L'I.N.T. (Integrative Neuromuscular Training) rappresenta una metodologia innovativa di allenamento per bambini e pre-adolescenti che integra stimoli diversificati per sviluppare capacità coordinative e condizionali, prevenendo infortuni futuri. Questa nuova frontiera dell'allenamento giovanile dimostra come l'attività di forza, se adeguatamente programmata, possa portare benefici significativi nella crescita e sviluppo dei giovani atleti, contrariamente alle comuni preoccupazioni sui rischi del resistance training in età pediatrica.
Introduzione
Gli anni passano, nuove ricerche scientifiche vengono pubblicate ogni giorno sulle varie banche dati, nuove scoperte vengono sempre effettuate ma, comunque, alcuni quesiti (se non paure e preoccupazioni) faticano ad essere risolti.
Questo è il caso dell'allenamento giovanile: la questione relativa alle controindicazioni (un po' per sentito dire, un po' perché forse tutti credono di conoscere la fisiologia e l'anatomia) dell'attività nei ragazzini, è oramai un must che va sempre di moda.
Nello specifico, ci si riferisce agli allenamenti di forza – nelle diverse tipologie - visto che sembrano essere tutti d'accordo sulla necessità di pratica di attività ludico-ricreative nei bambini e pre-adolescenti.
Caratteristiche fisiologiche di bambini e pre-adolescenti
La frase che si sente pronunciare spesso riguardo l'attività sportiva nei bambini è:
"il bambino non è un adulto in miniatura".
Analizzando questa affermazione, possiamo dire (secondo la letteratura scientifica) che in parte può essere vera, ma in parte potrebbe non esserlo. Può essere presa per vera, in quanto è ovvio che il bambino non può essere sottoposto a programmi di lavoro che solitamente vengono assegnati ad adulti (anche nel caso questi dovessero essere ridotti in termini di volumi e intensità); però è anche vero che, fisiologicamente parlando, si potrebbe confutare l'affermazione fatta in precedenza.
Prendendo, ad esempio, le caratteristiche cardiovascolari di un bambino, noteremo che egli presenta un cuore più piccolo, di conseguenza la gittata e volume di scarica sistolica saranno nettamente minori rispetto a quelli di un adulto. È anche vero però che la superficie corporea del fanciullo sarà minore: ciò vuol dire quindi che, rapportando i due fattori, la proporzione tra adulto e adolescente potrebbe portare a trovare un equilibrio logico.
Lo stesso vale per il massimo consumo di ossigeno (VO2 max), il quale è un fattore dipendente non solo dalle caratteristiche cardiovascolari, ma è anche direttamente proporzionale alla quantità di massa muscolare presente sull'individuo: anche qui il VO2 max di un bambino sarà minore, come anche la richiesta di ossigeno muscolare lo sarà allo stesso modo.
Dopo questa breve premessa è importante specificare come la forza, nei bambini, segua un percorso ben preciso nell'arco dell'evoluzione del soggetto, aumentando grazie ad alcuni fattori in determinati momenti della vita. Precisamente: dalla nascita fino all'inizio della pubertà, l'aumento di forza è dato prevalentemente da fattori nervosi; ciò accade poiché il bambino non risulta ancora maturo dal punto di vista ormonale.
Quindi, sapendo che la forza è una capacità che dipende direttamente da fattori nervosi e strutturali, non potendo aumentare i propri volumi muscolari a causa della mancata sintesi di un'adeguata quantità di testosterone, il bambino aumenterà i propri livelli di forza grazie al miglioramento dei fattori nervosi. In particolare si verificano:
- la mielinizzazione degli assoni
- l'aumento delle unità motorie attivate
- l'aumento della coordinazione tra muscoli agonisti e antagonisti
Dall'inizio della pubertà in poi si avrà un consolidamento dei fattori nervosi, un aumento dei fattori ormonali e, di conseguenza, un buon aumento dei volumi muscolari; con la fine della pubertà e l'inizio dell'età adulta, si avrà quello che è un potenziale ottimale per lo sviluppo della capacità di forza.
I.N.T. (Integrative Neuromuscular Training): cos'è e come attuarlo
Recenti studi scientifici trattano molto di questa nuova tipologia di allenamento, che prende il nome di I.N.T. (acronimo di Integrative Neuromuscular Training).
Questa nuova metodologia di allenamento è stata descritta come un insieme di stimoli ai quali i bambini verranno sottoposti, al fine di aumentare quelle che sono le loro capacità (coordinative e condizionali) e per attuare una tipologia di prevenzione, in vista di quella che sarà la loro vita futura.
I suddetti stimoli sembrano essere di vari tipi: si parte, infatti, da un'attività di tipo generale che si tramuta poi in quella che è l'attività specifica, che verrà poi applicata in base allo sport praticato (attenzione però a non ricadere nel classico errore rappresentato da una specializzazione precoce, in quanto si potrebbero ottenere degli effetti completamente opposti a quelli auspicati); l'INT, inoltre, prevede un adeguato sviluppo di forza massima, forza resistente ed esplosiva, parallelamente ad un buon allenamento dei parametri di velocità e agilità, i quali non andrebbero mai dimenticati o messi da parte.
In base a ciò che è stato finora detto, si può dedurre come il periodo di sviluppo ideale per avviare a questa metodica di allenamento sia quello compreso tra i 6 e gli 8 anni d'età (periodo all'interno del quale rientrano le prime importanti fasi sensibili); inoltre, un ruolo fondamentale viene ricoperto dalla figura dell'istruttore/insegnante, il quale ha l'importante compito di inizializzare il fanciullo a questa pratica facendo in modo che quest'ultimo, step by step, riesca a progredire nell'apprendimento della tecnica base degli esercizi, ancor prima di focalizzare la propria attenzione e il proprio allenamento sul parametro intensità (carico allenante).
Uno dei primi compiti dell'insegnante, infatti, è proprio quello di fare in modo che il bambino possa apprendere le varie skills, affinando la tecnica e rendendola ottimale, per poi iniziare a porre l'accento sull'aumento progressivo dei carichi di allenamento attraverso una programmazione adeguata.
Obiettivi dell'I.N.T.
Gli obiettivi dell'I.N.T. possono essere così riassunti:
- ottimizzare la crescita e lo sviluppo1,2
- acquisire una grande varietà di abilità motorie3
- migliorare la forza muscolare e la tecnica dell'esercizio4
- migliorare la stabilità dinamica e il controllo posturale5
- migliorare la predisposizione a svolgere altre attività fisiche4
- stimolare uno stile di vita attivo e sano2
Molti studi trasversali e longitudinali hanno mostrato come un protocollo di questo genere possa apportare innumerevoli benefici: infatti, l'attuazione dell'I.N.T. può prevenire infortuni futuri, in quanto la forza del fanciullo aumenterebbe di pari passo con la superficie corporea in maniera ottimale; a ciò bisogna aggiungere che la pratica di attività di forza in età precoce migliora lo sviluppo dei principali muscoli stabilizzatori (soprattutto quelli deputati alla stabilizzazione del bacino) i quali, se ben allenati e forti, diminuiscono la probabilità di infortunio in seguito a cadute (infortuni dati da traumi indiretti); infine, si noterà un grande miglioramento della densità ossea che aiuterà a diminuire l'incidenza futura di traumi articolari e/o ossei.
L'idea di questa nuova tipologia di allenamento volta al miglioramento dello stile di vita e alla prevenzione degli infortuni futuri si allaccia in maniera logica all'importanza che assume l'allenamento di forza contro resistenze nell'ambito prevenzione.
È stato più volte affermato, nella letteratura scientifica, come allenamenti volti al miglioramento della capacità di forza, che prevedano quindi anche l'utilizzo dei sovraccarichi, possano migliorare soprattutto il profilo metabolico del bambino/ragazzo, diminuendo la probabilità di contrarre diabete di tipo II in età avanzata e facendo in modo che possa sempre essere evitata una situazione di obesità: infatti, essa è una delle prime cause di innumerevoli malattie relative anche a più apparati, dal cardiovascolare a quello scheletrico, passando per la "modificazione" del profilo ormonale e di quello metabolico.
Per concludere, nella società attuale è bene che possa essere avviata la pratica dell'I.N.T., soprattutto all'interno delle scuole.
È stato dimostrato come l'allenamento in circuito possa portare a benefici su diversi aspetti funzionali, e possa essere efficace per migliorare diverse capacità condizionali (forza esplosiva, resistenza alla forza, capacità cardio-respiratorie, equilibrio, agilità, coordinazione).
Vantaggi dell'utilizzo del circuit training sono: l'economicità, la semplicità organizzativa, l'alta intensità dell'allenamento, la varietà negli esercizi utilizzabili, l'adattabilità, il dispendio calorico elevato, la ripetibilità dell'allenamento e l'utilizzo sia individuale che di gruppo.
Il circuit training è caratterizzato da elevati livelli di intensità, che permettono di sfruttare sia il metabolismo anaerobico alattacido che quello lattacido. Tuttavia, è possibile calibrare il carico di lavoro dell'allenamento in base agli obiettivi prefissati e alle caratteristiche dei soggetti a cui viene proposto.
In ambito scolastico, il circuit training è particolarmente indicato in quanto è uno strumento versatile per l'allenamento, in grado di adattarsi alle esigenze e alle capacità di ogni singolo individuo. Infatti, attraverso variazioni nei parametri della metodica (durata, intensità, numero di ripetizioni, numero di giri, tipologia di esercizi, durata del recupero), è possibile personalizzare l'allenamento per ogni singolo partecipante.
Un altro vantaggio del circuit training è rappresentato dalla possibilità di coinvolgere contemporaneamente un gran numero di persone: questo metodo di allenamento permette di tenere impegnati molti soggetti simultaneamente, aspetto particolarmente vantaggioso per il contesto della scuola secondaria.
Infine, il circuit training è facilmente applicabile in diversi contesti, anche in presenza di spazi e attrezzature limitate. Infatti, è possibile organizzare circuiti che utilizzano il solo peso del corpo, che sfruttano piccoli attrezzi (palloni, bastoni, cinesini, corde) oppure che utilizzano l'ambiente esterno (gradini, panchine, alberi). La versatilità di questo metodo di allenamento lo rende particolarmente adatto per essere applicato nelle scuole, anche durante l'ora di educazione fisica: molti autori, infatti, affermano che dedicare anche una piccola parte del tempo impiegato per lo svolgimento della regolare lezione di educazione fisica, possa portare a miglioramenti strabilianti tramite l'apprendimento di nuove abilità e il consolidamento delle capacità cardine di questi individui.
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