Il metodo "coordinabolico" rappresenta un approccio innovativo per l'allenamento negli sport di situazione che integra capacità coordinative e condizionali attraverso l'ottimizzazione dell'attenzione come elemento chiave. Questo metodo sfrutta la funzione percettiva degli analizzatori sensoriali e l'elaborazione delle informazioni per migliorare la velocità di reazione e la precisione decisionale negli sport caratterizzati da ambiente imprevedibile.
Introduzione
Per poter esaminare bene questa tematica, è opportuno compiere prima una breve analisi di alcuni argomenti propedeutici per la comprensione del tema sul quale si incentra l'interesse di questo articolo.
Si distinguono vari tipi di abilità, a seconda delle caratteristiche del compito motorio: se viene data più importanza agli elementi motori piuttosto che agli elementi cognitivi, si differenzieranno rispettivamente le abilità motorie e quelle cognitive mentre, a seconda delle modalità organizzative del compito motorio, distinguiamo le abilità discrete, quando il compito motorio ha un inizio ed una fine ben distinti, le abilità continue, quando l'inizio e la fine non sono ben distinte e le abilità seriali, che corrispondono a più abilità discrete insieme. Infine, a seconda del livello di prevedibilità ambientale in cui viene svolto il compito motorio, si differenziano le abilità chiuse o "Closed Skills", per le quali l'ambiente è prevedibile, quindi ininflente sul compito motorio e le abilità aperte o "Open Skills", per le quali l'ambiente è totalmente imprevedibile, quindi fortemente influente sul compito motorio; queste sono le abilità caratteristiche di tutti gli sport di situazione.
Gli sport di situazione vengono definiti da Manno (1979)1 "(…) gli sport nei quali l'esecuzione della tecnica dipende dalle condizioni agonistiche, particolarmente quelle tecnico-tattiche, e dalla opposizione dell'avversario e/o della squadra avversaria".
Gli analizzatori sensoriali e la percezione delle informazioni
L'allenamento in questione sfrutta la funzione di percezione delle informazioni degli analizzatori sensoriali principali. Per le informazioni che provengono dall'ambiente esterno (informazioni esterocettive), vengono utilizzati principalmente l'analizzatore visivo presente nella retina, l'uditivo presente nell'orecchio e il tattile presente nella pelle. Mentre per le informazioni che provengono dall'interno del nostro corpo (informazioni propriocettive), vengono utilizzati principalmente l'analizzatore cinestetico presente nei muscoli, tendini e articolazioni, atto alla sensibilità percettiva e l'analizzatore statico-dinamico che si trova nel labirinto dell'orecchio, che determina l'equilibrio.
Le capacità motorie allenabili
È anche opportuno accennare brevemente quali sono le capacità motorie allenabili, che si dividono in tre grandi gruppi: le capacità coordinative, che sono legate all'efficienza del sistema nervoso e si dividono, a loro volta, in generali e speciali (tra cui la capacità di reazione); le capacità condizionali che sono legate all'efficienza dei grandi apparati e corrispondono ai vari tipi di forza, di resistenza e di velocità (tra cui la velocità di reazione e rapidità mentale); le capacità strutturali elastiche.
Come per ogni allenamento, bisogna tener conto che "gli effetti successivi a grandi carichi non si limitano solo al recupero del potenziale energetico speso, ma portano alla sua maggiorazione, cioè ad un suo recupero che supera quantitativamente i livelli iniziali" (supercompensazione), Weigert2. Per fare in modo che si verifichi un miglioramento a lungo termine, il carico dovrà essere giustamente dosato, gestendo la sua intensità, densità, durata, volume, frequenza e complessità; l'intervallo tra stimoli allenanti, riposo e successivo allenamento dovrà essere ottimale in modo da evitare che non ci siano cambiamenti o che diminuisca il rendimento, per questo si utilizza la periodizzazione.
I processi neurofisiologici del movimento
Inoltre occorre conoscere alcuni processi che si sviluppano, all'interno del nostro corpo, quando si effettua una qualsiasi attività fisica. Innanzitutto la fase di programmazione del movimento, dove viene focalizzata l'attenzione sulle informazioni provenienti dalle stimolazioni ambientali, che vengono memorizzate, momentaneamente, nella memoria a breve termine (memoria di lavoro), in modo da poter scegliere, tra le varie combinazioni di variabili del movimento (schema motorio) quella più idonea alla situazione, tra quelle già presenti nella memoria a lungo termine (derivate dall'esperienza) e poi eventualmente adattare.
A questo punto inizia la seconda fase di esecuzione del movimento, dove intervengono i modelli neuro-motori contenuti nel sistema nervoso, i quali possono essere considerati come formule motorie cui è affidato il compito di realizzare ogni attività motoria umana; ma per far sì che questi si traducano in movimento, ci deve essere un'interazione neuromuscolare che permetta di modulare le contrazioni fasiche e toniche, quindi con l'intervento dei modelli posturali e cinetici.
Per fare in modo che tutto questo avvenga, intervengono i modelli biochimico-energetici a fornire la giusta energia. Tutti questi processi descritti possono perturbare la condizione omeostatica ottimale, che viene prontamente ristabilita dai modelli omeostatici.
I movimenti che ne derivano si sviluppano sotto controllo, in modo da poter apportare correzioni. Il controllo può essere a circuito chiuso per movimenti lenti, con correzione durante il gesto, e a circuito aperto per movimenti veloci, con correzione a fine movimento, per modificare i gesti successivi.
Gli stadi di processo delle informazioni
È importante conoscere anche gli stadi di processo delle informazioni: che vengono innanzitutto percepite utilizzando gli analizzatori sensoriali, poi attraverso la funzione visiva psico-semantica, l'atleta decodifica, interpreta e comprende il significato delle situazioni, ricercando informazioni sugli stimoli; successivamente avviene la fase di analisi ed elaborazione delle informazioni e subito dopo, grazie alla funzione visiva psico-senso-motoria, vengono stabiliti i parametri esecutivi delle risposte motorie, ottenendo infine, l'esecuzione del movimento. Per fare in modo che il processo decisionale sia, allo stesso tempo, preciso (funzione semantica) e veloce (funzione senso-motoria), l'atleta dovrà dedicare possibilmente lo stesso tempo ad entrambe le fasi.
L'attenzione come capacità fondamentale
Esaminando le capacità fondamentali (modelli prestativi) di alcuni sport di situazione come il tennis, sport di combattimento, calcio e pallavolo, ne è risultato che tra i vari tipi di capacità coordinative e condizionali, che differivano tra i vari sport, una in particolare è risultata di comune importanza a tutti: l'attenzione. L'attenzione viene definita da Nougier (2003)3 come "un insieme di operazioni mentali che costituiscono dei processi volontari, automatici, di facilitazione-inibizione degli stimoli, che agendo sugli stadi percettivo-motori, formano un sistema di elaborazione delle informazioni".
L'attenzione è resa possibile dall'attivazione psicofisiologica dell'organismo (Arousal), che ai fini della prestazione ottimale dovrà rimanere ad un livello intermedio tra lo stato di sonno profondo e quello di estrema eccitazione.
Quindi, grazie a questo stato di attivazione, l'atleta potrà effettuare l'eliminazione delle informazioni inutili (estinzione), in modo da raggiungere l'estrema selezione e isolamento degli stimoli (concentrazione).
Caratteristiche e tipologie dell'attenzione
L'attenzione possiede due limiti: di capacità, cioè non è in grado di controllare contemporaneamente più di una certa quantità di informazioni; e di tempo, in quanto essendo un meccanismo ad alto consumo energetico, ha una durata di utilizzo continuo di circa 20-40 minuti al massimo.
L'attenzione può essere di vari tipi:
- riflessa, quando viene pilotata dall'esterno (caratteristica in età evolutiva);
- concentrata, quando esclude qualsiasi tipo di interferenza con l'esterno (caratteristica degli sport "Closed Skill");
- diffusa, che consiste nel ricevere la maggior quantità di informazioni rilevanti per la situazione;
- selettiva, quando l'atleta cerca di eliminare le informazioni superflue in modo da concentrarsi esclusivamente su quegli elementi che gli permettono di leggere l'azione avversaria;
- interna, cioè rivolta al proprio organismo, quindi basata sulle informazioni propriocettive;
L'attenzione viene favorita da una motivazione di livello intermedio, che non viene ad associarsi con dannosi aspetti emotivi. Inoltre viene influenzata negativamente dalla fatica mentale, che può derivare da un utilizzo prolungato dell'attenzione o da eccessive informazioni da elaborare.
Attenzione e velocità di reazione
Esaminando il percorso che intraprendono le informazioni degli stimoli ambientali, dalla loro apparizione fino alla trasformazione in risposta motoria, si può notare che avere capacità attentive efficienti rende il tempo di reazione motoria più veloce. Infatti, l'attenzione funge da filtro per le informazioni inutili, prima con l'attenzione diffusa e poi con l'attenzione selettiva, in modo che alla fase di elaborazione delle informazioni, arrivino solo quelle utili. Quindi con meno informazioni da elaborare e, soprattutto, solamente con quelle giuste, questa fase diventa più veloce, velocizzando, di conseguenza anche l'inizio del movimento.
Capacità attentive efficienti rendono l'atleta concentrato, e riescono a schermarlo dalle tante distrazioni che lo possono inficiare, prima, durante e dopo la prestazione: in questo modo, vengono annullati gli effetti negativi delle distrazioni sulla concentrazione, quindi permettendo di applicare le abilità prestative al meglio, raggiungendo, di conseguenza, la prestazione ottimale.
Un atleta allenato all'attenzione, sarà anche più abile e veloce a interrompere, adattare...
l'atleta manifesta l'incapacità di proseguire correttamente l'esercitazione e a quel punto si contano i cicli effettuati. – Sigma Test predefinito (fattore attentivo intermedio) che differisce dall'originale solo relativamente al fatto che l'atleta effettua la corsa a "navetta" andando in ordine dal primo al quinto target, quindi non più seguendo segnali casuali, ma seguendo il ritmo scandito dai segnali emessi dello strumento (SensoBuzz), con lo stesso andamento del test originale. I test sono stati svolti in 3 differenti sedute, a distanza di 72 ore tra loro, in modo da non risentire della fatica del test precedente. Per poter comparare i tre test, i risultati di ognuno sono stati elaborati e ricondotti ad un parametro comune, rappresentato dal VO2 max (massimo consumo di ossigeno), utilizzando equazioni che tenevano conto delle differenti tecniche di corsa utilizzate nei test. Dallo studio è emerso che, in media, la prestazione organica con fattore attentivo elevato, ha avuto un calo del 10% - 15% con punte del 20% rispetto a quella con fattore attentivo nullo. Di conseguenza si può dedurre che questo valore medio rappresenta l'energia che le capacità attentive sottraggono alla prestazione massimale, quindi ovviamente, se si migliorano le capacità attentive, questa percentuale scenderà a favore della prestazione massima. Per migliorare le capacità attentive e di conseguenza i tempi di reazione motoria, si potrebbe pensare che basti la sola pratica sportiva ma questo viene smentito da un altro studio scientifico (Buzzelli, 2009), in cui vengono sottoposti 431 ragazzi e 579 ragazze (tra sedentari, amatori e agonisti) a due test di reazione senso-motoria. Il primo per misurare il tempo di reazione semplice, in cui l'allievo doveva premere un tasto di risposta (posto a 10 cm dalle mani appoggiate sul tavolo), il più velocemente possibile, non appena veniva emesso un qualsiasi segnale (visivo o acustico) da uno strumento (SensoTouch), collegato al tasto, in modo da rilevarne i tempi.| Attività Sportiva | N° | Media | Dev.St | Coeff.Var. | Val.Max | Val. min | Inter. Var. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Sedentari | 136 | 0,431 | 0,071 | 0,164 | 0,533 | 0,293 | 0,240 |
| Amatori | 135 | 0,457 | 0,089 | 0,194 | 0,623 | 0,302 | 0,321 |
| Agonisti | 160 | 0,429 | 0,079 | 0,184 | 0,617 | 0,293 | 0,324 |
| Attività Sportiva | N° | Media | Dev.St | Coeff.Var. | Val.Max | Val. min | Inter. Var. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Sedentari | 232 | 0,432 | 0,067 | 0,155 | 0,663 | 0,297 | 0,366 |
| Amatori | 163 | 0,452 | 0,101 | 0,223 | 0,606 | 0,304 | 0,302 |
| Agonisti | 184 | 0,433 | 0,066 | 0,152 | 0,586 | 0,306 | 0,280 |
| Attività Sportiva | N° | Media | Dev.St | Coeff.Var. | Val.Max | Val. min | Inter. Var. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Sedentari | 136 | 0,627 | 0,091 | 0,145 | 0,745 | 0,464 | 0,281 |
| Amatori | 134 | 0,684 | 0,129 | 0,188 | 0,967 | 0,491 | 0,476 |
| Agonisti | 160 | 0,639 | 0,267 | 0,417 | 0,766 | 0,461 | 0,365 |
| Attività Sportiva | N° | Media | Dev.St | Coeff.Var. | Val.Max | Val. min | Inter. Var. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Sedentari | 232 | 0,648 | 0,105 | 0,162 | 0,988 | 0,453 | 0,535 |
| Amatori | 163 | 0,661 | 0,112 | 0,169 | 0,971 | 0,444 | 0,527 |
| Agonisti | 184 | 0,665 | 0,127 | 0,191 | 0,833 | 0,479 | 0,354 |
Personalmente ho avuto modo di sperimentare il metodo sia su me stesso sia sui miei allievi, per i quali mi è risultato facile individualizzare la seduta. Durante le esercitazioni questi hanno avvertito la fatica in ritardo, rispetto al solito (nonostante l'alta intensità), e alla fine hanno riferito, di essersi divertiti molto.
Conclusioni
In conclusione, dall'elaborazione svolta in questo articolo, emerge che le capacità attentive sono determinanti per l'efficienza dell'analisi delle informazioni, per i processi di esecuzione motoria, per la velocità di reazione e quindi per la performance generale. Il metodo risulta più funzionale ai modelli di prestazione degli sport di situazione, migliorando in modo sinergico le capacità da essi richieste. Con la sua codifica e l'utilizzo dei parametri legati alla teoria dell'allenamento, si è dimostrato essere individualizzabile, ripetibile e standardizzato, oltre che utile all'incremento della velocità di reazione motoria, che come accennato, non è possibile migliorare con la sola pratica sportiva. Quindi il metodo di allenamento "Coordinabolico" risulta avere un ruolo fondamentale ovunque sia importante l'interpretazione rapida degli stimoli e la velocità di reazione, dimostrandosi indispensabile per il miglioramento delle performance di tutti- la possibilità di migliorare simultaneamente con le capacità attentive, tutte le componenti coinvolte nella prestazione di gara (condizionali, coordinative, metaboliche, tecniche, tattiche);
- l'ottimizzazione della resa delle abilità prestative potenziali;
- il miglioramento dei tempi di reazione, soprattutto complessa;
- la possibile applicazione a tutti gli sport di situazione o open skill;
- la possibilità di eseguirlo in qualsiasi luogo, in quanto il SensoBuzz è portatile;
- l'utilizzo di un qualsiasi esercizio da assegnare ai segnali, svolto sempre in forma attentiva;
- l'utilità sia nello sport che nel fitness.
L'unico svantaggio è che risulta di scarsa utilità per gli sport closed skill, perché in questi è quasi inesistente la richiesta di un'azione motoria di risposta ad uno stimolo e inoltre viene utilizzata prevalentemente l'attenzione concentrata.
Ho provato personalmente, questo metodo di allenamento, sia su me stesso, con degli esercizi specifici di riscaldamento pre-gara, che mi hanno aiutato ad avere una migliore attivazione nervosa nella prestazione competitiva, sia come preparatore atletico di atleti di kickboxing, padel, calcio, tennis e pallavolo. I risultati sono stati positivi e sempre in linea con le aspettative.
Conclusioni
Il metodo SensoBuzz può essere considerato un'innovazione metodologica per l'allenamento dell'attenzione negli sport di situazione. La sua efficacia deriva dalla possibilità di creare situazioni allenanti che riproducono le condizioni cognitive tipiche della competizione, permettendo agli atleti di sviluppare simultaneamente capacità attentive e prestazioni motorie specifiche.
L'applicazione di questo sistema può contribuire significativamente al miglioramento delle prestazioni competitive, rappresentando uno strumento prezioso per allenatori e preparatori atletici che operano negli sport caratterizzati da elevate richieste cognitive e decisionali.
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Vedi anche
Domande frequenti
Cos'è il metodo coordinabolico e come funziona?
Il metodo coordinabolico è un approccio di allenamento che integra le capacità coordinative con quelle condizionali negli sport di situazione. Utilizza gli analizzatori sensoriali per ottimizzare i processi di percezione-decisione-azione, migliorando la capacità degli atleti di rispondere efficacemente in ambienti imprevedibili.
Quali sport beneficiano maggiormente del metodo coordinabolico?
Gli sport di situazione come tennis, calcio, pallavolo e sport da combattimento beneficiano maggiormente di questo metodo, poiché richiedono abilità aperte e la capacità di adattarsi rapidamente a situazioni imprevedibili durante la competizione.
Qual è il ruolo dell'attenzione nel metodo coordinabolico?
L'attenzione è una capacità fondamentale comune a tutti gli sport di situazione nel metodo coordinabolico. Richiede un livello ottimale di attivazione psicofisiologica (arousal) per garantire concentrazione e selezione efficace degli stimoli rilevanti dall'ambiente.
Come si dosano i carichi di allenamento nel metodo coordinabolico?
Il dosaggio deve rispettare i principi della supercompensazione attraverso un'appropriata modulazione di intensità, durata, volume e complessità degli esercizi, garantendo un equilibrio tra stimolo allenante e recupero per ottimizzare gli adattamenti.
Quali analizzatori sensoriali vengono coinvolti nel metodo coordinabolico?
Il metodo coinvolge gli analizzatori sensoriali per l'elaborazione delle informazioni esterocettive (provenienti dall'ambiente esterno) e propriocettive (relative alla posizione del corpo), fondamentali per i processi di percezione-decisione-azione negli sport di situazione.
Come si differenzia l'allenamento coordinabolico da quello tradizionale?
A differenza dell'allenamento tradizionale che spesso separa lavoro coordinativo e condizionale, il metodo coordinabolico li integra simultaneamente, creando situazioni di allenamento che rispecchiano maggiormente le richieste specifiche degli sport di situazione.
Quanto tempo serve per vedere i risultati con il metodo coordinabolico?
I tempi di adattamento variano in base al livello dell'atleta e alla specificità dello sport, ma generalmente si osservano miglioramenti nelle capacità di reazione e decision-making dopo 4-6 settimane di allenamento sistematico, con progressi più significativi dopo 8-12 settimane.