Numero 22

Allenarsi con la mascherina senza diventare vittime… del complotto!

Allenarsi con la mascherina senza diventare vittime… del complotto!
Articolo per la rivista scientifica "Scienza e Movimento": "Allenarsi con la mascherina senza diventare vittime… del complotto!" di Pierluigi De Pascalis
Indossare una mascherina, ed eventualmente allenarsi, non comporta alcun rischio di respirare anidride carbonica, di finire in acidosi, in ipercapnia e men che meno di sviluppare il cancro.
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Ci si trova in un periodo storico caratterizzato da enormi paradossi. Fra questi quello di disporre, come mai nella storia, della possibilità di accedere con rapidità e semplicità ad un alto numero di informazioni tecnico-scientifiche che anche solo 20 anni fa era impensabile avere.
Tuttavia sempre più spesso si preferisce acquisire passivamente informazioni errate.
Anche le risorse della divulgazione piuttosto che essere impegnate nel diffondere concetti scientifici nuovi, divengono attive nell’ingrato tentativo di arginare la disinformazione, porre rimedio a quelle che prima dei social erano definite “leggende metropolitane”, e oggi sono denominate fake news.
Una volta erano un numero contenuto, sempre le stesse, non creavano grandi danni e soprattutto non ne creavano ad altri, talvolta avevano quasi un effetto educativo, potevano essere un deterrente quando si raccontava di quel cugino che si era risvegliato tutto sudato e senza qualche organo dopo essere stato adescato in discoteca, altre volte avevano ricadute solo su chi abboccava, chi ha buona memoria ricorderà dei CD messi sul lunotto posteriore delle auto per evitare le multe con gli autovelox.

Senza intento di voler offendere nessuno, l’affetto delle fake news ha una distribuzione come quella suggerita di seguito, tratta dal grafico della distribuzione comportamentale descritta da Carlo M. Cipolla, nel suo libro “Allegro ma non troppo”, che si addentra nel definire le leggi fondamentali della stupidità umana. Credere che le mascherine siano dannose senza la premura di studiare per accertarsene crea danni a se e agli altri, diffondere tale notizia per il desiderio di visibilità, per la voglia di ricevere click e like è invece un atteggiamento banditesco e vantaggioso solo per se stessi.
Purtroppo l’azione di questi due fronti (lo stupido e il bandito) danneggia anche il semplice sprovveduto, che per ingenuità è portato a credere in ciò che vede. Chi si incarica di studiare e divulgare, pur apportando benefici per sé e per gli altri, sarà sempre una netta minoranza. Tuttavia ciascuno sceglie in quale dei quattro riquadri collocarsi.

L’articolo è disponibile sul sito web NonSoloFitness
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Profilo autore

Esperto in metodologia dell’allenamento e nutrizione applicata alla pratica sportiva.

Abilitato alla professione di Biologo Nutrizionista.

Direttore responsabile della rivista Scienza e Movimento

Professore a contratto: corso di laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli studi di Foggia.

Professore a contratto: Master in Rieducazione Funzionale e Posturologia Applicata presso la facoltà di Scienze Motorie Università di Urbino

Fondatore e attuale Responsabile della formazione e divulgazione scientifica di: NonSoloFitness

Dottore Magistrale in: Scienze della Nutrizione Umana, e in Scienze Motorie.


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