Questo articolo esplora come il divertimento, spesso trascurato negli sport individuali, sia un fattore cruciale per la partecipazione continua, utilizzando la scherma come caso di studio. Attraverso l'analisi del Physical Activity Enjoyment Scale (PACES), si dimostra che un approccio focalizzato sul piacere può ridurre l'abbandono precoce e migliorare l'esperienza sportiva dei giovani atleti.
Introduzione
La pratica degli sport è sinonimo di competizione e, purtroppo, troppo spesso tende a escludere il piacere e il divertimento che sa infondere. Infatti, nei periodi di infanzia, fanciullezza e adolescenza, gli individui frequentano attività per il puro piacere di muoversi, di divertirsi, di stare in compagnia tra amici e di provare soddisfazioni. Infatti, il senso di divertimento (enjoyment, inteso come esperienza piacevole in cui si riesce ad ottenere qualcosa) è tra le principali ragioni per cui gli individui, a tutte le età, praticano attività motorie e sportive e le mantengono nel tempo mentre la mancanza di esso porta frequentemente all’abbandono.
Alcuni manager o dirigenti del mondo del lavoro (così come genitori o docenti) ritengono gli sport di squadra più efficaci nel creare situazioni di socializzazione, integrazione e legami tra pari. Inoltre, sostengono che gli sport individuali sono, parallelamente, meno divertenti e scarsamente mediatori di esperienze condivise.
Questa visione è da ritenere popolare e debole dal punto di vista pedagogico e metodologico. In ragione di ciò, infatti, alcuni autori hanno precipuamente diffuso idee più innovative e ponderate: lo sport è noioso se viene proposto in modo noioso, incentrato solo al risultato e modulato da un tecnico noioso e ripetitivo.
Materiali e Metodi
Soggetti
Il campione di studio è stato costituito da 20 atleti di età compresa tra gli otto e gli undici anni di cui 8 femmine e 12 maschi. I giovani schermidori, con una media di 12 mesi di pratica pregressa, sono stati reclutati presso una società di scherma regolarmente affiliata al comitato regionale Lombardia.
Questionario
Il questionario psicobiologico Physical Activity Enjoyment Scale (PACES) di Kendzierski & De Carlo, validato nella sua versione italiana da Carraro et al., è stato somministrato in considerazione della sua facile interpretazione e per la veloce compilazione che evita l’abbassamento della soglia di attenzione, garantendo attendibilità delle risposte. Il questionario è composto da 16 item con punteggi dati su scala Likert a 5 punti, da 1 (sono totalmente in disaccordo) a 5 (sono totalmente d’accordo) richiede di rispondere rispetto alla specifica attività.
Procedura
I questionari sono stati somministrati nel mese di marzo (2023), quando l’attività sportiva societaria era avviata con continuità e il clima permetteva una frequenza assidua da parte degli atleti. Al termine dell’allenamento del martedì è stato somministrato il questionario ed è stato esplicitato che non c’erano risposte giuste o sbagliate. Ogni atleta ha compilato volontariamente e autonomamente il questionario entro i venti minuti successivi all’allenamento come indicato in letteratura. La presenza del somministratore ha permesso di chiarire eventuali dubbi non influenzando le risposte.
Analisi dati
I dati sono stati preliminarmente sottoposti a controllo per verificare la presenza di refusi o segni confondenti. Successivamente sono stati inseriti in fogli di calcolo generando matrici con tutti gli items del questionario. Da queste matrici è stato calcolato il punteggio totale PACES di ogni singolo atleta rovesciando sul dato mediano (numero 3) i punteggi degli item negativi e sommandoli a quelli positivi. In questo modo si ottengono punteggi da un minimo di 16 a un massimo di 80 come livello di PACES.
Risultati
Lo sport individuale analizzato (scherma) ha ottenuto un valore medio pari a 71,55 che corrisponde al 89,4% del massimo raggiungibile. Due atleti hanno espresso il massimo (dato non mostrato).
Interessanti i dati presenti nella Figura 3 che sintetizzano i punteggi medi delle valutazioni in ogni singolo item del questionario. La domanda positiva che ha ottenuto una media più alta è stata la numero 6 (“Mi dà energia”), mentre “Non è per niente interessante” risulta il valore più alto nelle risposte negative.
In parallelo, se consideriamo la domanda “Ottengo qualcosa” con “Mi dà una forte sensazione di successo” si nota come i valori raggiunti sono tra i più bassi: quindicesimo e quattordicesimo posto.
Questo articolo dimostra che gli sport individuali, come la scherma, possono essere altrettanto divertenti e coinvolgenti quanto gli sport di squadra. Utilizzando la Physical Activity Enjoyment Scale (PACES), la ricerca ha rilevato alti livelli di piacere tra i giovani schermidori, suggerendo che un ambiente sportivo piacevole può incentivare la partecipazione e ridurre l'abbandono tra i giovani atleti.
Discussione
All’apparenza, gli sport individuali sono il vero collante e motivatore per l’adesione allo sport di tutti i tipi! Sebbene la bassa numerosità del campione sia un limite per estendere alla popolazione questa deduzione, le evidenze raccolte sono significative. I fanciulli praticano attività individuale per il puro piacere e divertimento che essa sa trasmettere, permettendone una pratica continua.
Da evidenziare, in maniera decisa, il basso punteggio ottenuto nelle domande “ottengo qualcosa” e “mi dà una forte sensazione di successo”. Queste piccole evidenze dovrebbero servire per indirizzare le pianificazioni atletiche e tecniche affinché la pratica sia sgombra da inutili pressioni e precoci performance che fanno abbandonare lo sport a moltissimi giovani.
Conclusioni
In conclusione, il nostro studio sottolinea l'importanza del piacere nella partecipazione sportiva. Gli sport individuali, se progettati e condotti in modo coinvolgente, possono offrire un'esperienza altrettanto piacevole quanto gli sport di squadra. Questo suggerisce che il piacere dovrebbe essere un componente chiave nella progettazione e implementazione dei programmi sportivi giovanili per promuovere la partecipazione continua e ridurre i tassi di abbandono tra i giovani atleti.
Bibliografia
-
Carraro A., (2012). Valutare il piacere nelle attività motorie: il PACES-It. Rivista Italiana Di Ricerca Educativa, 5(1), pp. 259-265.
-
Carraro A., Young M.C., & Robazza C., (2008). A contribution to the validation of the physical activity enjoyment scale in an italian sample. Social Behavior and Personality, 36(7), pp. 911-918.
-
Castelnuovo C., Zottola A., Lovecchio N., (2019). Misurare la didattica: educazione fisica cooperativa con adolescenti. European Journal of Research on Education and Teaching; XVII (3), pp. 261-269.
-
Cei A., (2017). La comunicazione efficace. In Mantovani C. (a cura di), Insegnare per allenare. Metodologia dell'insegnamento, pp. 46-79. Roma: Scuola dello Sport.
-
Coté J., (1999). The influence of the family in the development of talent in sport. The Sport Psychologist, 13(4), pp. 395-417.
-
Coté J., & Abernethy B., (2012). A developmental approach to sport expertise. The Oxford Handbook of Sport and Performance Psychology, 1, pp. 435-447.
-
Ford P. R., Le Gall F., Carling C., & Williams A. M. (2008). A cross-cultural comparison of the participation histories of English and French elite youth soccer players. Science and football VI: The proceedings of the sixth world congress on science and football, 1, pp. 164-168.
-
Garn A., & Cothran D., (2006). The Fun Factor in Physical Education. Journal of Teaching in Physical Education, 25(3), pp. 281-297.
-
Kendzierski D., & DeCarlo K.J., (1991). Physical Activity Enjoyment Scale: Two Validation Studies. Journal of Sport & Exercise Psychology, 13(1), pp. 50-64.
-
Landkammer F., Winter K., Thiel A., & Sassenberg K., (2019). Team Sports Off the Field: Competing Excludes Cooperating for Individual but Not for Team Athletes. Frontiers in psychology, 10(1), 2470.
-
Lovecchio N., (2023). Il gioco dell'allenamento. Verso una modalità ludica dell'allenamento. Venezia: Marcianum Press.
-
Mantovani C., & Madella M.L., (2018). La pratica sportiva nei giovani: come conciliare, prestazione, partecipazione e sviluppo personale. Scuola Dello Sport, 37(116), pp. 56-62.
-
Pellicioli C., Rebussi S., La Torre A., Zaninelli M., Lovecchio N., (2019). Misurare la didattica: gradimento dell'attività motoria con l'approccio cooperativo. European Journal of Research on Education and Teaching, XVII (1S), pp. 165-174.
-
Robazza C., (2017). La motivazione nelle attività sportive. In Mantovani C. (a cura di), Insegnare per allenare. Metodologia dell'insegnamento, pp. 82-107. Roma: Scuola dello Sport.
-
Wolff, Wanja, Christian Weich, and Ursula Fischer. 2023. "Boredom in Sports and Exercise." PsyArXiv
-
Šagát P., Bartik P., Lazic A., Tohanean D.I., Koronas V., Turcu I., Knjaz D., Alexe C.I., & Curi?ianu I.M., (2021). Self-Esteem, Individual versus Team Sports. International journal of environmental research and public health, 18(24), 12915.