Numero 22

La propoli: alimento, integratore o farmaco

La propoli: alimento, integratore o farmaco
Articolo per la rivista scientifica "Scienza e Movimento": "La propoli: alimento, integratore o farmaco" di Domenico Cesi
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La parola propoli deriva dalle parole greche “pro”  davanti  e “polis”, città; quindi, già il solo significato del termine testimonia come gli antichi apicoltori  avessero osservato che questo insieme di sostanze ha la funzione, per le api, di chiudere l’accesso della propria città ad altri insetti o corpi estranei.

La propoli è una sostanza cero-resinosa di colore estremamente variabile che oscilla,  attraverso svariate tonalità, dal giallo bruno fin quasi al nero. Il suo odore  è generalmente molto gradevole, aromatico, che si avvicina a quello dell’ incenso pur assumendo, alcune volte, delle sfumature acetose. Se la propoli viene masticata, in principio il suo sapore risulterà tenue, per divenire via via acre-amarognolo e leggermente irritante per la mucosa orale: essa causerà una leggera anestesia locale. A temperatura ambiente  20°C la propoli si presenta come una pasta dura alla pressione; a 5°C, invece, la consistenza, pur restando dura, diviene friabile. Oltre i 30°C essa diviene malleabile, ed aumentando la temperatura essa assume un aspetto vischioso. Verso i 65 – 70 °C la propoli fonde ed il punto di fusione varia a seconda della sua provenienza.

Fondendo la propoli a bagnomaria, la sua massa si divide in due parti: una  prima, cerosa, che galleggia, è molto aromatica e malleabile; la seconda, vischiosa, rimane sul fondo del recipiente. La propoli è utilizzata dalle api per ricoprire le pareti dell’alveare, per fissarne i telai, per rinforzare i favi, chiudere i fori, riempire le fessure, restringere le entrate, levigare e lucidare le parti interne delle celle vuote prima che l’ape regina vi deponga le uova, ed ancora per imbalsamare gli animali invasori uccisi per impedire l’insorgere di processi putrefattivi.

Composizione chimica

Molteplici sono i fattori che intervengono nella composizione della propoli, dal tempo di raccolta, alla zona, alle piante presenti vicino agli apiari, al clima, alla razza delle api raccoglitrici. Questa notevole diversità di composizione della propoli, costituisce una grossa difficoltà dal punto di vista analitico e sperimentale perché diventa abbastanza complicato poter definire con esattezza una composizione standard che possa rappresentare un sicuro riferimento.

Analizzando le classi chimiche delle sostanze presenti nella propoli abbiamo: Flavonoidi, idrossiacidi aromatici, acidi alifatici, chetoni, aldeidi, cumarine, alcoli, esteri, zuccheri e vitamine: cianocobalamina, (vit.B12), acido pantotenico, acido nicotinico, vit. B1, B2, B6, C, A ed E.

Flovonoidi

I flavonoidi sono sostanze contenute nei vacuoli delle cellule epidermali di molte piante. Sono caratterizzati da un’alta reattività chimica, possiedono un’azione anti-radicali liberi e inibendo la cAMP-fosfodiesterasi modulano la cascata dell’acido arachidonico. Per questo possiedono proprietà antiinfiammatorie, antitrombotiche vaso e gastro-protettrici oltre ad essere modulatori nelle reazioni di tipo allergico. Possiedono una tossicità veramente molto bassa, ma spesso possono essere inefficaci in quanto scarsamente solubili e quindi poco biodisponibili; a volte gli estratti risultano essere infatti molto più attivi del principio attivo puro proprio a causa della sua maggiore solubilità e/o stabilità. I flavonoidi identificati sono svariati, appartenenti alle sottoclassi: Crisina, Quercetina, Pinocembrina, Pinobanksina.

Attività terapeutiche

Attività antimicrobiche

La propoli possiede attività batteriostatica, battericida, antimicotica, antivirale, immunostimolante e antiossidante. Numerose sperimentazioni sia in vivo che vitro hanno dimostrato attività sia batteriostatiche che battericide numerosi ceppi batterici: Bacillus spp., Corynebacterium spp., Salmonella spp., Shigella spp., Escherichia coli, Proteus vulgaris, Mycobacterium.

É stato dimostrato con studi di microscopia elettronica e micro-calorimetrica, che il meccanismo d’azione della propoli sulle cellule batteriche è complesso e che non è possibile una semplice analogia con il meccanismo d’azione degli antibiotici classici. Infatti ne disorganizza il citoplasma, la membrana plasmatica e la parete cellulare, causa una parziale batteriolisi ed inibisce la sintesi proteica agendo sulla RNA-polimerasi DNA-dipendente dei batteri e impedisce la separazione delle cellule figlie. Inoltre studi sperimentali avrebbero dimostrato che la propoli è in grado di stimolare direttamente l`attività fagocitaria dei macrofagi.

Alcuni autori hanno dimostrato che la propoli svolgerebbe  un`azione antivirale nei confronti di alcuni virus quali quelli  dell’influenza A e B, parainfluenza1,2,3, Herpes simplex tipo 1 e 2. Adeno-virus, virus respiratorio.

Proprietà vasoprotettive e antinfiammatorie


In medicina popolare la propoli è stata da sempre utilizzata anche per le sue proprietà vasoprotettive ed antinfiammatorie. Creme ed unguenti venivano utilizzati per la cura di varici, emorroidi, scottature, eczemi infiammati.

Il meccanismo antinfiammatorio e vasoprotettivo sarebbe dovuto ai flavoni che verosimilmente provocano un rimaneggiamento del tessuto connettivo fissandosi al collagene e creando dei ponti stabili tra le fibre (cross-links) e un aumento della stabilità della barriera vasculo-tessutale.

Questa ultima azione viene potenziata dalla vitamina C. Inoltre i flavonoidi impediscono l`alterazione dei fosfolipidi di membrana mediante protezione degli acidi grassi insaturi per blocco della perossidasi.

Attività riepitelizzante e cicatrizzante

La propoli possiede proprietà che favoriscono la formazione dell’epitelio attivando  la proliferazione dei tessuti epiteliali periferici e il tessuto di granulazione. Piaghe e necrosi cicatrizzano più rapidamente dopo l’applicazione di creme ed unguenti a base di propoli limitando l’estendersi delle cicatrici.

Proprietà anestetiche

L’azione anestetica locale della propoli viene riportata da vari autori. Tale attività sarebbe dovuta in parte anche all’olio essenziale. L’estratto idroalcolico è il preparato che presenta la maggiore attività anestetica ed è comunque un’anestesia di superficie, caratterizzata da uno scarso potere di penetrazione, particolarmente utile in campo stomatologico.

L’articolo completo è disponibile in formato PDF.
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Abstract of the article in English

The propolis: food, supplement or drug

In view of the frequent and consolidated use of propolis-based products, of which only hydroalcoholic extract has been evaluated for an annual consumption of at least 500 thousand 30 ml packs on the Italian market, I thought it important to make a contribution to the knowledge of this substance. So I conducted on the one hand a careful analysis of the works published so far in the scientific field, on the other I carried out an original study on the qualitative and quantitative composition of propolis and its essential oil. In interpreting the large and sometimes poorly qualified literature on propolis in which a publication evaluating the effectiveness of its various preparations is in any case absent, it has been possible to ascertain that the conclusions on the therapeutic activities of propolis are often disproportionate and lacking in scientific feedback.

Profilo autore

Laureato in Farmacia presso l'Università degli Studi di Perugia, abilitato all’esercizio della Professione, Specializzazione in farmacologia oncologica presso l'universtita degli Studi dell’Aquila
Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche e Cosmetologiche


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