La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2016 Volume: 20164

Analisi cinematica del passo e valutazione post-riabilitativa nelle lesioni del tendine d’Achille

Abstract

Italiano

Questo studio analizza la biomeccanica del passo in pazienti post-chirurgici per lesioni del tendine d'Achille. Sono stati valutati 4 soggetti maschi (età media 50,3±7,4 anni) sottoposti a tenorrafia con tecniche diverse, dopo 45-50 giorni di riabilitazione. L'analisi cinematica è stata condotta utilizzando il software SiliconCoach® durante la fase mid-stage del passo, valutando parametri come verticalità, angolo tibio-tarsico e distanze specifiche. I risultati mostrano significative asimmetrie biomeccaniche tra arto trattato e controlaterale: l'arto non trattato presenta corretto allineamento verticale in 3/4 soggetti, angolo tibio-tarsico di 122,3°±5° e distanza punta-tallone di 22,3±10,2 cm, mentre l'arto trattato non presenta mai allineamento verticale corretto. Lo studio conferma che le lesioni del tendine d'Achille, frequenti negli atleti over-30, comportano alterazioni posturali persistenti post-chirurgiche che richiedono valutazione cinematica specifica per ottimizzare la riabilitazione funzionale.

English

This study analyzes gait biomechanics in post-surgical patients with Achilles tendon injuries. Four male subjects (mean age 50.3±7.4 years) who underwent tenorrhaphy with different techniques were evaluated after 45-50 days of rehabilitation. Kinematic analysis was performed using SiliconCoach® software during the mid-stage phase of gait, assessing parameters including verticality, tibio-tarsal angle, and specific distances. Results show significant biomechanical asymmetries between treated and contralateral limbs: the non-treated limb presented correct vertical alignment in 3/4 subjects, tibio-tarsal angle of 122.3°±5°, and toe-heel distance of 22.3±10.2 cm, while the treated limb never showed correct vertical alignment. The study confirms that Achilles tendon injuries, frequent in athletes over 30, result in persistent post-surgical postural alterations requiring specific kinematic evaluation to optimize functional rehabilitation.

Keywords

Italiano

analisi cinematica passo, tendine achille, riabilitazione ortopedica, valutazione post-chirurgica, asimmetrie motorie, recupero funzionale, biomeccanica deambulazione, fisioterapia

English

kinematic gait analysis, achilles tendon, orthopedic rehabilitation, post-surgical assessment, motor asymmetries, functional recovery, gait biomechanics, physiotherapy

L'analisi cinematica del passo in pazienti operati per rottura del tendine d'Achille rivela significative asimmetrie biomeccaniche nell'arto trattato rispetto al controlaterale sano. Lo studio dimostra che tutti i soggetti esaminati presentano alterazioni posturali con perdita della verticalità corporea e modificazioni degli angoli articolari durante la fase di appoggio intermedio del cammino.

Introduzione

Le lesioni del tendine di Achille sono frequentemente associate all'impatto di carichi ripetitivi dovuti alla corsa o al salto. In generale tutti gli sport ne sono coinvolti, dall'atletica leggera al calcio, alla pallacanestro, alla pallavolo, alla ginnastica artistica, al tennis ecc. I fattori principali che hanno come risultato un danno al tendine di Achille sono gli errori nell'allenamento, come un brusco aumento dell'attività, un improvviso aumento dell'intensità dell'allenamento (distanza, frequenza), una ripresa dell'allenamento dopo un lungo periodo di inattività e la corsa su terreni irregolari e cedevoli.

Le disfunzioni dell'achilleo possono anche essere messe in relazione con problemi posturali (ad es. pronazione), con scarpe scadenti (solitamente con uno scarso supporto al retropiede) e con un complesso gastrosoleo poco estensibile.

La rottura sottocutanea del tendine d'Achille è una evenienza abbastanza frequente negli atleti, soprattutto al di sopra dei 30 anni, che praticano attività di corsa e di salto. Sono state riscontrate rotture del tendine di Achille in soggetti trattati con antibiotici fluorochinolonici; pertanto è bene non utilizzare questi farmaci, quando non sia proprio necessario.

Meno frequentemente la causa di rottura è un trauma diretto. La lesione è meno comune nelle donne2. Il meccanismo di lesione è una spinta improvvisa e brusca dell'avampiede a ginocchio esteso; meno frequentemente la lesione si verifica durante la discesa da un salto. Per restituire la lunghezza e la tensione al tendine, al fine di ottimizzare la forza e la funzionalità, si utilizzano sia il trattamento conservativo, indicato per le piccole rotture parziali, sia quello chirurgico. Entrambi i metodi sono corretti e il trattamento deve essere individualizzato e basato sull'indicazione all'intervento. Gli atleti di alto livello di solito sono sottoposti a riparazione primaria. La riparazione chirurgica offre un tasso inferiore di nuova rottura, un più veloce ritorno alla piena attività e, teoricamente, un più alto livello di funzionalità. Tuttavia, la differenza tra gli esiti del trattamento chirurgico e di quello conservativo è variabile. Il maggior rischio del trattamento chirurgico è la rottura della sutura. Il tasso di recidive è più alto nei pazienti non trattati chirurgicamente (con gesso in flessione plantare per 8 settimane e senza carico) rispetto a quelli trattati chirurgicamente.

Nell'ambito della valutazione posturale il passo è molto utilizzato a livello scientifico per valutare gli angoli articolari perché, se analizzato attentamente, racchiude tutta la biomeccanica articolare5,1,9. Molto spesso si tende a considerare solamente l'arto inferiore a contatto con il suolo, trascurando tutto ciò che si ripercuote nella parte superiore del corpo: busto, braccia, capo ecc. L'analisi cinematica può essere di ausilio nella valutazione della deambulazione.

Protocollo riabilitativo

Durante la fase post-chirurgica i pazienti sono stati seguiti e valutati nelle loro condizioni generali e specifiche. Dopo un'attenta anamnesi è stato impostato un protocollo riabilitativo basato su tecniche ortopediche e neurocognitive.

Soggetti

Il campione esaminato è composto da 4 pazienti, tutti uomini di età 50,3 ± 7,4 anni (media e d. s.) (Tab.1), che hanno subito una rottura del tendine di Achille parziale o completa e sottoposti ad intervento chirurgico con tecniche differenti di ricostruzione (tenorrafia a cielo aperto o percutanea a cielo chiuso). La scelta della tecnica di tenorrafia a cielo aperto o a cielo chiuso è stata presa dal chirurgo ortopedico in base alle sede di lesione. I pazienti sono tutte persone attive, ex atleti agonisti o sportivi amatoriali, che hanno avuto la lesione del tendine mentre svolgevano un'attività dinamica con scarsi sintomi premonitori.

Tabella 1: dati riassuntivi soggetti presi in esame
SOGGETTO ETÀ (anni) ARTO TRATTATO TIPO DI OPERAZIONE
1 42 sinistro tenorrafia a cielo aperto
2 60 destro tenorrafia a cielo aperto
3 50 destro teronnafia artroscopica
4 49 sinistro teronnafia artroscopica
Media 50,3
Deviazione standard 7,4

Materiali e metodi

Protocollo di valutazione

Le valutazioni sono state fatte, dopo un periodo di riabilitazione di 45-50 giorni circa, in una palestra che dispone di ambienti molto ampi e illuminati tali da permettere una attenta analisi. Il test consiste nel camminare per 10 m con le parti da analizzare ben visibili e con l'ausilio di marker utili per l'acquisizione delle immagini posti su: tallone, testa del V metatarso, malleolo laterale, punto d'angolo del ginocchio, grande trocantere ed acromion. Le immagini sono state riprese con una videocamera mini dv posta perpendicolarmente a 10 m di distanza dal percorso utilizzato per la fase di camminata e analizzate, in real time, con il "siliconcoach®", software di acquisizione d'immagine per l'analisi tecnica del movimento umano.

La fase del passo presa in considerazione per lo studio è l'appoggio intermedio (mid stage), che comprende la prima metà dell'intervallo d'appoggio singolo.

La mid stage è la fase del passo più lunga che inizia con lo stacco del piede controlaterale e termina quando il piede è completamente in appoggio al suolo (calcagno, metatarso e dita in appoggio a terra).

Nella fase mid stage sono stati valutati, sia sull'arto trattato sia sull'arto sano, i seguenti parametri:

  • verticalità: unendo i 4 punti (spalla, ginocchio, grande trocantere, malleolo laterale) si apprezza una linea verticale biomeccanicamente corretta (Foto1). Esaminando questo parametro, si è considerata "biomeccanica non corretta" la mancanza di allineamento dei 4 punti appena citati (Foto2);
  • distanza della spalla dalla verticale in caso di non allineamento (Foto 3).
  • angolo tibio-tarsico; formato dall'unione del quinto metatarso, malleolo esterno e punto d'angolo del ginocchio (Foto 4);
  • distanza dalla punta del piede dell'arto libero al tallone dell'arto in appoggio (Foto5).

Risultati

Il campione di soggetti presi in esame presenta un'asimmetria in fase di appoggio intermedio tra arto trattato ed arto sano:

  • arto non trattato: tre soggetti presentano il corretto allineamento verticale di spalla, ginocchio, trocantere e malleolo (biomeccanica corretta), mentre un soggetto non mantiene la verticalità dei 4 punti; l'angolo tibio-tarsico risulta essere di 122,3° ± 5°; la distanza punta-tallone è di 22,3 cm ± 10,2 cm (Tab.2);
  • arto trattato: nessun soggetto presenta allineamento sulla verticale dei quattro punti, con tutti i soggetti che assumono una posizione arretrata rispetto all'appoggio del piede, la spalla resta arretrata rispetto alla verticale con un valore di 12 cm ± 4,2 cm; si nota una ridotta chiusura dell'angolo tibio-tarsico con una media di 126,5° ± 7,6°; si ha una maggiore distanza punta tallone con un valore medio di 25,8 cm (± 3,9 cm) (Tab.3).
Tabella 2: appoggio intermedio: arto trattato
Soggetto Verticale distanza spalla verticale (cm) angolo tibio-tarsico (gradi) Punta tallone (cm)
1 no 11 120 20
2 no 13 137 27
3 no 7 122 29
4 no 17 127 27
Media 12,0 126,5 25,8
Deviazione standard 4,2 7,6 3,9
Tabella 3: appoggio intermedio: arto non trattato
Soggetto Verticale distanza spalla verticale (cm) angolo tibio-tarsico (gradi) Punta tallone (cm)
1 0 121 17
2 0 117 27
3 No 12 129 34
4 0 122 11
media 3 122,3 22,3
Deviazione standard 6 5,0 10,2

Discussione

La maggior parte delle rotture di tendine d'Achille è stata osservata in ex atleti professionisti che avevano ripreso l'attività dopo un periodo di astensione. In questi casi, studi istologici hanno dimostrato la presenza di alterazioni a carattere degenerativo all'intero tendine che avevano predisposto alla rottura. Abbiamo valutato un campione costituito da quattro soggetti precedentemente sottoposti a chirurgia per rottura del tendine di Achille e ad un trattamento riabilitativo ortopedico e neurocognitivo. Nei pazienti esaminati, la differente tecnica chirurgica adottata per la riparazione del tendine lesionato ha comportato tempi di recupero differenti. Infatti, la tecnica di tenorrafia a cielo chiuso, nonostante la mini invasività, ha costretto il paziente a un recupero più lungo e quindi a più cicli riabilitativi rispetto alla tecnica a cielo aperto. In tutti i pazienti si è registrata la non verticalità del corpo sull'arto dopo appoggio nella fase di mid stage. Lo studio dell'asse passante per l'acromion, il grande trocantere e il malleolo esterno (verticale) è importante poiché sue variazioni rispetto ai valori fisiologici (prossimi agli 0 cm) possono mascherare difetti di carico sul piede e, conseguentemente, di postura12. L'angolo tibio-tarsico è importante nella fase del passo poiché in tale articolazione sono presenti recettori che inviano le informazioni al

concludere sostenendo l'importanza della riabilitazione neuorocognitiva per la correzione del deficit di carico e di quello posturale, in quanto stimolerebbe il soggetto ad una migliore consapevo

sottolineare come il sistema stabilometrico rappresenti un importante mezzo di valutazione e controllo dell'evoluzione dei pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia ortopedica del tendine d'Achille, permettendo al paziente di acquisire nuovamente quel senso di sicurezza e abilità motoria, della quale prima non disponeva, anche nelle normali attività quotidiane. Molto importante risulta essere una adeguata preparazione fisica per prevenire la rottura del tendine; bisogna tenere sempre in considerazione le caratteristiche del carico fisico (quantità, intensità e tempi di recupero) ed i mezzi di allenamento proposti. Importante, poi, ribadire l'importanza del recupero funzionale post-riabilitativo attraverso un'adeguata rieducazione motoria e preparazione fisica, anche sport specifica, per un completo reinserimento nella attività agonistica o ludica, sia come prevenzione per l'arto controlaterale sia per eliminare completamente le ricadute nell'arto trattato. Infine, non bisogna dimenticare che negli atleti la restitutio ad integrum non corrisponde necessariamente ad una possibilità di ripresa immediata dell'attività agonistica; in questa fase importante è il ruolo dell'esperto in Scienze motorie e sportive che dovrà occuparsi della rieducazione dell'atleta al gesto sportivo corretto e del riavvio della preparazione fisica sport specifica (seguendo adeguatamente i principi del carico fisico).

Abstract

The purpose of this study is to investigate the kinematic-gait-analysis and post-rehabilitation assessment in the lesions of the Achilles tendon. Such injuries are frequently associated with the impact of repetitive loads due to running or jumping. The main factors that result in an injury to the Achilles tendon are often inadequate practice program. In the postural evaluation, step is most used in scientific study, but often tends to consider only the lower limb in contact with the ground, disregarding all that is reflected in the upper portion of the body.

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Vedi anche

Domande frequenti

Cos'è l'analisi cinematica del passo nella riabilitazione del tendine d'Achille?

L'analisi cinematica del passo è una tecnica che utilizza videocamere e software specializzati per valutare i movimenti durante la deambulazione. Nel caso del tendine d'Achille, permette di misurare parametri come verticalità corporea, angolo tibio-tarsico e distanze durante la fase mid-stance, identificando asimmetrie tra l'arto operato e quello sano.

Quando si può eseguire l'analisi cinematica dopo chirurgia del tendine d'Achille?

Secondo lo studio, l'analisi cinematica può essere eseguita dopo 45-50 giorni dalla riparazione chirurgica del tendine d'Achille, una volta completata la fase iniziale di riabilitazione ortopedica e neurocognitiva e quando il paziente è in grado di deambulare autonomamente.

Quali parametri vengono valutati nell'analisi cinematica del passo post-Achille?

I parametri principali includono: verticalità corporea (postura durante il cammino), angolo tibio-tarsico (flessione della caviglia), distanze e simmetria durante la fase mid-stance del passo. Questi parametri permettono di identificare compensazioni e asimmetrie funzionali.

Perché si verificano asimmetrie dopo chirurgia del tendine d'Achille?

Le asimmetrie sono dovute a diversi fattori: ridotta forza muscolare del polpaccio, limitata mobilità articolare, dolore residuo, modificazioni propriocettive e adozione di pattern motori compensatori. L'analisi cinematica aiuta a quantificare queste differenze per personalizzare la riabilitazione.

Come l'analisi cinematica migliora la riabilitazione del tendine d'Achille?

L'analisi cinematica fornisce dati oggettivi sulle asimmetrie motorie, permettendo di: personalizzare gli esercizi riabilitativi, monitorare i progressi nel tempo, identificare deficit specifici, prevenire recidive e ottimizzare il ritorno all'attività sportiva o lavorativa.

Quali sono i vantaggi della riabilitazione neurocognitiva per il tendine d'Achille?

La riabilitazione neurocognitiva integra il recupero fisico con esercizi che stimolano la propriocezione, l'equilibrio e il controllo motorio. Questo approccio è particolarmente importante per il tendine d'Achille poiché migliora la coordinazione neuromuscolare e riduce il rischio di nuove lesioni.

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