La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2025 Volume: 20252

Indagine sulla pratica di attività motoria e sportiva e sui livelli di sviluppo psico-fisico degli adolescenti durante e dopo la pandemia da COVID-19

Abstract

Italiano

Sono trascorsi quattro anni da quando il Governo italiano, a seguito della diffusione del Coronavirus, nel marzo 2020 aveva dichiarato lo stato di emergenza nazionale imponendo drastiche misure di contenimento che prevedevano la sospensione di molte attività lavorative e scolastiche, avviando un periodo di confinamento domiciliare. Il periodo di emergenza sanitaria si è concluso il 31 marzo 2022. Lo studio approfondisce l'impatto del Covid-19 e del distanziamento sociale sullo sviluppo psico-fisico degli adolescenti e sulla pratica dell'attività motoria e sportiva, verificando se, dalla fine dello stato di emergenza, si è tornati ai livelli pre-pandemici. Sono stati somministrati nel periodo gennaio-agosto 2023 due questionari online rispettivamente a 351 studenti e 39 docenti di Scienze Motorie del triennio della scuola secondaria di II grado della regione Sicilia. I risultati evidenziano che il periodo di isolamento ha causato un aumento della sedentarietà e una diminuzione della pratica motorio-sportiva, con un evidente cambiamento delle abitudini e degli stili di vita. I dati dimostrano come i livelli di benessere psico-fisico degli adolescenti, a distanza di tre anni dall'inizio della pandemia, siano rimasti bassi, così come rimane molto basso il numero degli adolescenti che praticano attività motorio-sportiva.

English

Four years have now passed since the Italian Government, following the spread of the Coronavirus, in March 2020 declared a national state of emergency and imposed drastic containment measures which provided for the suspension of many work activities as well as school ones, and citizens began a period of home confinement called lockdown. The national health emergency period ended on March 31, 2022. This study aimed to investigate the impact that Covid-19 and social distancing had on the psycho-physical development of adolescents and the practice of physical and sporting activity, verifying whether, starting from the end of the state of emergency, pre-pandemic levels had been restored. To this end, two online questionnaires were administered in the period January-August 2023 respectively to 351 students and 39 Sports Sciences teachers of the upper secondary school three-year period in the Sicily region. The results highlight that the period of isolation caused an increase in sedentary lifestyle and a decrease in motor-sports practice with a clear change in habits and lifestyles. The data also demonstrate how the psycho-physical well-being levels of adolescents, three years after the start of the pandemic, have remained low, just as the number of adolescents practicing motor-sports activities remains very low.

Keywords

Italiano: pandemia, attività fisica, sport, sedentarietà, studenti adolescenti

Inglese: pandemic, physical activity, sport, sedentary lifestyle, adolescent students

Questo articolo esamina l'impatto del COVID-19 sullo sviluppo psico-fisico degli adolescenti e sulla pratica di attività motoria e sportiva. I risultati mostrano un aumento della sedentarietà e una diminuzione della pratica sportiva, con livelli di benessere psico-fisico ancora bassi tre anni dopo l'inizio della pandemia.

1. Introduzione

L’OMS, a novembre 2020, ha pubblicato le nuove Linee Guida per contrastare, attraverso l’attività fisica, la sedentarietà acuitasi a causa della pandemia. Secondo l’OMS, più dell’80% degli adolescenti mondiali è insufficientemente attivo, anche a causa dell’attuale era altamente tecnologizzata e meccanizzata. Inoltre 3 adolescenti su 4 (di età compresa tra 11 e 17 anni), non praticano attività fisica secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che prevedono:

  • almeno un media di 60 minuti al giorno di attività fisica di intensità moderata o vigorosa, per lo più aerobica, per tutta la settimana;
  • Integrare, almeno 3 volte a settimana, con attività aerobiche energiche, unitamente a quelle che rafforzano muscoli e ossa;
  • Limitare il tempo trascorso in sedentarietà, in particolare la quantità di tempo trascorso davanti allo schermo.

In Italia i dati ricavati dall’indagine HBSC 2019 e quindi prepandemici, avevano evidenziato che la percentuale di ragazzi adolescenti italiani di 11, 13 e 15 anni che svolgeva i livelli raccomandati di attività fisica moderata-intensa quotidiana era inferiore alla media internazionale (10% vs 19%). A livello nazionale, solo un adolescente su 10 svolgeva almeno 60 minuti al giorno di attività motoria moderata-intensa e questa abitudine diminuiva all’aumentare dell’età. Dai dati era emerso che la maggior parte dei ragazzi faceva movimento tre giorni a settimana.

In ogni classe di età, si rilevavano differenze di genere rispetto all’attività motoria, con frequenze maggiori nei maschi rispetto alle femmine. Si è osservato altresì un eccesso ponderale, che comprendeva i ragazzi in sovrappeso e con obesità, del 20%. La quota di giovani in eccesso ponderale mostrava marcate differenze di genere: era decisamente maggiore nei ragazzi tra i quali, complessivamente, il 21% era in sovrappeso e il 5% presentava obesità; nelle ragazze tali valori erano rispettivamente del 12% e 2%.

2. Domanda di ricerca

Sulla base dei dati citati, l’obiettivo del nostro studio è stato quello di andare ad analizzare i livelli di sviluppo psico-fisico e motorio degli adolescenti pre e post pandemia. In particolare, terminata la fase pandemica, i livelli di sviluppo psico-fisico e motorio degli adolescenti rispetto al periodo COVID sono migliorati o no? Si è verificato inoltre, un aumento della pratica sportiva o meno?

3. Lo studio

3.1 Metodi e strumenti

Lo studio si è basato su due questionari self-report e anonimi, somministrati rispettivamente agli studenti e ai docenti di Scienze Motorie e Sportive delle classi terze, quarte e quinte della scuola secondaria di II grado nel periodo gennaio-agosto 2023. La scelta di somministrare il questionario solo alle classi terze, quarte e quinte è dettata dal fatto che tali alunni allo scoppio della pandemia frequentavano già quest’ordine di scuola e i docenti hanno potuto seguire e valutare gli studenti in continuità nell’arco del triennio.

I questionari sono stati realizzati con l’app “Google Moduli” ed inviati alle scuole della regione Sicilia per il tramite dei Referenti provinciali di Scienze motorie dell’Ufficio Scolastico Regionale. Tutti i partecipanti hanno aderito spontaneamente e volontariamente al presente studio. Le risposte sono state registrate per il tramite dell’app “Fogli” di Google e quindi analizzate. Il questionario rivolto agli studenti prevedeva 26 quesiti; quello per i docenti 9 quesiti.

3.2 Risultati

Hanno risposto ai questionari un totale di 351 studenti di età compresa tra i 16 e i 20 anni ed un totale di 39 docenti. Dai dati analizzati si evince, in riferimento a quanto dichiarato sulla pratica sportiva che, alla data di somministrazione del questionario, il 53,3 % degli studenti pratica attività motorio-sportiva e il 46,7 % no (Fig.1).

Facendo riferimento, invece ad un altro grafico e ponendo la domanda se avessero o meno praticato attività fisica durante la pandemia, si evince che il 33,1% non ha praticato nessuna attività fisica, il 43,1% degli studenti l’ha praticata solo “qualche volta” e il 23,7 % l’ha praticata regolarmente (Fig.2).

Sono dati questi piuttosto allarmanti poiché si constata una diminuzione ulteriore della percentuale di adolescenti che rispetto al periodo pandemico non pratica attività fisica di alcun tipo. Si è infatti passati dal 33,1% del periodo COVID al 46,7% del periodo post COVID. Tale dato viene confermato anche dai docenti ai quali è stata sottoposta la domanda se, a loro avviso, il numero dei ragazzi che praticavano attività sportiva fosse aumentato o diminuito (Fig.3).

Secondo i docenti, è diminuito in modo considerevole il numero dei ragazzi che non praticano attività sportiva al di fuori dell’orario scolastico e solo il 24,3% risponde che il numero è rimasto invariato. Ai docenti è stata posta anche la domanda se avessero notato un aumento delle richieste di giustificazione o esonero dall’attività fisica in orario scolastico. Il 62,2% risponde in modo affermativo (Fig.4).

Quindi il calo del numero di ragazzi che pratica attività motorio-sportiva, si registra anche in ambito scolastico.

Il periodo di confinamento domiciliare ha comportato importanti cambiamenti nelle abitudini degli adolescenti. Alla domanda se le loro abitudini fossero cambiate a seguito della pandemia il 54 % dei ragazzi ha risposto di no, un significativo 40% ha risposto in parte e il 6% sì (Fig.5).

Alla domanda “Indica quante ore dedicavi durante il lockdown alle seguenti attività” si evidenzia un numero consistente di studenti pari al 53,85 % impegnato dalle 5-6 ore e oltre le 6 ore a seguire le lezioni in DAD e a studiare; mentre il 45,58 % ha dichiarato di trascorrere dalle 5 alle 6 ore e oltre a utilizzare il cellulare (Fig.6). Dato altamente significativo è quello che riguarda la pratica di attività fisica in cui il 46,88% degli studenti dichiara di aver svolto una qualche attività fisica per meno di un’ora al giorno.

Abbiamo anche chiesto ai ragazzi se, a causa dell’impossibilità del muoversi, avessero riscontrato un aumento di peso (Fig.7).

Il 60% degli studenti ha risposto in modo negativo ma comunque c’è un dato abbastanza alto di studenti pari al 40% che conferma un aumento di peso.

umento del peso corporeo. La stessa domanda è stata formulata ai docenti che confermano il trend in aumento del peso nei ragazzi. Il 56,8 % dei docenti infatti risponde in modo affermativo alla domanda (Fig.8).

In riferimento ai livelli di motricità ed in particolare ai livelli di sviluppo delle capacità coordinative e condizionali sono state poste agli studenti una serie di domande (Fig.9-13).

I dati che derivano dal questionario dei docenti in merito ai livelli di motricità degli studenti disconfermano quanto dichiarato dagli studenti. Ben il 73% degli insegnanti dichiara di aver riscontrato livelli bassi di sviluppo delle capacità coordinative e condizionali degli studenti (Fig.14-16).

Osservando i grafici si può constatare che i docenti riscontrano le maggiori difficoltà nelle seguenti capacità coordinative: capacità di combinazione motoria (18,9%), capacità di apprendimento motorio (16,2%), capacità di controllo motorio (13,5%) e di reazione motoria (13,5%).

Dal grafico emerge che le maggiori difficoltà si riscontrano nelle seguenti capacità: resistenza (73%), flessibilità( 13,5%) e velocità (8,1%). L’inattività fisica durante il periodo di lockdown , l’assunzione di posture scorrette associate ad un uso sempre più frequente di device digitali (smartphone, tablet, computer), l’aumento di peso, hanno determinato un aumento del mal di schiena in età adolescenziale e i dati raccolti dal questionario confermano ciò. Se sommiamo i sì e i qualche volta , la percentuale di studenti che soffrono di mal di schiena è del 70,6%(Fig.17) .

I periodi di lockdown dovuti all’emergenza pandemica da Covid hanno limitato l’attività fisica della popolazione mondiale ed aumentato la sedentarietà. Ciò ha influito sulla gestione dell’ansia e dello stress, sulla motivazione e la fiducia in sé stessi, sulle relazioni interpersonali, soprattutto nei soggetti in età evolutiva .L’indagine da noi condotta conferma le problematiche emerse nel periodo COVID (Fig. 18).

.Emergono in particolare, dall’analisi dei dati, atteggiamenti , sensazioni e comportamenti quasi tutti negativi ( stress 28,6%, svogliatezza 19,4%,irascibilità 5,4%,insicurezza, 5,7%). Tra gli aspetti positivi troviamo l’essere propositivi al 10,8% e più felici all’8,9%.

Anche i dati che provengono dal questionario docenti confermano tutti gli effetti negativi che ha avuto la sedentarietà non solo a livello fisico ma anche psichico. I docenti affermano che il 29,7% degli alunni sono svogliati; il 29,7% sono ansiosi; il 16,2% più insicuri e il 10,8% degli studenti è più stressato ( Fig. 19).

Conclusioni

Attraverso i dati raccolti, emerge uno scenario per niente incoraggiante . Durante la pandemia soltanto il 43,1% degli adolescenti ha praticato attività motoria e sportiva solo qualche volta e il 33,1% non ha svolto alcuna attività fisica o sportiva. Dalla comparazione di dati riferiti al periodo COVID e al periodo post COVID emerge una diminuzione ulteriore della percentuale di adolescenti che rispetto al periodo pandemico non pratica attività fisica di alcun tipo. Si è infatti passati dal 33,1% del periodo COVID al 46,7% del periodo post COVID.

I dati ISTAT del 2022 confermano il trend negativo. Nella fascia d’età tra 15 e 17 anni è circa il 19,3 %, e nei giovani tra 18 e 19 anni il 26,9% la percentuale di chi non pratica nessuno sport o attività fisica.

Tali dati sono confermati anche dal rapporto ISTAT BES 2022 dedicato all’analisi della pratica sportiva e dei livelli di sedentarietà della popolazione italiana. Da questa indagine emerge in particolare che la Sicilia ha i livelli più bassi di partecipazione alla pratica sportiva (22,3%). La nostra indagine è stata molto rilevante per renderci conto anche che il 40% degli adolescenti è aumentato di peso a causa della sedentarietà.

Nella stessa fascia d’età l’indagine condotta nel 2022 dal Sistema di sorveglianza HBSC Italia coordinato dall’Istituto Superiore della Sanità ci dice che il 19,3 % dei ragazzi diciasettenni ha un eccesso di peso (15,9% sovrappeso,3,9% obesità). La percentuale è sensibilmente maggiore nei maschi (maschi sovrappeso e obesi: 19,8% e 3,9% vs femmine: 11,7% e 2,8%).

Meno di un adolescente su 10 svolge almeno 60 minuti al giorno di attività motoria moderata-intensa e questa abitudine diminuisce all’aumentare dell’età. In ogni classe di età, si rilevano differenze di genere rispetto all’attività motoria moderata-intensa con frequenze maggiori nei maschi rispetto alle femmine. Rispetto alla rilevazione del 2017/2018 si evidenzia una lieve riduzione (44,1% vs 40,8%) della percentuale di giovani che svolge almeno 4 giorni a settimana di attività fisica moderata-intensa (60 minuti al giorno).

I risultati sono negativi anche in relazione ai livelli delle capacità motorie degli studenti e lo possiamo dedurre dal deterioramento delle capacità coordinative e condizionali riscontrato da ben il 73% dei docenti che hanno partecipato all’indagine.

Dall’analisi dei dati dei questionari dei docenti emerge un calo significativo della capacità di resistenza confermato anche dagli studenti . Mentre in riferimento alla coordinazione si evidenza una discrasia tra quanto dichiarato dagli studenti ( il 76,3% si ritiene coordinato) e quanto dichiarato dai docenti da cui risulta un peggioramento delle capacità coordinative con particolare riferimento alla capacità di combinazione motoria.

Del resto già lo studio condotto nel 2021 da Gennaro Palmisciano confermava il trend negativo con un marcato calo delle prestazioni fisiche, tanto a livello condizionale, quanto a livello coordinativo, pari in entrambi i casi a circa al 15%.

Dai dati analizzati si è constatato anche un aumento di situazioni di ansia e stress per il 28,6% e un calo sulla motivazione e la fiducia in sé stessi e sulle relazioni interpersonali. A tal proposito i docenti dichiarano che il 29,7% degli alunni sono svogliati; il 29,7% sono ansiosi; il 16,2% più insicuri e il 10,8% è più stressato.

Rapportando i dati raccolti con l’indagine condotta nel 2022 dal Sistema di sorveglianza HBSC Italia si evince che non ci sono discostamenti significativi tra le due indagini. Alla domanda posta ai diciasettenni nell’indagine HBSC sull’impatto sulla loro salute mentale del periodo COVID il 41% degli intervistati risponde che esso è negativo.

In riferimento al genere il 52% delle ragazze dichiara un impatto negativo a fronte del 31% dei ragazzi, e si osserva tale risposta nel 29% degli undicenni (33% delle femmine e 25% dei maschi) e nel 53% dei diciassettenni (66% e 41%)

Ad oggi, il 50% degli studenti partecipanti all’indagine dichiara comunque di voler cambiare le proprie abitudini. Appare evidente dallo studio condotto come una percentuale ancora troppo bassa, insufficiente, di giovani soddisfa le indicazioni dell’OMS. Una tra le principali preoccupazioni per la salute pubblica a livello globale è che l’81% degli adolescenti non ha livelli adeguati di attività fisica. Al contrario, il picco dei livelli di attività fisica si verifica all’età di 13 anni, ma successivamente diminuisce del 7% ogni anno. E troppo spesso la colpa viene data alla “mancanza di tempo” o ai “troppi compiti”.

Oltre ad incrementare l’esercizio fisico, è importante che i giovani riducano i comportamenti sedentari, come ad esempio guardare la TV o utilizzare il computer e dispositivi elettronici sia per giocare che per stare sui social networks, riconosciuti come fattori di rischio per la salute che, se protratti nel tempo, possono avere ripercussioni sul loro benessere.

La nostra indagine ha evidenziato come il 45,58% dei ragazzi abbia trascorso durante il periodo COVID dalle 5 alle 6 ore ad utilizzare il cellulare. L’indagine HBSC 2022 ci conferma il trend negativo evidenziato durante la pandemia e ci dà ulteriori informazioni sulle modalità d’uso dei dispositivi digitali . Il dato più allarmante riguarda in particolare l’uso del cellulare per stare sui Social media ( Facebook, Tik Tok, Instagram..) con percentuali molto elevate più nelle ragazze che nei maschi maggiormente impegnati invece nell’utilizzo dei video giochi.

È necessario ripensare alla preparazione specifica di insegnanti e istruttori in modo che l’attenzione allo sviluppo motorio sia adeguata alle necessità della crescita degli adolescenti, occorre anche che i programmi didattici siano adeguati sia per aumentarne i livelli di competenze motorie e sia per essere in grado di fronteggiare eventuali futuri momenti di lockdown.( Tortella e coll.2021).

Occorre dunque potenziare l’attività motorio-sportiva scolastica ed extra scolastica affinchè essa ritorni ad essere un’abitudine nei giovani e non un’eccezione, attraverso degli interventi di sistema che diffondano con maggiore efficacia ed intensità il reale significato che il movimento esercita sul benessere psico-fisico presente e futuro dei ragazzi.

E’ necessario uno sforzo congiunto per ribaltare tali risultati che coinvolga genitori , docenti, educatori, istruttori , comuni, province , regioni e Stato. Allo Stato, così come agli Enti locali, spetta il compito di formulare delle politiche a sostegno del diritto alla salute, dello sport e alla realizzazione di programmi ed interventi volti ad una maggiore diffusione dello sport a scuola .

Alle agenzie educative è demandato inve

L’OMS ne individua ben 10 suddivise nelle seguenti aree:

  • EMOTIVE: consapevolezza di sè, gestione delle emozioni, gestione dello stress
  • RELAZIONALI: empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci
  • COGNITIVE: risolvere i problemi, prendere decisioni, pensiero critico, pensiero creativo.

Le life skills ci permettono di fare scelte salutari, vivere in salute e questo ci permette di dare il nostro contributo alla società in cui viviamo, al nostro gruppo di riferimento, alla nostra famiglia e a noi stessi.

È pur vero che noi stiamo bene anche quando possiamo esprimere le nostre potenzialità, quando sentiamo di essere utili, di contribuire, di mettere il nostro talento al servizio degli altri, l’ambiente sociale e naturale.

Pertanto l’invito ad educatori, insegnanti, genitori, allenatori sportivi e a chiunque sia a contatto con i più giovani è quello di sentirsi dei “talent scout”, di scovare le qualità, le doti, le risorse di chi sta loro di fronte e di fargliele notare in modo da aprire loro nuovi orizzonti, nuovi spiragli e nuove possibilità.

Vedi anche

Domande frequenti

Qual è stato l'impatto principale della pandemia COVID-19 sull'attività fisica degli adolescenti?

La pandemia COVID-19 ha causato un significativo peggioramento dei livelli di attività fisica negli adolescenti, con un aumento della sedentarietà e una diminuzione della pratica sportiva rispetto al periodo pre-pandemico.

Quanti adolescenti hanno ridotto l'attività fisica dopo la pandemia?

Lo studio ha rilevato che solo il 53,3% degli studenti pratica attività motorio-sportiva post-pandemia, indicando una riduzione per quasi la metà degli adolescenti rispetto al periodo precedente.

La didattica a distanza ha influito sui livelli di attività fisica?

Sì, durante il lockdown, il 53,85% degli studenti ha dedicato 5-6 ore o più alla didattica a distanza, contribuendo probabilmente alla riduzione del tempo dedicato all'attività fisica e all'aumento della sedentarietà.

C'è stato un aumento delle richieste di esonero dalle attività motorie scolastiche?

Sì, i docenti di Scienze Motorie hanno segnalato un aumento del 62,2% delle richieste di esonero dalle attività motorie scolastiche nel periodo post-pandemico.

Quali sono le fasce d'età degli adolescenti coinvolti nello studio?

Lo studio ha coinvolto studenti adolescenti di età compresa tra i 16 e i 20 anni, residenti in Sicilia.

Quali interventi sono necessari per contrastare la sedentarietà post-COVID negli adolescenti?

Sono necessari interventi mirati e strategie efficaci per promuovere l'attività fisica tra gli adolescenti, sia a livello scolastico che extrascolastico, per invertire la tendenza all'aumento della sedentarietà.

Questo studio ha coinvolto solo la Sicilia? I risultati sono generalizzabili?

Lo studio si è concentrato sugli adolescenti siciliani. Sebbene i risultati possano riflettere tendenze più ampie, per una generalizzazione completa sarebbero necessarie ulteriori ricerche su campioni più ampi e diversificati geograficamente.

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