Numero 22

L’ Attività Fisica Adattata

L'Attività Fisica Adattata
Articolo per la rivista scientifica "Scienza e Movimento": "L'Attività Fisica Adattata" di Silvia Fant
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Per Attività Fisica Adattata s’intendono tutti i programmi di esercizio fisico non sanitari creati per soggetti fragili con specifiche necessità perché disabili, malati o anziani. Questo termine fu introdotto nel 1973, anno di fondazione della Federazione Internazionale Attività Fisica Adattata. I protocolli sono creati per persone con malattie croniche in situazione di stabilità e hanno come scopo principale quello di modificare lo stile di vita per mantenere e migliorare lo stato di salute e per prevenire eventuali peggioramenti legati alla sedentarietà [Gatti N., 2013].

L’AFA non è un’attività sanitaria, non va confusa con la fisioterapia e la riabilitazione, è un programma di esercizio fisico, svolto in gruppo. Le finalità di questi programmi prevedono il miglioramento della fitness generale, il potenziamento dell’apparato osteo-mio-articolare, la riduzione dei fattori di rischio, la prevenzione dell’osteoporosi e di altre malattie, la prevenzione delle complicanze derivanti dall’immobilità e dal decondizionamento, la diminuzione dell’affaticabilità, il mantenimento dei benefici della riabilitazione, l’aumento della socializzazione e del senso di abilitazione e la diminuzione dei disturbi comportamentali come ansia e depressione. I progetti AFA mirando alla modificazione degli stili di vita per il benessere e la salute sono finalizzati alla prevenzione secondaria e terziaria della disabilità.

In seguito ad un incidente acuto o ad una diagnosi di malattia cronica, dopo il periodo di riabilitazione e di stabilizzazione del soggetto, la menomazione che rimane causa sedentarietà che a sua volta crea altre limitazioni funzionali. Queste a loro volta riducono ulteriormente l’attività motoria e la partecipazione sociale. Il circolo vizioso, che si viene così ad innescarsi, si può interrompere in modo efficacie attraverso programmi di attività motoria di gruppo. In patologie neurologiche come il Parkinson e la Sclerosi Multipla o dopo esiti cronici d’ictus i progetti AFA sono un’ottima strategia d’intervento al fine di contrastare gli effetti della sedentarietà rappresentando un logico e fisiologico proseguimento alla riabilitazione ospedaliera.

Gli studi sull’attività fisica

Nel passato si sconsigliava l’attività fisica alle persone con Sclerosi Multipla, tanto più se intensa o di carattere sportivo. Oggi però la letteratura scientifica è ricca di lavori che confermano i benefici dell’esercizio fisico e dello sport sulla salute di questi pazienti. Un protocollo AFA può contrastare molte complicanze della Sclerosi Multipla[1], come prevenire gli aggravamenti dell’immobilità e il decondizionamento migliorando la forza, l’endurance e la flessibilità, diminuendo la sensazione di fatica, aumentando la capacità polmonare e migliorando la forza dei muscoli respiratori, migliorando la percezione corporea, prevenendo le complicanze vascolari e il diabete[2], aumentando il controllo emotivo e il tono dell’umore, incrementando l’autostima e la partecipazione sociale.

Però, nonostante i notevoli benefici, è stato costatato che la maggior parte di soggetti con la Sclerosi Multipla sono fisicamente inattivi e che il loro livello di attività fisica sembra essere dipendete dalla gravità della sintomatologia motoria e dalla percezione personale di auto efficacia[3][4]. Grazie alla partecipazione ad attività AFA la qualità di vita e gli aspetti psico-sociali ad essa correlati possono essere significativamente migliorati con la riduzione dei sintomi e l’incremento delle capacità funzionali[5]. Sia Petajan et Al.[6] nel 1996 che Mostert et Al.[7] otto anni dopo hanno confermato che, grazie all’allenamento aerobico, i soggetti con Sclerosi Multipla hanno migliorato la loro forma fisica, l’interazione sociale, il comportamento emotivo e le ADL andando ad accrescere la loro qualità di vita. Rietberg et Al. nel 2005[8] hanno evidenziato un forte impatto della terapia abbinata ad esercitazioni di potenza muscolare e mobilità rispetto alla sola somministrazione farmacologica.

L’allenamento di forza induce miglioramenti in termini di forza, resistenza muscolare e controllo posturale[9][10][11]. Inoltre, si sono registrati miglioramenti nella deambulazione dopo la partecipazione a studi sperimentali che proponevano esercizi di forza e di resistenza aerobica[12] o esercitazioni di equilibrio abbinati a protocolli di esercizio aerobico com’è descritto da Motl et Al. nel 2012. Per quanto riguarda la percezione di fatica, diversi studi[13][14] hanno evidenziato una diminuzione del sintomo dopo un protocollo di lavoro di otto settimane rispetto a uno di quattro settimane[15] con un incremento maggiore nei programmi di forza resistente rispetto ad altri[16].

Nello studio di Stroud e Minahan nel 2009, con la partecipazione costante a un programma di attività fisica, si sono evidenziati livelli inferiori di depressione rispetto al gruppo di controllo sedentario. Dallo studio di Giacobbi et Al.[17], che comprendeva come soggetti esclusivamente donne con Sclerosi Multipla, è emerso che l’allenamento progressivo di forza aumenta la qualità di vita e le ADL grazie al miglioramento della forza muscolare e della resistenza nel cammino. Nel 2007 è stato dimostrato che anche solo un’ora di attività fisica a settimana ha effetti positivi sulla fatica e sulla qualità di vita dei soggetti con Sclerosi Multipla[18].


  • [1] Motl R.W., Arnett P.A., Smith M.M., Barwick F.H., Ahlstrom B., Stover E.J., 2008; Worsening of symptoms is associated with lower physical activity levels in individuals with multiple sclerosis. Mult Scler 14:140-2.
  • [2] Marrie R., Horwitz R., Cutter G., Tyry T., Campagnolo D., Vollmer T., 2009; High frequency of adverse health behaviors in multiple sclerosis. Mult Scler 15:105-13.
  • [3] McAuley E1, Motl RW, Morris KS, Hu L, Doerksen SE, Elavsky S, Konopack JF., 2007; Enhancing physical activity adherence and well-being in multiple sclerosis: a randomised controlled trial. Mult Scler 5:652-9.
  • [4] Snook E.M., Motl R.W., 2008; Physical activity behaviors in individuals with multiple sclerosis: roles of overall and specific symptoms, and self-efficacy. J Pain Symptom Manage 1:46-53.
  • [5] Turner Aaron P., Kivlahan Daniel R., Haselkorn Jodie K., 2009. Exercise and Quality of Life Among People With Multiple Sclerosis: Looking Beyond Physical Functioning to Mental Health and Participation in Life. Arch Phys Med Rehabil  90: 420-8.
  • [6] Petajan J.H., Gappmaier E., White A.T., Spencer M.K., Mino L., Hicks R.W., 1996; Impact of aerobic training on fitness and quality of life in multiple sclerosis. Ann Neurol. 39:432–41.
  • [7] Mostert S., Kesselring J., 2002; Effects of a short-term exercise training program on aerobic fitness, fatigue, health perception and activity level of subjects with multiple sclerosis. Mult Scler. 8(2):161-168.
  • [8] Rietberg M.B., Brooks D., Uitdehaag B.M., Kwakkel G., 2005; Exercise therapy for multiple sclerosis. Cochrane Database Syst Rev. 1.
  • [9] Huisinga J.M., Filipi M.L., Stergiou N., 2012; Supervised resistance training results in changes in postural control in patients with multiple sclerosis. Motor Control. 16:50–63.
  • [10] Dodd K.J., Taylor N.F., Shields N., Prasad D., McDonald E., Gillon A., 2011; Progressive resistance training did not improve walking but can improve muscle performance, quality of life and fatigue in adults with multiple sclerosis: a randomized controlled trial. Mult Scler.17(11):1362-74.
  • [11] Filipi M.L., Kucera D.L., Filipi E.O., Ridpath A.C., Leuschen M.P., 2011; Improvement in strength following resistance training in MS patients despite varied disability levels. NeuroRehabilitation. 28(4):373-82.
  • [12] Romberg A., Virtanen A., Ruutiainen J., et al., 2004; Effects of a 6-month exercise program on patients with multiple sclerosis: a randomized study. Neurology. 63:2034-8.
  • [13] Cakt B.D., et Al., 2010; Cycling progressive resistance training for people with multiple sclerosis: a randomized controlled study. Am J Phys Med Rehabil. 89(6):446-57.
  • [14] Mostert S., Kesselring J., 2002; Effects of a short-term exercise training program on aerobic fitness, fatigue, health perception and activity level of subjects with multiple sclerosis. Mult Scler. 8(2):161-8.
  • [15]Kargarfard M., Etemadifar M., Baker P., Mehrabi M., Hayatbakhsh R., 2012; Effect of Aquatic Exercise Training on Fatigue and Health-Related Quality of Life in Patients With Multiple Sclerosis. Arch Phys Med Rehabil. 93:1701-8.
  • [16] Andreasen A.K., Stenager E., Dalgas U., 2011; The effect of exercise therapy on fatigue in multiple sclerosis. Mult Scler. 17(9):1041-54.
  • [17] Giacobbi P.R., Dietrich F., Larson R., White L.J., 2012; Exercise and quality of life in women with multiple sclerosis. Adapt Phys Activ Q. 29(3):224-42.
  • [18] Gallien P., Nicolas B., Robineau S., Pétrilli S., Houedakor J., Durufle A., 2007; Physical training and multiple sclerosis. Ann Readapt Med Phys. 50(6):373-6, 369-72.

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