Questo articolo esplora l'evoluzione delle arti marziali, evidenziando la transizione dalla loro pratica tradizionale alla moderna competizione agonistica negli sport da combattimento. Si analizza come le arti marziali, originariamente legate alla filosofia e alla spiritualità, siano oggi praticate principalmente per competizione e autodifesa, con una crescente popolarità delle arti marziali miste (MMA).
Introduzione
L'origine delle arti marziali giapponesi può ritrovarsi nella tradizione guerriera dei Samurai e del sistema di caste che limitava l'uso delle armi ai membri delle classi guerriere, vietandole al contempo alla maggioranza della popolazione. Originariamente, si richiedeva e ci si aspettava che i Samurai fossero perfettamente in grado di usare diversi tipi di armi e di combattere anche disarmati, sviluppando così l'assoluta maestria nelle capacità di combattimento che sarebbero servite loro per glorificare se stessi o il loro signore.
Oggi, le arti marziali vengono studiate per varie ragioni: autodifesa, salute fisica, forma di ginnastica, autocontrollo, meditazione, responsabilizzazione sull'uso della forza, acquisire confidenza col proprio corpo, sicurezza nelle proprie capacità e consapevolezza dei propri limiti. In modo particolare negli ultimi anni, ciò che spinge molti atleti a praticare le arti marziali non sta più nella filosofia in sé come un tempo, ma nello sport da combattimento agonistico: ciò che porta gli atleti ad avvicinarsi all'agonismo nasce da uno stimolo ben preciso che è quello della competizione.
Metodi
È opportuno sottolineare che non vi è differenza fra arti marziali e sport da combattimento, in quanto gli stessi sport da combattimento sono rappresentati dalle varie discipline marziali - giapponesi, cinesi e così via, quest'ultime possono essere praticate agonisticamente oppure no. Inoltre, essendo che le arti marziali nei secoli si sono ampiamente divulgate in ogni parte del mondo, molte di esse hanno subito dei cambiamenti, di conseguenza non sono più pure. Tuttavia, soprattutto in Oriente, ove molte discipline sono nate ed hanno radici, alcune di esse sono ben conservate e praticate nei monasteri, nei templi o nei classici dojo, come ad esempio nel caso dello Shaolin.
Combattere è una delle forme di confronto molto antica ed ha la sua origine proprio nelle arti marziali. I giochi olimpici nell'antichità erano composti da discipline prettamente da combattimento come il tiro del giavellotto, la corsa armata, il pancrazio, fino ad arrivare all'epoca romana che introdusse gli scontri tra i gladiatori nelle arene. Il primo cenno storico riguardante gli sport da combattimento risale al 648 a.C. Quell'anno, durante i giochi olimpici, prese piede il pancrazio, una disciplina da combattimento simile al pugilato che prevedeva uno scontro all'ultimo sangue nel quale le uniche regole erano di non mordere e non colpire sugli occhi. Gli incontri potevano durare anche molte ore e si combatteva fino alla sottomissione o morte dell'avversario.
Successivamente, nel Medioevo e poi nel Rinascimento, gli sport da combattimento venivano praticati come una sorta di addestramento alla guerra. Intorno all'800 la pratica sportiva del combattimento viene disciplinata e riconosciuta a livello internazionale, mentre nel mondo europeo si diffondeva il pugilato, la lotta olimpica e la scherma, discipline provenienti dalle abilità da combattimento degli antichi guerrieri. Tutto ciò ha totalmente cambiato la visione del combattimento attraverso il mutamento delle varie civiltà, l'evoluzione e le trasformazioni atte a segnare i passaggi di vita storici.
Oggi gli sport da combattimento sono numerosi e adottano una varietà di tecniche, limitazioni e soprattutto regolamenti sportivi di carattere internazionale. Infatti, nel mondo moderno le discipline da combattimento sono praticate con l'ausilio di protezioni, come i guantoni, le conchiglie e i paradenti.
Risultati
La progressiva crescita degli sport da combattimento in Italia è evidente. Facendo riferimento alla lettura dei "Dati Istat della pratica sportiva in Italia – Report 2015", si può notare un leggero margine di sviluppo degli sport da combattimento. Di seguito sono riportate due tabelle espresse in percentuali: una evidenzia la pratica dello sport in generale dal 1995 al 2015, l'altra dei singoli sport, facendo riferimento agli anni dal 2006 al 2015.
La pratica sportiva continuativa cresce nel tempo per entrambi i generi e in tutte le età: dal 15,9% del 1995 al 22,4% nel 2010 fino al 24,5% nel 2015.
Per quel che concerne gli sport generali, si può notare che non è più il calcio al primo posto, bensì fitness e cultura fisica che occupano la vetta. Risultano invece in aumento le arti marziali e gli sport da combattimento con circa 894 mila di praticanti in tutta Italia; in termini di percentuale si legge: un 3,6% nel 2006 e un 4,4% nel 2015.
| Disciplina | 2015 | 2006 |
|---|---|---|
| Calcio, calcetto | 23,0% | 24,2% |
| Ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica | 25,2% | 21,1% |
| Sport acquatici e subacquei | 9,3% | 11,3% |
| Sport invernali, su ghiaccio e altri sport di montagna | 11,9% | 11,7% |
| Sport ciclistici | 16,8% | 11,3% |
| Atletica leggera, footing, jogging | 5,7% | 6,5% |
| Sport con palla e racchetta | 8,1% | 6,3% |
| Danza e ballo | 5,4% | 5,0% |
| Pallavolo | 4,4% | 3,6% |
| Arti marziali e sport di combattimento | 4,0% | 3,6% |
| Pallacanestro | 1,3% | 1,5% |
| Caccia | 1,6% | 1,9% |
| Pesca | 1,1% | 1,0% |
| Bocce, bowling, biliardo | 1,0% | 0,9% |
| Sport nautici | 1,8% | 1,1% |
| Altri sport con la palla | 5,8% | 4,7% |
| Passeggiate/escursioni di almeno 2km | 4,1% |
Metodologia dell'allenamento
La metodologia dell'allenamento negli sport da combattimento sottolinea l'importanza di studi sulla tecnica, la tattica e le condizioni psicologiche degli atleti. Questi elementi sono sempre pianificati attraverso la programmazione e la periodizzazione per raggiungere obiettivi specifici.
La tecnica di ogni sportivo si basa sulle sue caratteristiche fisiche e sulla struttura dei movimenti, dove la velocità e la precisione sono i principi cardine da allenare per chi lotta.
La biomeccanica, una moderna scienza dello sport, applica i principi della meccanica agli organismi viventi, analizzando il comportamento delle strutture fisiologiche sotto sollecitazioni statiche o dinamiche. È strettamente correlata alla bioingegneria, all'ortoprotesica, alla chinesiologia e all'ingegneria tissutale, con lo scopo di mettere in relazione gli aspetti meccanici e la struttura biologica che li produce.
La fisiologia dell'esercizio, invece, analizza il movimento dal punto di vista energetico, come conseguenza dei processi metabolici messi in atto per generare quel movimento. Fornisce all'allenatore dati fondamentali per allenare e far gareggiare gli atleti in relazione all'intensità e al volume dei carichi, misurati attraverso la frequenza cardiaca, la tensione arteriosa o il consumo di ossigeno.
In tutti questi processi di duro e costante allenamento, l'atleta può subire l'influenza di fattori ambientali, come stress o ansia da prestazione pre-gara, che incidono sulla condizione psicologica. È essenziale che l'allenatore conosca bene il suo atleta per evitare crolli psicologici durante o prima della competizione.
La biomeccanica, la fisiologia dell'esercizio e la psicologia sono cruciali per la competizione, e la loro interrelazione è indispensabile per il risultato finale. Assieme a questi studi, ci sono anche l'insegnamento e l'apprendimento delle tecniche e delle tattiche, l'applicazione dei metodi e dei sistemi dell'allenamento e, in alcuni casi, l'utilizzo di nuovi sistemi tecnologici avanzati.
Un esempio di queste tecnologie è la pedana vibrante, che sfrutta l'influsso della forza di gravità per generare sollecitazioni vibranti, determinando risposte adattive di tipo meccanico e metabolico. Utilizzata per la prima volta alle Olimpiadi di Mosca dai ginnasti sovietici, è ora impiegata per lo sviluppo della potenza e della velocità degli atleti.
Altre innovazioni includono gli Ipunch, guantoni intelligenti con sensori e un'applicazione per smartphone che permettono di completare un allenamento e controllarne l'efficacia. Questi guanti indicano quali colpi portare a segno e registrano i colpi e la loro potenza, grazie a sensori di impatto e di movimento a tre assi.
Un'altra innovazione attesa alle Olimpiadi di Tokyo 2020 è il Bout Analysis Review (BAR), un sistema che permette di contestare le decisioni della giuria, con la possibilità di ribaltare il verdetto in caso di giudizio errato.
Questo articolo esplora l'evoluzione delle arti marziali, evidenziando come la tecnologia e la scienza abbiano trasformato le pratiche tradizionali in competizioni moderne. Si analizza il ruolo crescente delle arti marziali miste come sport globale e l'importanza dei progressi tecnologici nel migliorare la sicurezza e le prestazioni degli atleti.
Discussione
I tessuti utilizzati nell'abbigliamento sportivo sono diventati sempre più leggeri e pratici. Sono stati studiati appositamente per migliorare la performance dell'atleta. Ad esempio, confrontando il materiale di un guanto da pugilato degli anni Settanta con uno moderno, le differenze sono davvero sostanziali. Lo sviluppo e l'introduzione di tecnologie avanzate nello sport hanno portato molteplici vantaggi a livello di sicurezza e di supporto per l'atleta e l'allenatore.
Questi dispositivi non solo proteggono la salute di chi pratica sport, ma rendono anche gli allenamenti più efficienti, evidenziando le singole mancanze di ogni atleta. Ciò permette all'allenatore di personalizzare il singolo esercizio. Ogni disciplina sportiva si è fusa con la tecnologia, si è sposata con la ricerca e ha dato vita a un numero ormai indeterminato di sistemi tecnico-informatici per migliorare le prestazioni degli atleti.
Tutto ciò rientra nella sfera del progresso sportivo, un progresso che è sempre in continua evoluzione, fatto di conoscenze e di studi appropriati per ogni settore.
Bibliografia
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Alba Giovanna, Naccari Anna, Pedagogia della corporeità, educazione attività motoria e sport nel tempo, Marlocchi Editori.
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www.istat.it
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www.wikipedia.org
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www.foxsports.it