Abstract in lingua italiana
L’articolo analizza le implicazioni biomeccaniche e allenanti della variazione della profondità nello squat. Un ROM più ampio (range di movimento profondo) incrementa l’attivazione di quadricipiti e glutei, ma comporta anche un aumento delle forze compressive a carico di ginocchio e colonna lombare; al contrario, gli squat parziali consentono l’utilizzo di carichi esterni maggiori con un minore stress articolare. Le differenze nella richiesta neuromuscolare influenzano la prestazione successiva in termini di sprint, salto e output di potenza. L’autore sottolinea l’importanza di una personalizzazione in base alla morfologia dell’atleta, al livello di mobilità e agli obiettivi prestativi, promuovendo istruzioni tecniche basate su evidenze per bilanciare efficacia e rischio di infortunio.
Abstract in lingua inglese
The article reviews the biomechanical and training implications of squat depth variation. A deeper ROM increases quadriceps and gluteal activation but also elevates compressive forces on the knee and lumbar spine, whereas partial squats allow heavier external loads with reduced articular stress. Differences in neuromuscular demand influence subsequent sprinting, jumping and power outputs. The author stresses individualisation based on athlete morphology, mobility and performance goals, advocating evidence-based coaching cues to balance effectiveness and injury risk.
Keywords
IT: squat; biomeccanica; ROM; allenamento funzionale; allenamento della forza
EN: squat; biomechanics; ROM; functional training; strenght training
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