La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2016 Volume: 20161

Gli additivi negli integratori alimentari a uso sportivo

Abstract

Italiano

L'articolo analizza la storia, le caratteristiche e l'evoluzione dell'allenamento calistenico, tracciando un percorso che dalle prime codificazioni del tardo Settecento giunge alle moderne applicazioni del fitness funzionale. Il termine calistenia, derivato dal greco, racchiude i concetti di bellezza e forza, evidenziando come questa disciplina persegua simultaneamente il miglioramento della performance atletica e del benessere globale. Attraverso una ricostruzione storica che parte dalle prime sistematizzazioni di Christian Carl Andrè (1785) e prosegue con i contributi di Jahn, Spiess, Ling e Beecher, il testo delinea l'evoluzione del lavoro a corpo libero fino alla sua rinascita contemporanea nell'ambito del functional training. L'analisi evidenzia come l'allenamento calistenico, pur non rappresentando una novità metodologica assoluta, si distingua per la capacità di migliorare la performance fisico-atletica, prevenire vizi posturali, incrementare l'ipertrofia muscolare, accelerare il metabolismo, sviluppare la resistenza generale e preservare la mobilità articolare. Si conclude che molte discipline moderne del fitness funzionale costituiscono di fatto una reinterpretazione aggiornata dei principi calistenici originari, supportata dalle acquisizioni della fisiologia e della scienza dell'allenamento.

English

The article analyzes the history, characteristics and evolution of calisthenic training, tracing a path from the first codifications of the late eighteenth century to the modern applications of functional fitness. The term calisthenics, derived from Greek, encompasses the concepts of beauty and strength, highlighting how this discipline simultaneously pursues the improvement of athletic performance and overall well-being. Through a historical reconstruction starting from the first systematizations by Christian Carl Andrè (1785) and continuing with the contributions of Jahn, Spiess, Ling and Beecher, the text outlines the evolution of bodyweight training up to its contemporary revival within functional training. The analysis highlights how calisthenic training, while not representing an absolute methodological novelty, is distinguished by its ability to improve physical-athletic performance, prevent postural defects, increase muscle hypertrophy, accelerate metabolism, develop general endurance and preserve joint mobility. It is concluded that many modern functional fitness disciplines essentially constitute an updated reinterpretation of the original calisthenic principles, supported by advances in physiology and exercise science.

Keywords

Italiano: additivi integratori sportivi, sicurezza integratori, tartrazina E102, coloranti alimentari, integratori proteici, etichette integratori, allergie integratori, biossido titanio E171, allenamento calistenico, allenamento funzionale, esercizi a corpo libero, ipertrofia muscolare, storia delle scienze motorie

Inglese: sports supplements additives, supplement safety, tartrazine E102, food colorants, protein supplements, supplement labels, supplement allergies, titanium dioxide E171, calisthenic training, functional training, bodyweight exercises, muscle hypertrophy, history of exercise science

L'articolo esplora l'evoluzione storica e le caratteristiche dell'allenamento calistenico, evidenziando come questa forma di esercizio fisico, che utilizza principalmente il peso corporeo, sia tornata in auge grazie alla sua capacità di migliorare la performance fisica e il benessere generale. L'allenamento calistenico è adatto a persone di tutte le età e livelli atletici, e può essere integrato in vari programmi di allenamento per migliorare la forza, la resistenza e la mobilità articolare.

Storia, caratteristiche ed evoluzione dell'allenamento calistenico

Il termine calistenia deriva dal greco Kalòs (bello) e Sthenos (forza) e già l'analisi etimologica lascia intendere come la pratica dell'allenamento calistenico abbia tra i suoi obiettivi il miglioramento sia della performance del soggetto che del suo aspetto fisico. Kallisthenes significa anche "ricco di vigore", quasi a sottolineare come questo genere di lavoro, favorendo in modo considerevole sia il miglioramento della performance fisico-atletica, che il benessere globale, quello che in modo più "moderno" definiamo fitness, risulta essere un'attività rinvigorente per chi la pratica con regolarità.

L'allenamento calistenico è probabilmente tra le prime forme di sollecitazione corporea codificate e descritte, perlomeno con riferimento ad una descrizione e codificazione come quella che siamo abituati a concepire nella moderna accezione di fitness e di allenamento. Wood, nel 1938 parla di questo tipo di lavoro definendo la calistenia come un vero sistema di esercizi fisici eseguiti principalmente senza attrezzi e destinato a compensare gli effetti deprimenti che la vita moderna provoca sull'organismo. Questa sintetica descrizione racchiude in poche parole tutto il significato dell'allenamento calistenico, che sfrutta principalmente il peso del corpo e la forza di gravità in un processo allenante che è per sua stessa natura un lavoro di tipo funzionale e che ha tra le principali caratteristiche quella di compensare atteggiamenti tipici di una vita sedentaria.

Per trovare le prime trattazioni sul lavoro calistenico però occorre andare ulteriormente indietro con gli anni, per l'esattezza al 1785 quando Christian Carl Andrè codifica ed organizza le prime sessioni di lavoro del periodo moderno. Quasi nel medesimo periodo storico (qualche decennio dopo ad essere precisi) anche il lavoro dei tedeschi Friedrich Ludwig Jahn e Adolf Spiess, contribuì non poco alla diffusione della ginnastica che, giocoforza, non si avvaleva ancora di particolari strumenti, ed era pertanto svolta a corpo libero. Nello stesso periodo, questa volta in Svezia, Per Henrik Ling e la sua scuola furono decisivi per lo sviluppo e la diffusione della ginnastica, e per il significato preventivo e psicopedagogico ad essa riconosciuto. Pochi anni dopo, nel 1829, viene pubblicato il primo testo specifico sulla calistenia, che punta a descriverne i benefici e i metodi esecutivi. A questo primo volume ne segue a breve distanza un secondo (Psicologia e calistenia) scritto ad opera dell'americana Catherine Beecher, che analizza il lavoro calistenico con particolare riferimento all'attività per le ragazze, raccomandando la costante presenza di una base musicale nel corso dell'allenamento.

L'allenamento calistenico, o il lavoro a corpo libero, per utilizzare un termine proprio e non meno datato, permettono quindi una sollecitazione atletica certamente allenante, ma che punta principalmente ad una condizione di benessere più che ad una esasperazione della performance. Non può essere definito un metodo di allenamento "nuovo", ma certamente vi è grande differenza fra gli esordi della ginnastica e la sua pratica empirica, rispetto a quanto sia possibile proporre oggigiorno grazie anche alle acquisizioni fornite dalla fisiologia, dall'anatomia e dalla meccanica muscolare. Sebbene non sia possibile attribuire all'allenamento calistenico la prerogativa di essere una sostanziale novità, occorre certamente soffermarsi a valutare come il ritorno a questo tipo di lavoro, sebbene con una rinnovata maturità e competenza scientifica, segnali un forte cambiamento in materia di attività motorie di vasta diffusione.

Partendo infatti dagli inizi del 1800 sino ai primi anni del nuovo millennio, si è progressivamente evoluto il concetto di ginnastica, passando dalla graduale importanza attribuita all'attività fisica, sino alla mera esaltazione ed esasperazione delle dimensioni muscolari, che è probabilmente giunta al culmine tra gli anni '70 e la fine degli anni '90. In questo trentennio il culturismo in senso stretto ha raggiunto il massimo della diffusione, e con esso la ricerca di volumi muscolari enormi, da ottenere ad ogni costo, spesso con il solo scopo di ostentare orgogliosamente un corpo apparentemente in forma, ma in realtà solo appariscente. Questa tendenza, che negli ultimi anni si è fortemente ridimensionata pur potendo individuare ancora delle "sacche di resistenza", ha lasciato gradualmente il passo ad una visione nuova, ossia alla ricerca di un corpo certamente muscoloso, ma in misura minore, puntando gradualmente in modo sempre più marcato all'armonia estetica e al benessere fisico. L'ulteriore evoluzione ha determinato l'esplosione dell'allenamento funzionale, in tutte le sue declinazioni, quali l'allenamento in sospensione, il military fitness, l'uso dei kettlebell, ma anche di tutte le discipline che fanno largo uso di esercizi a circuito, a corpo libero, o con l'ausilio di piccoli sovraccarichi. E' possibile affermare che l'allenamento calistenico abbia intrapreso nel periodo moderno una sorta di cammino lungo quasi due secoli, prima di ritrovare se stesso in una forma nuova, perfezionata, e basata su moderne acquisizioni scientifiche fortemente influenzate dalla scienza dell'allenamento.

Siamo pronti a riprendere in mano la calistenia, a beneficiare dei vantaggi, anzi lo stiamo già facendo tutte le volte che pratichiamo una delle discipline appena indicate, e altre che hanno caratteristiche simili. La carenza di testi e letteratura specifica di recente produzione (soprattutto in lingua italiana) è da attribuire all'impiego di terminologie ritenute più moderne e certamente influenzate dal marketing. A denominazioni nuove e certamente cool spesso corrisponde nulla più che l'applicazione del lavoro a corpo libero così come previsto e codificato nell'allenamento calistenico, che non ha perso (nè potrebbe perdere) le sue caratteristiche in ordine al miglioramento generale delle proprie performance, la prevenzione di vizi posturali, il controllo muscolare e la sollecitazione del sistema nervoso centrale, l'incremento dell'ipertrofia e quindi l'accelerazione del metabolismo, il miglioramento della resistenza generale e della resistenza alla forza, l'induzione al dimagrimento (sia grazie al dispendio calorico diretto che per effetto dell'accelerazione metabolica) e, non ultimo, la conservazione della mobilità articolare. Un'evoluzione linguistica nelle denominazione delle attività non corrisponde quindi all'obsolescenza dei metodi, ed in questo caso ancor meno degli strumenti impiegati, essendo il corpo protagonista del lavoro calistenico, che permette di individuare l'oggetto e al contempo lo strumento per il miglioramento di se stesso.

L'allenamento calistenico si caratterizza per una stimolazione muscolare mediante esercizi che si concentrano in modo selettivo su uno o pochi distretti muscolari e, dalla sequenza degli esercizi (eventualmente eseguita in modo fluido e dinamico), si giunge poi ad una stimolazione globale. Alla fine degli anni '50 si riteneva opportuno che ciascun workout di allenamento calistenico cominciasse e si concludesse con una corsa, avente ruolo di riscaldamento iniziale e di defaticamento finale. La parte centrale del lavoro prevedeva in successione esercizi per le braccia e per le gambe, esercizi per la regione posterosuperiore e posteroinferiore del tronco, esercizi per la regione laterale del tronco, esercizi per la stimolazione dell'equilibrio, esercizi per gli addominali, esercizi per le spalle e per la schiena, piccoli salti per la stimolazione degli arti inferiori. E' possibile vedere in questo tipo di proposta una sorta di precursore del moderno circuit training, rilevando come l'allenamento calistenico possa essere ritenuto l'ispiratore (più o meno consapevole) di numerosi metodi di allenamento attualmente utilizzati e riconosciuti come validi.

Nell'ultimo periodo, come già accennato, si assiste ad un ritorno in auge del lavoro calistenico, sebbene sarebbe più corretto affermare che sta tornando a comparire il termine "calistenico" poichè, esaminando i possibili esercizi, occorre ribadire che di fatto non vi è differenza tra il lavoro calistenico e il lavoro a corpo libero. E' però possibile proporre e segnalare differenti modalità di allenamento calistenico, distinguendo di volta in volta la procedure da seguire, gli esercizi da privilegiare, la sequenza del lavoro e del recupero e, più in generale, tutte le altre procedure che caratterizzano la programmazione di un lavoro che sinteticamente vanno sotto il nome di "metodo". In tal senso è legittimo parlare di metodo calistenico e di allenamento calistenico finalizzati al miglioramento delle differenti esigenze individuali.

Inutile dire che l'allenamento calistenico, se correttamente calibrato nelle modalità e nell'intensità dello svolgimento, è tecnicamente proponibile a chiunque, a prescindere dalla fascia di età e dal livello atletico posseduto. Può essere praticato dai più giovani dato che l'utilizzo del proprio corpo come resistenza lo rende certamente più sicuro e lo svolgimento dinamico non compromette la possibilità di sfruttare il fertile periodo di sviluppo delle capacità coordinative oltre che condizionali. Va benissimo per i sedentari e per le persone in sovrappeso, così come per le donne in gravidanza consentendo di intervenire efficacemente anche rispetto a eventuali stati dolorosi a carico della colonna vertebrale causati da una postura poco corretta, che spesso accompagna il periodo della gravidanza. Sarà un perfetto elemento nell'integrazione del lavoro di sportivi di ogni disciplina nel percorso tipico della preparazione atletica, ma anche un valido supporto nel recupero funzionale. Non mancano autori che suggeriscono il ricorso al lavoro calistenico come coadiuvante all'interno di condizioni patologiche come la gastroptosi.

iche di palestre e centri fitness che basano il loro successo, e la loro stessa esistenza, sugli esercizi calistenici, sfruttando una maggiore notorietà dovuta essenzialmente alla promozione e al marketing che vi ruota attorno. Senza ovviamente mettere in dubbio la loro comprovata efficacia, attività come il GAG, l'ABS, ma lo stesso Pilates, analizzati nelle loro forme iniziali, altro non sono che metodologie di lavoro basate su esercizi a corpo libero, quindi calistenici.

Vedi anche

Domande frequenti

Quali sono gli additivi più pericolosi negli integratori sportivi?

I più problematici sono la Tartrazina (E102) per asmatici e allergici all'aspirina, il Giallo arancio (E110) che causa eritemi, l'Eritrosina (E127) legata a rischi tiroidei, e il Biossido di titanio (E171) con controversi rischi cancerogeni.

Che tipo di integratori contiene più additivi?

Gli integratori proteici presentano il maggior numero di additivi, seguiti da quelli energetici. I prodotti per dimagrimento e vitamine/minerali ne contengono generalmente meno.

Come riconoscere gli additivi pericolosi sull'etichetta?

Cerca le sigle E102 (Tartrazina), E110 (Giallo arancio), E127 (Eritrosina) ed E171 (Biossido di titanio). Leggi sempre l'elenco ingredienti completo prima dell'acquisto.

Gli additivi negli integratori sono sempre pericolosi?

No, gli additivi sono generalmente sicuri alle dosi previste per la popolazione generale, ma possono rappresentare rischi per soggetti predisposti, allergici o con particolari condizioni di salute.

Chi dovrebbe prestare maggiore attenzione agli additivi negli integratori?

Soggetti asmatici, allergici all'aspirina, con problemi tiroidei, bambini e persone con particolari sensibilità alimentari dovrebbero leggere attentamente le etichette prima del consumo.

Esistono integratori sportivi senza additivi problematici?

Sì, molti prodotti utilizzano additivi più sicuri o naturali. È importante confrontare le etichette e scegliere marchi che dichiarano chiaramente l'assenza di coloranti e conservanti controversi.

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