Numero 6

Danza e sviluppo fisico

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Sappiamo come l’uomo primitivo si avvalesse di gesti e movimenti ritmati sul battito del proprio cuore e anche tutt’ora ogni feto può danzare nel liquido amniotico del ventre materno, è la storia del corpo danzante mentre si sta ancora formando.

Testimonia di occasioni festose e funeste, di riti e cerimonie religiose, magie, incantesimi, balli sull’aia e in discoteca, spettacoli d’arte e coreografie che a vario titolo appartengono ad epoche, luoghi e popoli diversi.

Il novecento è stato definito in Occidente, già molto prima della sua fine, “il secolo della Danza”: non per declino del balletto e delle sue manifestazioni spettacolari che, anzi, si rinvigorirono grazie a innovatori come George Balanchine (1904 – 1983), Maurice Bèjart (1927 – 2007) e Wlliam Forsythe (1949), a musicisti e scenografi-pittori legati anche alle avanguardie storiche (come nell’esperienza parigina dei Ballets Russes), ma per la quantità e la qualità di esperienze e ricerche avviate già alla fine del XIX secolo.

Nuovi stili, tecniche, tendenze d’avanguardia, poetiche d’autore e vere e proprie rivoluzioni, capaci di riaccostare la danza alle altre arti e in modi inaspettati alla vita stessa, sono stati legittimati dal riconoscimento di quest’arte in tutte le sue diramazioni e come alta espressione umanistica e di cultura. Nel novecento la danza ha influenzato arti visive, musica e teatro, e vi si è insinuata scompaginando gerarchie inveterate, abbattendo barriere tra i generi performativi.

La danza moderna non ha una data d’inizio né una vera fine: sviluppa, costruisce, approfondisce i fermenti della pioneristica “danza libera e d’espressione” (Ausudruckstanz)degli anni dieci e venti del Novecento, in specie laddove più forte era stata l’emersione del fenomeno del solismo femminile e della contaminazione con i vari “ismi” delle avanguardie storiche. È esistita una danza dadaista, una legata alla Secessione Viennese, una vicina al costruttivismo russo e al futurismo (Guatterini M. 2009).

La danza, come tutte le attività fisiche, sviluppa importanti qualità psico-motorie, può essere definita come un insieme ritmico di movimenti successivi, di una parte o di tutto il corpo, eseguiti seguendo uno schema individuale o un’azione concertata nel complesso, su di una base musicale, di cui costituisce un’interpretazione figurata capace di esprimere emozioni, idee e sentimenti.

La danza richiede alcune qualità fondamentali quali il senso del ritmo, la forza e la leggerezza, la resistenza, l’equilibrio e una naturale predisposizione.

Con un esercizio metodico e continuato, il danzatore sviluppa elasticità dei movimenti e facilita il gioco delle articolazioni, acquista padronanza, agilità e grazia nel gesto e nei passi classici, fissando separatamente i movimenti e l’atteggiamento delle singole parti del corpo che partecipano all’azione.

Praticare sistematicamente e costantemente delle lezioni di danza influisce positivamente lo sviluppo armonioso del corpo, migliorando la coordinazione, la fluidità dei movimenti, educando alla creatività e stimolando l’immaginazione e influenzando di conseguenza la psiche umana. La pratica di questa disciplina comporta a lungo termine effetti benefici sulla le competenze e sulle abilità psicomotorie di bambini e adolescenti (Dobrescu T. et al 2012).

Abstract of the article in English

Dance is a set of rhythmic movements performed in sequence according to an individual scheme or a combined action in the complex. The systematic practice of this discipline has a positive effect on the harmonious development of the body and stimulates the imagination and creativity

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Profilo autore

Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive; Laurea specialistica in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate


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