Numero 19

Le patologie croniche e il movimento: l’esercizio fisico come prevenzione e cura

Le patologie croniche e il movimento: l'esercizio fisico come prevenzione e cura
Le patologie croniche e il movimento: l'esercizio fisico come prevenzione e cura
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Introduzione

Si è soliti associare le patologie croniche alla sfera dell’anzianità e considerarle molto lontane dal mondo giovane-adulto, ma la realtà è ben diversa. Siamo circondati da pazienti o potenziali pazienti affetti da queste patologie, è utile quindi fare chiarezza. Cosa sono le patologie croniche?

Le patologie croniche sono la principale causa di morte in tutti i continenti: si tratta di un ampio gruppo di malattie caratterizzate da un lungo decorso e che pertanto richiedono un’assistenza a lungo termine; in questo gruppo di malattie rientrano cardiopatie, ictus, cancro, diabete e affezioni respiratorie croniche.

Il monitoraggio delle patologie croniche, a livello globale, è gestito direttamente dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e in una delle ultime statistiche si afferma che siano causa di morte per quaranta milioni di persone ogni anno (circa il 70% di tutti i decessi a livello globale): nello specifico il numero maggiore di decessi è dovuto alle malattie cardiovascolari (17,7 milioni di persone), seguite dai tumori (8,8 milioni di persone), dalle malattie respiratorie (3,9 milioni) e dal diabete(1,6 milioni).  

Tra i fattori di rischio (FR) delle patologie croniche è possibile considerare ai fini classificativi il parametro della modificabilità. Infatti, i FR si classificano in modificabili e immodificabili. Nel primo gruppo è possibile inserire tutti gli stili di vita poco sani: alimentazione scorretta, fumo di sigaretta, abuso di alcol e mancanza di attività fisica; nel secondo gruppo è possibile menzionare età e predisposizione genetica. 

Da professionisti del movimento, ambasciatori dei migliori stili di vita saremo i primi ad agire sui fattori di rischio modificabili dei nostri clienti; di vitale importanza risulta quindi la corretta informazione, in modo da evitare che il cliente arrivi da noi già paziente, con una diagnosi confermata dal medico o peggio che il nostro cliente diventi paziente.     

Malattie croniche, attività e inattività fisica

Prima di parlare del ruolo chiave dell’attività fisica nella prevenzione delle patologie croniche, è importante soffermarsi sugli esiti negativi di un’abitudine all’inattività fisica, uno dei più importanti fattori di rischio di mortalità nel mondo. Gli Stati membri dell’OMS hanno concordato come obiettivo strategico di ridurre del 10% l’inattività fisica entro il 2025. 

Questo fattore di rischio ha origine principalmente dai comportamenti sedentari in casa e sul lavoro o anche da diversi fattori ambientali legati all’urbanizzazione: per esempio l’inquinamento (cattiva qualità dell’aria), assenza di parchi, marciapiedi o impianti dedicati al movimento e l’alta densità del traffico; la teoria della pericolosità dell’inattività fisica è confermata da una revisione sistematica del 2008 che mette in relazione la sedentarietà e il rischio di patologie croniche affermando che  lo stile di vita inattivo e la mancanza di regolare attività fisica sono vere e proprie cause di queste malattie.

Ma che cos’è l’attività fisica?

L’attività fisica è definita come qualsiasi movimento corporeo, in grado di realizzare un dispendio energetico, realizzato dalla muscolatura scheletrica; si può quindi affermare che l’attività fisica si realizza semplicemente “vivendo” tutte le attività di vita quotidiana dal lavoro ai giochi, dalle faccende domestiche alle attività ricreative. 

Il movimento può essere considerato come una delle più importanti funzioni organiche dell’uomo in grado di produrre effetti positivi su tutti gli apparati di cui l’organismo umano è costituito. Tutti i professionisti del movimento e della salute hanno il compito di indirizzare lo stile di vita dei propri clienti o dei propri pazienti verso una metodologia attiva che ponga alla base l’attività fisica e il divieto di sedentarietà; gran parte delle problematiche che interessano gli adulti e gli anziani di oggi dipendono dalla ipocinesi e quindi dalla carenza di movimento. 

Le linee guida internazionali realizzano un profilo ideale della quota di attività fisica in grado di supportare uno stile di vita attivo, questo prevede:

• mezz’ora al dì per almeno 5 giorni a settimana di attività fisica ad intensità moderata (40-60% VO2max)

• due ore e mezza a settimana o 20 minuti al giorno per almeno 3 giorni a settimana ad intensità vigorosa (61-85% VO2max)

• un’ora a settimana o qualunque combinazione di attività fisica ad intensità moderata o vigorosa, che raggiunga o superi i valori minimi consigliati

 • per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti si consigliano 60 min. al giorno di attività di intensità da moderata a vigorosa.

L’articolo completo è disponibile in formato PDF.
Per scaricarlo clicca qui

Abstract of the article in English

Noncommunicable diseases and movement: physical activity like prevention and treatment

Physical inactivity is one of the main risk factors for chronic diseases. Noncommunicable diseases (NCDs), also known as chronic diseases, are a large group of diseases characterized by a long course. The main types of NCDs are cardiovascular diseases, cancers, chronic respiratory diseases and diabetes.
Physical activity, programmed in a correct way, will cause adaptations that will affect the human body able to prevent these pathologies; for this reason, cooperation between doctor, physiotherapist, experts in the movement and the client is essential.

Profilo autore

Laureato magistrale in Scienze e tecniche dello sport, laureato in Scienze Infiermeristiche, Docente NonSoloFitness


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