Numero 14

Malattie croniche e motivazione all’esercizio fisico

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Esistono numerosi modelli e teorie (tab.1) rivolti alla ricerca di un’efficace azione motivazionale all’esercizio fisico laddovein presenza di particolari condizioni patologiche; in realtà, molti di questi studi nascono e muovono nella direzione di un altro aspetto attinente la gestione della malattia che è “la non aderenza” o “compliance” del paziente al trattamento terapeutico. Queste condizioni, infatti, di solito ottimizzate in situazioni di malattie “transitorie”, appaiono poco soddisfatte in presenza di affezioni croniche dove, cioè, la malattia è “per sempre” e “inguaribile”. Per tale ragione i due aspetti, attività fisica e compliance, tra loro strettamente correlati e spesso fondamentali nell’evoluzione della malattia e dello stato di salute del paziente, sono da tempo oggetto di studio accurato.

A tale riguardo è indicativo il fatto che la prescrizione di attività fisica, fortemente raccomandata ai diabetici Tipo 2 è, mediamente, rispettata da appena il 30% degli stessi! Da ciò si evince chiaramente la ragione della stretta correlazione tra la motivazione all’esercizio fisico e la non aderenza al protocollo terapeutico oggetto delle teorie di cui sopra.

Recentemente, sempre a riguardo della gestione della malattia, sono stati “coniati” altri termini specifici con altrettante giustificazioni teoriche come l’adherence, intesa come collaborazione tra medico e paziente; il coping che stimola un approccio di “aggressione” nei confronti della malattia che induca un comportamento di attacco, piuttosto che di fuga, nei confronti della stessa; il modello integrato bio-psico-sociale, in cui l’attenzione è spostata dalla malattia al paziente con tutti i suoi problemi e il suo vissuto, ma anche le self-efficacy, self-management, self-care e così di seguito.

Il continuo tentativo di ricerca di sempre altri approcci motivazionali si giustifica, in altre parole, nella consapevolezza che pur essendo ormai conclamati i benefici dell’adesione all’esercizio fisico, questo non è per nulla o in maniera molto ridotta, adottato come modello di stile di vita.

Tra i tanti descritti e accennati sopra, quello che oggi sembra essere il più efficace è il cosiddetto modello Transteorico, costruito su tre dimensioni fondamentali che sono: gli stadi del cambiamento, i processi che sono messi in atto e i livelli coinvolti dal problema. Negli stadi del cambiamento sono riflessi gli aspetti temporali e motivazionali del cambiamento stesso intesi come un processo graduale che attraversa specifici stadi, seguendo un percorso periodico e progressivo.

Abstract of the article in English

Motivation or motivated behaviour is a psychological process, which gives strength and direction to our behaviour and, at the same time, it is an emotional process, which strongly influences cognitive processes. Who is motivated has a clear target to achieve and for that purpose, he is willing to make any sacrifice. For this reason, it is necessary, especially where the purpose to be achieved concerns health, that the motivation be real and not only, deceptively, an accommodation to an assigned “prescription”. In this context, the article emphasizes conceptual overturning, in the counseling phase, from negative attention of the disease to a positive one towards a new re-description of the self.

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Profilo autore

Dipartimento di Scienze Biomolecolari, sezione di Scienze dell’Esercizio Fisico,
Università “Carlo Bo” di Urbino


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