La rivista scientifica italiana su fitness e movimento

Anno: 2020 Volume: 20203

Recupero cardiaco in uomini e donne

Abstract

Italiano

Il presente articolo esamina le differenze di genere nella frequenza cardiaca (FC) di recupero nei momenti immediatamente successivi allo sforzo fisico, analizzando i meccanismi fisiologici e anatomici alla base di tali differenze in uomini e donne. Vengono dapprima descritti i processi di regolazione nervosa autonoma della FC, con particolare riferimento all'azione del sistema parasimpatico (vagale) e simpatico (adrenergico) sul pacemaker cardiaco. Successivamente, vengono analizzate le principali differenze anatomiche tra i due sessi, con particolare attenzione alle minori dimensioni ventricolari femminili e al loro impatto sulla gittata sistolica e cardiaca. L'analisi quantitativa delle differenze di genere nella cinetica della FC di recupero post-esercizio viene stratificata per categoria prestativa, valori di VO2max e intensità dello sforzo. I risultati evidenziano come le donne presentino tendenzialmente valori di FC superiori agli uomini a parità di carico relativo, differenza che si riduce normalizzando i dati per il VO2max. Lo stato di allenamento aerobico risulta il principale modulatore della risposta vagale e della cinetica di recupero cardiaco in entrambi i sessi.

English

This article examines gender differences in heart rate (HR) recovery immediately following physical exercise, analyzing the physiological and anatomical mechanisms underlying these differences in men and women. The autonomic nervous regulation of HR is first described, with particular reference to the parasympathetic (vagal) and sympathetic (adrenergic) systems acting on the cardiac pacemaker. Subsequently, the main anatomical differences between the sexes are analyzed, with particular attention to the smaller ventricular dimensions in females and their impact on stroke volume and cardiac output. The quantitative analysis of gender differences in post-exercise HR recovery kinetics is stratified by performance category, VO2max values, and exercise intensity. Results indicate that women tend to exhibit higher HR values than men at equivalent relative workloads, a difference that diminishes when data are normalized for VO2max. Aerobic training status emerges as the primary modulator of vagal response and cardiac recovery kinetics in both sexes.

Keywords

Italiano: recupero cardiaco, frequenza cardiaca, differenze di genere, fisiologia esercizio, donne fitness, uomini fitness, gittata cardiaca, recupero post-esercizio, frequenza cardiaca di recupero, sistema nervoso autonomo, consumo massimo di ossigeno

Inglese: heart rate recovery, heart rate, exercise physiology, women fitness, men fitness, cardiac output, post-exercise recovery, post-exercise recovery, heart rate recovery, autonomic nervous system, maximal oxygen uptake

Questo articolo esplora le differenze di genere nella frequenza cardiaca di recupero post-esercizio, analizzando le influenze anatomiche e fisiologiche che caratterizzano la risposta cardiaca nei due sessi. Vengono esaminati i processi di regolazione nervosa e l'impatto dell'allenamento fisico sulla frequenza cardiaca, con un focus sulle differenze genetiche e prestative tra uomini e donne.

Introduzione

Scopo del presente articolo è indagare possibili differenze di genere qualitative o quantitative, per quel che concerne la Frequenza Cardiaca (FC) di recupero, nei momenti immediatamente successivi allo sforzo fisico. Nella prima parte sarà offerta una sintesi dei principali processi alla base della regolazione nervosa della Frequenza Cardiaca, sia a riposo che in corso d'attività fisica; successivamente verranno analizzate alcune fra le principali differenze anatomiche e fisiologiche, che caratterizzano la regolazione del battito cardiaco nei due sessi.

Nella parte centrale si entrerà maggiormente nel core dell’argomento, analizzando e quantificando le possibili differenze di genere riscontrate nella cinetica della frequenza di recupero post-esercizio; quest'analisi quantitativa verrà ulteriormente approfondita in maniera qualitativa, stratificando e ponderando i dati per: categoria prestativa, valori di massimo consumo d'ossigeno e intensità dello sforzo fisico.

Successivamente, verrà attualizzato e riassunto il dibattito scientifico sull'argomento, proponendo le ipotesi maggiormente concordate in letteratura, le quali mirano a determinare se e come vi siano influenze genetiche che condizionano e caratterizzano la risposta cardiaca post-esercizio nei due sessi. Nella parte conclusiva infine, verranno riassunti gli elementi chiave della cinetica cardiaca di recupero, sintetizzando le differenze di genere alla base della peculiare risposta fisiologica nei due sessi.

Regolazione nervosa della frequenza cardiaca

Sebbene delineare gli aspetti che regolano il battito cardiaco non rappresenti lo scopo principale di questo articolo, è qui utile sintetizzare al meglio questi concetti, per facilitare la successiva comprensione delle dinamiche e dei fattori che influiscono sulla Frequenza Cardiaca FC di recupero, al termine dello sforzo fisico.

A determinare i valori di FC frequenza cardiaca, è in prima battuta il sistema nervoso autonomo ed in particolare il sistema parasimpatico (o vagale), il quale influenza direttamente il pacemaker cardiaco, controllandone il ritmo di scarica attraverso una minore o maggiore inibizione esercitata dal nervo vago: ad una maggiore inibizione, corrisponderà una frequenza cardiaca minore e viceversa; in corso d'attività fisica, il minore controllo vagale sul pacemaker cardiaco farà si che il battito aumenti, consentendo al cuore di soddisfare le richieste funzionali dell'organismo con una maggiore gittata cardiaca (GC), che ricordiamo è data dal prodotto fra frequenza cardiaca e gittata sistolica (GS). ( GC= FC X GS )

Atri e ventricoli sono innervati dal sistema simpatico (o adrenergico) che attraverso i propri mediatori chimici, adrenalina e nor-adrenalina, incrementa la frequenza (effetto cronotropo) e la forza di contrazione (effetto ionotropo) del cuore durante lo sforzo fisico, determinando così un aumento complessivo dei volumi di sangue di gittata sistolica e cardiaca.

L'incidenza del fattore anatomico

A riposo e in corso d'attività fisica, è riscontrabile nelle donne la tendenza ad avere valori di frequenza cardiaca leggermente superiori a quelli degli uomini: se assumiamo che non vi siano differenze sostanziali nell'attivazione nervosa simpatica o parasimpatica fra uomo e donna, ecco che ad incidere in maniera sostanziale nel determinare questa differenza, siano le minori dimensione di atri e ventricoli del cuore "femminile".

Come accennato in precedenza, la regolazione della frequenza cardiaca FC è sotto il controllo diretto del sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) ma risponde sia a caratteristiche anatomiche (dimensioni di atri e ventricoli) che a stimoli funzionali, primo fra tutti l'allenamento fisico: analizzando il primo aspetto, le minori dimensioni ventricolari "femminili" determinano volumi di eiezione sistolica inferiori rispetto agli uomini; ricordando come la gittata cardiaca sia il prodotto fra frequenza cardiaca e gittata sistolica, per riuscire ad avere un'adeguata gittata cardiaca che soddisfi le richieste funzionali dell'organismo, le donne devono far ricorso ad un maggiore incremento della frequenza cardiaca per compensare volumi di gittata sistolica inferiori.

Questo risulta particolarmente vero, confrontando uomini e donne di pari categoria prestativa (sedentari con sedentari, sportivi con sportivi, atleti con atleti...) in quanto questa naturale tendenza femminile alla cronotropicità, può essere invertita dal training aerobico di lungo periodo, il quale esplica i suoi effetti non solo aumentando il consumo d'ossigeno massimo e a riposo, ma determina anche un abbassamento del battito basale unito ad un contemporaneo aumento dei volumi sistolici di riposo.

Pressione arteriosa Gittata Cardiaca Resistenze periferiche Gittata sistolica Frequenza cardiaca Pressione arteriosa Gittata Cardiaca Resistenze periferiche Gittata sistolica Frequenza cardiaca

Pressione arteriosa Gittata Cardiaca Resistenze periferiche Gittata sistolica Frequenza cardiaca

Pressione arteriosa Gittata Cardiaca Resistenze periferiche Gittata sistolica Frequenza cardiaca

Attuando un confronto fra uomini e donne a parità di massimo consumo di ossigeno (VO2 max) e non a parità di categoria prestativa, oppure normalizzando i dati per il consumo d'ossigeno relativo, il delta di frequenza durante l'attività fisica tende ad annullarsi; ciò nonostante, permangono le differenze genetiche di base che caratterizzano la risposta fisica nei due sessi, condizionandone i limiti e le potenzialità prestative assolute.

Lungo tutto il corso dell'articolo, occorrerà tenere sempre a mente che lo stato di allenamento e il livello di fitness atletica, sono i fattori che influenzano maggiormente il sistema nervoso autonomo, in primis quello vagale, nel modificare i valori di frequenza cardiaca a riposo, durante e al termine dello sforzo fisico.

Regolazione della frequenza in corso d'attività motoria

Durante le fasi di sforzo fisico, la Frequenza Cardiaca deve naturalmente e obbligatoriamente aumentare, per consentire al cuore di eiettare volumi di gittata cardiaca sufficienti a rispondere alle richieste funzionali dell'organismo; in queste fasi per tanto, l'attivazione del sistema simpatico adrenergico è massima (intensità-dipendente), mentre risulta minima l'influenza del sistema parasimpatico; al termine dello sforzo fisico invece, si assiste a una forte riattivazione del tono vagale sul pacemaker cardiaco, che porta ad un immediato abbassamento dei valori di frequenza cardiaca.

Occorre sottolineare che al di là di questa semplificazione didattica, utile ai fini della comprensione generale dell'argomento, il sistema nervoso autonomo lavora sempre in maniera sinergica ed integrata, attraverso un controllo del ritmo cardiaco battito per battito, regolando finemente la frequenza in funzione e in risposta agli stimoli dati; la risposta complessiva pertanto, risulta essere il perfetto bilanciamento fra l'ampiezza della stimolazione nervosa data dai due sistemi, la sensibilità dei recettori postsinaptici e le moli di mediatori chimici liberati, che ricordiamo essere. acetilcolina per il sistema parasimpatico, adrenalina e noradrenalina per il sistema simpatico.

Intensità dello sforzo e attivazione adrenergica

Prima di procedere oltre, è necessario analizzare un ulteriore fattore chiave, ovvero gli effetti che l'intensità dello sforzo fisico esercita sul sistema adrenergico; ciò si rende necessario per riuscire a comprendere successivamente se e come l'accumulo di catecolamine possa o meno influenzare i valori della frequenza cardiaca FC di recupero al termine dello sforzo fisico.

ata (mascherata) dell'intensa attivazione adrenergica, traducendosi in un più lento decremento dei valori di frequenza cardiaca.

Frequenza cardiaca di recupero nella medesima categoria prestativa

Entrando nello specifico dell'argomento, cominceremo quest'analisi indagando se a parità di categoria prestativa, vi siano o meno differenze di genere per quel che concerne il decremento nei valori di frequenza cardiaca al termine dello sforzo fisico. La prima classe prestativa oggetto di studio, è quella degli adulti sedentari, i cui valori di massimo consumo d'ossigeno rientrano nella media della categoria d'appartenenza; confrontando i soggetti presenti in questo gruppo, si è registrato negli uomini un più rapido decremento dei valori di frequenza di circa 4 battiti/min

Categoria prestativa
Categoria prestativa Età Sesso VO2 max
Sedentari 48 M 43 ml/min/kg
Sedentari 47 F 33 ml/min/kg

Studio: The influence of sex on the relationship between heart rate recovery and other cardiovascular risk factors in apparently healthy subjects (Arena et al 2010)

La seconda categoria analizzata è quella degli atleti, ed anche in questa classe si osservano differenze di genere a favore degli uomini nei valori di frequenza cardiaca FC successivi allo sforzo: lo scarto nella frequenza di recupero è più ampio, circa 14 batt/min nel primo minuto.

Categoria prestativa
Categoria prestativa Sesso Età VO2 max
Atleta Maschio 31.5 56 ml/min/kg
Atleta Femmina 28.5 50 ml/min/kg

Studio: Influence of sex, athletic performance and age differences on the acute cardiovascular and thermoregulatory response to incremental test in endurance runners (Pinillos et al.2016)

Abbiamo visto come a parità di categoria prestativa, gli uomini registrino (a livello assoluto) un più rapido decadimento nei valori di frequenza cardiaca immediatamente successivi all'esercizio: questi dati sembrano suggerire che nel sesso maschile vi sia una più ampia e forte riattivazione vagale al termine dello sforzo fisico, che consenta ai valori di Frequenza Cardiaca di calare più velocemente rispetto alle donne.

Valori di frequenza di recupero per medesimo livello di VO2 max

Continuiamo la nostra analisi indagando se vi siano o meno differenze di genere, in categorie di soggetti che presentano VO2max similari, o quando i dati delle ricerca effettuate su categorie prestative omogenee, vengono relazionati e tarati secondo il consumo di ossigeno relativo.

Valori di VO2 max
Sesso Età VO2 max
Maschio 30 51.5 ml/min/kg
Femmina 28 50 ml/min/kg

Studio: Genome and hormones: gender differences in cardiovascular regulation during recovery from exercise (Carter et al. 2001)

In questo primo studio, in cui i valori di VO2max erano simili per entrambi i sessi, non solo si sono annullate le differenze di FC di recupero, osservate negli studi precedenti, ma si nota un’inversione dello scarto in favore delle donne di circa 6 battiti/min.

Nei due successivi lavori che citeremo (Kappus et al. 2015; Mendonca et al. 2017), i dati relativi alla frequenza cardiaca FC di recupero sono stati aggiustati per il massimo consumo di ossigeno relativo; come vedremo, se nella prima ricerca (Kappus et al. 2015) le differenze di genere vengono notevolmente ridotte (seppur permanga uno scarto minimo in favore degli uomini nel primo minuto di recupero) nel secondo studio (Mendonca et al. 2017) le differenze quantitative fra uomini e donne vengono annullate o invertite.

Dai dati appena analizzati, sembrerebbe che quando si rapporta la FC di recupero ai valori di massimo consumo di ossigeno VO2 max, le differenze assolute riscontrate in favore degli uomini, si assottiglino fino ad annullarsi o addirittura invertirsi. Ma è davvero il massimo consumo di ossigeno e non il sesso, a essere il vero fattore influenzante la cinetica della Frequenza Cardiaca di recupero? Il livello di allenamento e di fitness atletica è davvero capace di essere l'elemento chiave capace di annullare le differenze di genere?

Stato e dibattito della ricerca

Ad oggi, non è ancora del tutto chiaro se in funzione del genere via sia o meno una primaria o prevalente attivazione di una branca nervosa, o di tutto il sistema autonomo, che determini in relazione al sesso una differente meccanica cardiaca a riposo, in corso d'attività e negli attimi successivi allo sforzo fisico. Il dibattito scientifico per quel che concerne il ritmo cardiaco in funzione del genere è ancora in auge e recentemente, grazie alle numerose evidenze degli studi di ricerca sull'argomento, è stata posta in discussione quella che in passato rappresentava la linea di pensiero maggiormente concordata in letteratura, ovvero che vi fosse negli uomini una maggiore attivazione vagale che determinasse i più bassi valori di frequenza cardiaca basale e di recupero.

Come abbiamo visto, la critica più fondata e solida a questa tesi è che nel confronto fra uomini e donne, non si tenesse conto degli specifici valori VO2 max ma solamente della categoria prestativa: rapportando infatti la frequenza di recupero al massimo consumo d'ossigeno, le differenze tra uomini e donne tendevano a scomparire E' altresì vero che a parità di livello atletico, in virtù delle caratteristiche anatomiche e genetiche più orientate verso la performance assoluta (maggiori dimensioni atriali e ventricolari --> maggiore gittata cardiaca --> maggiore VO2 max....) gli uomini riescono potenzialmente a sostenere intensità di sforzo massimali per un tempo superiore rispetto alle donne, accumulando nel circolo ematico un quantitativo maggiore di catecolamine.

Poichè le catecolamine circolanti sono direttamente proporzionali all'intensità dell'esercizio, il maggiore accumulo dello stesse nel sesso maschile, può verosimilmente mascherare la reale riattivazione vagale al termine dello sforzo fisico, traducendosi in valori frequenza di recupero simili o inferiori alle donne, ma che in realtà non rispecchiano la vera ampiezza dell'attività parasimpatica.

Conclusioni

Sebbene il dibattito scientifico sull'argomento non si sia del tutto esaurito, anzi sia nel suo pieno sviluppo, le maggiori evidenze presenti al momento in letteratura, concordano nel ritenere attendibile l'ipotesi secondo cui vi sia nell'uomo una più ampia attivazione e riattivazione vagale, che determinerebbe sia un più rapido decadimento nei valori di Frequenza Cardiaca al termine dello sforzo fisico, sia un battito cardiaco inferiore (più lento) alle donne nelle fasi di riposo.

Questa maggiore ampiezza della stimolazione parasimpatica sul pacemaker cardiaco, sarebbe negli uomini tanto più forte nei momenti immediatamente successivi allo sforzo fisico (entro il primo minuto) per poi tendere verso valori simili al sesso femminile.

Ma più in generale, più che la singola branca parasimpatica, vi sarebbe nell'uomo una più potente risposta nervosa agli stimoli di tutto il sistema autonomo: questa più ampia risposta sarebbe di natura esclusivamente quantitativa e non qualitativa (funzionalità).

Ricordando come a determinare la risposta nervosa complessiva, non sia una singola branca ma l'integrazione e la coordinazione di entrambi i sistemi, ovvero il bilancio fra la potenza di scarica afferente-efferente, la sensibilità dei recettori postsinaptici e le moli di mediatori chimici liberati, l'intreccio di tutti questi fattori determinerebbe nell'uomo, una maggiore risposta simpatica e parasimpatica in relazione e in funzione degli stimoli dati e ricevuti.

Se ancora non è stata data una risposta definitiva all'ampiezza della regolazione nervosa del battito in funzione del sesso, è stata invece ormai dimostrata l'importanza del livello di fitness atletica e dello stato di allenamento, nell'influenzare i valori di frequenza cardiaca FC a riposo e al termine dello sforzo fisico.

Concludendo, è possibile affermare che, sebbene alla luce degli ultimi studi di ricerca sull'argomento, le evidenze riscontrare suggeriscono uno scenario favorevole alla rivisitazione di alcuni concetti assunti, al momento in cui questo articolo è scritto e in attesa di ulteriori sviluppi scientifici futuri, si può confermare che esistano differenze di genere per quel che concerne la regolazione della FC frequenza cardiaca a riposo e nelle fasi successive allo sforzo fisico. (frequenza cardiaca di recupero)

In virtù di una più ampia risposta nervosa di tutto il sistema autonomo, si assiste negli uomini ad una maggiore riattivazione vagale al termine dell'esercizio, che determina un più rapido decadimento nei valori di frequenza cardiaca, specie negli attimi di recupero immediatamente successivi allo sforzo fisico. Inoltre, la risposta adrenergica all'attività fisica risulta superiore nell'uomo rispetto alla donna, portando ad un maggior quantitativo di catecolamine liberate e accumulate

circolo, specie quando gli sforzi fisici sono vicini alla soglia massimale.

Bibliografia

  1. Sydò Norà et al. Relationship between exercise heart rate and age in men vs women. Mayo Clin Proc. 2014 Dec;89(12):1664-72.
  2. Wilmore e Costill Fisiologia dell'esercizio fisico e dello sport 2005 Calzetti Mariucci
  3. Loftin M et al.Gender comparison of physiologic and perceptual responses in recreational marathon runners Int J Sports Physiol Perform. 2009 4(3):307-16
  4. Cornelissen VA, Fagard RH. Effects of endurance training on blood pressure, blood pressure regulating mechanisms and cardiovascular risk factors. Hypertension 2005; 46: 667–675
  5. Robinson S. Experimental studies of physical fitness in relation to age. Arbeitsphysiologie October 1938, Volume 10, Issue 3, pp 251–323
  6. Astrand I. Aerobic work capacity in men and women with special reference to age. Acta Physiol Scand Suppl. 1960;49(169):1-92.
  7. Costill, D. L., Winrow, E. A comparison of two middle-aged marathon runners. Res. Quart.41 135–139 (1970)
  8. Pollock, M. I. Submaximal and maximal working capacity of elite distance runners. Part I: Cardiorespiratory aspects. N.W. Acad. Sci 301, 310–322 (1977)
  9. Midgley AW et al. Training to enhance the physiological determinants of long-distance running performance Sports Med. 2007;37(10):857-80
  10. Rostrup M. et al. Arterial and venous plasma catecholamines during submaximal steady-state exercise Clin Physiol. 1998 Mar;18(2):109-15.
  11. Strobel G et al.Effect of repeated bouts of short-term exercise on plasma free and sulphoconjugated catecholamines in humans 1998 Dec;79(1):82-7
  12. Arena R et al. The influence of sex on the relationship between heart rate recovery and other cardiovascular risk factors in apparently healthy subjects Scand J Med Sci Sports 2010 20:291-297
  13. Pinillos FG. et al. Influence of sex, athletic performance and age differences on the acute cardiovascular and thermoregulatory response to incremental test in endurance runners 2016 Science&Sport 2016; 31: 123-129
  14. Carter R 3rd et al. Gender differences in cardiovascular regulation during recovery from exercise. J Appl Physiol 2001 Oct; 91(4):1902-7.
  15. Kappus RM et al. Sex differences in autonomic function following maximal exercise Biol Sex Differ. 2015 Dec 1;6:28.
  16. De Mendonca GV et al. Sexual dimorphism in heart rate recovery from peak exercise Eur J Appl Physiol. 2017 Jul;117(7):1373-1381.
  17. Messonier LA et al. Lactate kinetics at the lactate threshold in trained and untrained man J Appl Physiol 2013 Jun;114(11):1593-602
  18. Botacazou M. et al. Sex effect on catecholamine responses to sprint exercise in adolescent and adults Pediatr Exerc Sci. 2007 May;19(2):132-44.
  19. De Araùjo JA et al. Aerobic fitness influences rest and heart rate recovery on young men regardless of body mass index Sport Sciences for Health April 2017, Volume 13, Issue 1, pp 217–223

Vedi anche

Domande frequenti

Quali sono le principali differenze nella frequenza cardiaca tra uomini e donne?

Le donne tendono ad avere frequenze cardiache superiori agli uomini sia a riposo che durante l'attività fisica. Questo è dovuto principalmente alle minori dimensioni anatomiche di atri e ventricoli nel cuore femminile, che richiedono un battito più frequente per mantenere una gittata cardiaca adeguata.

Perché il cuore delle donne batte più velocemente rispetto a quello degli uomini?

Il cuore femminile, avendo dimensioni più piccole, ha una gittata sistolica (volume di sangue espulso per battito) inferiore. Per compensare questa ridotta gittata e soddisfare le richieste metaboliche dell'organismo, il cuore delle donne deve battere più frequentemente, risultando in una frequenza cardiaca più elevata.

La frequenza cardiaca di recupero è influenzata dal genere?

Sì, la frequenza cardiaca di recupero post-esercizio può essere influenzata dal genere. Le differenze fisiologiche tra uomini e donne, come le dimensioni del cuore e i meccanismi di regolazione autonomica, possono portare a cinetiche di recupero diverse.

Quali fattori, oltre al genere, influenzano il recupero cardiaco?

Oltre alle differenze di genere, il recupero cardiaco è influenzato da fattori genetici, dalla categoria prestativa dell'individuo (livello di allenamento), dall'intensità e dalla durata dello sforzo fisico, e dallo stato di salute generale.

Le donne allenate hanno lo stesso recupero cardiaco degli uomini allenati?

Anche tra atleti allenati, possono persistere alcune differenze di genere nel recupero cardiaco a causa delle variazioni fisiologiche intrinseche. Tuttavia, l'allenamento migliora significativamente il recupero cardiaco in entrambi i sessi, riducendo le differenze assolute.

Come posso migliorare la mia frequenza cardiaca di recupero?

Per migliorare la frequenza cardiaca di recupero, è fondamentale un allenamento cardiovascolare regolare e progressivo, l'adozione di uno stile di vita sano, una corretta alimentazione e un adeguato riposo. Anche l'allenamento ad alta intensità intervallato (HIIT) può essere particolarmente efficace.

È normale avere una frequenza cardiaca più alta se sono una donna?

Sì, è fisiologicamente normale che le donne abbiano una frequenza cardiaca leggermente più alta rispetto agli uomini, sia a riposo che durante l'esercizio, a causa delle differenze nelle dimensioni del cuore e nella gittata sistolica. L'importante è che rientri nei range di normalità per l'età e il livello di fitness.

Mappa concettuale

Mappa concettuale

Trascina per spostarti · pulsanti +/− per zoom · «Adatta alla finestra» per la panoramica

Autori

Restano visibili solo le schede autore che contengono il testo digitato.