavia, esistono situazioni in cui l'intervento professionale del Personal Trainer deve essere assistito da competenze di differente natura. In tale contesto entrano in gioco:
- I dietisti e i nutrizionisti, per identificare il deficit calorico più idoneo per la modifica della costituzione corporea e regolare alcune funzioni vitali che si riflettono sull'aspetto fisico
- Le terapie farmacologiche e cosmetologiche, per accelerare i processi biologici di ripristino e potenziamento della funzionalità organica
- I chinesiologi, gli osteopati, i chiropratici, i fisioterapisti e i massofisioterapisti, tutte figure che curano l'integrità muscolo-scheletrica a differenti livelli, dirigendo l'attenzione sia su singole parti anatomiche, sia su intere catene di interazione di segmenti corporei, utilizzando terapie manuali
La figura del Personal Trainer si delinea in queste circostanze come un consulente di investimento sul proprio capitale corporeo: attraverso l'esercizio fisico non solo si riduce il rischio di danno funzionale dell'organismo, ma se ne prolunga l'efficienza metabolica attraverso una nutrita carriera scientifica con differenti specializzazioni professionali, inoltre si promuove l'aumento del valore sociale attribuito al proprio corpo e si contribuisce al benessere psicofisico individuale.
arantendo un aspetto fisico conforme alla condizione di salute.Il Personal Trainer come facilitatore e coordinatore
La figura del Personal Trainer assume in questo contesto il ruolo di facilitatore e di coordinatore. Per entrambi questi aspetti è ulteriormente possibile individuare differenti e numerose coniugazioni e volontariamente se ne segnalano solo le più evidenti.
È possibile definirlo facilitatore poiché consente al cliente di prendere reale consapevolezza delle sue esigenze, molto spesso offuscate da modelli estetici realisticamente non raggiungibili o perfino non auspicabili ma, altrettanto spesso, con un forte distacco fra il reale aspetto corporeo posseduto e quello percepito. Non di rado infatti si associa al concetto di ideale estetico l'esasperazione della magrezza o l'esasperazione del trofismo muscolare, ricercando in modo ossessivo e spasmodico di raggiungere simili risultati, anche su soggetti che avrebbero necessità completamente differenti e che evidentemente faticano a individuare.
Il Personal Trainer rappresenta un facilitatore nel consentire il pieno raggiungimento di quelli che è possibile definire come obiettivi realistici, auspicabili e desiderati.
Realistici poiché connessi con il reale potenziale fisico-atletico del cliente, auspicabili in quanto perseguirli non determina soltanto dei benefici sul fronte estetico, sebbene quest'ultimo rappresenti molto spesso la gran parte della spinta motivazionale, ma delle ricadute altrettanto importanti sulla condizione fisica del cliente con riferimento al ruolo preventivo, al miglioramento della sua efficienza fisica e, talune volte, come vero e proprio trattamento terapeutico, al punto da spingersi a parlare di prescrizione dell'esercizio fisico.
Obiettivi che sono ovviamente desiderati dal cliente anche quando non completamente esplicitati o perfino noti solo in parte, il cui raggiungimento determina la piena soddisfazione con ricadute che vanno ben oltre il percepito.
Un soggetto soddisfatto della propria condizione estetica è anche un individuo che acquisisce un maggior grado di sicurezza in se stesso e più agevolmente si inserisce in un contesto sociale attivando una sorta di circolo virtuoso (quando non addirittura positivamente contagioso). Sentirsi a proprio agio previene l'isolamento sociale, e l'incremento delle relazioni spinge a sua volta a mantenersi maggiormente attivi, determina una maggiore costanza e impegno per quanto attiene la programmazione allenante e la selezione alimentare.
È questo forse l'elemento più appagante anche per il Personal Trainer che si pone tecnicamente come facilitatore per il raggiungimento e il soddisfacimento di quelli che sono i bisogni posti al vertice della scala di Maslow36, considerando che nel nostro Paese (e nell'Occidente in genere) i bisogni di base individuati da Maslow (bisogni fisiologici, bisogno di sicurezza, bisogni sociali) sono pienamente soddisfatti, si procede inevitabilmente verso la ricerca di quelli che sono i bisogni di vertice, ossia accettazione e autorealizzazione. L'accettazione di sé, ma anche l'accettazione dell'individuo da parte della società, passa (inutile negarlo ipocritamente) da fattori di natura estetica divenuti sempre più prioritari e i disagi che possono originare dal sentirsi fisicamente inadeguati non di rado espongono a condizioni di sofferenza che, su soggetti più fragili possono sfociare in derive patologiche e invalidanti.
Il Personal Trainer si incarica in tal senso di permettere l'agevole raggiungimento di una condizione fisica ideale attraverso un iter e una programmazione che da un lato, basandosi su evidenze scientifiche, evita di far intraprendere strategie dettate dal "fai da te" o dall'emulazione della propria cerchia di conoscenti, dall'altro consente di prendere oggettiva consapevolezza dei risultati raggiunti, ad esempio mediante valutazioni antropometriche, fornendo la giusta gratificazione che diviene essa stessa elemento motivazionale, ed evita delle derive patologiche che possono portare verso i due aspetti più estremi dei disturbi dismorfico-corporei: l'anoressia o la vigoressia.
Il Personal Trainer svolge anche il fondamentale ruolo di coordinatore e di collettore fra le differenti figure professionali che possono (e devono) essere coinvolte in tale percorso e che, come accennato, riguardano l'ambito sanitario, l'ambito nutrizionale, ma anche quello psicologico.
È a tutti evidente che la sola magrezza determinata da un regime alimentare ipocalorico non ha nulla a che vedere con una condizione in cui si può assistere ad un trofismo muscolare più o meno rilevante associato ad una condizione di basso tessuto adiposo, differenza significativa sotto il profilo estetico, ma anche sotto il profilo salutistico e degli adattamenti metabolici. Così come è a tutti noto che vi sia differenza fra l'esasperazione degli stimoli allenanti associati a regimi dietetici rigidi, rispetto ad un più appagante regime alimentare associato ad un lavoro muscolare volto anche a intervenire su asimmetrie e scompensi posturali.
Ciò nonostante per lungo periodo si è assistito, e purtroppo si assiste ancora, ad una sorta di rigido fondamentalismo su uno o sull'altro versante nel tentativo di raggiungere un ideale corporeo dove, quand'anche sul fronte estetico fosse raggiunto, su quello salutistico e funzionale implicherebbe un completo fallimento.
Ecco quindi emergere il ruolo di coordinatore da parte del Personal Trainer per quello che riguarda un lavoro d'equipe che possa realmente portare ad una condizione definibile come Estetica Funzionale.