Questo articolo esplora come la pandemia da COVID-19 abbia influenzato la pratica di attività fisica e sportiva tra gli adolescenti, evidenziando un aumento della sedentarietà e una diminuzione dell'attività fisica regolare. I dati mostrano che solo una minoranza di adolescenti ha mantenuto livelli adeguati di attività fisica, con differenze significative tra maschi e femmine.
Introduzione
L’OMS, a novembre 2020, ha pubblicato le nuove Linee Guida per contrastare, attraverso l’attività fisica, la sedentarietà acuitasi a causa della pandemia. Secondo l’OMS, più dell’80% degli adolescenti mondiali è insufficientemente attivo, anche a causa dell’attuale era altamente tecnologizzata e meccanizzata.
Inoltre, 3 adolescenti su 4 (di età compresa tra 11 e 17 anni), non praticano attività fisica secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che prevedono:
- almeno un media di 60 minuti al giorno di attività fisica di intensità moderata o vigorosa, per lo più aerobica, per tutta la settimana;
- integrare, almeno 3 volte a settimana, con attività aerobiche energiche, unitamente a quelle che rafforzano muscoli e ossa;
- limitare il tempo trascorso in sedentarietà, in particolare la quantità di tempo trascorso davanti allo schermo.
In Italia i dati ricavati dall’indagine HBSC 2019 e quindi prepandemici, avevano evidenziato che la percentuale di ragazzi adolescenti italiani di 11, 13 e 15 anni che svolgeva i livelli raccomandati di attività fisica moderata/intensa quotidiana era inferiore alla media internazionale (10% vs 19%). A livello nazionale, solo un adolescente su 10 svolgeva almeno 60 minuti al giorno di attività motoria moderata-intensa e questa abitudine diminuiva all’aumentare dell’età.
Metodi e strumenti
Lo studio si è basato su due questionari self-report e anonimi, somministrati rispettivamente agli studenti e ai docenti di Scienze Motorie e Sportive delle classi terze, quarte e quinte della scuola secondaria di II grado nel periodo gennaio-agosto 2023. La scelta di somministrare il questionario solo alle classi terze, quarte e quinte è dettata dal fatto che tali alunni, allo scoppio della pandemia, frequentavano già quest’ordine di scuola e i docenti hanno potuto seguire e valutare gli studenti in continuità nell’arco del triennio.
I questionari sono stati realizzati con l’app “Google Moduli” ed inviati alle scuole della regione Sicilia per il tramite dei Referenti provinciali di Scienze motorie dell’Ufficio Scolastico Regionale. Tutti i partecipanti hanno aderito spontaneamente e volontariamente al presente studio. Le risposte sono state registrate per il tramite dell’app “Fogli” di Google e quindi analizzate. Il questionario rivolto agli studenti prevedeva 26 quesiti; quello per i docenti 9 quesiti.
Risultati
Hanno risposto ai questionari un totale di 351 studenti di età compresa tra i 16 e i 20 anni ed un totale di 39 docenti. Dai dati analizzati si evince, in riferimento a quanto dichiarato sulla pratica sportiva che, alla data di somministrazione del questionario, il 53,3% degli studenti pratica attività motorio-sportiva e il 46,7% no.
Facendo riferimento, invece ad un altro grafico e ponendo la domanda se avessero o meno praticato attività fisica durante la pandemia, si evince che il 33,1% non ha praticato nessuna attività fisica, il 43,1% degli studenti l’ha praticata solo “qualche volta” e il 23,7% l’ha praticata regolarmente.
Sono dati questi piuttosto allarmanti, poiché si constata una diminuzione ulteriore della percentuale di adolescenti che rispetto al periodo pandemico non pratica attività fisica di alcun tipo. Si è infatti passati dal 33,1% del periodo COVID, al 46,7% del periodo post COVID.
Tale dato viene confermato anche dai docenti, ai quali è stata sottoposta la domanda se, a loro avviso, il numero dei ragazzi che praticavano attività sportiva fosse aumentato o diminuito.
Secondo i docenti, è diminuito in modo considerevole il numero dei ragazzi che non praticano attività sportiva al di fuori dell’orario scolastico e solo il 24,3% risponde che il numero è rimasto invariato. Ai docenti è stata posta anche la domanda se avessero notato un aumento delle richieste di giustificazione o esonero dall’attività fisica in orario scolastico. Il 62,2% risponde in modo affermativo.
Quindi il calo del numero di ragazzi che pratica attività motorio-sportiva, si registra anche in ambito scolastico.
Questo articolo esamina l'impatto della pandemia di COVID-19 sulle capacità motorie e fisiche degli adolescenti, evidenziando un significativo deterioramento delle capacità coordinative e condizionali. I dati raccolti mostrano un aumento della sedentarietà e dei problemi di salute mentale, sottolineando la necessità di interventi per promuovere l'attività fisica tra i giovani.
Coordinazione
Figura 14: livello capacità coordinative e condizionali degli studenti
In riferimento alle capacità condizionali e miste nei tuoi studenti, al rientro dal periodo del lockdown, in quali di esse si riscontrano le maggiori difficoltà: hai riscontrato difficoltà dovute a un non adeguato livello di capacità coordinative e condizionali?
37 risposte
Figura 15: difficoltà NELLE capacità coordinative negli studenti
Figura 16: difficoltà nelle capacità condizionali e miste
Attività fisica in età evolutiva
Soffri di mal di schiena? Rispetto al periodo pre-covid, ti senti:
350 risposte
Figura 17: Adolescenti che soffrono di mal di schiena
Figura 18: cambiamenti rispetto al periodo pre-Covid
A tuo avviso rispetto al periodo pre pandemico gli studenti sono:
37 risposte
Figura 19: domande effettuate agli insegnati
I dati che derivano dal questionario dei docenti in merito ai livelli di motricità degli studenti disconfermano quanto dichiarato dagli studenti. Ben il 73% degli insegnanti dichiara di aver riscontrato livelli bassi di sviluppo delle capacità coordinative e condizionali degli studenti (Figg. 14-16).
Osservando i grafici, si può constatare che i docenti riscontrano le maggiori difficoltà nelle seguenti capacità coordinative: capacità di combinazione motoria (18,9%), capacità di apprendimento motorio (16,2%), capacità di controllo motorio (13,5%) e di reazione motoria (13,5%).
L’inattività fisica durante il periodo di lockdown, l’assunzione di posture scorrette associate ad un uso sempre più frequente di device digitali (smartphone, tablet, computer), l’aumento di peso, hanno determinato un aumento del mal di schiena in età adolescenziale e i dati raccolti dal questionario confermano ciò. Se sommiamo i sì e i qualche volta, la percentuale di studenti che soffrono di mal di schiena è del 70,6% (Fig. 17).
Anche i dati che provengono dal questionario docenti confermano tutti gli effetti negativi che ha avuto la sedentarietà non solo a livello fisico, ma anche psichico. I docenti affermano che il 29,7% degli alunni sono svogliati; il 29,7% sono ansiosi; il 16,2% più insicuri e il 10,8% degli studenti è più stressato (Fig. 19).
Conclusioni
Attraverso i dati raccolti, emerge uno scenario per niente incoraggiante. Durante la pandemia soltanto il 43,1% degli adolescenti ha praticato attività motoria e sportiva solo qualche volta e il 33,1% non ha svolto alcuna attività fisica o sportiva. Dalla comparazione di dati riferiti al periodo COVID e al periodo post COVID emerge una diminuzione ulteriore della percentuale di adolescenti che rispetto al periodo pandemico non pratica attività fisica di alcun tipo. Si è infatti passati dal 33,1% del periodo COVID al 46,7% del periodo post COVID.
I dati ISTAT del 2022 confermano il trend negativo. Nella fascia d’età tra 15 e 17 anni è circa il 19,3 %, e nei giovani tra 18 e 19 anni il 26,9% la percentuale di chi non pratica nessuno sport o attività fisica.
Tali dati sono confermati anche dal rapporto ISTAT BES 2022 dedicato all’analisi della pratica sportiva e dei livelli di sedentarietà della popolazione italiana. Da questa indagine emerge in particolare che la Sicilia ha i livelli più bassi di partecipazione alla pratica sportiva (22,3%).
La nostra indagine è stata molto rilevante per renderci conto anche che il 40% degli adolescenti è aumentato di peso a causa della sedentarietà.
Questo articolo propone un'analisi sull'impatto della pandemia di Covid-19 sullo sviluppo psico-fisico degli adolescenti e sulla pratica delle attività motorie e sportive. I risultati indicano un aumento della sedentarietà e una diminuzione della pratica sportiva, con effetti duraturi sul benessere psico-fisico dei giovani. È necessario un impegno congiunto di genitori, educatori e istituzioni per promuovere le life skills e migliorare la salute e il benessere degli adolescenti.
Discussione
È necessario uno sforzo congiunto per ribaltare tali risultati che coinvolga genitori, docenti, educatori, istruttori, comuni, province, regioni e Stato. Allo Stato, così come agli Enti locali, spetta il compito di formulare strategie per migliorare il benessere psico-fisico presente e futuro dei ragazzi. Alle agenzie educative è demandato invece un compito ben più arduo, ovvero educare i giovani all'acquisizione di quelle che noi chiamiamo life skills, ovvero quell'insieme di abilità che sono alla base delle iniziative di promozione della salute e benessere di bambini e adolescenti.
Le life skills ci permettono di fare scelte salutari, vivere in salute e questo ci permette di dare il nostro contributo alla società in cui viviamo, al nostro gruppo di riferimento, alla nostra famiglia e a noi stessi. È pur vero che noi stiamo bene anche quando possiamo esprimere le nostre potenzialità, quando sentiamo di essere utili, di contribuire, di mettere il nostro talento al servizio degli altri, l'ambiente sociale e naturale.
Pertanto l'invito ad educatori, insegnanti, genitori, allenatori sportivi e a chiunque sia a contatto con i più giovani è quello di sentirsi dei "talent scout", di scovare le qualità, le doti, le risorse di chi sta loro di fronte e di fargliele notare in modo da aprire loro nuovi orizzonti, nuovi spiragli e nuove possibilità.
Conclusioni
Quattro anni sono ormai trascorsi da quando il Governo Italiano, a seguito della diffusione del Coronavirus, nel marzo 2020, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e imposto drastiche misure di contenimento che prevedevano la sospensione di molte attività lavorative oltre che scolastiche, e i cittadini hanno iniziato un periodo di confinamento domiciliare chiamato "lockdown".
Il periodo di emergenza sanitaria nazionale si è concluso il 31 marzo 2022 e questo studio è nato dall'idea di voler approfondire l'impatto che Covid-19 e il distanziamento sociale hanno avuto sullo sviluppo psico-fisico degli adolescenti e sulla pratica dell'attività fisica e sportiva, e verificare se, a partire dalla fine dello stato di emergenza, siamo tornati ai livelli pre-pandemici o meno.
A tal fine, due questionari online sono stati somministrati nel periodo gennaio-agosto 2023 rispettivamente a studenti e insegnanti di Scienze Motorie del triennio della scuola secondaria di secondo grado nella regione Sicilia. I risultati evidenziano che il periodo di isolamento ha causato un aumento della sedentarietà, una diminuzione della pratica motoria-sportiva con un chiaro cambiamento delle abitudini e degli stili di vita da parte degli studenti.
I dati dimostrano anche come i livelli di benessere psico-fisico degli adolescenti a 3 anni dall'inizio della pandemia siano rimasti bassi, così come il numero di adolescenti che praticano attività motoria-sportiva rimane molto basso.