Questo articolo esplora il linfedema come una delle principali complicazioni post-mastectomia, evidenziando l'importanza di una diagnosi e gestione adeguate per limitare la progressione e le complicanze. Propone un approccio terapeutico che include il drenaggio linfatico manuale, esercizi fisici e la terapia complessa decongestiva per migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Introduzione
Il linfedema è una forma localizzata di gonfiore tissutale derivante da un'eccessiva ritenzione di linfa nel compartimento interstiziale ed è causata da un drenaggio linfatico alterato. I linfonodi regionali rappresentano le stazioni in cui le cellule del sistema immunitario, trasportate dalla linfa, vengono a contatto con elementi estranei al nostro corpo. In alcuni casi, i linfonodi possono essere asportati chirurgicamente attraverso la linfadenectomia, o in presenza di una forma avanzata di tumore, i linfonodi e i vasi linfatici possono essere invasi da cellule tumorali o compressi.
Definizione di Linfedema
Il linfedema è classificato come primario o secondario: il linfedema primario è causato da anomalie vascolari linfatiche dello sviluppo mentre il linfedema secondario insorge a seguito di una malattia sistemica sottostante, un trauma o un intervento chirurgico. Questa malattia cronica progressiva ha gravi implicazioni sulla qualità della vita dei pazienti, è spesso mal diagnosticata perché imita altre condizioni di gonfiore delle estremità, ma con una diagnosi e gestione adeguate la sua progressione e le potenziali complicanze possono essere limitate. Tuttavia, non esiste una cura definitiva per il linfedema.
Complicazioni tardive dei tessuti molli nel cancro
L'intervento di mastectomia prevede l'incisione della pelle per rimuovere le masse ed eventuali linfonodi compromessi. In seguito all'incisione della pelle si attivano diversi meccanismi di rigenerazione della ferita, quindi il linfedema è solo una tra le complicazioni del trattamento post mastectomia. A distanza di tempo si possono avere altre complicazioni dei tessuti, tra cui la fibrosi.
Approccio terapeutico del linfedema
Le pazienti trattate per cancro al seno, soprattutto quelle sottoposte a svuotamento ascellare e radioterapia, possono progredire con il linfedema ad una condizione cronica, progressiva e debilitante. La sua comparsa peggiora significativamente la qualità di vita di queste pazienti e può causare problemi psicosociali. L'accumulo di linfa nei tessuti induce uno stato infiammatorio cronico che provoca fibrosi e deposito di grasso nell'arto colpito.
Trattamento linfatico manuale (MLD)
Il trattamento linfatico manuale ha lo scopo di stimolare i linfonodi e aumentare le contrazioni ritmiche dei vasi linfatici per migliorare la loro attività, in modo che il liquido linfatico stagnante possa essere ridistribuito. Il trattamento manuale è composto da quattro manovre principali: cerchi stazionari, tecnica a cucchiaio, tecnica a pompa e tecnica rotativa. Le manipolazioni di MLD hanno componenti comuni. Tutte le manovre vengono applicate dal centro alla periferia, in modo da drenare le regioni prossimali e prepararle a ricevere la linfa stagnante dalle regioni distali.
Esercizio fisico e linfedema
Gli esercizi consigliati per le donne con linfedema post mastectomia devono prevedere l'aumento della forza muscolare, mantenimento di un buon livello di mobilità, con il fine di ridurre anche il peso corporeo e aumentare la qualità della vita. Il meccanismo responsabile degli effetti benefici dell'esercizio è la pompa muscolare. Il fluido linfatico viene promosso attraverso la contrazione muscolare e viene drenato verso le regioni prossimali.
Terapia complessa decongestiva (CDT)
Il miglior trattamento globale del linfedema secondo le linee guida internazionali dell'International Society of Lymphology è la CDT terapia complessa decongestiva, che può ridurre efficacemente il volume del linfedema, migliorando la mobilità dei pazienti e la qualità di vita. La terapia comprende due fasi. La fase I, definita fase intensiva, consiste nella mobilizzazione del fluido e l'inizio di una diminuzione del tessuto connettivo proliferato.
Questo articolo propone un approccio terapeutico integrato per migliorare la qualità della vita delle donne con linfedema post-mastectomia. Attraverso l'uso di terapie manuali, esercizi specifici e applicazioni di compressione elastica, si è osservato un miglioramento significativo nel gonfiore degli arti e nella sensibilità cutanea, oltre a un aumento della forza di presa.
Discussione
Se la terapia viene avviata nella fase vicino alla zona da trattare e può seguire diverse direzioni, utilizzando la tecnica a spirale o a croce, la terapia sarà di breve durata. Se si inizia la terapia con linfedema di stadio II o III, la necessità e la durata della terapia aumentano. Generalmente il paziente richiederà almeno 2-4 settimane di trattamento intensivo. La fase II dovrebbe durare mesi o anni. Prerequisiti per il successo della terapia sono: disponibilità di terapisti specificamente formati, istruiti ed esperti in questo metodo e di aziende disposte a fornire prodotti e materiali di alta qualità. Ad esempio, le bende compressive, se applicate in modo errato, possono essere dannose o inutilizzabili.
Uno studio effettuato dalla facoltà di Terapia Fisica dell’Università del Cairo ha messo a confronto l’applicazione di Taping e l’applicazione di indumenti elastocompressivi (Tantawy, S. A., et al 2019).
Lo studio ha preso in esame 66 donne e, in modo casuale, 33 donne sono state affidate al gruppo di applicazione del taping kinesiologico (KT) e altre 33 donne sono state affidate al gruppo di indumenti elastocompressivi (PG).
Taping
Il metodo Taping è stato sviluppato negli anni ‘70 dal Dott. Kenzo Kase, chiropratico giapponese; questa metodica è un’opzione terapeutica nuova e sicura nei pazienti per i quali l’uso di altri metodi è controindicato. Il taping viene applicato sulla pelle senza pressione e senza inibire o limitare la circolazione, elevando la struttura della pelle e stimolando la dinamica dei fluidi. La circolazione della linfa nei vasi linfatici è facilitata dalla riduzione della pressione che prevale sotto il nastro. Il nastro deve essere applicato in prossimità del linfonodo ancora in funzione più vicino alla zona da trattare e può seguire diverse direzioni, utilizzando la tecnica a spirale o a croce. La forza della presa della mano e qualità della vita è migliorata significativamente dopo il trattamento nel gruppo KT (P <0,05). Mentre il gruppo PG non ha mostrato alcun miglioramento significativo in SPADI, la forza della presa della mano, il punteggio fisico, il ruolo, il dolore e la fatica p> 0,05, mentre la somma delle circonferenze degli arti è diminuita significativamente (P <0,05).
Conclusioni
In seguito a quanto asserito, possiamo desumere che ci sono diverse possibilità di trattamento del linfedema post mastectomia e che sarebbe utile una corretta informazione rivolta ai soggetti direttamente interessati per cercare di migliorare la qualità della loro vita spesso precaria e cagionevole a causa dell’indolenzimento e gonfiore degli arti, difficoltà nella prensione e limitazione della forza.
È bene ricordare che l’applicazione di queste metodiche deve essere effettuata da personale qualificato e dietro supervisione e consiglio di un medico competente per esser certi che il linfedema non sia secondario a vasi linfatici bloccati dal tumore e che non vi sia la sollecitazione di metastasi.
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