Numero 13

Crioterapia: tra mito e realtà

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Durante la XXVII° Conferenza Mondiale di Medicina della Danza tenutasi a Houston in Ottobre si è dato spazio ad un “duello” di opinioni su una delle pratiche più diffuse in ambito riabilitativo: la Crioterapia. Riportiamo qui un estratto del dibattimento sull’argomento, condotto da due ricercatrici in Fisioterapia, Valerie Williams, della Brunel University di Londra, e Rosalinda Canizares, della Duke University di Durham, USA.

L’uso del ghiaccio come terapia immediata dopo un trauma si perde nella notte dei tempi. Già dagli scritti di Ippocrate, considerato il padre della medicina moderna, risulta che questi consigliasse ai suoi pazienti applicazioni di.. neve! Ad oggi, l’applicazione di ghiaccio dopo un trauma è una pratica universalmente usata e ritenuta corretta.

Ma.. Esattamente.. Perché usiamo il giaccio? Per far diminuire il dolore, il gonfiore e l’infiammazione sia per un trauma in fase acuta, sia per una problematica ormai cronicizzata. Di certo ci sono prove aneddotiche e cliniche del fatto che il ghiaccio induca una temporanea riduzione del dolore ed abbia l’effetto di un anestetizzante localizzato; quindi se il ghiaccio viene applicato semplicemente per intorpidire un’area dopo un infortunio, allora tutto bene.

Il ghiaccio fa diminuire il dolore perché fa rallentare la velocità della conduzione nervosa e questo è stato provato scientificamente con l’utilizzo di diverse forme di applicazioni di ghiaccio: buste di ghiaccio, ice massage, bagni ghiacciati o applicazioni di ghiaccio frantumato sono tutti metodi che sono stati provati essere ugualmente efficaci nel ridurre la conduzione nervosa. È stato inoltre rilevato che anche la soglia del dolore e la sua tolleranza si innalzano dopo una serie di applicazioni di ghiaccio. Gli studi condotti ci suggeriscono anche il tempo corretto dell’applicazione del ghiaccio: dai 10 ai 12 minuti, ma sempre monitorando la condizione della cute e senza mai arrivare ad una totale perdita della sensibilità nella zona trattata. Applicazioni di ghiaccio fatte in maniera corretta possono dare sollievo dal dolore dovuto a lesioni muscolari, legamentose, tendiniti ed ematomi. Possiamo quindi considerare il ghiaccio una metodica efficace ed economica per dare sollievo dai dolori muscolari senza dover far uso di medicinali.

MA.. Ci sono rischi e complicazioni che dobbiamo conoscere. In letteratura scientifica esistono almeno tre revisioni sistematiche sull’argomento che documentano anche gli effetti negativi della crioterapia.  Dobbiamo innanzitutto aver ben presente che la crioterapia non può essere utilizzata su tutti, perché può essere, a volte, pericolosa. Esistono infatti controindicazioni e precauzioni alle applicazioni di ghiaccio, che includono il fenomeno di Raynaud, così come le ipersensibilità e le allergie al freddo come le eruzioni cutanee e le ulcere indotte dal freddo.

Inoltre, il ghiaccio può mascherare recidive e problematiche più serie che meriterebbero indagini ulteriori, in quanto induce una marcata riduzione nella sensibilità cutanea, soprattutto in quella del dolore protettivo[5], ed il corpo ha bisogno di avere un’ottima sensibilità per poter inviare i corretti messaggi di pericolo e per proteggersi, evitando di superare le proprie limitazioni strutturali.

Abstract of the article in English

During the XXVII° International Dance Medicine & Science Conference held in Houston in October 2017, space was given to a “duel” of opinions on one of the most widespread practices in rehabilitation: Cryotherapy. Here we present an excerpt from this debate, conducted by two PhDs in Physiotherapy, Valerie Williams, of Brunel University in London, and Rosalinda Canizares, of Duke University in Durham, USA.

Icing has always been considered an essential injury management skill. If used with safe application, it is a cheap, effective, drugless method for relieving pain after musculoskeletal injuries. But it should not be used on everyone as it can be harmful, especially because we have no standardization of protocol. Deleterious effects have been documented in the literature, including skin burns, nerve damage, and cold-induced nerve palsy.  Basic science literature shows that cooling is detrimental to muscle performance based on cold-induced decreases to nerve conduction velocity, receptor firing rate, muscle spindle activity, myotatic stretch reflex and ion diffusion at the motor end plate. Ice has been found to have negative effects on strength, endurance, hand and finger dexterity, and performance outcome measures. Outcome measures negatively affected by cryotherapy include throwing accuracy, vertical jump, and various running-based agility tests, including shuttle run times. Moreover, there are studies saying that, actually, it increases swelling and prolongs recovery disrupting the natural body inflammatory response.

It has been suggested in the literature that using cryotherapy to manage acute soft tissue injury is based largely on anecdotal evidence.

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Profilo autore

Fisioterapista,borsa di studio presso la University of Western Australia di Perth, ha condotto uno studio sulla Medicina della Danza presso l’Università di Nottingham, collabora per ricerche e progetti con Omar De Bartolomeo, ortopedico dell’Accademia e del Corpo di Ballo Teatro alla Scala di Milano.

Profilo autore

Professional Diploma in Dance Studies e BA (hons) in Dance Theatre al Trinity Laban di Londra.
Ex danzatrice professionista. Dott.ssa in Fisioterapia. Collabora per progetti di ricerca col Dott. Omar De Bartolomeo, ortopedico dell’Accademia e del Corpo di Ballo Teatro alla Scala di Milano


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