Numero 12

Prevenzione osteoporosi: l’importanza del calcio e dell’esercizio fisico

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Per indagare lo stato di mineralizzazione delle ossa (soprattutto il suo contenuto in calcio), si utilizza la MOC, acronimo che sta per Mineralometria Ossea Computerizzata. Questo esame strumentale, solitamente, viene effettuato in aree ben delimitate dello scheletro come la zona lombare o il collo del femore ad esempio; è un esame non invasivo, indolore e sicuro (l’esposizione alle radiazioni è molto bassa). Vi sono varie tecniche di MOC, ma senza dubbio la più utilizzata e consigliata dal mondo scientifico è l’apparecchiatura DEXA (densitometria ossea a doppia emissione di raggi X), considerata il gold standard per la diagnosi di osteoporosi.

Prima di addentrarci ulteriormente nell’argomento, una digressione lessicale doverosa: per massa minerale ossea (BMC, Bone Mineral Content) s’intende la quantità di minerali contenuti nel nostro scheletro e in linea generale più è alta, maggiore è la resistenza dell’intero apparato scheletrico e minore il rischio di fratture. La massa ossea, così come la densità ossea, viene appunto misurata con la MOC e può essere un interessante dato di riferimento per valutare la stessa persona nel tempo. Ma se si volesse un dato più significativo bisognerebbe valutare la densità minerale ossea (BMD, Bone Mineral Density), che indica la quantità di minerali contenuti in un’unità di volumi di osso (cioè in un centimetro cubo di osso) perché è questo il dato che permette di fare confronti fra persone diverse e produrre una diagnosi più accurata di osteoporosi.

L’osteoporosi e una malattia sistemica e multifattoriale che aumenta la fragilità ossea colpendo, dopo i 50 anni, una donna su tre e un uomo su cinque e rendendo più probabile il verificarsi di fratture. L’osteoporosi si verifica quando la massa ossea diminuisce più rapidamente di quanto il corpo sia in grado di sostituirla, portando a una perdita netta di resistenza dell’osso. Come risultato lo scheletro diventa fragile, tanto che anche un lieve urto o una caduta minore possono provocare una frattura (detta frattura da fragilità). L’osteoporosi non dà segni o sintomi fino a quando non si verifica appunto una frattura, questo è il motivo per cui è spesso definita come una ‘malattia silenziosa.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce come “una malattia caratterizzata da ridotta densità della massa ossea e alterazione microstrutturale del tessuto osseo, responsabili di un’incrementata fragilità dello stesso e di un conseguente aumento del rischio di fratture”.

L’osteoporosi si distingue in primaria e secondaria:

  • primaria, è la forma tipica che colpisce le donne in menopausa e gli anziani
  • secondaria, che colpisce persone già affette da altre malattie o come conseguenza di un uso protratto nel tempo di alcuni farmaci (ad esempio cortisonici, antiepilettici, immunosoppressori, ormoni tiroidei)

Abstract of the article in English

Osteoporosis is a disease that affects an increasing number of people and since risk factors are now very well known, a number of preventive actions should be implemented from the earliest age. Among the most important variables to consider there is for sure a proper nutrition, which provides the right contribution of macro and micronutrients (essential vitamins D and calcium) and constant exercise; particular attention is also paid to the right timely use of certain drugs, such as inflammatory glucocorticoids, among which the most well-known is cortisone. Prevention is excluded from sharing one another or the other sex, even though women are more likely to have this disease.

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Profilo autore

Laurea magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate e Scienze della Nutrizione Umana.
Ha completato nel 2011 il corso CONI-FIGC e l'anno seguente ha conseguito il patentino UEFA B in ambito calcistico.


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